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Fascisterie e destra radicale tra storie, rappresentazioni, leggende: il blog fondato da Ugo Maria Tassinari è affidato dall'estate del 2015 alle cure di Giuseppe Parente, che si avvale della supervisione del fondatore e di una discreta corte di collaboratori.

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domenica 21 ottobre 2018

Europee, si delinea il rassemblement intorno a Fratelli d'Italia

Risultati immagini per meloni atrejuAd Atreju Giorgia Meloni l’aveva detto: Fdi lavorerà per aggregare un rassemblement più ampio, aperto alle energie e ai soggetti più vitali del territorio che si richiamano al centrodestra. Ma se la kermesse è intitolata al protagonista de ’La storia infinita’, il calendario della politica impone scadenze più serrate. In primo luogo le elezioni europee della primavera prossima, che prevedono sistema proporzionale e sbarramento al 4%.
Ognuno dei partiti principali, insomma, correrà per sé, con buona pace delle coalizioni classiche, ma le forze in campo vanno organizzate da subito. E così, lontano dai riflettori, i contatti e gli incontri proseguono con un mondo di amministratori, politici esperti e leader di movimenti interessati al progetto che vede Fratelli d’Italia punto di riferimento per una federazione capace di attirare settori dell’opinione pubblica che gravitano in una certa area ma non si riconoscono né in Fi né nella Lega di Salvini.
Già nella manifestazione dell’Isola Tiberina c’era, in nuce, il parterre della potenziale federazione: dai presidenti delle Regioni Liguria, Giovanni Toti (con i suoi ’Arancioni’), e Sicilia, Nello Musumeci ("Sarà bellissima"), a Vittorio Sgarbi ("Rinascimento"), da Stefano Parisi ("Energie per l’Italia") a Raffaele Fitto ("Noi con l’Italia") e a Andrea Augello ("Cuoritaliani"), che, al telefono, conferma all’Adnkronos che "i contatti sono in corso anche se ancora non c’è nulla di deciso".
Anche Nunzia De Girolamo viene data, da alcuni, pronta ad aderire, anche se c’è chi vede nella recente partecipazione di Matteo Salvini alla sua festa di compleanno un segnale di avvicinamento al Carroccio. Ma al momento, per l’ex ministro delle Politiche agricole, di sicuro c’è solo la lontananza da Forza Italia.
In ogni caso, il progetto è in piedi e entro la fine dell’anno assumerà connotati più solidi. In concreto, alle Europee, il logo di Fratelli d’Italia sarà ben presente e visibile, con una parte, però, che richiamerà simbolicamente la caratterizzazione federativa con altri soggetti.

Il 28 ottobre di Avanguardia: al Verano per ricordare i martiri della rivoluzione fascista

(G.p) Domenica 28 ottobre la comunità di Avanguardia si ritroverà alle ore 10,30 a Roma, al cimitero monumentale del Verano per commemorare i martiri della rivoluzione fascista del 1922 davanti alla Cappella a loro dedicata.
In esclusiva per i lettori di questo blog, intervisto Vincenzo Nardulli, leader degli avanguardisti pugliesi della roccaforte nera di Mola di Bari, stretto collaboratore di Stefano Delle Chiaie al quale formulo alcune domande.

1) Per il quarto anno consecutivo la comunità di Avanguardia deporrà una corona di fiori in ricordo di tutti i martiri della rivoluzione fascista caduti sulla via dell'onore, ci può spiegare il senso di questa iniziativa?
Da 4 anni ogni 28 ottobre la nostra Comunità  rende omaggio al simbolo della rivoluzione fascista.
Il 28 ottobre del 1922 un manipolo di Uomini diede vita alla marcia su Roma,grazie alla quale l'Italia cambio' passo diventando una potenza mondiale.L'Italia ebbe 20 anni di riforme sociali che migliorarono la vita degli Italiani,20 anni di opere pubbliche che ancora oggi sono il fiore all'occhiello della Nazione,20 anni di civiltà,20 anni di benessere…...ecco il motivo della nostra iniziativa.

2) Anche quest'anno la deposizione della corona di fiori ai martiri della rivoluzione fascista si svolgerà presso il cimitero del Verano vuoi spiegarci il perché?
Abbiamo scelto di onorare i nostri MORTI alla Cappella dei MARTIRI DELLA RIVOLUZIONE FASCISTA,perché riteniamo,a giusta ragione,che il monumento del Verano rappresenta ed è il simbolo di tutti i CAMERATI ITALIANI.Un monumento che pur essendo tutelato dalla sovrintendenza delle belle arti versa in un completo stato di abbandono

3) In che condizioni si trova la cappella dei martiri fascisti presente nel cimitero del Verano a Roma?
La cappella dei martiri fascisti è un monumento che pur essendo tutelato dalla Sovraintendenza alle Belle Arti versa in un completo stato di abbandono. Abbiamo più volte chiesto il restauro del monumento ma finora nulla è stato fatto. A breve chiederemo un ulteriore ed ultimo incontro con il sovraintendente a cui daremo un termine ultimo per provvedere al restauro,dopo di che PROVVEDEREMO "NOI"

4) Chi ha aderito alla commemorazione dei martiri della rivoluzione fascista prevista per domenica 28 ottobre?
Alla nostra iniziativa fino hanno aderito gruppi e singoli Camerati, per cui prevediamo una massiccia presenza.

sabato 20 ottobre 2018

No all'arcobaleno del Pride. Insulti e sputi a Milano per il Popolo della famiglia

Una dozzina di militanti del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi oggi ha fatto un presidio a Milano contro la decisione dell’amministrazione comunale di tenere in via definitiva l’arcobaleno realizzato per il Pride cittadino nella stazione di Porta Venezia. Sono stati insultati da una ventina di persone, tanto che è intervenuta la polizia.
"I militanti del Popolo della Famiglia a Milano subiscono insulti e sputi - scrive Adinolfi su facebook - al loro pacifico presidio davanti alla fermata della metro". Per Adinolfi "deve arrivare la polizia in forze per permettere l’espressione del nostro legittimo diritto di critica davanti a questi violenti che sono loro i soli e veri discriminatori".  Non è stata sporta alcuna denuncia da parte dei manifestanti.
Prima del presidio, l’assessore milanese Maran aveva scritto su twitter: "Milano è città che accoglie tutti. Anche Mario. Benvenuto a Milano (città che manterrà i colori arcobaleno alla metro di Porta Venezia)".

Riprendiamoci la Ferrovia. Destra unita in piazza a Napoli contro i migranti

Nella tarda mattinata di sabato 20 ottobre si è conclusa la manifestazione del Comitato Napoli Ferrovia per chiedere decoro e sicurezza nell'area del Vasto ed in quelle limitrofe, vicine alla Stazione Centrale di Napoli. A sfilare insieme al Comitato, ad eccezione della Lega, vi erano 3 forze riconducibili al variegato mondo della destra. Infatti, vi erano militanti di Fratelli d'Italia, di Casapound Italia e di Forza Nuova.I manifestanti, dopo un corteo che ha attraversato le strade adiacenti alla stazione Garibaldi sono tornati in piazza Principe Umberto da dove erano partiti. “Siamo qui perché l’Italia ha deciso di rinunciare a questo territorio. E’ di fatto un’area che è stata sottratta alla sovranità dello Stato e in cui la presenza degli immigrati va ben oltre il sopportabile. Tutto ciò è colpa grave dei governi precedenti e della Prefettura che in questa zona hanno autorizzato tanti centri di accoglienza”. E’ la denuncia di Pietro Diodato, vice segretario regionale di Fratelli d'Italia, tra i promotori, e degli esponenti del Comitato ’Napoli Ferrovia per il decoro e la sicurezza’ che oggi stanno manifestando in piazza per chiedere maggiore sicurezza, decoro e condizioni di vita migliori per i napoletani che vivono nell’area di piazza Garibaldi e del Vasto dove da mesi si verificano risse tra immigrati ed episodi di violenza.
In testa al corteo, lo striscione ’Qui si fa l’Italia o si muore’ portato da militanti di Fratelli d'Italia, guidati dal consigliere municipale Mario Maggio, seguito da un altro che dice: “Né Cas né Sprar, Stop immigrazione’, portato dai militanti di Casapound Italia.  Il perché di questo striscione dai toni forti, ci viene chiarito, da una nota, diffusa da Giuseppe Savuto, coordinatore cittadino del movimento politico guidato da Simone Di Stefano, che dichiara: Non vogliamo altri centri di accoglienza, siamo assolutamente contrari alla politica immigratoria che da anni sta riversando per le strade del Vasto e della Ferrovia migliaia di nullafacenti o dediti perlopiù ad attività illegali. Tutti i giorni la cronaca locale ci parla di episodi di violenza compiuti da immigrati clandestini, cosa che fa scattare un vero e proprio coprifuoco serale per gli abitanti e i commercianti della zona, costretti a rinchiudersi nelle proprie abitazioni. Da sempre siamo contrari all’invasione del nostro territorio e siamo pronti a tutto pur di difendere questo quartiere, sostenendo i cittadini fattivamente nella protesta di oggi.
“Abbiamo chiesto al questore di Napoli il ripristino dei poliziotti di quartiere a piedi, afferma Pietro Diodato, vice coordinatore regionale di Fratelli d'Italia perché riteniamo che possano essere di maggiore deterrente rispetto alle volanti. Negli ultimi tempi – aggiunge – anche la polizia municipale sta intervenendo e c’è una minima inversione di tendenza anche grazie all’opera di denuncia dei cittadini che ormai subiscono queste condizioni di vita”. In piazza anche il consigliere comunale della Municipalità, Mario Maggio, che ha riferito di essere stato aggredito nei giorni scorsi da alcuni migranti.
“Dal ministro Salvini ,ha affermato Salvatore Ronghi, di Sud Protagonista – mi aspetto un intervento maggiore. Qui non si può annunciare, si deve fare. I cittadini non sono più padroni a casa loro e il sindaco de Magistris non si interessa della situazione. Chiediamo – ha concluso – che al di là dell’accoglienza ci sia il ripristino dell’ordine a favore degli italiani che oggi manca”.In piazza c'erano anche i militanti di Forza Nuova guidati dal responsabile partenopeo Salvatore Pacella che, dopo aver espresso solidarietà al consigliere di municipalità Mario Maggio vittima della violenza degli abusivi, definiti da De Magistris con l'appellativo di risorse, che ha dichiarato: Forza Nuova Napoli è  presente al corteo al Vasto contro l'immigrazione selvaggia che oggi ci assale e contro le ripetute violenze e i soprusi che subiscono gli italiani specialmente in questa zona della nostra città.
In piazza, tra i cittadini, anche il consigliere comunale Andrea Santoro che ha sottolineato che “la situazione in queste zone è esplosiva. Ormai da tempo si susseguono episodi di violenza a danni dei cittadini ma anche fra immigrati. C’è la totale abdicazione da parte dell’amministrazione comunale ma ci sono anche le colpe della Prefettura. Bisogna assolutamente delocalizzazione gli immigrati – ha concluso – Qui sono troppi non si riescono a inserire nel tessuti sociale e cioè aumenta il contrasto”.

Migranti, blitz della Meloni al confine con la Francia


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"J’accuse Emmanuel Macron di sfruttamento e di neocolonialismo. In questi giorni il presidente francese fa scaricare di nascosto gli immigrati che tentano di passare il confine con la Francia come se fossero spazzatura. Per questo oggi siamo venuti, con i parlamentari di  Fratelli d’Italia, al confine con la Francia: vogliamo scaricare in territorio francese il Franco Fca, il simbolo del neocolonialismo francese in Africa, la moneta che lo Stato francese stampa per 14 Nazioni africane, sulle quali applica il signoraggio e grazie alla quale puo’ depredare tante miniere che sono in quel continente. L’Unione europea fa finta di non vedere e questo, il bel Macron, non viene a raccontarcelo quando fa il buonista". 
E’ quanto dice in un video pubblicato su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che questa mattina, a margine degli Stati Generali del Turismo in Liguria, si è recata insieme ai parlamentari di FdI al confine con la Francia a Ventimiglia dopo la notizia dello sconfinamento dei poliziotti francesi, fotografati mentre riportano in Italia, a Claviere, alcuni immigrati trovati in suolo francese. 

Meloni e i parlamentari di FdI hanno esposto uno striscione con la scritta ’Prima sfrutta l’Africa e poi scarica gli immigrati in Italia’ e hanno lasciato, in segno di protesta, delle copie del Franco Cfa, la moneta con la quale la Francia controlla l’economia di 14 Nazioni africane. "Vogliamo accendere i riflettori su questo schifo e dire a Macron che la nostra soluzione non e’ prendere gli africani e spostarli in Italia e continuare a fare shopping a basso costo da noi con i nostri gioielli di famiglia. La nostra soluzione è cacciare dall’Africa quegli sfruttatori che ancora oggi ci sono: quei briganti, come i francesi, che vanno li’ a creare povertà e desertificazione. Macron, parla di questo invece di farci le lezioni. 100 anni fa l’Italia ha combattuto per difendere i suoi confini: oggi quello straniero è rappresentato da mondialismo e neocolonialismo e da quelli come voi che continuano a sfruttare la gente povera", continua Meloni.

Rom in Cilento? Falcone (Lega) chiediamo le dimissioni del giovan Cesaro dal Consiglio Regionale

La Lega ringrazia l’Onorevole consigliere regionale Armando Cesaro, figlio del celeberrimo Luigi, per aver chiarito la linea politica di Forza Italia sui rom in Campania. I suoi virgolettati, pubblicati dal giornale Metropolis, sono inequivocabili e, data la chiarezza espositiva, vanno qui integralmente riportati: “preferiamo metterli (i rom) non nei Comuni dove c’è tanta popolazione e che già vivono grosse problematiche, ma magari in alta Irpinia o nel Cilento dove c’è più disponibilità ad accoglierli. Noi diciamo basta a baraccopoli, quartieri ghetto e zone rom come a Scampia e Giugliano dove non si possono garantire condizioni umane dignitose e non si aiuta l’integrazione; con i rom potremmo anche ripopolare quei Comuni che soffrono lo spopolamento; la Regione può concedere contributi ai Comuni che non essendo tra quelli ad alta tensione abitativa ne facciano richiesta”. 

La Lega, afferma Mariano Falcone, segretario provinciale salernitano del partito, si opporrà con ogni mezzo a qualsiasi ipotesi che veda l’arrivo anche di un solo rom in provincia di Salerno, così come si è opposta - anche fisicamente - all’arrivo dei migranti a Cicerale durante il Governo-Gentiloni, bloccando le strade di accesso. Con Salvini. ricorda Falcone, siamo per lo smantellamento dei campi, non certo per lo spostamento del problema da una parte all’altra della Campania. Lo sviluppo delle zone interne e del Cilento si assicura attraverso la creazione delle condizioni di lavoro e di impresa, non certo aumentando l’isolamento attraverso l’utilizzo di metodi di esclusione e di ghettizzazione dei territori e delle loro già fragili comunità. Riteniamo, precisa Falcone, perciò gravissime le affermazioni di Cesaro, consigliere del quale chiediamo senza indugio le dimissioni, giunte a commento della proposta di legge in Consiglio regionale ‘Disciplina dei percorsi di integrazione delle etnie rom in Campania’ in calce alla quale, oltre la sua, ci sono le firme dei suoi colleghi forzisti Maria Grazia Di Scala, Monica Paolino, Flora Beneduce, Ermanno Russo, Gianpiero Zinzi. Se questi Consiglieri la pensano come Cesaro dovrebbero, con lui, abbandonare il Consiglio; in caso contrario ci aspettiamo una loro netta presa di distanza.
Infine la Lega, conclude Falcone, chiede a tutta la deputazione regionale e nazionale salernitana di allontanare l’ipotesi prospettata da Cesaro, in particolare lo chiediamo ai parlamentari di Fratelli d’Italia che, come la Lega, sulla questione-migranti sono portatori di idee coerenti con le volontà popolari di cui sono espressione. Non certo di ‘polpette avvelenate’.

venerdì 19 ottobre 2018

28 ottobre a Predappio: già al lavoro per il divieto Pd ed Anpi

Una interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla manifestazione prevista il 28 ottobre a Predappio, tradizionale sfilata di nostalgici in occasione in occasione dell’anniversario della marcia su Roma, e’ stata presentata oggi dal deputato del Pd Andrea De Maria. Manifestazione contro la quale l’Anpi ha già’ presentato una formale diffida in prefettura, ventilando la possibilità di un doppio corteo in segno di protesta. De Maria chiede se il ministero sia o meno a conoscenza che l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) ha presentato formale diffida rispetto alla autorizzazione da parte delle autorita’ competenti a eventi pubblici che dovrebbero svolgersi a Predappio il prossimo 28 ottobre, che si caratterizzassero come occasione per manifestare apologia di Fascismo; che, nella piena garanzia per tutti della libera espressione delle proprie opinioni, la legislazione vigente e la stessa Carta Costituzionale, proprio a tutela delle libertà democratiche che hanno le loro radici nell’antifascismo, vietano la ricostituzione in qualsiasi forma del disciolto Partito Fascista e l’apologia di Fascismo; che crescono nel Paese episodi di intolleranza e di violenza esplicitamente riferiti a forme di neofascismo e che, nella giornata del 28 ottobre, potrebbero presentarsi situazioni problematiche sul piano dell’ ordine pubblico". De Maria conclude chiedendo al ministro" quali iniziative intenda assumere in merito e, in particolare, se intenda dare indirizzi operativi alla Prefettura competente".
Il video della predica sull'essere fascisti, tenuta l'anno scorso da padre Tam e pubblicata sul nostro canale video, è stata classificata offensiva da youtube, su segnalazione delle solite vestali. E noi la riproponiamo qui 

Strage di Bologna, tutte le domande dei difensori di Cavallini per il comandante Carlos

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limiti del cosiddetto ’lodo Moro’, il ruolo di Cia e Mossad, ma anche dettagli sulla presenza del terrorista tedesco Thomas Kram a Bologna il 2 agosto 1980, e informazioni sulla natura dell’esplosivo usato nell’attentato alla stazione che provocò 85 morti e 200 feriti.
C’è questo nelle 25 domande che i difensori di Gilberto Cavallini, accusato a oltre 38 anni di distanza di concorso nella Strage, chiedono alla Corte di assise bolognese di poter porre a Ilic Ramirez Sanchez, il terrorista venezuelano conosciuto come ’Carlos lo sciacallo’, detenuto nel carcere francese di Poissy.
Gli avvocati Gabriele Bordoni e Alessandro Pellegrini hanno presentato infatti una memoria per ’convincere’ i giudici sulla necessità di rivalutare la loro decisione di non chiamare a testimoniare Carlos, che nelle scorse settimane aveva inviato una lettera al suo avvocato, dicendosi disponibile a dire quello che sa. "La ricerca della verità - scrivono i legali - può e talvolta deve andare anche oltre le sentenze e nella ricerca della verità sull’eccidio di Bologna. E' sacrosanto non trascurare alcuna ipotesi e fare tutto quanto è possibile per conoscere di più, prima che lo scorrere del tempo cancelli ogni traccia e anche coloro che sanno".
Tra le domande per Carlos, alcune riguardano Kram e Christa Frohlich, tedeschi indagati e poi archiviati nel 2015 nell’inchiesta bis sulla ’pista palestinese’, ipotesi alternativa alla verità giudiziaria che vede condannati in via definitiva i Nar Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. Personaggi invece ’discolpati’ da precedenti dichiarazioni di Carlos e che ora la difesa Cavallini vorrebbe approfondire. Al venezuelano allora bisognerebbe chiedere, secondo la difesa, "da chi aveva saputo della presenza di Kram a Bologna il 2 agosto, quando riferì genericamente quel fatto in un’intervista al Messaggero il 1 marzo 2000, ben prima di ogni accertamento al riguardo", ma anche se Kram operava con pseudonimi e se, anche in relazione ad essi, disponesse di documenti falsi di copertura. Oppure se Frohlich, nel 1980, sapesse l’italiano. 
Ma ci sono domande anche sulla bomba, ad esempio se l’ordigno era una miscela di tritolo e C4 o avesse altre componenti e chi gli riferì il particolare. Infine su Cia e Mossad, indicati da Carlos come organizzatori: "Quali appartenenti ai servizi segreti italiani e tedeschi sapevano del coinvolgimento del Mossad e della Cia e nella strage. Come fa a saperlo e eventualmente da chi lo apprese?", la domanda suggerita dai difensori.

In lizza nel centrodestra romano nel 2013: arrestato per un'evasione da 140 milioni di euro

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Si era candidato - raccogliendo 25 preferenze - alle elezioni comunali a Roma del 2013 con la lista ’Azzurri Italiani’, che sosteneva la cosa di Gianni Alemanno per la riconferma in Campidoglio, Gianluca De Cubellis, arrestato oggi dalla Guardia di Finanza per una evasione fiscale da oltre 140 milioni di euro. L’indagine, condotta dal pm Mario Palazzi e dal nucleo di polizia tributaria della Finanza, ha evidenziato una serie di frodi fiscali, truffe ai danni dello Stato e falsi in bilancio.
Nell’ordinanza il gip Daniela Caramico D’Auria ricorda che già lo scorso anno a De Cubellis era stato vietato di esercitare attività d’impresa o di ricoprire incarichi direttivi di persone giuridiche. Nonostante questo, le indagini hanno accertato che l’imprenditore aveva continuato a lavorare utilizzando dei prestanome e sottraendo al fisco 60 milioni di euro. Dagli accertamenti De Cubellis sarebbe risultato quale amministratore di fatto di oltre 20 società che operavano in diversi settori ed avrebbe evaso il fisco per un totale di oltre 140 milioni di euro.