giovedì 23 ottobre 2014

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Militia scatenata contro Marino: Roma non merita un sindaco frocio



Così Militia entra a piedi uniti nello scontro in atto tra Campidoglio e Prefettura di Roma sulle "nozze gay" confermando la sua vocazione a rompere con gli idoli del "politically correct". Dopo la campagna di striscioni che avevano come principale bersaglio il sindaco Alemanno e la sua vicinanza alla comunità ebraica, iniziativa costata una condanna penale a Maurizio Boccacci e Stefano Schiavulli per violazione della legge Mancino, ora è la volta del nuovo sindaco di Roma, attaccato come "frocio" e minacciato: "ti sodomizziamo"

martedì 21 ottobre 2014

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Stop immigrazione, nella nuova sintesi di Milano Murelli vede realizzarsi il suo sogno rosso-bruno-verde

Tra chi, dalla destra radicale, guarda con speranza ed entusiasmo alle "prove tecniche di nuove sintesi" che si sono espresse nella grande manifestazione di sabato scorso a Milano, c'è anche Maurizio Murelli, l'editore nazionalcomunista e leader storico della corrente rosso-bruna. Ha cominciato domenica mattina a riflettere sulla sua pagina facebook e a stuzzicare i "cammmerati" che erano abboccati al suo amo :





ho aperto un status neutro sostenendo che tentativi tecnici di nuove sintesi erano in corso. Prendo atto che molti hanno preferito piegare lo status alla propria personale dialettica ideologica. E allora vai con i post anti questo o quello, a rimarcare non il presente e il tentativo sul futuro, ma le prese di posizioni del passato; non il rimarcare quel qualcosa di positivo che emerge, ma la scoria che c'è attaccato. E alla fine pare di capire che in Italia ci dovrebbe essere un partito (movimento) per ogni testa che si da alla politica perché non c'è speranza per la duttilità e la capacità di fare sintesi cogliendo il fermento giusto. Molti si considerano la pura perfezione dell'idea incarnata e quindi "fare politica" significa piegare a quella propria idea tutto il resto del mondo. Quando un fascista dice che bisogna andare al di là della destra e della sinistra quasi sempre pensa che quello di sinistra deve diventare fascista. Da sinistra è ancora peggio perché è quasi del tutto esclusa la possibilità di conversione. Lì funziona una sorta di razzismo ideologico per il quale il DNA politico non si modifica ma si camuffa e basta.Salvini sta provando a trasformare la Lega in un partito a respiro nazionale sulla falsa riga della Marine Le Pen. Giusto? Sbagliato? Bello? Brutto? Compagini a forte caratterizzazione nazionalista e di tradizione fascista considerano temi della lega come la lotta all'invasione, alle ingerenze della UE, allo smantellamento dello stato sociale etc. come battaglie uguali a quelle portate avanti da loro.Sbagliato? Bello? Giusto? E su un tema specifico hanno convenuto, hanno stabilito una convergenza PER MANIFESTARE CONTRO. NON HANNO PRESENTATO UN PROGETTO PER, sottolineo, un progetto PER FARE: hanno protestato assieme CONTRO. Sbagliato? Bello? Giusto? Per questo ho parlato di prove tecniche di nuove sintesi che si sono concretizzate attraverso l'incontro di diversi soggetti di varia provenienza. Ma subito, nella conversazione qui è scattata da parte di molti la molla di autodifesa ideologica. Niente è più facile che esibire aggressività a difesa di una purezza ideologica incorruttibile facendo passare chi invita alla conversazione sui dati di fatto per un mollaccione che si fa illusioni o si lascia andare ingenuamente a belle speranze. Non è così che funziona con me. Non è così che deve funzionare su questa bacheca. Quello di ieri a Milano è un piccolo di cronaca politica aperto a potenzialità. Contemporaneamente in Italia e in tutto il mondo ci sono altrettanti piccoli e grandi fatti che chi ha interesse (come me) prende in considerazione cercando di non perdere contatto con la realtà. Ora chi ha piacere alla CONVERSAZIONE ed è in grado di proporsi senza pensare di avere verità ideologiche preconfezionate raccattate sullo scaffale del supermarket delle banalità da imporre dogmaticamente è il benvenuto e dica la sua. Qui non ci sono né guru né cesari con il monopolio della verità. Valgono le idee e i concetti espressi, non chi li formula. Per chi non ha ancora le idee chiare, magari, invece di farsi sopportare in post astrusi è bene che per un po' si limiti a leggere in modo da distillare con calma un'opinione che sta in piedi.
In effetti, per Murelli si tratta di una possibile quadra che realizza trent'anni da visionario:
Chi mi segue da dal 1984 quando ho cominciato a editare "Orion" ben ricorda che ho circoscritto il mio ring tirando le corde tra i quattro pali che erano: Eurasia, antimondialismo, geopolitica, potenzialità nella Lega. Sono passati 30 anni. Avete sotto gli occhi quel che accade in termini geopolitici, accadimenti da confrontare con le previsioni egli anni '90. Idem per l'Eurasia. Quanto alla Lega aveva grandi potenzialità e ci offriva diverse opportunità negli anni '90 che furono poi disattese e mortificate. Sconfitta nelle battaglie di allora. Le potenzialità però restano e del perché ne possiamo parlare. Oggi mi ritrovo una lega che tenta un discorso "nazionale", (avrei da dire molto sul superamento di questo livello, che comunque è sempre un livello preferibile allo sfarinamento localistico) che si fa avanguardia nei rapporti eurasiatici e di saldatura tra Mediterraneo e Russia. Vedo vecchi orionisti della prima ora impegnati nell'associazionismo filorusso con incarichi di rilievo che trovano moduli operativi dentro la Lega.Anche la questione antimondialista filtra da quelle parti. Se le cose stanno così, perché vi scocciate se oggi faccio più acuto il mio sguardo sulle cose della lega? Non sto mica improvvisando e giocando con facili entusiasmi. Basta verificare la produzione di articoli pluridecennale. Perché non devo essere contento delle nuove convergenze? Son rose che fioriranno? Forse che sì forse che no. Il mio destino è quello di provarci sempre e di infilarmi in questi brodi di coltura e cottura. Abbiate pazienza e girate bacheca se la cosa vi infastidisce.
Certo, c'è dell'ironia nella circostanza che oggi la forza trainante nella fascisteria di questa "nuova sintesi" è quella CasaPound a cui appartengono tanti di quei militanti filo-ucraini con cui nei mesi scorsi Murelli ha fortemente polemizzato...  Ma lui giustamente non si preoccupa di queste piccinerie e guarda, abbacinato, la luna piena.

lunedì 20 ottobre 2014

CasaPound Napoli: chiuse le indagini per 30 persone. La Cassazione ripristina i reati associativi

La Procura di Napoli ha chiuso le indagini sul gruppo di estrema destra Casapound, all’interno del quale, nel gennaio del 2013, furono arrestate dieci persone con l’accusa di aver organizzato e pianificato scontri di piazza a Napoli nel 2011 e di aver partecipato a numerose aggressioni nei confronti di avversari politici. Una trentina gli avvisi notificati; tra i destinatari figura Emanuela Florino, figlia di Michele, ex senatore di An.  
A quest’ultima e ad altri nove indagati, era stata notificata già nel 2013 un’ordinanza di custodia cautelare per una serie di episodi tra i quali alcuni pestaggi e un accoltellamento ai danni di giovani di sinistra, avvenuto durante la campagna per le ultime amministrative, davanti alla facoltà di Lettere della Federico II.  
Tra le contestazioni resta quella di associazione sovversiva, che era stata annullata dal Riesame ma ritenuta invece valida dalla Cassazione, cui il pm Luigi Musto aveva fatto ricorso. Proprio l’attesa del responso della Suprema Corte ha fatto in modo che i tempi delle indagini preliminari si dilatassero.  
 Agli indagati la Procura contesta a vario titolo anche i reati di banda armata, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplosivo, lesioni a pubblico ufficiale e attentati incendiari. C’è anche una contestazione aggiuntiva: uno degli indagati deve anche rispondere del danneggiamento di tre fontane pubbliche nelle quali il 23 gennaio 2009 fu versata una sostanza rossa. 
FONTE: LA STAMPA

Qui potete sentire le mie obiezioni alle accuse di banda armata e associazione sovversiva: con tutto il rispetto per la Cassazione le accuse restano del tutto inconsistenti
Qui invece la rassegna dei giornali on  line: il mattino, la repubblica, il corriere del mezzogiorno.

domenica 19 ottobre 2014

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Stop immigrazione, per rifondare la destra identitaria in Italia ci voleva un comunista come Salvini

Nel sabato muscolare delle piazze contrapposte, da Milano a Bologna, da Napoli a Genova, alla fine è Matteo Salvini a farsi largo. Realizzando l’occupazione di uno spazio politico di destra radicale che appare nello stesso tempo inquietante e redditizio. Il fascismo come eterna pulsione sotterranea della società italiana, lubrificato dall’ostilità contro gli stranieri e l’euro, rivisitato nei nuovi codici giovanili da stadio o da concerto, trova nel leghista Salvini un leader svelto a offrirgli un luogo di raccolta. Disposto anche a mettere la sordina al secessionismo padano, pur di catalizzare in tutta la penisola la destra dispersa e arrabbiata. Le decine di migliaia di sostenitori che hanno consacrato la leadership di Salvini in una piazza Duomo divenuta all’improvviso verde-nera, rivelano che non abbiamo più a che fare con un innocuo Capitan Fracassa televisivo. Perché il vuoto non esiste in politica e l’Italia –Renzi o non Renzi- non si è certo trasformata in un paese di sinistra solo perché Berlusconi chiude il suo ciclo. Non so se sia vero quel che scrivono i suoi giornali, e cioè che Berlusconi avrebbe raccomandato il giovane Salvini all’amico Putin, durante il loro convivio notturno. Ma è certo che la benedizione personalmente concessa da Putin a Salvini, incontrandolo alla vigilia del raduno milanese, giunge nel segno dell’autoritarismo tradizionalista mitizzato come unica salvezza possibile: uomini forti, chiamati a proteggerci dalla povertà, dalle invasioni, perfino dalle malattie.

Coglie nel segno l'analisi di Gad Lerner, che ricostruisce con intelligenza e attenzione l'importante passaggio politico che si è consumato ieri. Su un solo passaggio dissento: quando parla di "destra radicale" mentre è più appropriato ricorrere al termine "destra identitaria". E non si tratta di una pignoleria filologica. Perché in realtà è uno dei nodi fondamentali dell'operazione politica che Salvini sta portando avanti con successo e cioè la ricomposizione tra le due destre post-novecentesche che in pochi paesi come l'Italia hanno avuto al tempo stesso vita florida ed esplicito conflitto. 
Le destre neo- e postfasciste hanno avuto vita generalmente grama in Italia: a lungo il Msi con le sue percentuali oscillanti tra il 6 e l'8% è stata la formazione più solida in Europa. E' sull'onda d'urto del thatcherismo e della rivolta antifiscale prima e poi con la caduta del muro di Berlino e le grandi ondate migratorie dagli ex Imperi e dall'Est Europa, che in tutto il Continente prende piede, con importanti risultati elettorali a due cifre, una destra nuova, la cui agenda politica coniuga lotta al welfare e preferenza nazionale. Questa destra  identitaria, che in Italia si coagula nella Lega Nord, assorbe sicuramente componenti di militanza neofascista ma è distante dalla progettualità e dall'immaginario della destra radicale del "secolo breve".
Nel terzo millennio soltanto in due paesi (la Grecia di Alba dorata e l'Ungheria) formazioni esplicitamente fasciste raggiungono la cifra doppia mentre sono pochi gli Stati in cui tale risultato non è raggiunto dalle formazioni della nuova destra identitaria, che si caratterizzano per innescare su un corpus comune (anti-euro, anti-welfare, anti-immigrazione) le specificità nazionale. In Italia, slattata l'anima postfascista dalle successive cure termali dal Msi ad An al Pdl, tra Fiuggi e Arcore, la Lega ha sempre avuto un rapporto di forza schiacciante con i movimenti della destra radicale. Un rapporto conflittuale che però ha visto limitate iniziative comuni sul terreno della politica internazionale e della lotta all' "invasione allogena".
Con la grande manifestazione di ieri (di questi tempi di totale passività 40 o 50mila persone in piazza sono comunque assai) ha segnato un decisivo passo in avanti verso una nuova sintesi, che vedrà pezzi importanti di fascisteria affluire nel nascente Fronte nazionale a direzione leghista e a orientamento identitario. E, come insegna la storia, per fare una grande operazione di destra (già benedetta da Borghezio che funge da snodo) ci voleva un comunista (sia pure padano) come Salvini ...

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Stop immigrazione, il volontario nero Fontana ci racconta la presenza fascista al corteo della Lega

(umt) Francesco Saverio Fontana, l'avanguardista salito a pubblica fama per la sua partecipazione sul fronte ucraino alla guerra civile nel Donbass, ci racconta l'altra presenza fascista alla grande manifestazione leghista di ieri 
Ieri a Milano tra veri separatisti, vetero leghisti e nuove sintesi politiche, un'enorme manifestazione di popolo in clima festoso e reso pacifico dalla sua imponente forza che aldilà delle affluenze dichiarate resta un'impressionante manifestazione di forza di popolo incazzato ma ancora composto. 
Belli, numerosi e organizzati i giovani di Csss Pound che hanno colorato di blu e rosso delle loro moltissime bandiere NO EU il fiume umano del corteo.

Una pattuglia di Avanguardisti in purezza, in puro stile meneghino alla Jannacci - " per vedere l'effetto che fa'" - ha esposto ai lati del corteo i colori e la Runa d'Avanguardia in un improvvisatissimo labaro ( non per questo meno visibile ed efficace). Molte le dichiarazioni d'affetto e curiosità al veder riapparire ciò che non è mai scomparso.

Poiché però per la manifestazione era stata negoziata dagli organizzatori in ogni dettaglio, i nostri ,hanno sfilato poi senza bandiere nelle ultime file dei compostissimi ragazzi di Lealtà ed Azione, tutti a loro volta senza bandiere.

In grande forma e piacevole come sempre il loro accompagnatore spirituale Guido Giraudo.
Senza confusioni tra obbiettivo e veicolo e ben consapevoli che nella stragrande maggioranza leghista il separatismo secessionistico non è che una boutade, mentre molti sono i comuni obbiettivi anche se ci legano ad oggi solo i comuni NO A...


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Stop immigrazione, assaltata nella notte la sede barese di Forza Nuova: 4 contusi

Roberto Fiore a Bergamo (foto Corriere della Sera web)
Stanotte, intorno all'1,30, una decina di persone con il volto coperto e armati di bastoni e catene, hanno fatto irruzione nella sede di Forza Nuova a Bari, in corso Benedetto Croce, e hanno aggredito  i presenti. Quattro di loro hanno fatto ricorso alle cure mediche. Tre hanno riportato lievi ferite, il quarto, che presentava un trauma facciale contusivo e una prognosi di 30 giorni, ha rifiutato il ricovero in ospedale. Indagini sono in corso a cura della Digos della Questura per identificare gli autori dell'aggressione.
Si è così conclusa, con un raid a sorpresa, la giornata di mobilitazione antifascista che aveva visto la sinistra antagonista e i centri sociali scendere in piazza per contrastare le manifestazioni indette da Forza nuova in cinque città italiane per il primo anniversario dell'Operazione Mare nostrum. Anche se i principali quotidiani non se ne sono accorti e hanno continuato a vedere in piazza a Milano al corteo della Lega una presenza che non c'era, il movimento guidato da Roberto Fiore ha voluto rimarcare la propria indipendenza sul fronte della lotta all'immigrazione.
Degli incidenti a Bologna e Ancona, con scontri tra antifà e forze dell'ordine, feriti e fermati, abbiamo già riferito ieri. Della forte tensione a Napoli che però non è degenerata in espressioni violente, pure. Anche a Bergamo (dove era presente il leader nazionale ma anche una delegazione di Christus Rex, gli integralisti veneti impegnati sul fronte della difesa della famiglia tradizionale) le forze dell'ordine hanno ben contenuto gli opposti dimostranti.

sabato 18 ottobre 2014

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Stop immigrazione. A Bologna e Ancona antifa all'attacco di Forza nuova: scontri, fermi e feriti

Scontri violenti con lanci di vernice e manganellate tra la polizia  in tenuta antisommossa e i militanti antagonisti, scesi in piazza a Bologna con il duplice scopo di contestare il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco e opporsi al comizio di Forza Nuova (previsto per stasera alle sette nella giornata di mobilitazione nazionale contro l'immigrazione). 
I manifestanti volevano raggiungere l'aula magna di Santa Lucia, dove Visco stava tenendo una lezione magistrale alla festa de Il Mulino ma sono stati bloccati con due cariche all'inizio di via Castiglione, in pieno centro. Almeno quattro i feriti tra i dimostranti. Gli scontri sono ripresi successivamente a via Garibaldi. Il corteo voleva raggiungere il presidio di Forza Nuova in Piazza San Domenico, al lato opposto della strada. Manifestanti e cordone di polizia si sono fronteggiati a lungo, c'è stato un lancio di bottiglie, fumogeni e ordigni rudimentali contro le divise e li è partita la carica che ha allontanato il corteo.
Ad Ancona circa 200 manifestanti della sinistra si sono radunati a piazza Cavour e dopo una lunga trattativa con le forza di polizia in assetto antisommossa hanno ottenuto il permesso di proseguire. Il corteo è sfilato lungo il viale della Vittoria, interdetto alle circolazione stradale, ma avvicinandosi a piazza Diaz, punto di raduno del movimento di ultradestra, la polizia ha cercato di impedire il contatto e si sono verificati degli scontri con i centri sociali e le altre sigle. I manifestanti di Fn erano stati nel frattempo fatti confluire in un punto più distante. Ci sarebbe stato, secondo il Corriere Adriatico, anche due feriti.

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Stop immigrazione, a Napoli si fronteggiano Forza nuova e antifà. In mille in piazza a Castelvolturno

La miglior risposta in queste ore alla manifestazione antiimmigrazione che tra mezz’ora inizia a Milano la stanno dando gli extra-comunitari di Castelvolturno. Il corteo del Movimento dei migranti e dei rifugiati lancia un messaggio chiaro: “Siamo umani anche noi. E siamo tutti sulla stessa barca: nessuno si salva da solo”. Molti i cartelli “Stop Salvini”, che  si riferiscono alla manifestazione della Lega contro gli immigrati e contro l’operazione Mare Nostrum, che oggi compie un anno.
“A quelli che manifestano a Milano di contro l’invasione degli immigrati noi rispondiamo stop ignoranza e a stop demagogia. Siamo qui per difendere questo territorio e per salvarlo insieme. Perciò chiediamo una nuova regolarizzazione attraverso corsi di formazione professionale.  Lottiamo per i nostri diritti e la nostra dignità”, spiegano gli organizzatori della manifestazione dei migranti. Il corteo, al quale partecipano almeno un migliaio di persone,  si sta snondando per circa dieci chilometri lungo la Domiziana. Tra i cartelloni esposti dagli immigrati oltre ai rifermienti a Salvini, si legge ‘Stop ignoranza’, ‘Stop pregiudizi’. Tra le rivendicazioni dei manifestanti, c’è la modifica della normativa sull’immigrazione e la cancellazione della Bossi-Fini.
Fonte: Identità insorgenti

Tensione a Napoli

(g.p.) Camicie bianche ( «modello peronista»), fumogeni tricolori, e lo slogan ripetuto «casa e lavoro prima agli italiani». Così un centinaio di aderenti a Forza Nuova ha manifestato a Napoli, con un presidio in piazza Carlo III, contro «l'immigrazione selvaggia» e per la «difesa delle frontiere» nell' ambito di una giornata di mobilitazione svoltasi anche a Bergamo, Ancona e Palermo. Dura la polemica con il sindaco sospeso De Magistris. «Non siamo neonazisti e non c' entriamo con l' aggressore di Ciro Esposito - ha detto il coordinatore regionale di FN, Michele Giliberti - De Magistris istiga all' odio ed è pronta una querela per lui». Il presidio di Forza Nuova (vietato dalla Questura il corteo richiesto) ha provocato la contromobilitazione dei Centri Sociali, che hanno improvvisato un corteo non autorizzato da Piazza Garibaldi, invitando gli immigrati ad unirsi a loro al grido «siamo tutti antifascisti». Il corteo è giunto fino a circa 300 metri da Piazza Carlo III, dove i militanti di FN però non erano ancora arrivati, e poi è stato bloccato da un forte schieramento di carabinieri, baschi verdi della finanza e poliziotti in assetto antisommossa. Bloccati tutti gli accessi alla piazza, troppo forte il divario di forze con i manifestanti di estrema sinistra, un centinaio anche loro, che si sono limitati a scandire slogan duri (compreso, «uccidere un fascista non è reato») ed a polemizzare con l' autorizzazione a manifestare concessa ad Fn. Qualche momento di tensione anche al termine del presidio di Forza Nuova, quando i manifestanti si sono mossi dai giardini al centro di piazza Carlo III verso il Corso Garibaldi. Le forze dell' ordine si sono schierate con scudi e manganelli, ma il confronto fisico è stato evitato dopo un accenno di blocco stradale.

Il giudice manda alla sbarra tutto il gruppo parlamentare di Alba Dorata

 Il giudice istruttore greco Isidoros Dogiakos ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti i 16 deputati del partito filo-nazista Chrysi Avgì (Alba Dorata) presentando in Procura un rapporto di 700 pagine. Secondo i media, nel rapporto il magistrato chiede inoltre il rinvio a giudizio di 70 delle 85 persone accusate per le attività illegali attribuite al partito filo-nazista. L'intero gruppo parlamentare del partito, secondo Dogiakos, faceva parte della dirigenza del partito mentre l'organizzazione criminale si nascondeva sotto il "mantello" istituzionale della formazione politica. Nel suo voluminoso rapporto il giudice cita in particolare 10 casi - tra cui l'omicidio del giovane musicista Pavlos Fyssas, ucciso a settembre del 2013 ad Atene dal militante di Alba Dorata Giorgos Roupakias (reo confesso), e l'uccisione dell'immigrato legale pachistano Luqman Shahzad nel gennaio precedente sempre ad Atene - e riferisce che le azioni con movente razzista di Alba Dorata si sono intensificate dopo il 2012, da quando è stato presentato lo statuto del partito. In particolare, il giudice istruttore ha chiesto il rinvio a giudizio del leader e fondatore del partito, Nikos Michaloliakos, e dell'intero gruppo parlamentare per aver costituito, diretto e fatto parte di un'organizzazione criminale, e di Ilias Kassidiaris, Nikos Mihos, Yannis Lagos, Giorgos Germenis e Efstathios Mpoukouras, per possesso illegale di armi a scopo di rifornire l'organizzazione criminale. Inoltre secondo Dogiakos, tutte le informazioni circa le attività illegali del partito riferite alla magistratura dai testimoni sotto protezione si sono rivelate esatte. Il processo dovrebbe cominciare agli inizi dell'anno prossimo.

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La manifestazione della Lega contro gli immigrati: la polizia blocca i dimostranti antifascisti 3a edizione

ULTIM'ORA
Il corteo antirazzista promosso dai centri sociali è stato bloccato da un cordone di forze dell'ordine, schierato per impedire ai partecipanti di raggiungere piazza Duomo, dove è in corso la manifestazione della Lega Nord. Da molti minuti i manifestanti, che si trovano tra piazza Santo Stefano e via Larga, stanno parlando con funzionari della Digos per decidere cosa fare. Gli organizzatori della marcia antirazzista hanno inoltre contestato il fatto che in piazza Santo Stefano (luogo di arrivo del corteo secondo quanto deciso nei giorni scorsi) sono presenti troppe auto parcheggiate che rendono quindi impossibile non solo l'ingresso a tutti ma anche un eventuale momento conclusivo della manifestazione.  Striscione anti-Lega, da un balcone affacciato su piazza del Duomo a Milano, mentre nella parte opposta sono iniziati gli interventi dal palco. «Milano ha accolto sempre tutti, anche i leghisti», hanno scritto due persone che si sono affacciate proprio di fianco alla Galleria applaudendo ironicamente i manifestanti, mentre facevano il loro ingresso in piazza i militanti di Casa Pound: dalla piazza sono partiti fischi e insulti all'indirizzo dei due, che poi hanno ritirato lo striscione. Centomila in piazza contro gli immigrati. Alla vigilia del raduno leghista (sabato pomeriggio il corteo muoverà da Porta Venezia per concludersi con un comizio in piazza Duomo) Matteo Salvini conferma quel che aveva già detto qualche settimana fa: «A Milano ci saranno numeri che la Lega non raggiunge da tempo, crediamo sia possibile raggiungere i centomila partecipanti. E ci saranno tanti non leghisti». Alla manifestazione intitolata 'Stop invasione' hanno aderito in modo convinto gli spezzoni più oltranzisti della destra xenofoba, da Casa Pound a Forza Nuova. A conferma della sterzata che Salvini ha impresso al suo movimento, che in Europa ha i sui principali alleati negli ultrazionalisti francesi del Front national di Marine Le Pen. 

Così Repubblica.it sulla manifestazione milanese di oggi. Pronta la smentita di Forza Nuova, che terrà i suoi raduni per il primo anniversario di Mare nostrum in cinque città da Bergamo a Palermo, passando per Ancona, Bologna e Napoli. Resta però  forte il segno di un asse politico tra la nuova Lega di Matteo Salvini e la destra radicale che, al di là della modestia dei propri numeri elettorali, porta un contributo di militanza e di idee forza al nascituro Front national italiano, progetto più volte tentato (basti pensare all'esperienza di quello di Tilgher) e puntualmente fallito non solo per l'irriducibile rissosità interna di tanta parte della fascisteria italiana. Oltre a CasaPound, infatti, a sostenere l'ambizioso tentativo di Salvini di trasformare la Lega in partito nazionale con un programma lepenista (di seconda generazione: epurato cioè dei più evidenti legami con la tradizione neofascista), ci sono il laboratorio di Patriae, il gruppo, prevalentemente veneto, di Progetto nazionale che ruota intorno alla leadership di Pietro Puschiavo ma anche una cifra di circoli locali e di piccole comunità che già scaldano i motori. Di questa attenzione è buon esempio l'articolo aficionados di Rinascita

E’ evidente. La manifestazione leghista di sabato 18 ottobre a Milano è destinata a segnare una svolta per il popolo italiano. L’alt all’invasione, all’immigrazione selvaggia è un passo fondamentale per la riconquista della sovranità e per la rinascita culturale ed identitaria del nostro popolo. Ed è destinata a imprimere una svolta decisiva alla politica nazionale, ingabbiata, incarcerata dalle sbarre costruite dal partito unico destra-centro-sinistra.
La Padania difende le presenze scomode dai mal di pancia antifascisti che ciclicamente attraversano la base leghista ma mette le mani avanti: ci saranno solo simboli del Carroccio in piazza: 
Costituita la Lega dei Popoli, dato carattere di continuità alla collaborazione europea (vedi la partecipazione leghista alle "internazionali identitarie") e cuciti rapporti con la Russia di Putin, Salvini si è conquistato di diritto lo scettro indiscusso di condottiero di questo nuovo e auspicato fronte, così come la Lega Nord ha ottenuto di diritto la palma di forza politica di riferimento, come certifica la partecipazione di molti gruppi extra leghisti al corteo. Questo ha suscitato perplessità circa la presenza di sigle "scomode", ma è dovere di chiunque voglia portare avanti un progetto politico serio aprirlo a tutti coloro che vogliono sostenerlo così da massimizzarne la potenza d'urto. Avanzare pregiudizi o campanilismi è errato, se non si vuol cadere nella trappola del "divide et impera".   
A scendere in campo contro il raduno non solo l'antifascisteria milanese, chiamata a raccolta da Anpi e Cgil, ma anche il gup milanese che con impressionante puntualità manda a giudizio Bossi, i figli, il tesoriere Belsito. Ma la Lega di Salvini è oltre ...




mercoledì 15 ottobre 2014

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Omaggio a Priebke, così i camerati hanno aggirato il controllo della Digos pronta a reprimere il saluto fascista

Sabato sera a Roma a Piazza Irnerio, nelle vicinanze dell'ultima residenza del capitano Priebke, una quarantina di fascisti hanno ricordato l'anniversario della morte del capitano "con un saluto romano dal centro della piazza, deponendo un mazzo di fiori e un cartello, al saluto hanno partecipato alla distanza di due metri dai fascisti, una ventina di poliziotti con un commissario in borghese, il quale ci ha lasciato salutare, il gruppo poi si è disperso pacificamente senza provocazioni da parte di nessun antifascista di cui non si è vista l'ombra".

Questa la testimonianza di uno dei partecipanti:

Alle 19 di sabato sera e a Piazza Irnerio vedo i primi camerati giunti all'appuntamento, parlo con Bruno Di Luia il quale mi indica una strada attigua e mi dice che è stato identificato dalla polizia giunta numerosa, lui del resto non aveva fatto nulla per non apparire, indossava una maglietta nera con una vistosa scritta inneggiante al capitano Priebke, che era un suo amico, quella sera non ci avrebbero consentito di entrare nella vietta sotto al condominio, così il presente si sarebbe fatto al centro della piazza, ad un momento stabilito da un passaparola immediato, tutti attraversiamo la strada e ci ritroviamo al centro della piazza, un mazzo di fiori, un cartello, Bruno da l'attenti, e in un secondo ci siamo ritrovati tutti i poliziotti con a capo quel dirigente ci sono venuti sotto il naso, sotto perché noi eravamo su un rialzo di circa mezzo metro al centro della piazza, a quel punto, sono secondi eterni, presi dalla concitazione del momento sembra stia per accadere qualcosa, un loro intervento, aspettavano forse che facessimo il saluto fascista per intervenire, ma l'organizzazione di Bruno aveva pensato anche a questo, così', prima del saluto c'è stato il passaparola generale dove tutti siamo stati informati di fare il saluto romano e non quello fascista, in questo modo abbiamo spiazzato la polizia che non è potuta intervenire, quando dopo l'attenti c'è stato l'urlo: camerata Erik Priebke!! PRESENTE!! all'unisono, per tre volte, ma quel saluto romano, avanguardista, geniale, ha trasformato una serata da commissariato, in una serata cameratesca. Il saluto romano o avanguardista è quando sull'attenti, il braccio destro viene portato al cuore col pugno chiuso. Bruno Di Luia, si conferma un organizzatore pragmatico e intuitivo, come sempre in piazza il posto migliore dove trovarsi è vicino a lui.

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