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domenica 22 luglio 2018

Fabrizio Fratus, identitari e sovranisti: questa è la sintesi


Il sociologo milanese Fabrizio Fratus ha presentato il suo ultimo libro intitolato Oltre la destra e la sinistra, sovranisti del nuovo millennio sabato 21 luglio a Redondesco, comune di poco più di 1200 abitanti in provincia di Mantova presso la sala convegni del Castello.
Una presentazione organizzata da Progetto Nazionale, alla quale sono intervenuti, in qualità di relatori, Andrea Martinelli, consigliere comunale di Redondesco di Progetto Nazionale, Matteo Magnai, responsabile provinciale dei Giovani Padani, Vincenzo Sofo, militante della Lega.
Un interessante libro, di cui consiglio una attenta ed approfondita lettura, che ripercorre il percorso dei giovani militanti del variegato mondo dell'italica destra, dal Fronte della Gioventù alle organizzazioni extraparlamentari come il Movimento Politico Occidentale, Meridiano Zero e tante altre fino ad agganciare la Lega, al giorno di oggi sempre più di ispirazione lepenista essendo il mito del Nord soltanto un ricordo.
L'autore non dimentica di citare episodi violenti e tristi ai danni della gioventù di destra , dall'assassinio ai danni del giovane studente Sergio Ramelli, la cui unica colpa era quella di militare nel Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile dell'allora Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale all'azione repressiva dello Stato, post strage di Bologna. Eventi che segneranno una generazione di generosi militanti e che consacreranno il mito in quelle successive.
Dopo la svolta della destra liberal democratica di governo, avvenuta con il congresso di Fiuggi in cui si sancì la fine del Movimento Sociale Italiano e la nascita di Alleanza Nazionale l'arcipelago della destra sociale si è trovato orfano di un soggetto plurale in grado di incanalare i troppi scontenti di questo cambiamento in versione conservatrice e borghese.
Chi cercò di incanalare i nostalgici della fiamma, i contrari alla destra di governo, fallì clamorosamente nel progetto politico di una destra distinta e distante da quella di governo di An.
Come è andata a finire la storia, è cosa nota a tutti: con il fallimento del progetto politico di Alleanza Nazionale, il ridimensionamento dei missini in Forza Italia, ormai ridotti ad una piccola pattuglia, al vivere alla giornata dei post missini di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale.
Dopo tempi tristi, arriva il cambio direzionale della Lega, verso il sovranismo, voluto fortemente da Matteo Salvini, come risposta ai diktat del politicamente corretto.
Un cambio di direzione che ha trovato tante simpatie e tanti consensi nel variegato mondo della destra come dimostrano anche i risultati elettorali del Carroccio.
La presentazione del libro di Fabrizio Fratus è stata anche l'occasione per i relatori e per il pubblico di interloquire sui temi dell'attualità politica, i primi 100 giorni del governo giallo verde, la continua e costante crescita dei movimenti populisti in Europa, grazie ad un interessante dibattito intitolato Identità, sovranità, comunitarismo.


Licenziato dalla vostra omofollia. Lo striscione di Forza Nuova fuori la Locanda Rigatoni

Licenziato dalla vostra omofollia. Questo è il testo di uno striscione affisso dai militanti romani di Forza Nuova e del Sindacato Nazionale Lavoratori Italiani, sulla porta della Locanda Rigatoni dopo che il ristorante ha licenziato un cameriere per la vicenda di  una scritta offensiva sulla ricevuta fiscale Pecorino no, Froci si, rilasciato ad una coppia di fidanzati omosessuali.
Probabilmente, precisano in una nota congiunta Forza Nuova e Sinlai, se qualcuno avesse schernito allo stesso modo 2 persone eterosessuali, nessuno si sarebbe scandalizzato e il gesto sarebbe passato per quello che è, ovvero un atto di innocua goliardia.
Ma la lobby gay, continua la nota, in Italia, si sa è molto influente, per cui ha scatenato tutto il proprio potere affinché il cameriere venisse licenziato e messo alla gogna come il peggiore dei criminali.
"Ammesso che se ne volesse rilevare la colpa e sanzionare il comportamento, vi erano diverse sanzioni disciplinari applicabili; ma evidentemente la lobby LGBT non ne sarebbe stata soddisfatta, perciò ha preteso il licenziamento in tronco, come poi è stato.
Per questo motivo  Sinlai e Forza Nuova esprimono massima solidarietà per il cameriere licenziato. 
Oggi, più che mai, conclude la nota, dobbiamo difendere a tutti i costi i lavoratori italiani da un sistema marcio, che immiserisce il Paese, e da gruppi di potere che fanno il bello ed il
cattivo tempo, commettendo arbitrii e ingiustizie di ogni genere ai danni di chi si oppone ai loro dettami.



Fratelli serpenti d'Italia, volano insulti virtuali tra il deputato Cirielli ed il consigliere regionale Passariello

(G.p)Un tempo, neanche troppo lontano sarebbe finita a schiaffi, come nella migliore tradizione dei congressi dell'allora Movimento Sociale Italiano, oggi, per fortuna, volano solo insulti e schiaffi virtuali in Fratelli d'Italia tra il parlamentare salernitano Edmondo Cirielli ed l'unico consigliere regionale rimasto nel partito, il napoletano Luciano Passariello.
Il bisticcio social nasce da un post scritto sul principale social network nel quale accusa di mancata coerenza il Movimento Cinque Stelle per l'assunzione della segreteria del vice premier Luigi Di Maio.
Il consigliere regionale scrive : "Mentre tutti i cittadini aspettano (invano) il reddito di cittadinanza i 5 Stelle mostrano il loro vero volto!
Un post che non poteva non scatenare polemiche politiche. Alcuni frequentatori del social ricordando all'onorevole Passariello il famoso video dell'inchiesta di Fan Page che riguarda Agostino Chiatto, suo segretario poi interviene anche il deputato Edmondo Cirelli, questore della Camera e responsabile giustizia di Fratelli d'Italia che scrive : Passariello se parli ancora mi fai diventare dei 5 stelle anche a me.
Un post pepato che non poteva non scatenare la replica del consigliere regionale che cosi scrive: " 
“Carissimo Edmondo, mi sembra strano quello che dici… prima da carabiniere e poi da uomo di governo, dovresti sapere che si è colpevoli quando si è condannati e non quando si è indagato…anche a me, quando nel 2013 ho aderito a FDI mi avevano sconsigliato di aderire perché nel partito c’era qualche deputato indagato ma, io da semplice consigliere regionale conoscevo la differenza è sapevo di entrare in un partito garantista… forse mi sono sbagliato? Poi posta un articolo in cui si parlava di un indagine per corruzione che vedeva coinvolto Cirielli, in seguito prosciolto.
Durissima è giunta la replica di Edmondo Cirielli:  c'è differenza tra indagato prosciolto è indagato e rinviato a giudizio come te ( in attesa di prescrizione ) e ancor più tra indagato e prosciolto e indagato e sputtanato da un video come te . Ripensandoci è stato un grave errore per noi almeno che ti sei iscritto , ci hai fatto fare una grande figura di merda..”
Per comprendere il clima che si vive in Fratelli d'Italia, dove anarchia, caos, disorganizzazione, regnano sovrani e dove ancora non è stato nominato il segretario cittadino a Napoli, terza città d'Italia, non c'è davvero bisogno di aggiungere altro.

sabato 21 luglio 2018

L'omaggio di Forza Nuova Roma alle vittime degli sceriffi


Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Gabriele Sandri, il prossimo potresti essere tu.

Questo è il testo di un manifesto, affisso in diversi quartieri di Roma dai militanti di Forza Nuova, nella serata di venerdì 20 luglio,giorno in cui 16 anni fa, moriva  Carlo Giuliani, ragazzo di appena 23 anni, che prese parte alle proteste del movimento no global fu ucciso duranti gli scontri succedutisi nella prima giornata del G8 di Genova.

Nel manifesto sono ricordati anche Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi e Gabriele Sandri, 3 giovani ragazzi, uccisi, in circostanze diverse, dalle forze dell'ordine.
La presenza dell'antagonista Carlo Giuliani, nel manifesto che al centro ha una inquietante scritta, il prossimo potresti essere tu, per molti rappresenterebbe una novità, un qualcosa di inspiegabile ed incomprensibile, ma non per i militanti romani di Forza Nuova, che hanno una spiccata propensione alla politica di strada, quella fatta di picchetti, occupazioni, manifestazioni non autorizzate, cortei. 
Per questo motivo omaggiano un giovane di soli 23 anni, morto in piazza, colpito a morte da un colpo di pistola sparato da  un carabiniere.

Edmondo Cirielli (FdI) l'arresto del terrorista pakistano conferma il fallimento del sistema dell'accoglienza

Gli agenti della sezione antiterrorismo della Digos della Questura di Salerno hanno dato esecuzione al decreto di espulsione, emesso il 17 ottobre 2017, dal ministro dell’Interno nei confronti di un cittadino di anni 38 di nazionalità pakistana.

L’uomo, è stato bloccato dagli uomini della Digos all'aeroporto di Napoli Capodichino non appena sbarcato dal volo proveniente da Istanbul.

Il pakistano, già residente nel comune di Sarno (Salerno), munito di regolare permesso di soggiorno, era considerato una minaccia per la sicurezza dello Stato poiché ritenuto capace di agevolare, in vario modo, organizzazioni o attività terroristiche, anche internazionali
L’uomo si era allontanato la scorsa estate facendo perdere le sue tracce. Nel corso delle indagini si è però riusciti ad individuare sia l’abitazione presa in affitto a Sarno sia soggetti con i quali era risultato in contatto. Non appena sbarcato dall’aereo proveniente dalla Turchia al pakistano, bloccato all’aeroporto di Napoli, sono stati notificati il provvedimento del ministro dell’Interno ed il decreto di revoca del permesso di soggiorno emesso dal Questore della Provincia di Salerno. Gli sono stati ritirati i documenti italiani in suo possesso. Espletate tutte le formalità allo straniero è stato notificato un respingimento alla frontiera, e, contestualmente, è stato riaccompagnato a bordo dello stesso aereo con il quale era arrivato in Italia, ripartito poi alla volta di Istanbul.

A commentare la notizia dell'arresto del presunto terrorista pakistano è Edmondo Cirelli, deputato di Fratelli d'Italia e responsabile Giustizia del partito, che in una breve nota, diffusa alla stampa dichiara: " mi complimento con gli agenti dell'antiterrorismo della Digos della Questura di Salerno che hanno bloccato all'aeroporto di Capodichino ed espulso un pericoloso terrorista pakistano, da anni residente a Sanro.
Mi chiedo, continua Cirielli, come sia possibile che un pericoloso terrorista possa tranquillamente circolare sul territorio italiano con regolare permesso di soggiorno?
E'la prova della fallimentare gestione dell'accoglienza da parte dei governi del Partito Democratico, precisa l'esponente del movimento politico guidato da Giorgia Meloni.
Questo episodio, conclude Cirielli, conferma l'urgenza di un cambiamento radicale nella gestione di ingressi e permanenze sul territorio italiano, un cambiamento che deve poggiare su un pilastro:  la sicurezza degli italiani prima di tutto.

Francesco Storace: basta silenzi sullo scandalo Basilicata e sul sistema di potere del governatore Pitella


Il collega Francesco Storace, già direttore de Il Giornale d'Italia, in un interessante articolo pubblicato sul numero di sabato 21 luglio da Il Giornale, storico quotidiano milanese, chiede conto a Sergio Mattarella, presidente della Repubblica del suo silenzio sullo scandalo Basilicata e sul sistema di potere ideato dal suo governatore, Marcello Pitella, esponente di primo piano del Partito Democratico, principale partito della coalizione di centro sinistra
Al Quirinale, si domanda ironicamente Storace, se qualcuno si è accorto che al governo di una regione devastata dal malaffare al posto del numero uno della giunta( agli arresti domiciliari) ora comanda la numero due, che dallo stesso numero uno era stata nominata.

Fa caldo, ma il silenzio è glaciale. C’è puzza, ma non di petrolio. Rossi, ma dalla vergogna.

Benvenuti al Sud, regione Basilicata, dove c’è un presidente che sta agli arresti domiciliari e rimane inchiodato alla poltrona di governatore. Marcello Pittella, Pd, dell’omonima dinastia, è decisamente un uomo fortunato.
Accusato di brutti affari in sanità, ma i magistrati gli hanno risparmiato l’onta della galera. Polemiche confinate tra Potenza e Matera, il resto del mondo guarda altrove. Tacciono i giornaloni, ne parla solo il mio piccolo blog  quasi a dar fastidio a un potente ras locale. Che il Pd ha la faccia tosta di difendere a spada tratta e solidale.
Presidente Mattarella, se ne è accorto di quello che succede in Basilicata? Qualcuno dei suoi uffici l’ha avvisata che c’è una parte del mondo dove si governa per interposta persona anche se si è ristretti da un provvedimento giudiziario? Il capo dello Stato, così sensibile ai pruriti giudiziari al punto di far sapere al mondo quando ha ricevuto Salvini che non avrebbe parlato di magistratura, tace anche ora, ma stavolta per non turbare un eccellente detenuto domiciliare? Al Quirinale se ne sono accorti che al governo di una regione devastata dal malaffare al posto del numero uno della giunta ora comanda la numero due, che dallo stesso numero uno era stata nominata?
Caro Mattarella, mi rivolgo a lei col rispetto istituzionale che mostrai dimettendomi da ministro e senza galera e neppure un avviso di garanzia. Mi bastò un articolo di giornale per lasciare il governo Berlusconi. Ma davvero potete tutti far finta di nulla di fronte all’assassinio della speranza? Qui truccavano non solo gli appalti, ma persino i concorsi nella sanità, finanche quelli riservati ad otto disabili, ai quali l’unica parte del corpo che non poteva non funzionare doveva essere la lingua per insalivare la pantofola dei potenti? E voi state zitti?
“Accontentare tutti”, ordinava Pittella. E frotte di adoranti servitori del governatore mettevano ogni carta al suo posto, ogni ciuccio sul trono e mai una nomina per merito. “Accontentare tutti” in politica.
Aveva una lista verde, Marcello Pittella, con i desiderata suoi, dei politici e perfino dei vescovi. Se stavi scritto li’, vincevi la fame.
Dovrebbero almeno cacciarlo dalla poltrona. Macché, si va allegramente in consiglio regionale a respingere la mozione di sfiducia a Pittella. Perché i partiti non possono fare altro, sennò quello parla. E rovina tutti.
Tutti zitti, tanto nessuno parla. Fino a oggi.

Fondi: blitz di Casa Pound contro la chiusura del reparto di pediatria

Nella notte tra giovedì 19 e venerdì 20 luglio i militanti di Casa Pound di Fondi, hanno affisso nei pressi dell'ospedale San Giovanni di Dio uno striscione Pediatria non deve chiudere per prostetare contro la paventata chiusura del reparto di pediatria.
Un messaggio chiaro, diretto inequivocabile quello lanciato dai militanti del movimento della tartaruga frecciata che testimonia la linea politica del movimento in ambito sanitario, da sempre contrario a qualsiasi forma di depotenziamento della sanità pubblica.
” Non potevamo tirarci indietro,dichiara il portavoce  Francesca Mafale, per noi la sanità pubblica è un diritto da preservare e non uno spreco da tagliare, il reparto di pediatria dovrebbe essere un fiore all'occhiello per tutelare la salute dei nostri bambini. Sulla pelle dei cittadini non si scherza -prosegue il portavoce Mafale e poco ci interessano le sterili polemiche tra Forza italia e il Movimento 5 stelle. 
Pediatria così come il laboratorio di analisi che chiude alle 14 e come l’intero ospedale San Giovanni di Dio vanno salvaguardati e migliorati. Sappiano i cittadini fondani che qualsiasi ipotesi al ribasso in ambito sanitario ci vedrà in prima linea a tutela della salute della nostra gente.”

venerdì 20 luglio 2018

Ricordando Antonio Parlato padre nobile della destra napoletana nell'ottavo anniversario della sua scomparsa


Il 20 luglio di otto anni fa, andava oltre Antonio Parlato, avvocato, uomo politico, studioso di economia, esperto di storia medievale e meridionale. Nel 1958, da studente universitario si iscrisse alla Giovane Italia e poi al Gruppo Universitario Fiamma, candidandosi con successo alle elezioni universitaria.

Dopo la laurea si dedica, anima e corpo, all'attività professionale di valente avvocato esperto di diritto marittimo per tornare alla Politica, quella con la P maiuscola, in maniera attiva nei primi anni settanta, diventando Coordinatore del settore Giu-stizia della Consulta corporativa Napoletana, organismo all’avanguardia, composto da professionisti, imprenditori, esponenti della cosiddetta società civile che sostenevano sul piano tecnico politico il Movimento Sociale Italiano.
Nel 1975, per la prima volta viene eletto consigliere comunale a Napoli, ruolo che svolgerà molte altre volte, fino al primo mandato del sindaco Rosa Russo Iervolino, dove da consigliere comunale ha svolto il ruolo di presidente del gruppo consiliare di Alleanza Nazionale e coordinatore degli altri gruppi di opposizione composti da Forza Italia, Nuovo Psi e Udc, presentando diverse proposte di delibera consiliare e centinaia di mozioni che costringono il centro sinistra al confronto, ottenendo l’approvazione unanime del consiglio comu-nale. 
Dal 1979, in poi, Parlato, a furor di popolo, viene eletto deputato,per quattro legislature, svolgendo una intensa attività politica rivolta con la massima attenzione ai problemi del Mezzogiorno di Italia, al rispetto della legalità, inter-venendo centinaia di volte, con autorevolezza in aula e in commissione Trasporti, bilancio, e nella bicamerale per il mezzogiorno.
Nel primo governo Berlusconi, Antonio Parlato diventa sottosegretario al Bi-lancio,con delega al mezzogiorno,sostenendo diverse iniziative produttive nel sud che, con gli accordi di programma, porteranno alla realizzazione del cen-tro orafo Tari, in quel di Marcianise, e al decollo del porto commerciale di Gioia Tauro.
E’ ancora oggi, il primo deputato alla Camera, per numero di proposte di legge ed interrogazioni, che spesso rivelavano, sconcertanti fenomeni di malaffare istituzionale, in particolare riguardanti la ricostruzione post sismica ai danni del Sud Italia e del suo popolo.

Tra le tanti battaglie parlamentari combattute dall’onorevole galantuomo si ricorda la denuncia del tentativo di svendita delle aziende para pubbliche, di cui lo Stato italiano ha quote di partecipazione,effettuato in acque internazionali, al bordo del Britannia, nave di proprietà della regina Elisabetta, a potenze straniere da parte dei rappresentanti dell’Eni, dell’Iri, della Società Auto-strade, delle Assicurazioni Generali, e l’attacco al finanziere George Soros, per le sue speculazioni sulla lira che costrinse la Banca di Italia a difendere la moneta nazionale con migliaia di miliardi di lire.

A Padova il primo distributore automatico di cannabis, insorge Forza Nuova

“Non toccate questa merda”, è quanto  si legge su un volantino che un gruppo di militanti do Forza Nuova, ha attaccato al primo distributore automatico di cannabis legale, apparso nei giorni scorsi in via Scintilla a Padova che ha creato non poche proteste tra i residenti e i commercianti della zona.
Il senso di questa protesta ci viene chiarito, con maggiori dettagli, da una nota, diffusa alla stampa, che pubblichiamo per intero.


“Legale o meno si tratta di droga  afferma il coordinatore provinciale di Forza Nuova Luca Leardini, non possiamo assolutamente permettere che passi il messaggio scorretto che esiste una droga legale. Il distributore automatico deve essere tolto immediatamente  conclude l'esponente del movimento politico di Forza Nuova precisando:  se non lo fanno i titolari della licenza lo faremo noi”.
“E’ il principio che è assolutamente sbagliato, tuona il coordinatore regionale Andrea Visentin : non esistono droghe legali! Né pesanti, né leggere.
Forza Nuova, come sempre, si schiera al fianco dei residenti e di tutti qui padovani che non accettano una deriva antiproibizionista di questo tipo.
“Le droghe fanno tutte male – concludono  Leardini e Visentin per cui  non permetteremo mai che qualcuno, soprattutto i ragazzini, siano indotti a farne uso con la presenza di questi distributori automatici del tutto legali”.