martedì 25 luglio 2017

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Le Antiche Mura di Asti imbrattate con scritte fasciste.Forza Nuova: noi non siamo vandali

Nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 luglio ignoti hanno imbrattato di scritte fasciste inneggianti a Forza Nuova le antiche Mura di Asti.
In questo splendido angolo della città, sui muri con mattoni risalenti al XII secoli qualche ignoto writer ha pensato bene di scrivere, con vernice nera, le seguenti frasi: Asti è fascista; anime ribelli, con tanto di logo di Lotta Studentesca, organizzazione giovanile di Forza Nuova, con il sorriso e la spada.
Queste scritte non potevano non scatenare polemiche politiche in città. Il sindaco Maurizio Rasero ha cosi commentato l'accaduto: le scritte rappresentato una ferita al cuore antico e culturale della nostra città. Non tolleriamo atti di questo genero, precisa il primo cittadino, per cui ci adopereremo per restituire le mura pulite alla città e per cercare di scoprire i colpevoli.
Il coordinamento regionale di Forza Nuova, chiamato in causa sulla questione, ha diffuso una nota in merito, che pubblichiamo per intero.
“Abbiamo appreso dalla stampa che ignoti hanno imbrattato con vernice nera le Antiche Mura di Asti, le scritte riportano la firma del nostro movimento, noi respingiamo al mittente tutte le accuse che ci vengono mosse, non avremmo mai pensato di deturpare un monumento storico.
Chiunque abbia fatto ciò non ha nulla a che fare con il nostro movimento, si tratta solo di vandalismo cercando di far cadere la colpa su Forza Nuova, il motivo? Forse la crescita del nostro movimento nella provincia di Asti inizia a dare fastidio e quindi si ricorre a mezzucci per cercare di frenarlForza Nuova non si macchia di certi atti, il nostro movimento ha dimostrato di essere da sempre legato alla storia difendendola e preservandola.”




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Salvini e la “Lega dei popoli”. Il piano per un nuovo simbolo

(G.p) Dopo quasi trent'anni di storia La Lega Nord per l'indipendenza della Padania, che ha incarnato la rivolta e l'insofferenza del settentrione sta per cambiare nome e simbolo. Secondo i soliti esperti di marketing politico il nuovo nome sarà probabilmente Lega dei Popoli, (simbolo con il quale si presenterà alle elezioni in tutta Italia, meridione compreso dopo il clamoroso flop di Noi con Salvini) nome che meglio incarna la svolta consacrata dall'ultimo congresso federale svoltosi a Parma, come ci racconta con un interessante articolo, pubblicato su la Stampa il collega Andrea Rossi.


Il logo, da qualche giorno, circola tra i dirigenti della Lega. Dicono che Matteo Salvini avrebbe dovuto presentarlo nelle settimane passate, poi il lancio è stato via via rimandato, forse perché ci sono ancora aggiustamenti da fare, valutazioni da soppesare. E magari la versione definitiva sarà un po’ diversa. La svolta, però, è nei fatti: la Lega Nord sta per essere definitivamente archiviata. 
Dopo quasi trent’anni di storia il partito che ha incarnato la rivolta e l’insofferenza del settentrione sta per cambiare nome e simbolo. Si chiamerà, probabilmente, Lega dei Popoli, nome che racchiude la svolta consacrata dal congresso federale di Parma, a maggio. Salvini vuole un contenitore che sia capace di dare voce e spazio a tutte le autonomie d’Italia, da Nord e Sud. E, nei giorni scorsi, l’ha confermato in alcune dichiarazioni: «Di certo resterà il marchio della Lega, che è la nostra storia». Per il resto, «sento parlare di agenzie di comunicazione, ma ce lo faremo da noi, ne siamo capaci».
Dall’entourage del leader non arrivano conferme, né sul nuovo nome, né sul simbolo e nemmeno sui tempi dell’operazione. Che però si farà. In via Bellerio della bozza di simbolo si parla da giorni. lo stesso Salvini ha sparso qualche indizio. Resterà la parola «Lega». «Ci sarà il nome del segretario». Ma, per un partito che ha imboccato la strada della vocazione nazionale è logico che la parola «Nord» non basti più.
Passare da Lega Nord a Lega dei Popoli dice molto, se non tutto, della parabola che il leader ha in mente: nei suoi piani la Lega non è più (soltanto) forza localista e autonomista. Ha ambizioni larghe, «centraliste» come le definisce con un certo disprezzo Umberto Bossi, il fondatore che in questa svolta non crede nemmeno un po’.
A Parma, quando un plebiscito (83%) l’ha confermato segretario, Salvini ha sfoderato uno slogan che solo qualche tempo fa sarebbe stato eresia pura: «Prima gli italiani». Non prima il Nord. La base, a quanto pare, è con lui: «Ho vinto il congresso sulla base di una piattaforma che dichiarava di voler unire tutti i popoli d’Italia». E su questa base sta andando avanti. Sta girando il Paese. Sta solcando il Sud. La settimana scorsa era in Calabria: Vibo Valentia, Lamezia Terme, Tropea, e altro ancora. È stato in Molise. Era stato in Sicilia, dove «Noi con Salvini» - il simbolo utilizzato finora al Sud e destinato a scomparire - oggi può contare su una sessantina di eletti nei comuni dell’isola. E ancora, Ladispoli, la Toscana, L’Aquila prima di risalire la penisola e fiondarsi in agosto da una festa all’altra della Lega, soprattutto in Lombardia.
Una campagna martellante, segno di una strategia chiara, che punta a unire Nord e Sud su alcuni fronti cari al Carroccio delle origini. In Calabria Salvini ha usato un tema storicamente nordista, come il contrasto all’immigrazione, in chiave «sudista: sostegno alle popolazioni di quei comuni che stanno accogliendo centinaia di persone sbarcate sulle coste. E che adesso dicono di essere allo stremo e denunciano un violento calo dei flussi turistici.
Così, in questa chiave, prova a unire tanti frammenti d’Italia. Logico, in questo scenario, che i simboli con cui finora la Lega si è presentata al Sud, a cominciare da «Noi con Salvini», siano destinati a essere accantonati, anche perché sostanzialmente hanno fallito, come dimostrano le performance elettorali, piuttosto magre. Il leader conferma: «La Lega si presenterà con un unico simbolo in tutta Italia».

lunedì 24 luglio 2017

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Defense Europe, GI replica a Schirò (Pd): ma quale nave paramilitare

Generazione Identitaria e la sua missione anti-migranti "Defense Europe" ancora sotto attacco. Dopo le polemiche per l'incidente politico-diplomatico con le autorità egiziane, è la volta di Gea Schirò, la deputata del Partito Democratico che durante la seduta parlamentare del 17 Luglio 2017, ha presentato un’interrogazione parlamentare contro il movimento. 

"I toni usati nei confronti del nostro movimento - replica una nota di G.I. - sono molto gravi, in quanto si accusa la nostra nave di essere nientemeno che una “nave paramilitare”. Non si capisce bene il motivo dell’utilizzo di questo termine da parte dell’onorevole Schirò, dal momento che la nave C-Star di Generazione Identitaria non ha alcuna arma a bordo, né ha intenzione di compiere alcun atto illecito, men che meno militare o paramilitare. Tali scelte lessicali sono tendenziose ed offensive nei confronti di un movimento come il nostro, che non si è mai distinto per alcun episodio di violenza o intimidazioni. La C-Star è stata affittata regolarmente per una missione di monitoraggio, ed essa agisce nella legalità, a differenza di quelle ONG che si sono spesso macchiate di episodi dubbi, quando non apertamente in contrasto con le leggi del mare (spegnimento dei transponder AIS, invasione di acque territoriali di stati esteri etc.). Crediamo che vi siano molte più ombre, e morti sulla coscienza, sull’operato delle ONG che non su quello del nostro movimento".

Azione identitaria invia tapiro d’oro a Doris Lo Moro

Azione Identitaria Calabria ha inviato alla senatrice del Movimento dei Progressisti Articolo 1, Doris Lo Moro, relatrice della legge sullo Ius Soli, un tapiro d’oro.
Il simpatico dono è stato spedito presso Palazzo Madama, il luogo di lavoro della senatrice.

Il senso di questa iniziativa ci viene spiegato, con maggiori dettagli, da una nota, diffusa alla stampa da Azione Identitaria.
Nota che pubblichiamo per intero.

Abbiamo deciso di omaggiare di un tapiro, questo emblematico e singolare regalo, la senatrice Lo Moro a seguito delle sue ultime dichiarazioni, rilasciate la settimana scorsa in occasione dello slittamento dell’approvazione della stessa legge che vuol dare la cittadinanza italiana a tutti i figli degli immigrati nati nel nostro suolo, dove la stessa si è scagliata contro il Presidente del Consiglio Gentiloni, reo, secondo lei, di non aver posto la fiducia per blindare la votazione e quindi far passare la legge.
A quanto pare sembra tutto rinviato a settembre e ciò rappresenta, per tutte le forze politiche nazionaliste come la nostra, una prima vittoria.
E’ chiaro a tutti l’assurdità e la pericolosità di questa legge che trasformerà l’Italia, e soprattutto la nostra Calabria, terra di sbarchi giornalieri, nella sala parto dell’Africa.
Ci auguriamo di strappare un sorriso alla senatrice Doris Lo Moro, che si è dimostrata abbastanza attapirata da tutta questa vicenda politica e, nel contempo, auspichiamo che tale legge non trovi approvazione in Parlamento.
“Cara senatrice noi le doniamo un tapiro e le ci lasci lo “ius sanguinis” perché tremila anni di storia vanno tutelati in tutti i modi!”

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Cardini: Renzi? Un Machiavelli che non si rassegna

(G.p)Il collega Antonio Rapisarda, in esclusiva per i lettori de Il Tempo, storico quotidiano romano, intervista Franco Cardini sui temi dell'attualità politica, partendo da alcune considerazioni di tipo culturale sull'ex premier Matteo Renzi, passando per la legge Fiano ed il vertice di Tallin, concludendo con lo ius soli e l'eventuale rischio di naturalizzare persone che poi prenderanno vie radicali.
Intervista che riportiamo per intero.
 

«Matteo Renzi? È una carissima persona. Avrebbe dovuto studiare di più. Ma non ha avuto tempo, ha avuto successo troppo presto». Per Franco Cardini, storico tra le massime autorità sul Medioevo, non può che essere il rapporto con la storia il terreno sul quale confrontare scelte e prospettive dell'Italia e dei suoi rappresentanti. 

Renzi doveva studiare più Machiavelli o Guicciardini?
"Preferirebbe Machiavelli, perché è un decisionista. Non credo che Matteo abbia qualcosa di Guicciardini il quale si distingue per due cose: il desolato cinismo e la conoscenza precisa delle forze in gioco, cosa che Machiavelli non ha in quanto astrae molto spesso su quelli che i politici possono fare. Matteo è sicuramente un machiavellico, convinto di dover restare protagonista della scena politica italiana: non è un uomo che si adegua al fatto compiuto, non si rassegna al fatto compiuto. In questo sarebbe un pessimo allievo di Guicciardini che ha sempre fatto diagnosi esatte su quello che stava succedendo".

Il tormentone renziano dell'estate è la legge Fiano. Quant'è “attuale” reprimere le opinioni?

"Premessa. Fiano è uno dei migliori parlamentari che ci sono adesso sia per cultura che per serietà ed impegno. Svolge sempre un ruolo equilibrato, evidentemente però quando si toccano certi problemi rispetto alla sua identità ebraica si trovano i nervi scoperti. Ciò è più che comprensibile e su questo gli va data solo solidarietà".

Basta l'indignazione per introdurre nuovi reati?

"Salvando la sua onestà intellettuale, in questo momento, al di là della sua indignazione davanti a certi “spettacoli” di quattro gatti che fanno il saluto romano - rispetto ai quali lui stesso è consapevole dell'irrilevanza e che comunque non rappresentano un pericolo neofascista - non è escluso che Fiano, che appartiene al gruppo più renziano del Pd (e non è un caso che Renzi si sia pronunciato con la massima urgenza sottolineando di essere perfettamente d'accordo), si sia mosso nella direzione di una manovra diversiva".

Manovra diversiva con quale obiettivo?

"Il Pd è in una situazione di grande difficoltà. Allora si ricorre alla mozione degli affetti per ritrovare una forma di unità additando un pericolo che non c'è: quindi smettiamo di parlare delle cose serie – immigrazione, debito – e ritroviamoci su un campo in cui siamo d'accordo tutti. A questo bisogna aggiungere un carattere di oggettiva pericolosità. Le leggi contro il liberticidio, anche se può sembrare un gioco di parole o un paradosso, sono delle leggi liberticide. Non si può in un paese civile impedire a nessuno di pensare quello che vuole salvo che ciò che vuole non sia chiaramente contrario alle leggi. Non si può ammettere il delitto di opinione".

Alla kermesse si è unita anche Laura Boldrini “tentata” da furia iconoclasta nei confronti delle testimonianze architettoniche del Ventennio e madrina della revoca del “parco Mussolini” a Latina...
"Si tratta di un atteggiamento fortemente emozionale che astrae dalla realtà storica di quello che noi sappiamo del fascismo. Possiamo cambiare i nomi a tutte le piazze e a tutti i parchi ma non possiamo chiudere gli occhi davanti a un fatto: il fascismo ha investito come pochi altri sulla politica culturale, ed è un male che la signora Boldrini non lo capisca perché persona dotata di una certa cultura. L'architettura cosiddetta “fascista” è sui libri di storia dell'arte ed è protagonista in tutto il mondo. Tutto questo patrimonio non è che va ascritto al fascismo ma allo sviluppo della società italiana in quegli anni. L'idea di distruggere o celare un monumento solo perché disturba qualche partigiano è aberrante".

Al vertice di Tallin si è cristallizzato l'egoismo franco-tedesco sul tema immigrazione. L'Italia è sempre più isolata.
"L'Europa purtroppo è stata sempre, come espressione geopolitica, il risultato dell'asse franco-tedesco. L'Europa, o meglio l'Ue, è stata sempre la Germania, la Francia con qualche cosa intorno. Qualcosa di bellissimo, di importante ma il nerbo politico, finanziario ed economico è quello. In questo senso penso che l'Italia debba diventare davvero padrona del proprio destino. Dovrebbe avere il coraggio di fare una scelta seria."

In che senso?

"Credo che il dibattito sullo ius soli sia una svolta fondamentale. Dobbiamo prendere atto che la situazione, per colpa dei nostri partner europei, ci porterà a un peggioramento della situazione. Questa però va affrontata, simbolicamente, in un modo da dare un messaggio forte, anche morale: dire che coloro i quali nascono in Italia sono italiani. Così come accade negli Usa. Allo stesso tempo, però, noi dobbiamo imporre a chi viene in Italia una disciplina diversa da quella basata sull'eccessiva elasticità. Devono smetterla di pensare di poter arrivare in un Paese dove si può non lavorare e far quello che si vuole. Dobbiamo proporre un patto nuovo ai migranti e rispondere all'Ue: ci abbandonate? Noi ci gestiremo da soli rappresentando un modello. Credo che si debba adottare un atteggiamento di sinistra, sul piano dei grandi problemi umanitari, e di destra, sul piano della conduzione giornaliera di questo fenomeno. Cioè la massima attenzione e il massimo rigore".

Il governo ha stoppato la riforma sullo ius soli. Gli italiani non sembrano per nulla entusiasti...

"Le dico una cosa brutale: l'Italia è arrivata a un livello di destrutturazione sociale, politica, culturale pesantissimo. È necessario un cambiamento. E questo deve venire anche da scelte culturali, se si vuole da scelte fisiologiche, diverse. Abbiamo bisogno di una rottura per rifondare certi valori: e con delle forze nuove, anche fisiologicamente nuove, questa è possibie. Se noi continuano a vivere con una società malata, anche moralmente, continueremo a vivere come gli ammalati cronici che prima o poi vengono uccisi dalla malattia. Lo ius soli invece può definire da qui a breve un cambiamento. Ecco, abbiamo bisogno di sangue nuovo: e anche se questo può sembrare paradossale, trovare sangue dal suolo può essere una scelta".

Lei è serio conoscitore del mondo islamico. Non si rischia di naturalizzare anche persone che poi prenderanno vie radicali?
"La radicalizzazione si combatte intensificando dialogo e controllo. Intensificare mezzi di controllo contestualizzando ciò, però, con un rapporto amichevole e franco. Mentre oggi si fa in un clima di tensione e di polemica. È un bene, insomma, che i musulmani si facciano le moschee per tanti motivi. Perché hanno diritto di pregare ma anche perché più vanno in moschea e più sono facilmente controllabili e riconoscibili. Se non ci fossero le moschee gli elementi patogeni presenti tra i musulmani dissimulerebbero molto più facilmente. Le moschee invece agiscono come la carta moschicida nei confronti delle mosche: in questo modo si possono isolare meglio".

Roma ai romani: se l'urbe resta a secco, pronti agli espropri popolari d'acqua

L'acqua, anche nella città eterna. dovrebbe essere un bene comune e un diritto primario essenziale. Invece, secondo le associazioni a tutela dei consumatori, nella capitale la dispersione d'acqua nei quasi 6 mila chilometri di tubature e condutture che si snodano in città è quasi del 45%.
Tali sprechi accompagnati alle inefficienze della rete idrica di Roma hanno portato anche ad un considerevole aumento nelle bollette pagate dai cittadini romani.
Di fronte a questa crisi idrica la risposta data dal comune e dalla regione è quella dei rubinetti chiusi, per cui per la prima volta Roma rimane senza acqua, come già capita nelle ore notturne nei quartieri popolari.
Il coordinamento di lotta popolare Roma ai Romani ed il movimento politico Forza Nuova sono intervenuti sulla questione emergenza idrica nella città eterna, promettendo battaglia fino ad arrivare, come afferma Giuliano Castellino,  agli espropri popolari.Il primo obiettivo saranno le Lidl... Così imparano a licenziare i lavoratori italiani. Ormai lo scontro aperto. Roma non è stata mai senza acqua.
Questo è il testo del comunicato congiunto che pubblichiamo per intero.





"Rubinetti chiusi. È questa la risposta da parte di Comune e Regione alla crisi idrica che sta colpendo in questi giorni la Capitale. Una crisi dovuta alla incapacità degli organismi democratici di tenere in piedi una rete idrica degna di una metropoli. Infatti, per ogni litro di acqua prelevato dall'ambiente da Acea, la metà viene dispersa a causa della cattiva manutenzione della rete idrica. Quello che per duemila e più anni è stato il vanto di Roma, il sistema di approvvigionamento e smaltimento idrico, in poco più di settant'anni di democrazia è stato completamente reso inefficiente. E per la prima volta nella sua storia, Roma rimane senza acqua. È chiaro che la parziale privatizzazione di Acea, che oltre alla quota del Comune di Roma, è in parte di proprietà francese e in parte della famiglia Caltagirone, non ha aiutato. Anzi. Ovviamente, a pagare sono le periferie, che da settimane sono costrette a rinunciare all'acqua nelle ore notturne. Previsto a breve un sistema di razionamento ancora più rigido. Il popolo romano è chiamato alla guerra. Se entro 24 ore il governo non requisisce le fonti di acqua minerale per la distribuzione gratuita ai romani, non storna le bollette dell'acqua per il 2017 e non nomina un commissario straordinario per Acea, avviando le pratiche per la nazionalizzazione integrale della società, noi cominceremo a prelevare l'acqua minerale dai supermercati, per distribuirla gratuitamente al popolo. Un atto di forza dovuto. Siete avvisati."


Concerto di Manson Anche Forza Nuova contro il rocker

Preghiere (in)ascoltate: il concerto di Marilyn Manson è già sold out
(G.p)Martedì 25 luglio al castello scaligero di Villafranca, ci sarà il concerto di Marilyn Manson. Un concerto da tutto esaurito, come afferma la Vertigo, la compagnia che ha organizzato l'evento. D'altronde si tratta per il momento dell'unica data italiana della rock star.
Un concerto che non poteva non destare polemiche, sostenute politicamente dal veronese Luca Castellini dirigente nazionale di Forza Nuova e coordinatore del Nord Italia, come ci racconta, con un interessante articolo, il quotidiano veronese L'Arena.
Articolo che riportiamo per intero.



Il concerto del 25 luglio in programma al castello scaligero di Villafranca non solo si farà, contro le pretese di chi avrebbe voluto tenere lontano il "satanico" Manson, ma sarà anche tutto esaurito. L'annuncio del sold out è stato dato dalla stessa compagnia Vertigo che ha organizzato l'evento. Si tratta per il momento dell'unica data italiana per la quale non sono più disponibili i biglietti.
Il concerto di Marylin Manson? «Non se ne parla. È satanismo e la cristianità va difesa», dice Luca Castellini a nome di Forza Nuova. E la parodia della via crucis allo stadio Bentegodi con tanto di ubriacatura? «No, lì Forza Nuova non condanna. È una goliardata». È questa la sintesi dell’ultimo attacco contro il rocker americano che si esibirà al castello di Villafranca mercoledì sera.
Castellini, coordinatore provinciale di Forza Nuova a Verona, e dirigente nazionale del movimento di estrema destra, è lapidario: «Il 26 luglio si abbatterà sulla comunità Villafranchese la scure satanista celata e rappresentante del mondo dello spettacolo e della musica mediocre. L’amministrazione comunale è intervenuta pesantemente, ma a favore di questo scempio. La volontà di disgregare la nostra gente passa dal Satanismo, al suonismo (è scritto così, suonismo, ndr) e al mondo islamico. Quest’ultimo è il braccio armato dei primi due. Forza Nuova Verona, come da suo statuto, non sta a guardare e con i propri militanti sarà al fianco di coloro che combattono e combatteranno la “buona e giusta” battaglia invocando la protezione di San Michele Arcangelo, Santo al quale è stata dedicata la nascita del nostro movimento venti anni fa».
Il documento è tutto qui. Un po’ poco per argomentare sulla questione dello spettacolo al castello. Così, in linea al telefono c’è Castellini che aggiunge: «Noi siamo per il mantenimento della cultura cristiana in Italia e basta. Non siamo per la diffusione di altre religioni». Insomma, è rispettoso e paladino dei simboli del cristianesimo, Castellini. Ed è troppo per lui sapere che arriva un cantante che brucia la bibbia sul palco. Ma allora, alla messa in scena della via crucis al Bentegodi alla festa per la promozione dell’Hellas lui non c’era? «No, c’ero. Ma allo stadio vado come singola persona, non come Forza Nuova. E poi, la via crucis non l’ho organizzata io».
Bene. Allora, Castellini, nelle vesti di leader di Forza Nuova, condanna quella sceneggiata, censurata anche dal vescovo Giuseppe Zenti? «No, perché è stata una goliardata. Le canzoni di Manson sono un’altra cosa. Arrivano dal profondo. È satanismo puro». Castellini, impiegato, 42 anni, partecipa spesso alle manifestazioni in provincia contro l’arrivo dei profughi, con il movimento Verona ai veronesi

domenica 23 luglio 2017

Contro i nuovi antifascismi,Orsola Mussolini: La peggiore offesa è cancellare la memoria storica del passato

Il collega Pietro Cappellari, dalle pagine virtuali de Il Giornale d'Italia, diretto dal senatore Francesco Storace, presidente del Movimento nazionale per la sovranità intervista Orsola Mussolini, figlia di Guido Mussolini, nipote del comandante Vittorio e pronipote di Benito, VI Capo Gran Consigliere dell'ordine de L'Aquila Romana sullo scatenarsi di un'atavica passione della sinistra italiana per l'antifascismo militante, vedi le uscite sul tema del presidente della Camera dei Deputati Boldrini e dell'onorevole Emanuele Fiano del Partito Democratico che chiede l’introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, puntando a punire «chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco».
Articolo che riportiamo per intero.



L’eclissi ingloriosa della sinistra italiana e il fallimento politico-culturale-sociale-umano del Partito Democratico nel quale i sopravvissuti del PCI si sono riciclati travestendosi da piccoli Aldo Moro di tristissima memoria, ha scatenato un’atavica passione, quella per l’antifascismo militante. Nonostante siano passati oltre 70 dalla scomparsa del “Regime” e oltre dieci dal “suicidio” del MSI (partito che ne custodiva l’eredità) e nonostante l’assenza di qualsiasi pericolo di sovvertimento fascista per l’attuale sistema democratico-liberale, qualcuno ha deciso di rispolverare la “caccia alle streghe” contro i fascisti, come se questi – oggi – fossero il pericolo principale per l’Italia.

Al di là del fatto che si dovrebbe dimostrare, magari con un confronto pubblico, come il fascismo per l’Italia sia un pericolo peggiore dell’attuale sistema, si rimane sconcertati – ma anche divertiti – dalle uscite del Presidente della Camera Boldrini o dalle iniziative dell’On. Fiano, tutti intenti a lanciare “crociate” contro la libertà di espressione (dei fascisti), pure garantita dall’articolo 21 dell’attuale Costituzione.
Già in passato, del resto, si è cercato di “imbrigliare” l’attività dei fascisti – dentro e fuori il MSI – con leggi liberticide, come la Scelba, la Reale o la Mancino, che hanno avuto il compito di punire più il pensiero che ogni eventuale loro azione. Qualcosa di incompatibile con la Costituzione. E, infatti, non si contano le decine di assoluzioni per reati di opinione che hanno visto “alla sbarra” decine e decine di giovani Italiani colpevoli solo di aver scritto o pensato qualcosa che al fallimentare attuale sistema non va giù: ossia la realtà dei fatti. Vi è da dire che non tutti hanno trovato Giudici in grado di tutelare la libertà di pensiero, chi è capitato sotto i “teoremi” dell’antifascismo militante è sempre finito condannato.
Ultimamente si è giunti anche a mettere in discussione la libertà di ricerca storica. Del resto, i comunisti hanno dapprima falsato i libri di storia, poi quelli di sociologia, poi quelli di filosofia, fino a riscrivere – con la loro falsa ideologia – i libri di scienze e medicina. Anche quello che la comunità scientifica – oltre il buon senso del l’uomo comune – riteneva un’ovvietà, è diventato oggi un reato penale, uno psico reato orwelliano. Una follia culturale che loro chiamano “egemonia”, ma per i liberi pensatori è solo una realtà distorta, organizzata a tavolino per raggiungere la sovversione internazionalista.
Le recenti dichiarazioni del Presidente della Camera Boldrini e le iniziative dell’On. Fiano hanno destato dure prese di posizione, oltre che battute sarcastiche che lasciamo ai posteri che un giorno studieranno i tempi di oggi, magari paragonandoli ad un passato di glorie che oggi sono dimenticate.
Anche Orsola Mussolini, VI Capo dell’Ordine dell’Aquila Romana, è voluta intervenire denunciando pubblicamente l’artificiale clima di odio politico creato per mascherare il fallimento del sistema democratico o le proprie frustrazioni personali: “La peggiore offesa è cancellare la memoria storica del passato, dove la inutilità di un Governo presente cancella la grandezza di un popolo che ha dato il suo splendore all’Europa e al Mondo intero”. Paiono riecheggiare le parole di un poeta del secolo scorso: “Sospettate di qualsiasi persona che voglia distruggere un’immagine o voglia sopprimere una pagina della storia”. 
Si chiamava Ezra Pound, un “maledetto fascista” che per molti avrebbe meritato di morire in un manicomio criminale. Non era così che si usava fare nelle democrazie popolari, cari compagni? O è meglio il colpo alla nuca, ovviamente sparato alle spalle, alla partigiana?
Attendiamo ora le conseguenze delle dichiarazioni di Orsola Mussolini. Il Presidente della Camera Boldrini e l’On. Fiano solleciteranno il Ministro degli Interni a spiccare un mandato di cattura internazionale per la discendente di quello che rimane – nonostante loro o malgrado loro – il Duce o faranno un apposito, quanto urgente, Decreto Legge per sciogliere l’Ordine dell’Aquila Romana, patrimonio storico-araldico della famiglia Mussolini, fondato durante la Repubblica Sociale Italiana?
Intanto, milioni di Italiani sono costretti a vivere in condizioni di povertà abbandonati dallo Stato, con una disoccupazione oramai strutturale che genera suicidi a catena e con centinaia di pensionati che frugano nei cassonetti. In questo scenario sepolcrale si continua, comunque, ad importare immigrati nullatenenti e nullafacenti dall’Africa per favorire gli esperimenti razziali della sinistra internazionalista… Attenti ai fascisti!

Immigrati ad Avella non li vogliamo. La protesta di Fiamma Tricolore

Il probabile e futuro arrivo ad Avella, comune di quasi 8000 abitanti della provincia di Avellino, di circa settanta extracomunitari provenienti dall'Africa e sbarcati nei giorni scorsi nei porti di Brindisi e di Salerno, ha destato molto clamore.
Gli immigrati dovrebbero essere ospitati, in tempi rapidi, presso il Convento Francescano di Piazza Convento ed in alcune case sfitte presenti nella cittadina. scatenando infinite polemiche e proteste sostenute dalla locale sezione della Fiamma Tricolore, storico movimento politico fondato il 3 marzo del 1995 da Pino Rauti e da pochi esponenti dell'allora Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale che radicalmente si opposero alla svolta di Fiuggi.
I militanti del Movimento Sociale Fiamma Tricolore,in questa calda domenica d'estate, sono scesi in piazza, ad Avella per un presidio in piazza, al fine di informare la cittadinanza circa l'arrivo dei settanti migranti, manifestando la propria contrarietà a questa eventualità che si inserisce nel più grande progetto, quello teso all'annientamento del popolo italiano.
Tale progetto, secondo una nota, diffusa da Fiamma Tricolore, risulta in continuità con l'arrivo di trenta immigrati a Schiava di Tufino e il successivo arrivo di altri immigrati nei paesi del comprensorio del nolano, per cui i militanti della Fiamma promettono battaglia.






Arriva Corallo in Italia: l'amico dello scandalo Fini

Svolta nella vicenda Fini: l'imprenditore Francesco Corallo, il re delle slot machine rientrerà in Italia. Lo aspettano i giudici della Procura della Repubblica di Roma come ci racconta il collega Giacomo Amadori con un interessante articolo pubblicato dal quotidiano nazionale La Verità.

Per Gianfranco Fini si annuncia un estate bollente. Francesco Corallo, l'uomo che avrebbe versato a lui e alla sua famiglia ( la compagna Elisabetta Tulliani, il suocero Sergio ed il genero Giancarlo) circa 7 milioni di euro per presunti favori legati all'attiva politica dell'ex presidente di An, sta per tornare in Italia.
Il 20 giugno il tribunale di Sint Maarten aveva dato il proprio parere favorevole alla richiesta di estradizione da parte del governo italiano dell'azionista di riferimento della Global Starnet, accusato dalla Procura di Roma di associazione a delinquere, riciclaggio, peculato e reati fiscali. Il 21 luglio il giornale caraibico Daily Herald ha pubblicato la notizia che lo stesso Corallo ha deciso di non presentare appello alla Corte suprema nei paesi bassi.
Ciò significa che la sentenza a favore dell'estradizione è diventata irrevocabile, secondo quanto riportato dal portavoce del Procuratore dell'isola delle Antille Olandesi, Norman Serphos.
I documenti del tribunale passeranno ora al governo di Sint Maarten per le ultime formalità.
Corallo si trova in una cella di polizia di Philipsburg dal dicembre scorso a causa dell'ordinanza di custodia cautelare messa dal Tribunale di Roma e l'ufficio del procuratore caraibico, annota il Daily Herald, ha affermato in numerose occasioni che Corallo sarà giudicato in Italia per l'evasione fiscale di oltre 250 milioni di euro e la partecipazione a un'organizzazione criminale.
Corallo, cittadino olandese dal luglio 2000, si era già consegnato alle autorità italiane, nell'ambito di un'altra inchiesta il 4 agosto 2013, dopo essere stato latitante per oltre 14 mesi.
Trascorse due settimane venne scarcerato e mandato ai domiciliari. Forse Corallo spera che l'estate gli porti nuovamente fortuna.


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