giovedì 29 settembre 2016

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Roma, arrestato Simone Di Stefano leader di CasaPound: "Difendevo le famiglie italiane"

(G.p) Durante l'esecuzione di uno sfratto di due appartamenti del Comune di Roma in via del Colosseo al civico 73 ci sono stati momenti di tensione. Le forze dell'ordine, presenti in luogo per rendere esecutivo lo sgombro hanno trovato ad accoglierle diversi esponenti di Casa Pound Italia. L'operazione si è conclusa dopo qualche ora con l'arrestato di Simone Di Stefano, vice presidente di Casa Pound e di altri 15 militanti del movimento guidato da Gianluca Iannone, come ci racconta dalle colonne de Il Giornale, con un interessante articolo, la collega Marta Proietti.



 Tensione questa mattina in Via del Colosseo, a Roma, dove è avvenuto lo sgombero di due famiglie difese dai militanti di CasaPound Italia.
Le operazioni si sono concluse con l'arresto di Simone Di Stefano, vicepresidente ed ex candidato a sindaco di Roma.

I due nuclei famigliari, di cui alcuni componenti disabili, occupavano abusivamente due appartamenti all'interno di una palazzo nella via al centro della capitale. Tempo fa avevano chiesto la regolarizzazione delle loro posizioni ma le richieste non sono state accettate e entrambe le famiglie sono state trasferite nella periferia romana. A questo punto è intervenuta Casa Pound che ha aiutato gli occupanti a tornare nelle case in Via del Colosseo.

Questa mattina lo sgombero. L'operazione è stata compiuta dagli agenti dello Spe della municipale, diretto dal comandante Antonio Di Maggio, con la polizia di Stato che ha registrato la resistenza di esponenti di CasaPound Italia oltre al lancio di uova, bottiglie, vernice ed oggetti metallici ed alzando vere e proprie barricate a difesa di ogni singolo piano della palazzina. Dopo tafferugli e resistenze durante oltre tre ore, gli agenti sono comunque riusciti a concludere lo sgombero.

Sono però finite in manette sedici persone, tra cui anche il vicepresidente di CasaPound Italia Simone Di Stefano, come denunciato anche in un video pubblicato sulla pagina facebook di Casapound Italia. Membri del partito sono ora in presidio sotto il Campidoglio chiedendo un incontro al sindaco Virginia Ragg
i.

Modena:passeggiate e volantinaggi notturni di Forza Nuova, il Pd non ci sta

Passeggiate e volantinaggi notturni di Forza Nuova, il Pd non ci sta




(G.p)Da alcuni mesi a Modena ed in alcuni comuni della sua provincia i militanti di Forza Nuova sono promotori delle passeggiate notturne della sicurezza nelle zone a più alta densità criminale. Una iniziativa che non piace per niente ad Andrea Bortolamasi, segretario del Partito Democratico come ci racconta, con un interessante articolo il quotidiano on line Modena Today.



Partito Democratico di nuovo in trincea a Modena, sul fronte sicurezza nelle zone piu' 'caldè della città. La notte scorsa, infatti, sono stati infilati nelle cassette delle lettere di molte abitazioni in zona Crocetta volantini, a firma Forza Nuova, che annunciano l'organizzazione di prossime "passeggiate notturne della sicurezza". Si segnala in particolare il passaggio, nottetempo, dei volontari Fn "in vigilanza al quartiere", con tanto di contatti e-mail, pagina Facebook, telefono, sito web.

Un'attività che i giovani del partito di Fiore stanno portando avanti da ormai molti mesi non solo in città, ma anche in molti comuni periferici, specialmente nella Bassa dove il gruppo raccoglie più adesioni. Lungi dall'essere definite "ronde", le passeggiate per la sicurezza trovano forte opposizione da parte del Partito Democratico, come anche questa volta sottolinea il segretario cittadino.

"Non abbiamo bisogno di ronde dei neo-fascisti a Modena", chiarisce subito Andrea Bortolamasi, che segnala l'iniziativa forzanovista e la condanna senza sconti. Continua il segretario dem: "La sicurezza dei cittadini è una cosa seria che necessita di risposte adeguate, personale preparato, risorse e mezzi. Non si sente certo il bisogno di ronde dei neo-fascisti. Anzi, aggiungo, a Modena, città medaglia d'oro alla Resistenza, Forza nuova è formazione politica non gradita".

E se "su questi temi i cittadini chiedono, com'è giusto, risposte efficienti e rapide", Bortolamasi ricorda che "le Forze dell'ordine e l'amministrazione comunale sono impegnate, da tempo e con continuità quotidiana, su questi temi: lo scorso 29 luglio è stato rinnovato da Comune e Prefettura il 'Patto per Modena Città sicurà che prevede, tra l'altro, l'ampliamento della rete di telecamere, il potenziamento dell'organico e la turnazione degli operatori di Polizia municipale, il rafforzamento del presidio informale valorizzando forme di volontariato già presenti sul territorio". Quindi "grazie, ma Forza Nuova il suo show puo' andare a farlo da un'altra parte", conclude il segretario Pd.“

Casa pound contro la Questura di Torino


(G.p)I militanti torinesi di Casa Pound Italia insieme al comitato San Salvario Bramante, da tempo vogliono organizzare una manifestazione contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, fenomeno abbastanza radicato nel quartiere trovando sempre l'opposizione della Questura di Torino, per cui hanno deciso di organizzare lo stesso un corteo di protesta, anche senza l'autorizzazione, come ci racconta, con un interessante articolo la collega Elisa Sola dalle colonne virtuali di Torino Oggi.
Articolo che riportiamo per intero.



Sono pronti a “disobbedire” alla questura di Torino, e organizzare un corteo di protesta anche se non avranno l’autorizzazione, i militanti di Casa pound Torino. Matteo Rossino, che è anche portavoce del Comitato San Salvario Bramante, lo annuncia su facebook. Il militante voleva organizzare una manifestazione contro lo spaccio, fenomeno molto presente nella zona. L’idea era quella di scendere in strada e marciare nelle vie della circoscrizione 8. Ma dalla questura, informalmente, avrebbero negato a Rossino questa possibilità. E non sarebbe la prima volta. “Abbiamo sempre incontrato l’opposizione delle forze dell’ordine” tuona il militante di Casa pound, denunciando il mancato rispetto dell’articolo 17 della Costituzione e la libertà di esprimersi liberamente. “Il diritto alla riunione e alla manifestazione è stato negato”, prosegue, affermando che nei prossimi giorni verrà organizzato comunque un corteo, anche senza il parere favorevole della polizia.

“E’ ormai un anno – dichiara Rossino su Facebook - che insieme ai residenti di San Salvario Sud, in qualità di portavoce del Comitato San Salvario Bramante, mi sto battendo affinché il quartiere possa tornare alla normalità. Spacciatori ad ogni angolo giorno e notte, clandestini armati e violenti, sporcizia e degrado non possono essere e non devono diventare la normalità di un quartiere abitato da gente per bene, lavoratori, famiglie e pensionati che vivono oggi ostaggi di gruppi di delinquenti che le istituzioni tollerano, in maniera del tutto inspiegabile”.

mercoledì 28 settembre 2016

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Arabo inneggia a Hitler, nel kebab scoppia la rissa

(G.p)Un cittadino arabo, le cui generalità non sono state diffuse, fa irruzione in un fast food, sito in via Belludi a Padova gestito da un cittadino turco ed inneggia ad Hitler facendo il saluto nazista. Ne nasce un parapiglia con il proprietario del locale che armato di utensili da cucina picchia l'arabo, come ci racconta, con un interessante articolo il collega Enrico Ferro su Il Mattino di Padova.
Articolo che riportiamo fedelmente.



Un arabo che fa irruzione in un fast food gestito da un turco e alzando il braccio destro inneggia a Hitler. La storia ai confini della realtà è contenuta in un verbale dei carabinieri, perché a causa di questo exploit verso le 13 in via Belludi è scoppiato il finimondo. Con botte da orbi e una denuncia a piede libero nei confronti del gestore del locale che si è difeso con gli utensili da cucina.
Il locale in questione è “Europa Pizzeria Kebab”, fast food etnico a pochi passi dalla Basilica del Santo. Alle 13 si presenta un arabo di 27 anni che alzando il braccio destro grida: “Heil Hitler” (che poi chissà cos’ha detto veramente).
Il gestore del locale, un turco di 23 anni, è andato su tutte le furie. L’ha subito cacciato fuori ma è nata un’animata discussione.
Dalle parole sono ben presto passati alle mani. L’arabo ha scagliato una sedia di plastica contro il ristoratore che, a quel punto, si è armato con alcuni utensili da cucina. Con questi ha colpito l’arabo al braccio sinistro, aprendo uno squarcio. I carabinieri l’hanno denunciato per lesioni.

Berto Ricci, Nicola Bombacci, Alessandro Pavolini e l'offensiva nazional popolare



Sabato 1 ottobre presso la sala del consiglio comunale di Bellante, in provincia di Teramo, con inizio alle ore 17,l'associazione identitaria Nuove Sintesi ha organizzato un doppio appuntamento culturale, un convegno dal tema Berto Ricci, Nicola Bombacci, Alessandro Pavolini, l'offensiva nazional popolare dove verranno raccontante ed analizzate, grazie ad una relazione dello storico saggista Roberto Mancini, queste figure rivoluzionarie del fascismo movimentista mentre successivamente verrà presentato, in prima assoluta il libro di Roberto Mancini Josef Tiso, con il Popolo e per il Popolo, scritto incentrato sulla figura del sacerdote slovacco e leader politico del partito populista. Fu sostenitore dell'indipendenza della Slovacchia. Fu presidente del Consiglio della Repubblica indipendente slovacca, nazione alleata con l'asse. Dopo la fine della seconda guerra mondiale fu condannato a morte ed impiccato con l'accusa di alto tradimento dai comunisti.

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28 settembre 1980: un commando dei Nar uccide Ivo Zini

Sono le 22 del 28 settembre, quando due ragazzi su un Vespone bianco si fermano al numero 361 di via Appia Nuova, davanti alla sezione del Pci dell’Alberone. Secondo una tecnica ormai collaudata, quello seduto dietro si infila un passamontagna e punta la pistola contro tre persone che stanno leggendo le pagine degli spettacoli dell’Unità affisse in una bacheca esterna. Poi preme il grilletto, per quattro volte. Muore Ivo Zini, mentre Vincenzo Di Blasio resta ferito alla gamba. Un’ora dopo, con una telefonata al Messaggero, una voce maschile comunica: «Siamo i Nuclei Armati Rivoluzionari e rivendichiamo l’attentato in via Tuscolana». LEGGI TUTTO
28 settembre 1980: un commando dei Nar uccide Ivo Zini

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Enzo Erra e le quattro giornate di Napoli che non ci furono


(G.p)Secondo la storiografia ufficiale, le quattro giornate di Napoli di cui oggi si festeggia il settantesimo anniversario ( 27-30 novembre) furono un episodio storico di insurrezione popolare avvenuto nel corso della seconda guerra mondiale attraverso le quale, i civili con l'apporto di militari fedeli al regno del Sud, riuscirono a liberare la città di Napoli dall'occupazione delle forze armate tedesche.
L'avvenimento, grazie al quale la città ebbe conferita la medaglia d'oro al valore  militare, consentì alla forze anglo americane di  trovare, al loro arrivo, una città già libera dall'occupazione tedesca, grazie alla fattiva collaborazione ed all'eroismo dei cittadini partenopei giunti allo stremo delle proprie forze per la lunga guerra.
I pochi morti  tra i "resistenti" e tra i militari dell'esercito tedesco dimostrano, senza ombra di dubbio alcuno, la marginalità degli scontri a Napoli nel quadro generale della seconda guerra mondiale, come afferma il collega Fabrizio Carloni, storica firma del quotidiano Il Roma, dipingendo una realtà differente da quella tramandata dalla storiografia post bellica sui libri di scuola e non solo.
Una realtà differente anche dal film Le Quattro giornate di Napoli di Nanni Loy dove il regista propone al pubblico una vicenda umana, dal forte connotato operaio e popolare nel quale la guerra ai tedeschi invasori si mescola ad un forte desiderio di riscatto economico, sociale, politico.
Sulle quattro giornate di Napoli anche il giornalista e politico Enzo Erra, di cui pochi giorni fa ricorreva il quinto anniversario della sua scomparsa scrisse un interessante libro edito da Longanesi intitolato Le Quattro giornate di Napoli che non ci furono.
Un libro in cui l'autore si domanda se davvero Napoli insorse contro i nazisti nel 1943 e se ci furono le 4 giornate raccontate dalla storia resistenziale ed esaltate in seguito dal cinema?
Facendo sforzo della propria memoria ed aiutato dai ricordi personali di altre persone, comparando testimonianze indirette e dirette, documenti inediti l'autore cerca di rievocare le tre settimane dell'occupazione tedesca, concluse con una ritirata.
Una fuga turbata da scontri disordinati con gruppuscoli partigiani. Sulla verità dei fatti si stende un'altra ombra: a liberazione avvenuta ben 7 mila napoletani presentarono domanda al Ministero degli interni al fine di ottenere la qualifica di patriota con le relative sovvenzioni.








Ero nell’ ultimo camion della colonna tedesca che lasciava Napoli e non ho sentito sparare nemmeno il tappo di una bottiglia. Forse i cosiddetti partigiani, dopo essersi ben assicurati che non ci fosse nemmeno più un teutonico in giro, si sono abbandonati a quattro giorni di festeggiamenti o, peggio, di vendette personali contro persone meno difese di loro”(Enzo Erra, Napoli 1943, le quattro giornate che non ci furono)



Pescara: dopo Forza Nuova, Audere Semper pattuglia gli autobus


(G.p)Continuano, senza tregua e senza sosta,a Pescara, le passeggiate patriottiche sugli autobus organizzate dall'ex coordinatore regionale di Forza Nuova ed ora fondatore di Audere Sempre, nuovo gruppo politico nazionalista, come ci racconta con un interessante articolo il sito di informazione locale City Rumors.


Pescara. Le chiamano “passeggiate patriottiche” anche se per molti sembrano delle vere e proprie ronde: proseguono, comunque si voglia chiamarli, i presidi di controllo cittadini sugli autobus della Tua da parte del gruppo politico Audere Semper.
La scorsa estate era il gruppo di Forza Nuova a svolgerle; ora che Marco Forconi si è dimessi da coordinatore e ha fondato il nuovo gruppo di ispirazione nazionalista, è Audere Semper a pattugliare le corse degli autobus pubblici per scongiurare aggressioni e altri atti criminosi.
Per tutta la giornata di lunedì 26 settembre, una ventina di militanti, dalle 8.30 alle 20.30, ha presenziato su tutte le corse da nord a sud e da est a ovest, raccogliendo i gli ormai consueti consensi fra i passeggeri, anziani e disabili in particolare.
“Questa iniziativa”, spiega Forconi, “continuerà nel tempo e sarà potenziata, fino a portarla a regime quotidiano. Ricordiamo alle istituzioni, al personale dipendente della Tua ed ai passeggeri che i militanti di Audere Semper non svolgono alcuna attività di controllo, pagando ed obliterando i titoli di viaggio, prefiggendosi solo un effetto deterrenza contro degrado e inciviltà all’interno dei mezzi pubblici.

martedì 27 settembre 2016

Ercolano: Casa Pound si oppone alla sfratto di famiglia


(G.p) Ercolano, comune di oltre 50 mila abitanti, dell'hinterland partenopeo. Una famiglia, con due disabili sta per essere sgomberata dalla propria abitazione di proprietà dell'Opera Pia della Curia. A difesa della famiglia Liberti si schiera senza se e senza ma Casa Pound Italia, con una delegazione di militanti che attende l'arrivo dell'ufficiale giudiziario per cercare una mediazione ed ottenere insieme al legale della famiglia un rinvio.
Questa azione politica, a difesa di una famiglia con due disabili nel proprio nucleo familiare ci viene raccontata da Ferdinando Raiola,  coordinatore regionale di Casa Pound Italia che dalla sua pagina facebook dichiara:
questa mattina i ragazzi di CasaPound Italia sono intervenuti ad Ercolano (Na) per impedire lo sfratto di una famiglia del luogo stretta in un contenzioso che va avanti da anni fra l'Opera Pia della Curia e il comune di Ercolano. Adesso, insieme al legale della famiglia, abbiamo ottenuto una proroga ma non lasceremo perdere la questione fino a che la famiglia Liberti, che peraltro conta due disabili nel nucleo familiare, non avrà ottenuto una sistemazione onorevole e dignitosa"








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27 settembre 2001, strage al parlamento cantonale di Zugo, 15 morti

Il 27 settembre 2001, Friedrich Leibacher, 37 anni, armato con un fucile d’assalto tipo SIG PE 90, fece irruzione nell’aula del parlamento del Canton Zugo aprendo il fuoco e uccidendo quattordici persone (tre Consiglieri di Stato e undici Gran Consiglieri) e ferendone altre quindici prima di togliersi la vita a sua volta. La “strage di Zugo”, così chiamata dai giornali, rappresenta il più tragico fatto di sangue avvenuto nella Svizzera moderna. LEGGI TUTTO

27 settembre 2001, strage al parlamento cantonale di Zugo, 15 morti

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