27 settembre 1956: nasce Peppe Dimitri - <b>FascinAzione</b>

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domenica 27 settembre 2020

27 settembre 1956: nasce Peppe Dimitri


Oggi
avrebbe compiuto 64 anni Peppe Dimitri, il “Comandante”, il leader più amato della piazza nera romana nella seconda metà degli anni Settanta. E’ morto quattordici anni fa in un incidente motociclistico. Con lui vivo tanti casini non sarebbero successi, ne sono convinto.


I suoi funerali sono stati giustamente definiti l’ultima grande manifestazione fascista. Ve li ripropongo raccontati da Rao (un capolavoro, uno dei rari casi in cui il suo antico stile freddo da cronista d'agenzia cede il passo al sentimento e alla passione) e poi da me

Un giovane sfreccia con la sua auto per le strade dell’Eur. È insieme alla sua ragazza e stanno andando fuori Roma. La giornata è limpida in questi ultimi giorni di marzo. Sono sereni. Federico, questo il suo nome, ha poco più di 30 anni e nella vita fa politica a tempo pieno. È un dirigente di Alleanza Nazionale, uno che nel suo quartiere ha un peso. È consigliere di Municipio, ma punta più in alto. Mancano due mesi alle elezioni comunali e sta meditando di candidarsi al Campidoglio. Ma il destino ha deciso diversamente.
Sono passate da poco le 13 quando Federico sente un dolore al petto, una fitta molto forte. Ha paura. In zona c’è un ospedale, il Sant’Eugenio. Il sangue gli sale alla testa, i riflessi si annebbiano. Si agita, decide improvvisamente di invertire la marcia e raggiungere il Pronto Soccorso. Siamo all’incrocio tra via Laurentina e piazzale Douhet. In quel preciso momento passa veloce uno scooterone, un 125: Federico non lo vede, sente solo l’impatto con la moto. Devastante. L’auto, impazzita, passa sopra il conducente dello scooter, infliggendogli danni tremendi. Morirà meno di un’ora dopo.
Il caso ha voluto che la vittima dell’incidente fosse una persona che Federico conosceva bene. Era un suo compagno di partito. Presidente di circolo di An e dirigente di primo piano della destra sociale. Ma quell’uomo era molto altro e molto di più. Il giovane Federico ancora non lo sa, ma si è appena scontrato con la storia e ha travolto una leggenda. Questa leggenda aveva un nome e un cognome: si chiamava Peppe Dimitri. LEGGI TUTTO

Sull’antefatto ricorriamo ancora alla testimonianza di Daniele Liotta, che sarà uno degli «alfieri» della cerimonia (nella foto è il camerata a destra di Adinolfi):
Si devono organizzare le esequie, si dibatte sulle modalità. La sera a cena mi ritrovo a parlare con Stefano Delle Chiaie sull’opportunità di avvolgere Peppe con la bandiera di Avanguardia nazionale, ci sono titubanze, io sostengo che tutte le organizzazioni che hanno maggiormente caratterizzato la militanza politica di Peppe debbano donare il proprio simbolo distintivo con i dovuti onori al guerriero che giace. La bandiera con la Runa sarà posta dentro la cassa, così anche una spilla d’argento con il nodo di rune di Terza posizione che Gabriele Adinolfi apporrà la mattina durante il picchetto d’onore alla camera mortuaria. La notte antecedente il funerale, Roma vede migliaia di persone di ogni età in strada ad attaccare dei maxi manifesti con raffigurata una quercia innevata e la scritta: COMBATTERE È UN DESTINO – ONORE A PEPPE DIMITRI, manifesti realizzati a tempo di record con i quali sono stati tappezzati i muri di Roma da squadre di attacchinaggio composte da 10-15 macchine colme di gente cadauna.  LEGGI TUTTO 

Il ricordo di Mimmo Magnetta


La batteria Dimitri

Peppe Dimitri, al ritorno dal servizio militare, si era trovato sostanzialmente emarginato dal gruppo che pure aveva contribuito a fondare e a forgiare. Mette su, in pochi giorni, con il perfezionismo che lo caratterizza, una efficiente “batteria” di rapinatori, riservando grande attenzione al settore informativo. Coinvolge un gruppo di camerati dell’area Eur-Monteverde: l’ex segretario missino della Montagnola, cassiere del Banco di Roma rovinato dai debiti di gioco, un piccolo imprenditore fallito che si è ridotto a fare l’addetto delle pulizie, una guardia giurata. LEGGI TUTTO

Il grande colpo alla Chase Manhattan Bank

Il grande colpo alla Chase Manhattan dell'Eur fu organizzato da Peppe Dimitri, con una formazione mista di avanguardisti (Magnetta e in parte lui, che destinava i fondi delle rapine a finanziare la logistica per la ricostruzione di Avanguardia) e Nar (Fioravanti, Alibrandi e Carminati). Finì per rappresentare il punto più alto di un'offensiva dei Nar partita con la rapina all'Omnia sport in primavera e che affonderà in tre settimane, con gli arresti di Pedretti (5 dicembre) e Dimitri (14 dicembre). E così il grande colpo guadagnerà un'aura magica. La storia ce la restituisce, come sempre magistralmente, Nicola Rao...  LEGGI TUTTO

Il ricordo di Stefano Delle Chiaie


Il ricordo di Antonio Tisci

Se la memoria non mi fa difetto lo avevo conosciuto ad un campo base una decina di anni prima. Erano i primi anni di Alleanza Nazionale, quando ragazzino avevo deciso di unirmi a quel mondo che, all'interno di An aveva la folle idea di volersi opporre alla svolta liberale di An provando a trasformare il partito nato dal MSI nel partito della destra sociale. LEGGI TUTTO

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