giovedì 24 agosto 2017

Povia naziskin: l'ultimo delirio dell'Anpi

(G.p) Il prossimo 23 settembre, in concomitanza con la rassegna Autunno Trezzanese si svolgerà un concerto del cantautore Giuseppe Povia nella parrocchia di San Lorenzo.
La presenza del cantautore a Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano, non trova però il gradimento da parte di Roberto Cenati, presidente provinciale dell'associazione nazionale partigiani d'Italia profondamente contrariato per la presenza del cantautore legato, a dire di Cenati, alla formazione neofascista ed antisemita Lealtà azione per il quale il 10 giugno scorso Povia si è esibito in quel di Cologno monzese, come ci racconta, con un interessante articolo, il Fatto Quotidiano.


“Povia non è ospite gradito a Trezzano sul Naviglio”: parola di Roberto Cenati, presidente provinciale milanese dell’Anpi. La presa di posizione di Cenati arriva a un mese dal concerto che il cantante dovrebbe tenere nel comune lombardo il 23 settembre prossimo e viene spiegata attraverso un comunicato: “In concomitanza con la rassegna ‘Autunno Trezzanese’ – si legge – si svolgerà un concerto che verrà ospitato nella parrocchia di San Lorenzo Martire, al quale è stato invitato il cantautore Giuseppe Povia. Come Associazione che si richiama ai valori della Resistenza – continua il comunicato ANPI – siamo molto contrariati per la presenza di questo personaggio, legato alla formazione neofascista e antisemita Lealtà e Azione, per la quale il 10 giugno scorso Povia si è esibito nel comune di Cologno Monzese”.


A giugno, infatti, l’Anpi era intervenuta per protestare contro il concerto di Cologno, ricordando che Lealtà e Azione “si ispira al pensiero di Leon Degrelle, ufficiale delle Waffen SS e di Corneliu Codreanu, fondatore della Guardia di ferro romena, movimento antisemita e nazionalista degli anni Trenta”. Secondo Cenati, Povia “rappresenta una figura profondamente divisiva su molteplici temi, tra i quali quelli dell’accoglienza, della solidarietà, dell’unità del nostro Paese e delle stesse problematiche relative alle vaccinazioni”.

L’Anpi, dunque, “invita l’Amministrazione comunale di Trezzano a dissociarsi in qualsiasi modo dall’evento richiamato e auspichiamo un ripensamento da parte del parroco di San Lorenzo Martire. In caso contrario – si legge nel comunicato – preannunciamo fin d’ora che organizzeremo, in contemporanea, un’iniziativa pacifica e festosa, di cui comunicheremo i dettagli, a Trezzano sul Naviglio, per rilanciare i valori dell’antifascismo, della solidarietà, dell’uguaglianza, contenuti nella nostra Carta costituzionale di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario dell’approvazione”.

mercoledì 23 agosto 2017

Bergoglio come Soros: il blitz di Roma ai Romani sotto la sede de l'Avvenire

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(G.p) I militanti del coordinamento di lotta popolare Roma ai Romani guidati dal responsabile Giuliano Castellino hanno manifestato sotto la direzione del quotidiano cattolico l'Avvenire esponendo anche il seguente striscione Bergoglio come Soros.
Il senso di questa iniziativa ci viene spiegato con maggiori dettagli, da una nota diffusa alla stampa.  Nota che pubblichiamo per intero.



Il fronte dello Ius Soli, immigrazionista e "coccola-immigrati", nemico giurato dei diritti sociali, ingrossa le proprie file. "Accogliere, proteggere, promuovere e integrare" non sono le ennesime parole d'ordine lanciate dal capo bastone delle oligarchie globalizzatrici George Soros. Non sono, quindi, le parole di chi, come da tempo denunciamo, è il principale finanziatore delle ONG che riversano orde di immigrati sulle nostre coste.


"Accogliere, proteggere, promuovere e integrare" non sono le ennesime parole d'ordine lanciate dal capo bastone delle oligarchie globalizzatrici George Soros. Non sono, quindi, le parole di chi, come da tempo denunciamo, è il principale finanziatore delle ONG che riversano orde di immigrati sulle nostre coste. 
"Accogliere, proteggere, promuovere e integrare" sono, invece, le parole di Mario Bergoglio che noi accusiamo essere complice di questa manovra criminale che ha come unico obiettivo, evidente e manifesto negli effetti, quello di "africanizzare" l'Italia e favorire la sostituzione etnica del nostro popolo.
Oggi, in una piazza Indipendenza "conquistata" da clandestini e musulmani, abbiamo manifestato sotto la direzione del quotidiano L'avvenire mentre due nostri militanti ed il nostro responsabile Castellino venivano ammanettati e portati in Questura per aver "osato disturbare" i clandestini in rivolta. Siamo ormai italiani in terra straniera contro i collaborazionisti di Soros, Isis e scafisti.
 Roma ai Romani è e sarà sempre con il suo popolo abbandonato, ora anche dalla sua millenaria guida spirituale. Nessun compromesso col nemico, qualsiasi sia il suo abito: Roma non sarà mai terra di conquista dell'Islam e dell'Isis. Contro l'invasione, resistenza etnica. L'avvenire e Bergoglio non si nascondano dietro la Fede degli italiani, così come la Polizia non creda di bloccarci con la repressione. Oggi, nonostante manette, fermi e perquisizioni nelle nostre case, siamo passati.

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La fotonotizia. Il Papa come Badoglio: il Circolo Futurista contro lo Ius soli

Non è piaciuto ai militanti del Circolo Futurista di Casal Bertone la discesa in campo di papa Bergoglio in favore dello Ius soli, in occasione della giornata del migrante. E così già la sera di lunedì 21 agosto hanno decorato alcuni muri del quartiere contro il Papa Badoglio...



Ravenna:manifestazione per Ettore Muti, il sindaco: "Sgradita e offensiva per l'antifascismo"

Manifestazione per Ettore Muti, il sindaco: "Sgradita e offensiva per l'antifascismo"

(G.p)In vista dell’annunciata commemorazione  del gerarca fascista Ettore Muti, ucciso il 24 agosto a Fregene e seppellito nella sua città d'origine Ravenna, il primo cittadino espressione del partito democratico a capo di una coalizione di centro sinistra Michele de Pascale si è espresso sulla commemorazione ritenendola sgradita ed offensiva per la gloriosa storia antifascista della città, come ci racconta, con un interessante articolo, il quotidiano on line Ravenna notizie.
Articolo che riportiamo per intero.



L’annunciata manifestazione politica collegata alla morte del gerarca fascista Ettore Muti è a pieno titolo da iscriversi in un susseguirsi, anche nel territorio romagnolo, di celebrazioni ed eventi organizzati da forze estremiste e nostalgiche, con l’intento di generare un clima d’intolleranza, odio e xenofobia, e che spesso assumono i connotati del reato di apologia del fascismo".
Con queste chiare parole  il sindaco di Ravenna Michele de Pascale commenta la manifestazione in memoria del gerarca fascista che ogni anno fa tanto discutere animosamente  la città
In particolare, qualora le istituzioni competenti dovessero valutare di autorizzare la manifestazione - prosegue de Pascale, sottolineo fortemente la necessità che nulla abbia luogo all’interno del cimitero di Ravenna, nel rispetto dei defunti, fra i quali moltissimi eroi della Resistenza, grazie ai quali Ravenna è insignita della Medaglia d’oro al valor militare.
 In attesa di valutare alcuni provvedimenti al fine di contrastare qualsiasi genere di cerimonie riconducibili alla simbologia e ideologia fascista su tutto il territorio comunale, e al di là degli aspetti giuridici e formali, ci tengo a ribadire che il sentimento diffuso di questa comunità, come confermano la petizione e le numerose lettere presentatemi, è quello di considerare manifestazioni come questa sgradite e offensive della gloriosa storia antifascista della nostra città".

Bandiera della Decima Mas issata sul pontile di Lipari, scoppia la polemica


(G.p) A Lipari, sul pontile galleggiante di Marina Lunga fa bella mostra di sé una bandiera della Decima Mas, corpo militare indipendente, di fanteria di marina, della Marina Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italia, attivo dal 1943 al 1945.
Bandiera riconosciuta da un turista che ha denunciato dalla sua pagine Facebook il fatto pubblicando la foto del vessillo.
Il pontile galleggiante dove sventola la bandiera, è gestito in concessione da Peppe Li Donni, un abitante di Lipari, che interpellato sul tema ha dichiarato: nessuna apologia del fascismo è un semplice modo per commemorare i marinai.
Diversa è la posizione degli abitanti dell'isola che parlano di una offesa oltraggiosa per utti e per i marinai periti a centinaia di migliaia per le follie di due dittatori assetati di potere, chiedendo la rimozione di quel simbolo che puzza di sangue e di macelleria umana.
Il sindaco Marco Giorgianni chiamato in causa afferma di aver invitato ufficialmente la proprietà di togliere quella bandiera.


La bandiera di Salò sulla vetta del Sagro: bufera su un docente


(G.p)Manfredo Bianchi, insegnante del corso per Geometri allo Zaccagna di Carrara, candidato alle ultime amministrative nella lista di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale, in passato coordinatore comunale di An, a pochi giorni dalla ricorrenza della strage di Vinca, dove l'esercito tedesco uccise 173 civili innocenti, tra cui donne e bambini,  si fa ritrarre sulla vetta del Sagro con in mano una bandiera della Repubblica Sociale Italiana.
Uno scatto che non poteva non scatenare polemiche politiche portate avanti dai Carc, dalla locale sezione dell'associazione nazionale partigiani d'Italia e dalla consigliera di Carrara Bene Comune- Dema Claudia Bienaimè come ci racconta, con un interessante articolo, la collega Cinzia Chiappini dalle colonne de Il Tirreno



A pochi giorni dalla ricorrenza della strage di Vinca, un insegnante carrarese si fa ritrarre sulla vetta del Sagro con la bandiera della Repubblica di Salò e nella città decorata con la medaglia d'oro al merito civile, scoppia la polemica. Sconcerto e indignazione. Condanna e sgomento. Richieste di intervento delle autorità e segnalazioni ai gestori del social network. Ai carraresi non è proprio andata giù quella foto postata su Facebook daManfredo Bianchi, ingegnere e insegnante dell'Istituto Zaccagna, dove viene ritratto mentre festeggia la conquista della vetta del Sagro con in mano la bandiera della Repubblica di Salò.
Sarà perché Carrara è una città decorata con la medaglia d'oro al merito civile per il contributo alla lotta di Liberazione o forse perché il post è stato pubblicato a pochissimi giorni dalla ricorrenza della strage di Vinca, il paesino ai piedi del Sagro dove tra il 24 e il 27 agosto del 1944 i nazifascisti uccisero 173 civili innocenti, tra cui molte donne e bambini.
Chissà se lui, Manfredo Bianchi, insegnante del corso per Geometri allo Zaccagna e candidato alle ultime amministrative con Fratelli D'Italia (in passato fu anche coordinatore comunale di An), aveva in mente questa triste ricorrenza, quando ha deciso di pubblicare quella foto. Certo, il professore aveva già manifestato pubblicamente le sue simpatie fasciste: basta scorrere la sua pagina Facebook (non protetta, visibile a tutti) e guardare le foto, a iniziare da quella del profilo dove si vede un uomo di spalle mentre porge il saluto romano a una scultura della testa di Mussolini.
Lo scatto sulla vetta del Sagro però è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sul vessillo si vedono distintamente un’aquila e un fascio littorio - è la bandiera della Repubblica sociale di Salò - e il professore, aggrappato alla croce, indossa una maglia nera (su cui campeggia una scritta non leggibile), mostrando con orgoglio la bandiera.
Bianchi: diritto di opinione. Per molti un gesto di disprezzo e di sfida, di più: un reato. Bianchi, interpellato sulla vicenda, centellina le parole, tiene i toni bassi e si difende: «Penso di avere esercitato il diritto di opinione e non credo di aver commesso alcun reato» ha dichiarato al Tirreno.
Lenzoni: un affronto ai morti di Vinca. Completamente diversa l'opinione dei tanti che hanno condannato il gesto: tra i primi a farlo, Marco Lenzoni dei Carc che ha sollecitato il comune di Fivizzano a denunciare Bianchi per l'affronto ai 173 morti di Vinca e l'Istituto Zaccagna a prendere provvedimenti contro l'insegnante. «Issare la bandiera della Repubblica di Salò in pubblico è un reato a tutti gli effetti, averlo fatto di fronte al paese di Vinca è un oltraggio vergognoso e indicibile che grida vendetta. Chiedo a nome del partito dei Carc e della città di Carrara tutta che gli studenti dello Zaccagna vengano portati alla prossima commemorazione della strage di Vinca. La scuola deve rimediare al velenoso odio propagandato non solo su Facebook da questo "signore" cultore del nazi fascismo» aggiunge Lenzoni, che annuncia che alla riapertura della scuola i Carc saranno presenti all'ingresso dello Zaccagna con un presidio per mostrare agli alunni le foto delle stragi nazifasciste e per chiedere l'allontanamento dalla attività didattica del «moderno nazista».
Conti (Anpi): è un reato. D'accordo con la valutazione del gesto di Bianchi anche Alessandro Conti, presidente di Anpi Carrara: «Avere esposto la bandiera dei repubblichini e avere decantato il fascismo è un reato. Il prefetto e chi di dovere prendano i provvedimenti del caso. Il fatto che sia un insegnante è un’aggravante e Bianchi dovrebbe essere allontanato dalla scuola». Altrettanto dura Claudia Bienaimè di CarraraBeneComune/Lista Dema che si dice allibita: «Il Sagro è il monte di tutti, si affaccia su Vinca e l'idea di sventolare una bandiera fascista è un'offesa e una provocazione a tutta la provincia. Ci aspettiamo che le istituzioni intervengano».

martedì 22 agosto 2017

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Riparte la Serie A, utras alla ribalta a San Siro e a Verona


E' ripartito il campionato di serie A ed è subito alta l'attenzione sulle curve. Due gli episodi da "prima pagina": i cori antinapoletani a Verona (anche se l'insulto "scimmia" pare sia stato usato anche contro altre squadre) e il pestaggio a Milano di un padre che si è lamentato per gli striscioni che limitavano la visuale. 

 SAN SIRO. 5 ANNI DI DASPO PER L'ULTRA' PICCHIATORE  - Per aver aggredito e malmenato un tifoso che si trovava allo stadio con la moglie e i due figli, un ultras dell'Inter di 19 anni, M.F., è stato arrestato dalla polizia in servizio a San Siro nel corso di Inter-Fiorentina, e nei suoi confronti il Questore di Milano ha disposto un daspo per la durata di 5 anni. Lo ha reso noto la Questura, precisando che l'episodio incriminato è stato ripreso dalle telecamere dello stadio, grazie alle quali è stato possibile individuare l'aggressore. Il tifoso aggredito era sugli spalti con la moglie e i due figli, appena sopra alla curva interista. Ha chiesto agli ultras posizionati alcune file sotto di lui di abbassare una grande bandiera che gli impediva la visuale. Per tutta risposta gli ultras sono saliti da lui e uno di loro lo ha colpito con diversi pugni al volto. Nel parapiglia è rimasta contusa anche la figlia di 10 anni.


VERONA. LO STADIO INTERO GRIDA: SCIMMIA - Hanno accolto ognuno degli undici azzurri con un urlo assai poco gradevole: «scimmia». Così, giusto come cocktail di benvenuto. Pensate alla scena, con lo speaker che legge la formazione, prende una pausa dopo il nome e dall'alto del Bentegodi si sente il coro «scimmia». Così per undici volte. Più, sia pure a tono dimesso, con Sarri. Non c'entra nulla il colore della pelle, è un coro senza distinzione e che tira in ballo chiunque, basta che sia del Napoli. Con trattamento speciale per Lorenzo Insigne, a cui viene spesso rivolto anche un buu di accompagnamento per ogni sua azione.LEGGI TUTTO


Donzelli(Fdi): "Regione Toscana esclude esuli dai progetti sulle foibe"

(G.p)Il capo gruppo di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale in consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli attacca il presidente della Regione Toscana, il democratico Enrico Rossi, per aver snaturato un progetto sulle foibe: a far lezione nelle scuole andranno i partigiani negazionisti e non le vittime istriane e dalmate come ci racconta, con un interessante articolo pubblicato da Il Giornale, storico quotidiano milanese a firma del collega Francesco Curridori
Articolo che riportiamo per intero.




"Enrico Rossi e la sinistra usano il giorno del ricordo per fomentare l'odio: anziché cogliere l'occasione come reale momento formativo, tenta ancora una volta di sfruttare la situazione per mettere i partigiani contro gli esuli".
Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione, critica la decisione della giunta Rossi di far "raccontare il dramma delle Foibe ai partigiani, anziché alle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati".
Si tratta di un progetto pilota che si svolgerà dal 22 al 25 agosto, che sarà seguito da un viaggio studio che si terrà dal 12 al 16 febbraio dell'anno prossimo e che prevede l’intervento dell’Istituto Storico della Resistenza ma non quello delle vittime dirette delle foibe."Organizzare un evento del genere senza coinvolgere in alcun modo le associazioni di riferimento è grottesco, oltre che evidentemente strumentale", sottolinea Donzelli secondo cui "Rossi è rimasto al Pci di Togliatti che il 30 aprile 1945 chiese ai triestini di accogliere gli infoibatori titini come liberatori: la sinistra ancora una volta dimostra di non credere nella memoria condivisa e di essere ostaggio degli integralisti dell'antifascismo anche quando l'antifascismo non c'entra nulla".
Secondo Donzelli "non c'è da inquadrare storicamente niente, non c'è giustificazione alcuna al dramma delle foibe e dell'esodo. Interpretare in questo modo la mozione presentata da Fratelli d'Italia ed approvata all'unanimità dal Consiglio regionale è provocatorio". Per l'esponente di Fratelli d'Italia "la Regione ha il dovere di onorare la memoria delle Foibe, fatto storico che ha provocato l'occultamento di migliaia di cadaveri italiani, militari e civili, trucidati dall'esercito e dai partigiani comunisti".
"Far raccontare il dramma delle Foibe agli eredi dei partigiani, coloro che hanno vissuto quella vicenda sul fronte opposto, rappresenta la stessa follia di chi volesse far raccontare l'Olocausto a qualche associazioni di reduci della Repubblica sociale. Il modo in cui è stato concepito questo progetto è una vergogna inaccettabile", conclude Donzelli.

lunedì 21 agosto 2017

Ventimiglia, Giorgia Meloni difende il mercato del venerdì “ostaggio” dei venditori abusivi

La presenza a Ventimiglia, uno dei mercati più grandi d'Europa di centinaia di venditori abusivi extracomunitaria molto dei quali clandestini per lo più di merce contraffatta non poteva non scatenere un vivace dibattito politico.
Giorgia Meloni, leader indiscussa di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale si è schierata, senza se e senza ma, in difesa dello storico mercato del venerdì nella città di confine con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook nel quale si legge: "Ventimiglia, uno dei mercati più grandi d’Europa. Gli ambulanti regolari praticamente “accerchiati” da venditori abusivi extracomunitari, molti dei quali clandestini, senza che nessuno intervenga per ripristinare ordine e legalità. Non paghi di avere massacrato questo settore con la direttiva Bolkestein, chi ci governa lascia proliferare commercio illegale e contraffazione. Noi stiamo con gli italiani onesti che vogliono difendere il proprio lavoro e la propria sicurezza”.
Il post è corredato da un video, che mostra una delle scene tipiche alle quali si può assistere passeggiando tra i banchi del mercato: ambulanti abusivi che mostrano merce contraffatta ai clienti.

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Il complottismo di Fusaro: "Perché i terroristi non uccidono un finanziere o uno statista?"

(G.p) Dopo l'attentato che ha colpito Barcellona, cuore della Spagna, non poteva non mancare il commento del filosofo "comunista" Diego Fusaro, allievo di Costanzo Preve, che tanti fans ha pure nel variegato mondo della destra identitaria e sovranista per le sue critiche al capitalismo usurocratico seguendo la strada tracciata dal poeta americano Ezra Pound, come ci racconta il quotidiano milanese Il Giornale, con un interessante articolo, che riportiamo per intero.


"Chissà perché, poi, questi orrendi attentati si abbattono sempre nei luoghi pubblici facendo strage di povera gente, di presone comuni, lavoratori e disoccupati, ragazzi e studenti".
Ci mancava il commento complottista del filosofo comunista Diego Fusaro. È arrivato puntuale dopo gli attentati che hanno colpito il cuore della Spagna. E poi ha continuato: "Mai una volta - avete notato? - che l'ira delirante dei terroristi si abbatta nei luoghi del potere e della finanza. Mai. Mai un signore della finanza colpito, mai uno statista, mai un 'pezzo grosso' dell'Occidente. Strano, davvero, che i pazzi alfieri del terrorismo, che in teoria - si dice - avrebbero dichiarato guerra all'Occidente non prendano di mira chi l'Occidente davvero lo governa".
Ma Fusaro ancora continua: "Se non ci dicessero un giorno sì e l'altro pure che il terrorismo islamico ha dichiarato guerra all'Occidente si avrebbe quasi l'impressione che si tratti di una guerra di classe, gestita poi da chi?".

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