martedì 21 febbraio 2017

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Scontri violenti per il corteo dei tassisti: due feriti gravi, fermato Castellino


ULTIMORA - Scontri violenti alla manifestazione romana dei tassisti. Secondo repubblica.it ci sono quattro fermati tra cui due militanti di Forza Nuova. Uno è Giuliano castellino, leader di Roma ai romani, il movimento identitario della fascisteria sociale che sostiene la lotta dei tassisti.Nella foto accanto (Ansa) si vede appunto un momento cruciale degli scontri. La verità giornalistica che sta dilagando è che l'uomo con il tirapugni è un ambulante che sta soccorrendo Giuliano Castellino finito a terra. Ma tiene entrambi i pugni chiusi, atteggiamento di chi mena non di chi dà una mano. E al suo fianco c'è un poliziotto con la ricetrasmittente a cui si rivolge alterato un dimostrante.
Siamo proprio sicuri che l'uomo con il tirapugni sia un ambulante e non un poliziotto?


Questo il lancio dell'Ansa.
Per il sesto giorno consecutivo il servizio taxi è fermo e a piazza Montecitorio, a Roma, sono arrivati da tutta Italia i tassisti. Uno degli slogan recita 'Il servizio pubblico taxi non è in vendita'. Taxi fermi a Roma, Milano e a Torino, mentre si sta svolgendo l'incontro con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Dopo un lancio di oggetti contro le forze dell'ordine, gli ambulanti e i tassisti che manifestavano davanti la sede del Pd sono stati caricate dalle forze dell'ordine. I manifestanti si sono dispersi nelle vie limitrofe verso via del Tritone. Alla carica hanno nuovamente reagito con un altro fitto lancio di oggetti, comprese bottiglie di vetro. Due manifestanti sono stati portati dal 118 in ospedale, dopo i disordini davanti alla sede del Pd, valutati in codice giallo per trauma cranico. Un paio di persone sono state invece medicate sul posto. I manifestanti disperdendosi hanno rovesciato vasi, tavolini e sedie di alcuni locali sotto lo sguardo impaurito dei turisti. Le forze dell'ordine hanno chiuso le vie di accesso che portano al Largo del Nazareno. Gli agenti, informa una nota della questura, "hanno dovuto reagire ad un attacco premeditato da parte di un gruppo di facinorosi e il tentativo è stato respinto da un calibrato intervento dei reparti impiegati". "Noi siamo con voi - ha detto Virginia Raggi in piazza ad una delegazione di tassisti - per noi il servizio di trasporto pubblico non di linea è fondamentale. E' il biglietto da visita della città, deve essere regolamentato in maniera chiara, può essere sicuramente migliorato però le riforme dall'alto sicuramente non ci piacciono e sicuramente complicano tutto il sistema". "Siamo vicini ai tassisti - spiega Raggi in una nota - che da giorni stanno manifestando il loro malcontento. Oggi, sono arrivati a Roma da tutta Italia per dire 'no' ad una riforma che non vogliamo. Per questo siamo al loro fianco. "

Roma ai Romani in piazza con i tassisti

(G.p)Per il sesto giorno consecutivo il servizio taxi è fermo a Roma e nelle principali città d'Italia come Milano, Roma, Napoli e Genova e nella Capitale stanno arrivando, da tutta Italia, i tassisti che stanno affollando piazza Montecitorio, con bandiere e striscioni del calibro "il servizio pubblico taxi non è in vendita" "uber boia, il governo la sua troia.
I tassisti sono oggi in piazza a Montecitorio proprio perché oggi comincia alla Camera dei deputati la discussione del Mille proroghe che contiene un emendamento, che secondo la categoria, deregolamenta il settore.
Al fianco dei tassisti si è schierato, senza se e senza ma, il movimento identitario Roma ai Romani capitanato da Giuliano Castellino.
Una nutrita delegazione del movimento è oggi in piazza con i tassisti contro Uber e contro questo governo venduto alle multinazionali, che ha avuto il compito di distruggere la categoria dei tassisti.


Il movimento Roma ai Romani è al fianco dei lavoratori nazionali e sosterrà la mobilitazione contro il decreto che porta il nome della senatrice Lanzilotta, eletta nelle file di Scelta Civica ed approdata al Partito Democratico, che proroga di un anno l'emanazione del decreto ministeriale contro l'esercizio abusivo.

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Fonghini: la politica non si fa con la memoria ma nemmeno senza

Il giorno 16 febbraio, per la rubrica letti da noi, ho recensito lo Speciale di Storia in rete, Fascisti dopo Mussolini, di cui consiglio un'attenta ed approfondita lettura, dedicato a ai settanta anni di storia del Movimento Sociale Italiano, principale partito di "destra" presente nel panorama politico italiano.Il mensile Storia in rete ha cercato di descrive, senza retorica, senza partigianerie, senza moralismi fuori tempo massimo, in 148 pagine, la storia del Movimento Sociale, sollecitando in molti, alcuni ricordi importanti della propria vita, dei propri genitori, della propria famiglia come nel caso di Giovanni Fonghini, blogger, che dalle pagine del suo blog ricorda con un interessante articolo, come lo Speciale di Storia in rete abbia riacceso e ravvivato la memoria di una parte importante della sua vita e di quella di suo padre, soldato della Repubblica Sociale Italiana.
Articolo che vi proponiamo per intero.

Non capita spesso che una rivista solleciti alcuni ricordi importanti della vita. Lo speciale di Storia In Rete "Fascisti dopo Mussolini" ha questo merito.
Ha riacceso e ravvivato la memoria di una parte importante della mia vita e di quella di mio padre, che era stato un soldato della RSI. Quei momenti di vita vissuta si innestano su una storia più grande, quella della comunità missina. Non ignoro che non si fa politica con il lo sguardo rivolto al passato ma penso pure che la politica senza la conoscenza della propria storia sia manchevole.
Sono trascorsi 70 anni dalla fondazione del Movimento Sociale Italiano e Storia In Rete, di quella esperienza storica particolarissima e originalissima, ci offre numerosi spunti di riflessione per la politica dei nostri giorni, se soltanto qualcuno avesse voglia di farlo . Contrariamente a quello che si credeva all'esterno il MSI non era un monolite, al contrario molte erano le sue anime. Si riproponeva per l'ambiente missino, fatte le dovute proporzioni, le molte voci che avevano caratterizzato il fascismo-movimento. Nella storia cinquantennale del MSI alcune esperienze avrebbero meritato maggiore fortuna. Penso ad esempio alla Nazione Sociale di Ernesto Massi, Una sintesi nuova, una "terza via", per superare le vecchie etichette della destra e della sinistra. E ancora maggiore riflessione e autocritica avrebbero meritato le decisioni dei vertici del partito in alcuni momenti storici dell'Italia. Lo scriveva con grande lucidità Beppe Niccolai nella sua prefazione al libro di Adalberto Baldoni "Noi rivoluzionari". Nei giorni successivi agli scontri di Valle Giulia del 1 marzo 1968, che videro le forze di polizia contrapposte ai giovani di destra e di sinistra, fu occupata l'università di Roma La Sapienza. L'occupazione vedeva parte attiva anche molti attivisti dei movimenti giovanili di destra, che avevano occupato la facoltà di Giurisprudenza. Mentre i giovani di sinistra del Movimento Studentesco avevano occupato la facoltà di Lettere. Il 16 marzo 1968 i vertici del partito missino insieme ai Volontari Nazionali entrarono all'università per porre fine all'occupazione. Gli scontri furono inevitabili ma il principale effetto negativo di quella sortita fu la frattura che si creò nei movimenti giovanili di destra. Il libro "Noi rivoluzionari" con la prefazione del già citato Beppe Niccolai fu forse la prima seria autocritica di quel mondo visto dal di dentro. Tanto altro ci sarebbe da dire, ma ottime recensioni sullo speciale "Fascisti dopo Mussolini" sono state già scritte e il recensore non è il mestiere. Al fondo di tutto rimane vero quello che scrive il direttore Fabio Andriola nell'editoriale: "Il MSI era parte di un'Italia che comunque merita, tutta insieme, attenzione e rispetto. Le passioni che l'animavano, in qualunque area ci si riconoscesse, sono forse la cosa che più ci manca oggi. Che più servirebbe oggi." Concordo pienament
e.

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Gay pride ad Udine: Forza Italia e Forza Nuova dicono no


(G.p)La città di Udine si prepara ad ospitare, per il mese di giugno il Gay Pride del Triveneto. La manifestazione si terrà in un sabato di giugno ed i particolari dell'evento verranno resi noti alla stampa ed all'opinione pubblica nella giornata di martedì 21 febbraio, che si svolgerà a Palazzo D'Aronco.
La candidatura di Udine era nell'aria da tempo, perché negli ultimi anni, il sindaco e la giunta cittadino hanno espresso posizioni a favore di gay e lesbiche.
La realizzazione del Friuli Venezia Giulia Pride ad Udine, nel mese di giugno, non potevaa non scatenare polemiche politiche da parte di Forza Italia e di Forza Nuova.

Stefano Cecotti, coordinatore cittadino di Forza Italia dichiara: "la sconcertante notizia emersa ed anticipata qualche mese fa sul fatto che Udine avrebbe ospitato il Gay Pride del Triveneto è stata confermata. Ancora una volta il sindaco Honsell e la sua giunta si confermano incapaci di rappresentare la cittadinanza con spirito di servizio, si servono invece delle istituzioni per propagandare la loro ideologia”.
“Sull’immigrazione come sull’orgoglio gay, Honsell piega la città di Udine a finalità puramente ideologiche espressione della estrema sinistra. Noi di Forza Italia disapproviamo questa attitudine della giunta Honsell a strumentalizzare la città e le sue istituzioni, riteniamo l’eventuale patrocinio comunale al GayPride profondamente sbagliato, riteniamo simili manifestazioni espressione di una lettura ideologica della sessualità che non rappresenta minimamente la sensibilità della maggioranza degli udinesi”, conclude Cecotti
Dobbiamo difendere la famiglia tradizionale afferma Federico Corso, segretario provinciale di Forza Nuova: una coppa gay o una coppia lesbica non possono avere figli, poiché la natura vuole che la procreazione avvenga per mezzo dell’unione di sessi opposti». «Dopo i manifesti gay e le unioni civili - continua Corso - eravamo già agli eccessi. Cosa possono pensare i nostri bambini dinnanzi a questa più totale dissoluzione dei costumi, che educazione vuole imporre ai nostri figli questa società promiscua?». «Permettere il Gay Pride - conclude Corso - è da folli. Fin da ora, con veemenza, affermo che forte sarà l’opposizione dei forzanovisti locali a questa immorale carnevalata».


lunedì 20 febbraio 2017

Castellino(Roma ai Romani) al fianco dei tassisti contro Uber


(G.p)Roma, Milano e da oggi anche Napoli. La protesta dei tassisti continua, senza se e senza ma e si allarga sempre di più, con nuovi blocchi, nuovi presidi e nuove tensioni. A Roma e Milano siamo giunti al quinto giorno consecutivo di sciopero: auto ferme, servizio bloccato (garantiti i servizi per gli utenti disabili e da e per gli ospedali) e caos in città nonostante gli appelli dalle amministrazioni locali a desistere.
Per domani prevista un'altra giornata di agitazione e dovrebbe esserci l'incontro dei tassisti con il ministro dei Trasporti Graziano Del Rio.
Nei mirino dei tassisti c'è l'emendamento a firma Linda Lanzillotta (senatrice eletta con Scelta Civica ed approdata al Partito Democratico),  contenuto nel Milleproroghe, che proroga di un anno l'emanazione del decreto ministeriale contro l'esercizio abusivo. E che, accusano gli stessi tassisti, favorirebbe il noleggio con conducente (Ncc) e i servizi di mobilità basati su piattaforme online come "Uber".
Al fianco dei tassisti si schiera, senza se e senza ma, il movimento identitario Roma ai Romani capitanato da Giuliano Castellino che in una nota, diffusa alla stampa afferma: " da domani saremo in mobilitazione con i tassisti contro Uber ed il governo venduto alla multinazionali.
Roma ai Roma si schiera con i lavoratori italiani contro chi vorrebbe mandare per stracci migliaia di nostri connazionali.
Ogni sfratto una trincea, ogni centro di accoglienza una barricata, ogni posto di lavoro sarà difeso senza tregua.
Questo è il compito del nostro comitato di lotta popolare.
Contro il sistema, contro i partiti e contro il fallimento delle rappresentanze che fino ad oggi non sono state capaci di difendere i nostri connazionali".

Azione Identitaria: "Palme in Piazza Duomo bruciate: non rivendichiamo il gesto ma l'avevamo previsto"

(G.p)L'idea forza di Starbucks di trasformare la piazza del Duomo di Milano in un improbabile luogo senza spazio di piante esotiche senza una continuità tra loro, al momento è  miseramente fallita. Qualcuno ha pensato, in maniera non goliardica né tanto meno simbolica di incendiare i banani e le palme impiantanti in piazza Del Duomo.
Il movimento politico Azione Identitaria, che sin dall'inizio si era schierato, senza se e senza ma, contro questo ennesimo orrore paesaggistico e contro il disegno mondialista che vorrebbe l'uomo unico, il colore unico, il paesaggio unico, in una nota diffusa alla stampa, rivendica con orgoglio di  aver previsto il gesto.
Comunicato che riportiamo fedelmente.

Come previsto, le palme che le autorità cittadine e la multinazionale del caffè Starbucks hanno iniziato a piantumare di fronte al Duomo di Milano sono state incendiate, e non in modo goliardico o simbolico, come avevamo annunciato noi di Azione Identitaria.
Di fronte all'ennesimo orrore paesaggistico, per giunta finanziato dalla stessa multinazionale del caffé schierata a sostegno morale della Grande Sostituzione e dell'alluvione di pseudo-profughi, Starbucks, ci siamo dichiarati disposti ad azioni dimostrative. Azioni che abbiamo tutt'ora in programma e che serviranno ad attirare l'attenzione dei milanesi su uno dei tanti casi di bruttezza globalista programmata ed imposta ai nostri occhi e alle nostre vite. Come da noi dichiarato e sottoscritto, queste azioni non attenteranno alla vita di nessuna pianta, ma affiancheranno la nostra raccolta firme ed ogni tipo di denuncia del ridicolo progetto di portare vegetazione fuori luogo in una delle piazze simbolo d'Italia. Azioni che riguarderanno le fiamme, come gran parte di ciò che ci ruota attorno, ma in modo diverso da quanto successo nella notte di Sabato, quando ignoti hanno incendiato tre palme.
L'avevamo previsto. Quello che si mormora nei bar, nelle fabbriche e per le strade, quello che noi abbiamo avuto il coraggio di trasformare in uno slogan liberatorio, ossia che quelle palme, come tanti altri feticci della borghesia mondialista ed annoiata, "andrebbero bruciate", non erano solo chiacchiere. Qualcuno, per esasperazione, o per qualsiasi motivo suo, le ha bruciate per davvero, e non simbolicamente.
La buona notizia? Non rivendichiamo questo gesto perché, come da noi annunciato, le nostre azioni non sacrificheranno, nemmeno per una giusta causa, nessuna di quelle piante fuori posto.
La cattiva notizia? Noi non condanniamo il gesto, in nessun modo se non nelle sue modalità, come non condanniamo più nessuna forma di esasperazione del popolo italiano e dei popoli europei di fronte alle beffe continue di un potere che pretende di trasformare il territorio e i suoi abitanti nel suo mondo immaginario, monotono e squallido. Sono bruciate tre piante di un brutto giardinetto: noi non lo avremmo fatto, anche perché questo non fermerà il progetto, motivo per il quale la nostra campagna contro "il Giardino degli Orrori Starbucks TM" continuerà con ancora più forza. Sono bruciate tre palme, ma non per questo non dormiremo alla notte e nessun rimorso ci coglie per aver potuto, più o meno involontariamente, ispirare questo gesto; non quando gli incubi d'Italia, quelli che ti tolgono il sonno e la serenità, sono decine di suicidi per miseria, la perdita della sovranità e della dignità nazionali, milioni di giovani senza alcun futuro e milioni di extraeuropei che ogni giorno sostituiscono ogni anziano che muore.

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Palme bruciate, Salvini: "No alla violenza ma lasciate Milano ai milanesi"


(G.p) È come se decidessimo che Mc Donald's addobba Piazza San Marco e la riempie di patatine fritte ovunque, o il Colosseo". Insomma, afferma Matteo Salvini dai microfoni di RTL 102.5 per 'Non Stop News', "va bene che 'business is business' però Starbucks faccia il caffè, male, mi sembra, ma lasci che la cura della città spetti ai milanesi".
Il fuoco, precisa il leader leghista, si usa esclusivamente per le grigliate d'estate in spiaggia. Io, come tanti altri milanesi, ho detto che la palma, il banano o le canne di bambù cinesi in Piazza Duomo non c'azzeccano nulla per dire alla Di Pietro.
Da cittadino milanese, Matteo Salvini contesta culturalmente la decisione di inserire in Piazza del Duomo banani e palme, augurandosi che, in tempi rapidi, possa essere rimesso qualcosa di più normale.
 Quelli che passano alla violenza, sia contro la palma che, soprattutto, contro un essere umano - chiarisce Salvini - sono interdetti, allo stesso livello di chi ce le ha messe le palme".
A Milano, al di là delle palme su cui uno sorride, per carità di Dio, io amo gli alberi, ci sono problemi più gravi", sottolinea il segretario federale della Lega, citando il caso delle "due ragazze che hanno preso il treno a Milano settimana scorsa, una di quindici e una di diciannove anni, e sono state molestate, aggredite e derubate". "
Io - rivendica il leader leghista,  domani faccio una conferenza stampa in Darsena a Milano per la riapertura dei Navigli perchè quello, sì, è un progetto bello, studiato, strutturato. L'acqua fa parte della storia di Milano, il trasporto fluviale".

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Nasce il Movimento nazionale per la sovranità: Storace e Alemanno eletti presidente e segretario

(G.p)Con l'elezione all'unanimità di Gianni Alemanno segretario e Francesco Storace presidente, i 1500 delegati al congresso fondativo del Movimento nazionale per la sovranità presenti al Marriott Park Hotel di Roma perfezionano la nascita nel panorama politico di una formazione "sovranista" nata dalla riunione di due movimenti La Destra di Francesco Storace ed Azione Nazionale guidata dall'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Una formazione che si richiama alla destra nazionale, fin nel simbolo che stilizza la Fiamma che fu del vecchio Movimento Sociale Italiano.
L'obiettivo del Movimento nazionale per la sovranità è quello di aggregare le forze di destra presenti in tutto il territorio, da Bolzano a Palermo, in un progetto politico di largo respiro che possa essere determinante alla prossima tornata elettorale, in una coalizione di centro destra coesa ed unita, come ha detto Gianni Alemanno nella relazione conclusione.
All'appello all'unità del centro destra lanciato da Alemanno hanno aderito Forza Italia, i Popolari per l'Italia, il movimento Idea ed anche la Lega Nord per l'indipendenza della Padania, anche se Giancarlo Giorgetti ha evidenziato la necessità e l'urgenza di una chiarezza al fine di evitare l'ammucchiata finalizzata ad entrare in Parlamento.
Tale ammucchiata sarebbe una grava mancanza di rispetto nei confronti del corpo elettorale, se poi l'alleanza, in particolare con Forza Italia, si traducesse come immagina Berlusconi nel governare con Matteo Renzi.
L'idea forza delle primarie di coalizione lanciata da Francesco Storace, condivisa anche dalla Lega lascia fredda Forza Italia, d'altronde come afferma Gasparri il momento storico ed il realismo impongono l'unità vista la crisi del Partito Democratico, principale partito del centro sinistra e l'incapacità di governo del Movimento Cinque Stelle.
Al congresso, seppure invitati, mancava la delegazione di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale.
Nel corso del suo intervento il neo eletto segretario Gianni Alemanno ha sottolineato come la piattaforma comune con le forze del centro destra c'è e per questo motivo rilancia con forza la creazione di un vero e proprio Polo Sovranista del centro destra. Del quale ha indicato ai congressisti ed agli alleati i punti di riferimento in termini economici, internazionali e politici, lanciando una guerra al politicamente corretto definito come un paraocchi concettuale imposto ai popoli dalle multinazionali, in quell'alleanza tra internazionalismo di sinistra e liberismo economico finanziario che cancellano confini ed identità. D'altronde, come ricordava il generale De Gaulle, la democrazia è un fatto nazionale, legato a confini ed interessi nazionali, per cui stop a questa presunta democrazia transnazionale e difesa ad oltranza della produzione nazionale.
Infine grande attenzione da parte di Alemanno è stata data alla svolta epocale in atto negli Stati Uniti dopo la clamorosa elezioni alla carica di Presidente di Donald Trump che ha mandato all'aria il Trattato Ttip.
Gianni Alemanno, nel suo discorso conclusivo, ha gettato le basi di partenza del movimento che ha l'ambizione di riunire la destra italiana, divisa in mille rivoli, partecipare come soggetto protagonista ad un centro destra unito e coeso, d'altronde l'appuntamento elettorale, salvo sorprese, è tra un anno e solo unito e coeso il centro destra può vincere le elezioni e salvare l'Italia.
Chi vivrà, vedrà.













domenica 19 febbraio 2017

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Escalation nel Viterbese: bomba antifascista contro CasaPound

"Ennesimo atto terroristico antifascista contro CasaPound. Esploso stanotte un ordigno piazzato sotto la nostra sede dei Cimini. La bomba ha palesemente danneggiato il robusto portone in ferro d'entrata ed avrebbe potuto anche mutilare o uccidere chiunque fosse passato di lì per sbaglio. Tutto questo avviene in seguito al clima di tensione ed odio politico creato nei nostri confronti da testate giornalistiche e programmi televisivi locali e nazionali, così come dalle amministrazioni comunali limitrofe, per i fatti di sabato 11 febbraio in cui il nostro movimento è stato subdolamente coinvolto in maniera aprioristica, senza prima aspettare l' esito delle indagini, tramite inesattezze ed omissioni le quali tra l' altro stanno venendo pian piano alla luce".
Così il comunicato dell'organizzazione fascista bersaglio dell'attentato fa riferimento esplicito al contesto di scontro in atto nel Viterbese, che ha visto la scorsa settimana la trasmissione tv Agorà raccontare in un servizio il pestaggio subito da parte di un antifascista per un meme ironico postato su facebook a proposito dei modi di fare e i linguaggi dei fascisti del terzo millennio. Secondo il "Corriere dell'Umbria" Ad aggredire il ventenne di Vasanello con calci e pugni - dopo l’aggressione è stato portato in ospedale con il setto nasale rotto - sarebbero state 3 persone, ma prima il ragazzo sarebbe stato circondato da una ventina di persone, neofascisti di Vignanello. Il ventenne era uscito con un gruppo di amici e stava all’esterno di un locale vicino a un centro commerciale dove sarebbe stato raggiunto e attaccato.
"L'episodio -conclude il comunicato di CasaPound - in questione è solo l'ultimo di una lunga serie su scala nazionale, tra cui ricordiamo quello dalle conseguenze più gravi la notte del 1 gennaio a Firenze dove un artificiere perse un occhio ed una mano o quello di appena venerdì notte a Grosseto, fortunatamente sventato. Notiamo gran parte della stampa enfatizzare e condannare sempre le "violenze neofasciste", frutto di episodi di cronaca minore, salvo poi ignorare o minimizzare i palesi atti terroristici a danno del nostro movimento. Pretendiamo a questo punto, con la stessa convinzione e la stessa foga, una presa di posizione da parte delle giunte comunali del nostro paese e dei paesi vicini, dei giornali e delle televisioni locali e nazionali così come quello di pagine facebook che attaccano pretestuosamente e violentemente, con la scusa della “satira” e della “libertà d' espressione”, la nostra organizzazione da tempo, instillando nei nostri confronti un clima d' odio e sberleffo continuo dove poi i nostri militanti sono costretti a convivere non solo nella vita virtuale".

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La Napoli leghista attende Matteo Salvini: al via il tesseramento 2017


(G.p)In questo fine settimana è ripresa, in tutto il Sud Italia, isole comprese,  la campagna nazionale di tesseramento di Noi con Salvini, costola centro meridionale della Lega Nord per l'indipendenza della Padania. Un appuntamento che ha visto protagonisti i militanti di Noi con Salvini con centinaia di banchetti in tante città del meridione d'Italia.
Un appuntamento particolarmente sentito dai fans partenopei del felpato Matteo Salvini, impegnati in diversi banchetti organizzati in città e nelle principali città della provincia, anche in vista della prossima visita in città di Matteo Salvini prevista per il giorno 11 marzo.
Nella mattinata di domenica, nella centralissima Piazzetta Augusteo i militanti partenopei di Noi con Salvini, nonostante il clima ostile  in buon numero, sono stati protagonisti di un riuscito banchetto informativo.
Nell'occasione sono stati illustrati i punti salienti del programma del movimento politico, dando particolare importanza al ritorno, in tempi quanto più brevi possibili, al voto, anche con una raccolta firme che ha trovato discreto gradimento da parte dei cittadini napoletani.
 

Alemanno e Storace fondano il Movimento per la Sovranità con gli auguri di Berlusconi

(G.p)Nella stessa giornata in cui i principali bookmaker britannici scommettono sulla scissione del Partito Democratico, principale partito della coalizione di centro sinistra, ci sono due formazione politiche come la Destra di Francesco Storace ed Azione Nazionale, fondata dai cosiddetti quarantenni sconfitti all'ultima assemblea della Fondazione Alleanza Nazionale capitanati dall'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno che scelgono coraggiosamente di unirsi.
Ieri al Marriott Park Hotel di Roma si è tenuta la prima giornata del congresso di fondazione del Movimento Nazionale per la Sovranità alla presenza di 1500 delegati. 
In questo "matrimonio politico" Alemanno porta in dote il suo movimento Azione Nazionale mentre Francesco Storace La Destra, con l'obiettivo di aggregare le forze di destra presenti in tutto il territorio, da Bolzano a Palermo, in un progetto politico che possa essere determinante alla prossima tornata elettorale.
In questo senso va letto il chiaro ed evidente riferimento alle primarie lanciato da Alemanno nel corso del suo discorso, durante la prima giornata di congresso. Dobbiamo fare le primarie, precisa Alemanno, per arrivare finalmente ad un centro destra unito e coeso, per scegliere il nome del candidato premier e le linee programmatiche.
Il primo giorno del congresso del Movimento Nazionale per la Sovranità è stato dedicato alla presentazione del simbolo ed alle linee guida di questo nuovo movimento politico.
Come ricorda Alemanno, fin dal nome, è chiaro quale è il nostro scopo: "vogliamo difendere la sovranità nazionale dai vincoli di Bruxelles e dai condizionamenti della globalizzazione.
Nella giornata di domenica l'assemblea costituente voterà gli organi del movimento. Un primo passo, verso la riunione, in un unico movimento, dei tanti orfani della diaspora seguita allo scioglimento di Alleanza Nazionale del 2009, quando il partito guidato da Gianfranco Fini decise di entrare nel Popolo delle Libertà,partito unico del centro destra, guidato da Silvio Berlusconi.
Una data infausta, da dimenticare, almeno per Francesco Storace che spera con il Movimento nazionale per la sovranità di costruire un partito aperto, libero, plurale, che metta al bando il correntismo e non il dibattito.
All'assise del Movimento nazionale per la sovranità è giunto anche un messaggio di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia che si dice convinto che il movimento fondato da Gianni Alemanno e Francesco Storace saprà essere parte integrante di un centro destra che si candida a governare, di nuovo, il paese.
D'altronde, ricorda Berlusconi, nel suo messaggio, il tratto di strada comune vissuto con molti dei partecipanti ai vostri lavori mi autorizza a pensare che al di là delle legittime distinzioni si possa costruire insieme un progetto serio e credibile di centro destra.


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