sabato 27 agosto 2016

Forza Nuova entra a Ferrara: “Vinceranno le forze patriottiche e cristiane”


(G.p)Si è svolto regolarmente e pacificamente il corteo di Forza Nuova a Ferrara. Circa una settantina i partecipanti, guidati dal segretario nazionale Roberto Fiore.
La collega Silvia Franzoni dalle colonne de L'Estense. com ci racconta, con un interessante articolo, che riportiamo fedelmente l'entrata di Forza Nuova a Ferrara ed i motivi della manifestazione.


Forza Nuova entra su Ferrara”. Ad annunciarlo è il segretario nazionale del movimento di estrema destra in persona, Roberto Fiore, giunto in città con una sessantina di militanti “con un messaggio drammatico ma di speranza”. Il corteo si prepara a partire dalle 10 di questa mattina, scortato dalle forze dell’ordine dispiegate numerose per l’occasione. Ma non ci sono disordini e il corteo sfila compatto al grido di “basta immigrazione, fermiamo l’invasione” tra corso Isonzo, corso Piave e in piazza XXIV Maggio.

“Non siamo vicini alle elezioni quindi la nostra non è demagogia – così Roberto Fiore sulle ragioni della mobilitazione – Forza Nuova sarà in 20 piazza del Nord Italia, eravamo 250 a Como e 500 a Verona l’altro giorno, e chiediamo questo: il blocco immediato dei flussi migratori e che gli interventi finanziari europei smettano di esser convogliati all’emergenza migrazione e vadano invece a sostegno dei terremotati”.

Quella dei forzanovisti è una denuncia tutt’altro che pacata: le bandiere nere si scagliano subito contro la cooperativa Camelot che sarebbe “a capo di un racket – urla forte e chiaro Luca Castellini, coordinatore di Forza Nuova per il Nord Italia – da 5 milioni di euro, con il culo parato dal ministro Franceschini”; poi contro i numeri delle percentuali di stranieri in città, che sarebbero falsati e si aggirerebbero “attorno al 17%, come in ogni città in cui ormai ci sono quartieri off-limits”.

Ma il corteo vuole farsi voce di un disagio più ampio, chiamando a raccolta “imprenditori e madri di famiglia, la città tutta perché si svegli” e denunciando quella che definiscono un’invasione: “Noi siamo per l’azione – continua – gli altri connazionali avranno la colpa di non aver fatto niente”. Ma i ferraresi, tra i circa 60 presenti, sono 6 o 7: tutti gli altri arrivano da città vicine, e soprattutto dal territorio Veneto. E appena dalle finestre di corso Piave si alza un sonoro ‘pagliacci’, il megafono risponde con un poco lusinghiero “torna a farti le canne”. La replica continua più avanti: “Dove sono gli antifascisti, i centri sociali, i figli di papà? Il popolo è qui e scende in strada, non serve avere parlamentari bisogna essere qua”.

La ragione dichiarata della mobilitazione è la denuncia “dell’infame business di Camelot”: se ne parlerà poco, in realtà, nelle grida di Castellini, che preferisce ampliare il discorso a livello generale. Così i nemici sono i “vampiri succhiasoldi”, ovvero “gli aitanti neri” che raggirano gli italiani: se un recente servizio li vede adoperarsi per portare aiuto nelle zone colpite dal recente sisma, queste “sono tutte cazzate – grida Castellini – a loro non gliene frega nulla di quello che stanno facendo, sono gli italiani che aiutano gli italiani”.

Gli stranieri “devono essere aiutati a casa loro” perché “la loro inciviltà è incolmabile”: “Dobbiamo anche insegnargli a mangiare con le forchette”, ironizza Castellini elencando quelli che paiono i punti del fardello dell’uomo bianco.

Alle parole di Roberto Fiore è invece affidata una rapida lettura del contingente in quello che sembra un vero e proprio discorso di propaganda: si parla di un “attentato all’integrità dell’Italia” perpetuato ormai da anni prima con la creazione di una “crisi artificiale” per affondare la classe media, poi con il colpo “al concetto di famiglia inferto dal gender e dalle unioni civili”, infine “la mazzata del terrorismo, perché ormai è ovvio che agli sbarchi sia legato il problema dei terroristi”.

L’unica risposta possibile, conclude Fiore, è l’azione: la presentazione di un futuro dipinto come apocalittico – fatto solo di “famiglie gay, droga e distruzione del tessuto sociale” – serve soltanto da prologo per la soluzione, che è ben presto servita: “quando Forza Nuova entra in una città, per quella città inizia la speranza, la nostra grande scommessa è che vincano le forze patriottiche, cristiane e sociali”.

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Terremoto, ad Amatrice spunta Alemanno: "Qui per consegnare aiuti"

Nella cittadina di Amatrice è arrivato anche l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno che si è intrattenuto per alcuni minuti con il primo cittadino del paese Sergio Pirozzi. "Sono venuto a portare del materiale che abbiamo raccolto a Roma e in altri centri come Rieti - ha spiegato Alemanno - La zona rossa? Non l'ho visitata, è meglio lasciarla a chi ci deve lavorare e non disturbare. Qui c'ero stato pochissime volte ma è un posto fantastico che deve essere ricostruito e restituito all'Italia"


venerdì 26 agosto 2016

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Il video dello sciacallo del terremoto, un falso grossolano

Il video dello sciacallo del terremoto, un falso grossolano

La sinistra ferrarese contro il corteo di Forza Nuova

Nella mattinata di sabato 27 agosto, con inizio alle ore 10:00 Forza Nuova si riunirà in corteo a Ferrara per manifestare la propria contrarietà alla politica dell'accoglienza a tutti i costi.
Il corteo sfilerà anche nei quartieri più degradati della città in zona stadio e Gad , che grazie a questa scellerata politica di sinistra sono diventati centri di spaccio e prostituzione e off limit per tutti i cittadini ferraresi.
Il corteo di Forza Nuova non poteva non scatenare la protesta di associazioni e partiti di sinistra che si sono schierati contro la manifestazione di domani lanciando un appello alle istituzioni al fine di prevenire ed impedire manifestazioni che possano creare momenti di tensione in città come ci racconta il quotidiano l'Estense. com con un interessante articolo, che riportiamo fedelmente.




“Xenofobia e razzismo che tendono a creare un clima di paura”: associazioni, sindacati e partiti di sinistra ferraresi schierati contro la manifestazione di domani (sabato, ndr) in zona Gad di Forza Nuova. Sono ben 12 i firmatari dell’appello rivolto “alle istituzioni della nostra Repubblica, di ogni ordine e grado” per “prevenire e impedire le manifestazioni che possano creare momenti di tensione nella nostra città”. Al fianco dei comitati provinciali di Anpi, Arci e Cgil compaiono infatti anche le adesioni di Agedo, Arcilesbica, Circomassimo – Arcigay, Emergency, Famiglie Arcobaleno, Gruppo Giovani Circomassimo, Movimento Non Violento, Rifondazione Comunista e Sel.

Secondo i firmatari dell’appello, nel corso dell’ultimo anno “nel territorio ferrarese sono aumentate le occasioni dove, strumentalizzando eventi di cronaca locale, i gruppi di estrema destra Forza Nuova e Casa Pound hanno cercato la possibilità di uscire allo scoperto con una serie di iniziative condite dai soliti messaggi di intolleranza verso altre culture”. Iniziative che vengono ora giudicate come fuori luogo in una città con la tradizione politica e culturale di Ferrara: “Questi personaggi – si legge nell’appello – dovrebbero sentirsi fuori posto in una città come Ferrara dove la società civile, le realtà sociali, le associazioni, il movimento sindacale ed il mondo della cooperazione hanno costruito negli anni un clima dove i valori di tolleranza, integrazione e antifascismo sono ben radicati. Quello che queste “forze politiche” esprimono va in completa antitesi con l’anima della città stessa. Ferrara è e sarà sempre una città accogliente per tutti, tranne per coloro che vogliono instaurare nel territorio principi basati su xenofobia e razzismo e che tendono a creare un clima di paura”.

Una battaglia che i 12 gruppi che si sono schierati contro Forza Nuova e Casa Pound (che non manifesterà sabato, ndr) giudicano indispensabile per difendere i valori fondamentali dello Stato italiano: “Antifascismo oggi è anche questo – scrivono i firmatari dell’appello -: portare una testimonianza di democrazia e di civiltà di fronte alle spinte nazionalistiche che rispondono con aggressività e chiusura alle gravi emergenze dei nostri giorni. Non possono essere l’odio e la xenofobia la risposta alle richieste di aiuto di popoli in fuga dalla guerra. per questo invitiamo tutta la cittadinanza, e in particolare i giovani e gli studenti, a prendere le distanze da questi movimenti di estrema destra; a non credere alle loro menzogne, ad organizzarsi per contrastarli con ogni mezzo democratico, noi faremo la nostra parte promuovendo nel prossimo futuro, iniziative volte a sostenere le ragioni dell’accoglienza e della convivenza civile contrastando ogni forma di xenofobia e razzismo. Un forte invito va alle Istituzioni della nostra Repubblica, di ogni ordine e grado, a prevenire e impedire le manifestazioni, che possano creare momenti di tensione nella nostra città”

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Domani a Benevento: gli intellettuali e la Rsi,con Merlino e Sideri



Sabato 27 agosto, con inizio alle ore 18:00 presso la sala convegni del Sabba, locale sito in via Giuseppe Verdi a Benevento, l'associazione culturale Generoso Simeone omaggia Goffredo Coppola, filologo ed eminente esponente dell' elite intellettuale fascista, con una conferenza dal titolo eloquente: Gli intellettuali e la Repubblica Sociale Italiana.
A parlarne il professor Mario Michele Merlino, che discuterà di Marinetti e di Ezra Pound, il professor Rodolofo Sideri, invece relazionerà su Julius Evola e su Giovanni Gentile.
Al pomeriggio di studio e riflessione sarà presente anche Franco Freda, fondatore della casa editrice Ar che, da poco, ha pubblicato un testo di Goffredo Coppola intitolato Vita di Epicuro.
L'incontro sarò il preludio ad un momento approfondito di studio scientifico completo sul personaggio sannita, che l'associazione Generoso Simeone vuole organizzare a Guardia Sanframondi, terra natia di Coppola.


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26 Agosto 1974 La Morte Del Comandante Borghese Nel Ricordo Di Stefano Delle Chiaie

(G.p)Quarantadue anni fa morì a Cadice, in un incidente stradale Junio Valerio Borghese. Per motivi di ordine pubblico (il Comandante era morto da latitante) la cerimonia funebre in Italia fu organizzata in forma privata nella cappella di famiglia nella Basilica di Santa Maria Maggiore, senza gli onori previsti per le medaglie d'oro al valore militare. I giovani di Avanguardia decisero di non rispettare il diktat di polizia.
Stefano Delle Chiaie, leader indiscusso di Avanguardia Nazionale, nel suo libro l'Aquila ed il Condor racconta il principio e l'esito tragico del rapporto con il comandante.

IL LABARO - Avevo conosciuto il comandante Borghese nella mia sezione del Msi di via Solunto nel 1953 in occasione delle elezioni politiche. Era uno dei miti della nostra tradizione, quella dell'Onore e della fedeltà, in contrasto con chi aveva voltato le spalle e ceduto al nemico. Mi colpì il suo atteggiamento autoritario trasmesso con una semplicità cameratesca che lo rendeva unico, tra quelli che avevo incontrato fino ad allora. Non mi interessava, né mi interesserà in seguito, storicizzare le sue imoprese. Non erano le date che mi affascinavano, ma gli eventi sospesi in un tempo indeterminato che avevano segnato la sua vita di soldato insieme con quella parte, che malgrado tutto, aveva continuato a combattere. Parlò e si intrattenne pazientemente con noi, subendo le nostre domande di giovani gelosi di una vicenda che ci era stata negata per una condanna anagrafica. Gli chiesi di firmare il nostro labaro sul quale scrisse : Alla sezione Appio Latino Metronio del Msi, ottima sezione. A ricordo delle elezioni 7 giugno 1953. Valerio BorgheseConservo ancora quel labaro. Quando abbandonai il Msi lo portai con me. Ho subito innumerevoli perquisizioni e sequestri, ma quel labaro è ancora lì, tra le mie poche cose più care, avvolto, per proteggerlo, in una bandiera tricolore.

IL PRESAGIO DELLA FINE (...) In agosto(1974) lasciai la Spagna per raggiungere l'Italia e preparare il rientro del comandante. Mi congedai da lui davanti all'entrata dell'Hotel, nostro abituale ritrovo. Gli dissi: a presto Comandante! Si Dios quiere.. Se Dio lo vorrà. Frase che mi tornerà spesso alla mente come suo presagio all'imminente fine.Una sera di fine agosto, uno dei camerati che erano rifugiati in Grecia, ci disse che gli sembrava di aver sentito per radio che Borghese era morto. Con Lello (Graziani) telefonammo a Madrid per controllare la notizia. Speravo in un errore. Invece dalla Spagna ci arrivò la conferma..

IL RIMPATRIO - Rientrai in Italia clandestinamente. Livio, figlio del comandante, aveva chiesto il rimpatrio della sala del padre, che venne concesso, senza l'onore delle armi che di diritto gli sarebbe spettato quale medaglio d'oro al valore militare. Inoltre il governo volle garanzie che non ci sarebbero state manifestazioni di omaggio. Livio fu costretto ad accettare. Ma noi no! Alla basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma, dove c'è la cappella della famiglia Borghese, il giorno del funerale, il 2 settembre, confluì una grande folla. Moltissimi militanti di Avanguardia erano a Roma per rendere l'ultimo omaggio al Principe. La bara fu portata a spalla e fu fatta entrare dalla porta principale. Io ero in una casa, in zona Ardeatina, e lì attesi Livio, Andrea Scirè e l'altro figlio di Borghese ed i responsabili di Avanguardia delle altre città... Rimanemmo insieme l'intera notte e commentammo l'ostilità di alcuni dirigenti del Msi all'omaggio che avemmo voluto riservare al comandante. Livio ed Andrea Scirè pubblicarono su un quotidiano un saluto ai giovani che erano presenti alle esequie del padre. Una risposta a quanti ci avevano criticato

giovedì 25 agosto 2016

Terremoto Amatrice, Storace: mi torna alla mente un'esperienza simile vissuta da governatore. Cosa evitare ora.


(G.p)Francesco Storace, leader de la Destra, vice presidente del Consiglio regionale  già governatore del Lazio intervistato dalla collega Lucia Bigazzi per Intelligo news ricorda il terremoto con cui fece i conti nel 2000 da governatore del Lazio, sottolineando analogie e differenze, evidenziando l'efficienza della macchina dei soccorsi ed indicando le priorità, dall'alto della sua esperienza di politico navigato, le priorità su cui intervenire.
Intervista che proponiamo per intero
 



Ricorda un precedente seppure di minore intensità rispetto al terremoto che ha devastato Amatrice, con cui fece i conti nel 2000 da governatore del Lazio:Francesco Storace, leader de La Destra, nella conversazione con Intelligonews ripercorre quell'esperienza ma si concentra sull'oggi sottolineando l’efficienza della macchina dei soccorsi, in particolare l’Elisoccorso regionale, e indicando le priorità su cui intervenire.


Cosa si sente di dire di fronte alla tragedia del sisma ad Amatrice anche in base alla sua esperienza di presidente di Regione?


"Ho vissuto una vicenda minore rispetto a quella attuale quando mi insediai, nel 2000, con il terremoto nella valle dell’Aniene: non ci furono vittime ma ci furono danni alle cose e ricostruimmo tutto abbastanza rapidamente e per fortuna senza malintenzionati. E’ evidente che oggi parliamo di dimensioni molto più ampie, soprattutto per il sacrificio di vite umane. Mi pare che la macchina dei soccorsi si stia muovendo con efficienza, almeno nelle prime notizie".



Il governatore del Lazio Zingaretti è sul posto per verificare di persona lo stato delle cose e coordinare la macchina degli interventi. Lì però c’è anche la questione dell’ospedale locale al centro di polemiche da tempo per la paventata chiusura. Di fronte a situazioni come l’attuale, che valutazione vuole proporre? Cosa insegna questa storia?



"Ho sentito stamani. La vicenda dell’ospedale, se si può usare l’espressione e lo dico trenta volte sottolineandolo, tocca una ferita aperta anche per me. Io mi sono battuto per anni per far sì che non venisse cancellata quella struttura; è chiaro che non può far fronte ai terremoti, è una struttura che sta a 60 chilometri dall’ospedale più vicino. Ha rappresentato per decenni un presidio fondamentale e ha fatto bene il sindaco Pirozzi a difenderlo ogni volta. Poi è evidente che di fronte a una tragedia come quella di stanotte non basta nemmeno l’ospedale di Rieti, tanto è vero che i feriti più gravi sono stati trasferiti a Roma. E’ stata straordinariamente efficiente – e questo va assolutamente messo in evidenza – la macchina dell’elisoccorso regionale: gli elicotteri hanno viaggiato a ritmo forsennato per salvare vite umane. Veramente bravi".


Se lei oggi fosse presidente della Regione come si muoverebbe e secondo lei cosa c’è da fare?



"Farei quello che sta facendo Zingaretti, con sobrietà, stando sul posto. Ma è chiaro che non c’è spazio per discorsi polemici. Controllerei che la macchina successiva, cioè quella degli interventi, mettendo ai margini qualunque tentativo di speculazione ma questo attiene al dopo, non al durante". 

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Terremoto, qualche dato demografico per ragionare di ricostruzione

Terremoto, qualche dato demografico per ragionare di ricostruzione

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Incendio a Fondo Italia, bene confiscato alla camorra. Danni alla vegetazione degli orti sociali


(G.p)Il Fondo Italia, sito a Varcaturo, nel comune di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, bene confiscato alla criminalità organizzata ed affidato al Centro Sportivo Nazionale Fiamma gestito da Antonio Arzillo, storico esponente della destra giuglianese è stato incendiato.
L'incendio, partito dalle balle di fieno presenti sul fondo, sarebbe di origine dolosa. Le forze dell'ordine non escludono, al momento nessuna pista, sia quella politica che quella delinquenziale.
Il Fondo Italia, in una zona difficile, come quella del comprensorio giuglianese, si è sempre contraddistinto per una serie di iniziative ed eventi di promozione della legalità, come per esempio l'evento dello scorso 22 luglio,quando fu organizzata una manifestazione culturale e sportiva in onore del giudice Borsellino nell'anniversario della sua tragica scomparsa.
Nonostante il brutto episodio di cui è stato vittima, il Fondo Italia è già operativo, con i volontari impegnati nella raccolta dei beni di prima necessità per i terremotati, come mi conferma il responsabile del Fondo Italia Antonio Arzillo.
La collega Federica Mercurio, dalle colonne virtuali de Il Meridiano News, ci racconta la dura cronaca dell'incendio al Fondo Italia, con un interessante articolo, che proponiamo per intero.



Incendio a Fondo Italia, bene confiscato alla camorra. Danni alla vegetazione degli orti sociali



Sarebbe di natura dolosa l’incendio partito dalle balle di fieno presenti su Fondo Italia, terreno di Varcaturo confiscato alla camorra ed affidato al Centro Sportivo Nazionale Fiamma presieduto dal giuglianese Antonio Arzillo. E’ stato lo stesso Arzillo, con alcuni volontari, a spegnere le fiamme che nel frattempo si erano propagate tra gli orti sociali e la vegetazione, provocando numerosi danni.

Testimoni raccontano di aver visto un’auto allontanarsi velocemente subito prima il divampare dell’incendio, e di aver sentito puzza di benzina. Solo pochi giorni fa un altro bene affidato al Centro Fiamma, Villa Nestore, aveva subito un altro attacco. “Ribadiamo la nostra ferma intenzione di andare avanti, non ci lasceremo intimidire” dichiarano Antonio Arzillo e la dirigente Angela Palma.

Rimini, la protesta di Forza Nuova al meeting di Cl: via i profughi dagli hotel, aiutiamo i colpiti dal sisma


(G.p)Alcuni militanti della sezione riminese di Forza Nuova, nelle mattinata di mercoledì 24 agosto hanno protestato fuori la fiera di Rimini dove è tutt'ora in corso il meeting di Comunione e Liberazione, durante la visita del ministro delle riforme Maria Elena Boschi, srotolando il seguente striscione : basta immigrazione, fermiamo l'invasione.
Della protesta di Forza Nuova ci parla, con un interessante articolo, il portale di informazione locale Rimini Today. Articolo che riportiamo fedelmente.



Nella mattinata di mercoledì alcuni militanti forzanovisti riminesi sono intervenuti al Meeting di Comunione e Liberazione durante la visita del ministro Maria Elena Boschi srotolando uno striscione innanzi all'ingresso recante lo slogan "Basta immigrazione, fermiamo l'invasione!". "La Boschi è coinvolta in tutti gli scandali che il governo Renzi ha collezionato sino ad ora - spiega il responsabile regionale Mirco Ottaviani rivendicando l'azione - tra questi spicca quello delle cooperative romane di Buzzi & company in merito al business dell’accoglienza profughi". È proprio su questo punto che il responsabile attacca: "sempre più ci si dimentica dei nostri connazionali, intenti a creare business attorno all'immigrazione clandestina, sistemando in hotel a quattro stelle gli ultimi arrivati sulle nostre coste, quando migliaia di Italiani si ritrovano a razzolare nei bidoni per poter trovare qualcosa da mettere sotto i denti".
"Una vera e propria emergenza, amplificata dalla triste notizia dell'ultima ora del grave terremoto che ha colpito il centro Italia - conclude Ottaviani, - E dato che di emergenza si tratta, si utilizzino misure straordinarie per sopperire al bisogno dei nostri connazionali colpiti dal sisma, con l'immediato sgombero di tutti gli hotel che attualmente ospitano profughi facendo spazio a chi, a causa della calamità naturale, si ritrova senza un tetto sopra la testa. Il momento lo richiede e il nostro patriottismo ce lo impone" conclude Ottaviani annunciando inoltre che è già attivo un centro di raccolta di generi di prima necessità gestito dai militanti riminesi di Forza Nuova e dai volontari delle associazioni Solidarietà Nazionale ed Evita Peron, associazioni quest'ultime che si occuperanno direttamente della distribuzione dei beni raccolti presso le zone colpite dal sisma.

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