domenica 29 maggio 2016

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Offese su Heysel, ultras bianconeri vandalizzano vineria granata

Offese su Heysel, ultras bianconeri vandalizzano vineria granata

Fratelli d'Italia si mobilita: i marò alla parata del 2 giugno

(G.p) L'appello lanciato dallo storico quotidiano romano Il Tempo al presidente della Repubblica Mattarella di far sfilare, in occasione della festa della Repubblica del 2 giugno i due marò trova una importante sponda in Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale come ci racconta lo stesso quotidiano romano, con un interessante articolo che pubblichiamo per intero.


Il Tempo ha lanciato chiaramente l'appello al presidente Mattarella di far sfilare i due marò 
 il due giugno in occasione della Festa della Repubblica. Ma a quanto pare non è il solo a mobilitarsi perché anche Fratelli d'Italia abbraccia l'iniziativa: "Chiediamo che Girone possa sfilare con gli altri marò" alla parata del 2 giugno. Lo ha detto Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d'Italia ed ex ministro della Difesa, a Bologna per la campagna elettorale del candidato della Lega: "Lanciamo per questo un hashtag insieme agli altri esponenti che hanno avuto ruoli nel ministero della Difesa", ha aggiunto. "È una richiesta che, sono certo, migliaia se non milioni di italiani condividono. L'appello lo facciamo al capo di Stato maggiore della Marina, perche' non accetti i diktat del governo, che non ha titolo per decidere chi sfila e chi non sfila. Se non lo fanno vogliamo capire perché", ha concluso. L'hashtag ha detto La Russa "sarà #maro'allasfilata".

E intanto anche Giorgia Meloni, candidata a sindaco di Roma per Fdi e Lega, non resta a guardare: "Ho chiesto al Governo che Salvatore Girone potesse sfilare alla parata perché è un simbolo ma anche un monito di come la politica non abbia saputo difendere i suoi uomini in divisa". Meloni sul rientro di Girone ha aggiunto: "Meglio tardi che mai, di fronte a un nostro militare che è stato quasi 4 anni in India in violazione del diritto internazionale, e che rientra in Italia, non posso che essere felice"

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Nola, La Questura blocca il Corteo di Forza Nuova

(G.p) Domenica 29 maggio alle ore 18-00 era previsto un corteo per le strade di Nola organizzato dal movimento politico Forza Nuova per sensibilizzare l'opinione pubblica su temi importanti come l'escalation della criminalità organizzata e l'inquinamento ambientale, ma la questura, nella giornata di sabato 28 ha vietato il corteo per motivi di ordine pubblico, permettendo agli attivisti del movimento guidato da Roberto Fiore di manifestare in piazza Clemenziano. 
Il collega Nicola Riccio dalle colonne del sito di informazione locale Marigliano. net con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci racconta i motivi del divieto al corteo di Forza Nuova e le polemiche scaturite tra associazione ambientalisti come Legambiente ed il partito guidato da Roberto Fiore.



No al corteo. Si alla sola manifestazione in piazza Clemenziano. “ Siamo alle solite, i depositari della democrazia e i difensori della Costituzione a giorni alterni, i paladini dell'anti-camorra, gli esclusivisti dell'ambiente hanno tuonato! È in pericolo la democrazia, i neofascisti marciano su Nola, indignazione, pericolo per la città”. Questo quanto affermato dal Presidio dell’agro nolano di Forza Nuova , movimento politico nazionalista di destra, fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello, che aveva previsto per domani 29 maggio un corteo per le strade di Nola con l'obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza su temi d'attualità come la Terra dei Fuochi e l'escalation della criminalità organizzata.

A poche ore dalla manifestazione programmata, la Questura vieta il corteo, permettendo agli attivisti la possibilità di manifestare le proprie idee unicamente in una piazza. A rischio l’ordine pubblico : “ I paranoici dell'antifascismo, con in testa addirittura Legambiente, si stracciano le vesti e accampano l'esclusiva paternità delle lotte ambientali che dobbiamo dire hanno condotto in quel territorio con interessata pervicacia ma con scarsissimi risultati!”
Forte e veemente la reazione degli attivisti di Forza Nuova :” Certi sgherri o anime belle del sistema si mettano l'anima in pace, è passato il loro tempo, la gente ha aperto gli occhi e sa che ad inquinare i territori sono più certi apparati e lobby "associazionistiche" che l'immondizia stessa!”
“ Stiano tranquilli – continua il presidio agronolano di Forza Nuova - non abbiamo intenzione di sottrarre soldi pubblici alle loro battaglie di facciata, le nostre associazioni, con in testa Solidarietà Nazionale e Lega della Terra, sono totalmente autofinanziate e operano senza scopo di lucro, non partecipano alla mungitura regionale dei finanziamenti alle associazioni rosse che dovrebbero esserlo dalla vergogna, vista la loro ultraventennale e totale inefficacia sul territorio. “
“ Pubblicassero i loro bilanci – chiude la nota seccata degli attivisti locali - queste associazioni disinteressate e anziché agitare lo spauracchio del pericolo fascista dessero un esempio di trasparenza e ci dicano quanto guadagnano sul business della spazzatura, quanto su quello dell'immigrazione e quanto rende in termini di consensi per i partiti del sistema. Riunioni, film, teatrini alternativi, tavole rotonde e tavoli quadrati con annessi aperitivi e cene quanto ci costano ogni anno? La cultura e i libri di Saviano hanno prodotto risultati solo per le tasche dei professionisti dell'anti-camorra e ci fermiamo qui".

sabato 28 maggio 2016

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Ignazio La Russa: Milano dedichi una via a Giorgio Albertazzi


(G.p) Dedicare, in tempi rapidi, possibilmente entro l'autunno un luogo importante di Milano al maestro Giorgio Albertazzi : questa è la proposta ai candidati sindaco di Milano lanciata da Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale questo pomeriggio a margine del corteo meneghino organizzato per salutare il rientro in Italia del marò Salvatore Girone.
L'onorevole Ignazio La Russa, cofondatore di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale ha sottolineato come il maestro Giorgio Albertazzi, andato oltre questa mattina, all'età di 92 anni, sia stato un uomo che ha reso onore all'Italia, ricordando come il maestro sia stato candidato nel 1996 alla Camera dei deputati nelle file dell'allora Alleanza Nazionale.
Inoltre Giorgio Albertazzi, nel corso della sua vita, non ha mai nascosto le sue idee politiche ed ha anche dato la voce narrante al filmato documentario realizzato su Giorgio Almirante.
Riccardo De Corato, storico esponente missino ed ex vice sindaco di Milano durante la giunte Albertini e Moratti, ha dichiarato : omaggiare la figura di Albertazzi con un'adeguata intitolazione è il minimo che la nostra città possa fare per consentire che il suo ricordo resti in maniera indelebile a futura memoria.
Come Fratelli d'Italia, assumiamo questo solenne impegno, da subito e prima delle elezioni comunali previste per domenica 5 giugno.


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Lovere(Bg):tensione per commemorazione caduti della Rsi, 2 feriti

(G.p) Momenti di forte tensione oggi a Lovere, in provincia di Bergamo, dove alcune decine di persone hanno partecipato ad una manifestazione in ricordo dei repubblichini Emilio Le Pera e Francesco De Vecchi uccisi dai partigiani l'8 giugno del 1945 a guerra conclusa da tempo.
L'Ansa, principale agenzia informativa italiana dedica all'evento un interessante lancio che pubblichiamo per intero, mentre il collega Antonio Pannullo dalle colonne de Il Secolo, quotidiano on line della Fondazione Alleanza Nazionale ci descrive sapientemente chi erano Le Pera e De Vecchi e la loro tragica morte.



Forte tensione oggi a Lovere, nel Bergamasco tra chi commemorava aderenti alla Rsi e antifascisti.
Due persone sono rimaste ferite.
Come ogni anno attivisti di estrema destra hanno raggiunto il paese sul lago d'Iseo per commemorare i repubblichini Emilio Le Pera e Francesco De Vecchi, della Legione Tagliamento, uccisi dai partigiani il 28 aprile 1945. Un gruppo di manifestanti si è piazzato sulle scale che portano al cimitero di Lovere con l'obiettivo di impedire il passaggio dei partecipanti all' iniziativa. Le forze dell'ordine hanno creato un cordone per evitare lo scontro, ma in un momento di concitazione è stato necessario l'intervento degli agenti.
Un manifestante antifascista ha ricevuto un colpo alla testa.
L'uomo ha raggiunto il Pronto soccorso insieme all'ex assessore comunale di Bergamo Francesco Macario, anche lui colpito. La situazione è poi tornata sotto controllo, soprattutto dopo la fine del raduno.


Le Pera e De Vecchi furono torturati e gettati vivi nel lago
De Vecchi e Le Pera erano due militi della Tagliamento. Dopo uno scontro armato con i partigiani, alcuni legionari rimasero feriti, tra cui Le Pera, 22 anni da catanzaro, rimasto gravemente ferito alle gambe, e De Vecchi, 19enne nato nell’Alessandrino. Traferito all’ospedale di Lovere, rimasero degenti vegliati dalle loro famiglie. I partigiani garibaldini erano frattanto arrivati a Lovere, e i superstiti militi della Gnr si arresro a loro. Il 30 aprile vennero tutti fucilati all’esterno del cimitero. I due feriti soffrivano atrocemente, erano sedati con la morfina. Ciononostante, secondo le testiminianze, i partigiani entravano nell’ospedale per insultarli e minacciarli. Finché, la sera del 7 giugno arrivarono quattro partigiani armati e li portarono via di peso, dopo aver tagliato i fili del telefono dell’ospedale. Alle famiglie che cercavano di fermarli dissero che li avrebbero sottoposti a processo. Fu un’altra menzogna: i due giovani agonizzanti vennero gettati in riva al lago, sul molo di sant’Antonio, e percossi con sbarre di ferro. Alla fine, li buttarono nel lago, probabilmente ancora vivi, anche se in condizioni disperate. Il lago d’Iseo non restituirà più i loro corpi. Fu un’efferatezza ingiustificabile: se è già grave uccidere dei prigionieri senza processo e a guerra finita, torturarli e assassinare prigionieri feriti è una colpa ancora peggiore. Bastano episodi come questo, in mancanza di scuse e di pentimento, per gettare fango sulla lotta partigiana, anche perché non ci sono notizie che i colpevoli siano stati mai sottoposti a processo.

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Giorgio Albertazzi: “Scelsi la parte dei perdenti, la Rsi. Piazzale Loreto? Fu macelleria messicana”

(G.p) Si è spento all'età di 92 anni Giorgio Albertazzi, una delle più importanti figure del teatro italiano del Novecento. L'attore si trovava in Toscana nella casa di Pia De' Tolomei.
Vogliamo ricorda la figura dell'uomo Giorgio Albertazzi, che mai rinnegò la sua giovanile scelta di adesione alla Repubblica Sociale Italiana, con una intervista, rilasciata al collega Emiliano Liuzzi, giornalista de Il Fatto quotidiano scomparso poco più di un mese fa a soli 46 anni, poco più di un anno fa.


Riduttivo chiamarlo col suo nome e cognome, Giorgio Albertazzi, con tutto quello che comporta essere nati a Fiesole, sulle colline del Rinascimento. Meglio maestro, perché è quello che è sempre stato. E a 93 anni è più lucido di sempre, uno dei più grandi intellettuali che l’Italia ha avuto, anche se l’adesione alla Repubblica sociale certi ambienti della sinistra non gliela ha mai perdonata. “Neanche io, se è per questo, me la sono mai perdonata. Ma scelsi la parte dei perdenti, quella della Rsi, e lo feci più che per un istinto anarchico che non per convinzione. Fu un mio dramma personale, ma senza rinnegarlo o cercare scorciatoie. Poi a me il pentitismo non piace”
Lui non l’ha mai ammesso, ma gli viene imputato di aver partecipato a fucilazioni, anche se nel 1989 venne assolto perché “costretto, ma non estraneo ai fatti”. Attore, regista, scrittore. Grande seduttore. È tutto Albertazzi. Seduce solo a sentirlo parlare, anche attraverso quella distanza che un telefono non può colmare. Seduce perché l’uomo è vero, senza fronzoli. Non ne ha tempo. È il teatro che, a differenza del cinema, fronzoli non ne permette. Seduce la voce, seduce tutte le sere che si apre il sipario. E l’età è un problema accessorio, per chi come lui sul palcoscenico è nato. Lo chiamiamo per sapere di piazzale Loreto. Del luogo come epilogo di una guerra civile che andava a finire un ventennio di fascismo. Albertazzi non era a piazzale Loreto, ma aderì alla Rsi, gli ultimi fascisti. Come lui Dario Fo, ma anche Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, Marco Ferreri e molti altri.

Maestro, per lei cosa fu piazzale Loreto? Era l’epilogo naturale di una rivoluzione?
Piazzale Loreto fu solo macelleria messicana. Niente altro. Fu uno schifo, per chi l’ha voluto e chi l’ha portato a termine quel disegno. Ma non poteva essere evitato, non nel senso politico del termine, ma perché l’uomo è quella cosa lì.
Un animale?
Il peggiore degli animali. E quello che accadde a piazzale Loreto mi ripugna, mi angoscia e mi fa rabbrividire ancora il ricordo. Peserà come una macchia indelebile. E tutti gli altri piazzali Loreto che abbiamo dimenticato e che ci sono ancora oggi, in mondo apparentemente lontani come la Siria, la Libia, l’Iraq.
Lei aderì alla Repubblica sociale. Ma era a piazzale Loreto la notte che venne portato il cadavere di Mussolini?
Non ero in Italia. Io ero a combattere. Paradossalmente contro i tedeschi che erano i nostri alleati. Ma nella confusione di quei giorni ci trovammo a sparare ai tedeschi, in Austria, tra le montagne innevate. Senza più niente. 
E cosa dice a quelli che a Milano c’erano alle 3 di notte?
Dovevano portare il peso della vergogna per quello che fecero, come lo fecero. Come io ho portato la vergogna di essermi schierato coi fascisti.
Abbiamo capito il concetto. Ma l’uomo è migliorato o è sempre quello?
Siamo all’età del ferro. Siamo regrediti, peggiorati. L’uomo è barbaro. Ha ucciso nel nome di Dio, e continua a farlo.
 Quale aberrazione è  ?
Ma non credo ci sia profonda differenza tra le crociate dei cristiani e quelli che ammazzano nel nome di Allah. Tutte le guerre hanno sempre trovato una miccia religiosa. La pretesa di sostenere che il mio Dio è migliore del tuo.
Le sue parole, maestro, sono quelle di chi ha perso la speranza.
No, io non ho perso nessuna speranza, sono sempre convinto che l’amore e la leggerezza ci salveranno, alla fine. Quando la discesa al degrado un giorno si fermerà. Perché dovrà fermarsi. Purtroppo abbiamo vissuto in tempi irrespirabili. Ma la bontà dell’amore quella non può togliercela nessuno, è come l’equazione di Einstein applicata alla leggerezza.
Lei è un uomo di destra?
Non lo sono stato a vent’anni, figuriamoci se posso esserlo oggi.
Però aderì alla Repubblica di Salò, la domanda è lecita.
La fama di fascista non me la sono mai scrollata di dosso. Andai a Salò come tanti ragazzi, convinto che lì si combattesse per l’Italia, ma con altro spirito, e soprattutto consapevole che in quel momento stavo dalla parte di chi già aveva perso. Come dissi in un’intervista all’Espresso nella sentenza del Tribunale militare che mi ha assolto in istruttoria dopo due anni di carcere preventivo, c’è scritto che ho messo in salvo 19 ebrei. Ma non l’ho mai raccontata questa cosa. Non mi andava. le mie responsabilità, seppur di ventenne, me le prendo tutte. Senza vittimismo o pentitismo. Ma ripeto che quello che avvenne a piazzale Loreto fu un teatro dell’orrore, inutile, anche per l’epilogo della rivoluzione civile.
Oggi cosa vede?
Vedo quello che non vorrei, la violenza che come diceva Shakespeare, manda l’uomo fuori dai cardini. Gli toglie l’intelligenza, il ragionamento. È tutto molto violento, la vita quotidiana è violenta. Lo siamo noi, uomini, e tutto quello che poi creiamo, a eccezione della poesia, è di una violenza inaudita.
L’ultima battaglia politica è quella contro i rom.
Questo siamo. Inaudito, per questo le dicevo in apertura che siamo all’età del ferro senza nessuna possibilità di svoltare. Fare tesoro degli errori senza farsi il segno della croce e così sia.
E la salvezza dove va cercata?Nella leggerezza, nel sorriso, come diceva Calvino.
E il maestro Albertazzi la salvezza dove l’ha trovata?
Nella poesia. Invocherei la morte se non ci fosse la poesia, l’amore. Il teatro.

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I presentabili 3/ Alfredo Catapano, la mia destra e Napoli Capitale


di Giuseppe Parente

Per la terza puntata della rubrica i presentabili, dedicata a quei candidati identitari armati di buona volontà, di sicura fede, che vogliono fare qualcosa di concreto e di positivo per il riscatto di Napoli, intervisto Alfredo Catapano, storico militante della destra napoletana, da sempre vicino all'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, leader della destra sociale, candidato sotto le file della lista Napoli Capitale che sostiene la candidatura dell'imprenditore prestato alla politica Gianni Lettieri





Quale è la tua ricetta per migliorare le condizione della città?

Più che una ricetta ci vorrebbe una rivoluzione nella gestione della città non servono grandi lavori formato spot in prossimità delle elezioni come nel caso di via marina, ma piccoli e incisivi interventi sulle strade più dissestate come ad esempio via Posillipo e la zona flegrea. Bisogna puntare sulla valorizzazione delle zone a vocazione commerciale e turistica che sono completamente abbandonata a se stesse. In poche parole rendere la città Più vivibile ed a misura di cittadino, come succede nelle grandi città europee.

2) Do
ve bisognerebbe intervenire per rendere Napoli la terza città d'Italia all'altezza delle grandi capitali europee?
Per rendere Napoli all'altezza delle altre capitali nazionali, bisogna puntare sulle sue vocazioni naturali, e tra queste sicuramente c’è il turismo, nelle sue vari realtà, come: culturale, ricreativo, enogastronomico  sociale, religioso, sportivo, ludico ecc.. Per fare questo dobbiamo rendere la polis più accogliente, attraverso interventi sulla sicurezza e la qualità dei servizi, programmando in netto anticipo gli eventi da promuovere all’estero. Ad esempio il programma del maggio dei monumenti e stato mandato ai tour operator solo ad aprile e non e stato possibile la vendita di pacchetti in tempi debito. 

3) fattore turistico è sfruttato a pieno, oppure esistono aree d'interesse storico culturale non ancora esaltate dall'amministrazione targata Luigi De Magistris?

Il 
fattore turistico non e per nulla sfruttato, basti pensare ai fondi persi per il centro storico e per il porto di Napoli che potevano essere la svolta per far diventare la città crocevia del turismo dell’intera penisola italiana, con il porto e l’area della stazione marittima, come ponte verso il mediterraneo, la porta verso negoziati di libero scambio mediterranei e internazionali, ma grazie a questo amministrazione si è persa l’ennesima occasione di riscatto della città. Noi lo realizzeremo!!! 

4) Esiste o no una Napoli dalla doppia faccia, ovvero una da servire ai turisti, e l'altra finita nell'oblio delle istituzioni?

Non dovrebbe esistere una Napoli di serie a e una di serie b, ma per questa amministrazione esistono solo i progetti spot come via Caracciolo, le periferie sono state completamente abbandonate tutti i progetti già esistenti di riqualificazione sono bloccati come l’università a Scampia

5) Sei
i candidato nella lista Napoli Capitale con Lettieri sindaco composta per lo più da ex dirigenti e militanti di Alleanza Nazionale, come vedi questa diaspora a destra? Ci sono spazi di manovra per arrivare in tempi rapidi, alla creazione di un partito unico di destra sul modello Alleanza Nazionale?

Sono candidato in Napoli Capitale perché credo nei valori della Destra e del CentroDestra. Napoli come il resto del Paese ha sempre creduto in una Destra valoriale, fatta di impegno Sociale ed Economici. Sono certo che a breve mi ritroverò con tutti quelli che da sempre abbiamo condiviso un percorso Comunitari, basato sul principio dell’Appartenenza. Tutto questo attraverso un movimento attento a quella destra sommersa e diffusa, al mondo delle categorie massacrate da Renzi, ai soggetti sotto attacco come la famiglia. E, a differenza di altri, dovremmo essere un partito che riunirà i suoi organi assembleari per ogni decisione. Un unico partito aperto a tutte le forze politiche, i movimenti, le associazioni e le aggregazioni civiche espressione del territorio che si ritrovano nei valori e nei progetti politici della più vasta area nazionale sociale e popolare. Potrebbe sembrare un impresa ardua ma con un po’ di amore per gli ideali e senza mai demordere, per far si che possa rinascere la destra italiana.

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Comunali, annunciato oggi l’accordo fra Noi con Salvini e Italia Reale


(G.p)Il movimento politico monarchico Italia Reale non ha presentato una propria liste per elezioni comunali di Roma, previste per domenica 5 giugno ed ha deciso di appoggiare la lista Noi con Salvini che sostiene la candidatura a sindaco di Giorgia Meloni.
Nella lista Noi con Salvini ci sono alcuni candidati vicini al movimento monarchico, come ci spiega l'agenzia Agenparl con un interessante articolo che pubblichiamo fedelmente.


I monarchici di “Italia Reale” non hanno presentato la loro lista alle elezioni per il Comune di Roma. Alle prossime elezioni di giugno hanno deciso di appoggiare la lista “Noi con Salvini” in cui è candidato l’avvocato Giorgio Aldo Maccaroni, uno dei maggiori esperti italiani di diritto di famiglia. Tra le altre, la candidatura al Municipio 1 del responsabile Romano di “Italia Reale” il dott. Paolo Rutili. Il segretario nazionale di “Italia Reale”, dott. Angelo Novellino, afferma: “Ci troviamo di fronte al declino di Berlusconi e alla rifondazione dell’ammaccato centrodestra italiano”. Per Novellino, “solo Matteo Salvini allo stato attuale può legittimamente aspirare alla leadership di rappresentare un moderno centrodestra, avendo abbandonato le originarie istanze separatiste e regionaliste della Lega Nord per dare vita ad un movimento di respiro nazionale che ha a cuore la sicurezza e le libertà dei cittadini e lo sviluppo economico della Nazione”.

Ferrara:Casa Pound contro Camelot



La vostra accoglienza è solo plusvalenza!”, questo il testo dello striscione affisso dai militanti di Casa Pound Italia Ferrara di fianco alla sede di Camelot in merito alla indagine sugli appalti aggiudicati alla cooperativa da parte del Comune per gestire l’arrivo di profughi e la loro assistenza, indagine che non vede coinvolta la cooperativa.

“Avevamo già denunciato a novembre – si legge nella nota – la posizione di vantaggio della cooperativa nelle gare d’appalto dove si presentava come unica pretendente a ricevere i fondi per sostenere l’attività di accoglienza nelle sue diverse sedi sparse tra Ferrara, Bologna e rispettive province. Il nostro dubbio su questo meccanismo era legittimo”.

“Lo stesso che ha dato il via alle indagini che hanno coinvolto il comune di Ferrara – prosegue la nota – nella persona di alcuni suoi funzionari, che potrebbero aver favorito l’assegnazione a senso unico, per importi rilevanti”.

“L’accoglienza non è un business e da sempre riteniamo che i veri discriminati siano i ferraresi – concludono i militanti – che non godono di questi benefici da parte ne del comune ne di chi si prodiga verso chi in realtà non scappa da guerre nel 90% dei casi e che solo nel 6% delle domande ottiene asilo politico, diventando manovalanza per la criminalità locale. Attendiamo che la giustizia faccia il suo corso restando fiduciosi che finalmente si voglia fare chiarezza su un fenomeno che è solo italiano”.

Fonte estense.com

venerdì 27 maggio 2016

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Danneggiata sede Forza Nuova a Milano

(G.p) La sede milanese di Forza Nuova, sita in via Palmieri 1 è stata oggetto di un raid vandalico. Poco prima della mezzanotte, alcune persone hanno rotto 3 finestre e gettato della vernice colorata all'interno. Il brutto episodio di violenza politica ci viene raccontato dall' Ansa, la  principale agenzia giornalista italiana con il seguente lancio d'agenzia che proponiamo per intero.


Raid vandalico contro l'estrema destra la scorsa notte a Milano. Poco prima della mezzanotte, infatti, alcune persone si sono recate presso la sede di Forza Nuova, in via Palmieri 1, e hanno rotto 3 finestre, gettando della vernice colorata all'interno. Al momento dei fatti nella sede non vi era nessun militante. Sono stati anche imbrattati i muri delle vie limitrofe con varie scritte. La sede di via Palmieri è stata già in passato al centro di contestazioni e danneggiamenti da parte di gruppi antagonisti.Sul caso indaga la Digos.

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