lunedì 27 luglio 2015

CATEGORIA:

Romafaschifo dà dei pezzi di merda a CasaPound: condannato Tonelli per diffamazione

(...) Su Degrado Esquilino, a seguito di una campagna di affissioni abusive di Casa Pound particolarmente virulenta, un lettore ha pubblicato un articolo in cui si era arrabbiato un po' troppo. Nulla di clamoroso e nulla di diretto particolarmente a qualche individuo specifico, ma il cittadino apostrofò l'organizzazione di Via Napoleone III con frasi un poco sopra le righe (per intenderci l'offesa più grave era, se non ricordiamo male, “pezzi di me**a”).
Casa Pound, come si fa in questi casi, avrebbe potuto scrivere al blog chiedendo la rimozione di contenuti considerati diffamatori e in un istante si sarebbe provveduto. O avrebbe semplicemente potuto ignorare quello che era un semplice sfogo di un cittadino, come ce ne sono a migliaia in giro per la rete e i social network. Ma evidentemente attaccare la nostra piattaforma era cosa che aveva una logica e un valore peculiare. La strategia infatti fu diversa: una bella denuncia per diffamazione a mezzo stampa alla persona di Massimiliano Tonelli il quale, lungi dall'essere il proprietario, l'editore, men che meno il direttore del blog, è semplicemente tra i tanti attivisti e cittadini impegnati nella piattaforma quello che più di altri appare in dibattiti e interviste pubbliche mettendoci, quando indispensabile, la faccia. Banalmente uno dei fondatori della piattaforma, una delle persone che se ne occupa insieme a tante altre. Massimiliano Tonelli aveva scritto quell'articolo? No. Aveva firmato quell'articolo? No. Aveva materialmente inserito quell'articolo pur non firmandolo? Neppure. Ha rivendicato quell'articolo? Neanche, anzi ha ammesso in sede di dibattimento che i contenuti erano fin troppo forti, dissociandosene. Ha omesso il controllo? Assolutamente no: il blog è aperto ai contributi di tutti e non è una testata registrata, non esiste qualcuno titolato a controllare e responsabile per questo.
Ciononostante GIP ha ritenuto di rinviare a giudizio e il Giudice ha ritenuto di condannare. La condanna penale non corrisponde a mesi o anni di reclusione, come pur richiesto dal Pubblico Ministero, bensì in una multa molto contenuta (1000 euro), in un risarcimento a Casa Pound che nel frattempo si era costituita parte civile (5000 euro) e nel pagamento delle spese processuali dell'una e dell'altra parte (per un totale di 3500 euro o giù di lì). Uno scherzo da 10mila euro in totale.
dal blog: Roma Fa Schifo

sabato 25 luglio 2015

CATEGORIA:

Giro di neri: profughi a Schio, Forza Nuova chiede le dimissioni del sindaco ed altre storie

Nel week end, causa eccessivo caldo, con temperature vicine ai 40  gradi, non ho aggiornato frequentemente  il blog. Ci sono però alcune storie che meritano comunque di essere raccontate e quindi ispirandomi ad un vecchio ma sempre attuale modello giornalistico denominato il "giro di nera" do vita alla quinta puntata della rubrica Giro di neri.

Profughi a Schio, Forza Nuova: “Orsi si dimetta
(tratto da Vicenza Reporter)



“Orsi deve dimettersi, è indiscutibile che abbia tradito il mandato popolare conferitogli dai cittadini di Schio alle elezioni comunali”. Sono le dichiarazioni di Daniele Beschin, segretario provinciale di Forza Nuova, dopo che il sindaco di Schio ha concesso la Colonia di Pian delle Fugazze per l’arrivo di profughi, in accordo con la prefettura.Orsi non doveva scegliere il male minore – continua Beschin -, dopo le ventilate minacce del prefetto di portare i profughi in strutture vicine al centro di Schio. Doveva opporsi all’una e all’altra ipotesi, portando la cittadinanza di Schio in strada, ammanettandosi davanti al comune, lottando con ogni mezzo”.
“Ci chiediamo dove sia Zaia – prosegue Beschin -, dove siano le ruspe di Salvini. I leghisti hanno tradito e adesso devono risponderne di fronte al popolo”. Parole dure anche per il prefetto Soldà al quale i militanti di estrema destra, sottolineando una sua presunta “incapacità nel gestire il fenomeno a Vicenza” dicono che “l’accoglienza non è affatto un obbligo, tanto più quando non esistono le condizioni di sicurezza e quelle igienico sanitarie basilari”.

Forza Nuova conclude aprendo ad Alex Cioni ed al suo movimento Prima gli italiani: “Se ce lo chiederà saremo al suo fianco per bloccare sul nascere questa invasione a Schio, come già abbiamo fatto a Quinto di Treviso e in molti altri comuni del Veneto. Non abbiamo bisogno di slogan, non abbiamo bisogno di passerelle del presidente della Regione Veneto o del leader leghista, noi abbiamo bisogno solo di persone che scendano in strada per rivendicare il diritto di essere padroni del proprio destino, padroni del proprio territorio e custodi della propria identità

Casapound annaffia il giardino di piazza del Popolo: "Avete portato il deserto
( Tratto da il caffè)

Nella notte di venerdì azione goliardica di CasaPound Latina che innaffia le aiuole di Piazza del Popolo e lascia uno striscione davanti all'ingresso del Comune “Avete portato il deserto a Latina”. Venerdì notte i militanti di CasaPound “armati” di annaffiatoi hanno provveduto a bagnare le aiuole di Piazza del Popolo, ormai ridotte a deserto senza più nemmeno un filo d’erba. «Un’azione goliardica, per evidenziare lo stato in cui è ridotta la città, con giardini abbandonati, aiuole desertificate - spiega Marco Savastano responsabile del movimento -. In questi giorni di torrida estate, in città sembra di vivere in uno scenario post atomico. Questo “deserto” non è altro che l’emblema di una politica che ha fallito su tutti i fronti. Ora che si è entrati in campagna elettorale, fa sorridere vedere come i protagonisti della vecchia amministrazione parlino del bisogno di cambiare, accusandosi l’un l’altro di ricatti fatti o subìti. E inoltre la “finta” opposizione del PD, che per anni si è spartita qualche posticino, non sembra altro che una nuova Democrazia Cristiana, con i soliti Moscardelli e Forte a rappresentare il cosiddetto “nuovo”. Sarebbe poi ora che anche il Commissario Barbato, godendo di poteri straordinari, si dedicasse almeno alla risoluzione delle questioni più urgenti. Insomma, Latina come “deserto della politica”».


Striscioni e 'sacchi di denaro', protesta di CasaPound contro il rincaro della Tari
Striscioni e ‘sacchi di denaro’, protesta di CasaPound contro il rincaro della Tari
(Tratto da Chieti Today)


Potrebbe interessarti: http://www.chietitoday.it/politica/striscioni-protesta-di-casapound-lanciano-tari.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/ChietiToday/252983314738998
 


Striscioni e 'sacchi di denaro', protesta di CasaPound contro il rincaro della Tari

LANCIANO – Protesta del movimento CasaPound Italia per l’aumento del 6% della Tari deliberato dal Comune di Lanciano a seguito della vicenda relativa all’avvicendamento delle ditte incaricate della nettezza urbana nella città frentana. Uno striscione con la scritta ‘Rifiuti: lancianese paga e Tari' e sacchi dell’immondizia con sopra il simbolo dell’Euro sono stati posti per le vie cittadine, a simboleggiare la spesa aggiuntiva cui andranno incontro i cittadini lancianesi nel 2015.
“A dispetto dei proclami sulla riduzione delle tasse nel 2015, i lancianesi dovranno pagare una TARI maggiorata per l’incredibile vicenda che ha visto coinvolte l’amministrazione comunale e le ditte appaltatrici del servizio di nettezza urbana”. Così Nico Barone, responsabile lancianese CPI, in una nota. “Nell’avvicendamento delle due ditte, la Rieco e la Camassa, deliberato da una sentenza del Consiglio di Stato – continua Barone – la Rieco ha consegnato i mezzi per la raccolta in condizioni tali da essere totalmente inutilizzabili, costringendo il Comune a spendere 100.000 euro per la manutenzione straordinaria, e 135.000 per l’affitto di nuovi mezzi. Nel frattempo, la raccolta dei rifiuti ha subito un arresto, con grave danno per la cittadinanza”.

Striscioni e 'sacchi di denaro', protesta di CasaPound contro il rincaro della Tari
Appoggiamo pienamente la decisione del Comune di avviare una causa legale contro la Rieco per l’accaduto – conclude il responsabile lancianese CPI – ma non possiamo non chiederci se con una maggior vigilanza da parte dell’amministrazione non si sarebbe potuta evitare questa assai spiacevole situazione, che si tradurrà di fatto in un ulteriore aumento delle tasse per le famiglie lancianesi in un momento di difficoltà per l’economia cittadina”.


Potrebbe interessarti: http://www.chietitoday.it/politica/striscioni-protesta-di-casapound-lanciano-tari.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/ChietiToday/252983314738998
 




Potrebbe interessarti: http://www.chietitoday.it/politica/striscioni-protesta-di-casapound-lanciano-tari.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/ChietiToday/252983314738998
 

 

CATEGORIA:

Lui, lei e la “celtica”: un bel selfie di Ronghi e Peluso in spiaggia ma spunta una “strana” collanina


A Napoli esiste una gola profonda che sa tutto di potenti e stracciati ma opera nell'assoluta trasparenza, con tanto di nome e cognome bene in vista: Carlo Tarallo, cronista vesuviano, collaboratore di diverse testate giornalistiche di respiro nazionale e locale. Questa volta, per il sito di rete news 24 propone un interessante gossip sulla coppia che mai scoppia della politica campana, composta da Salvatore Ronghi, ex consigliere regionale di Alleanza Nazionale, sindacalista dell'Unione Generale del Lavoro, assiduo frequentatore dei palazzi della politica regionale, soprattutto nel Lazio ed in Campania, e Gabriella Peluso, giornalista, esponente dell'ufficio stampa del consiglio regionale della Campania, quando governava il centro destra ed ora riconfermata nonostante la vittoria di Vincenzo De Luca.
La gola profonda scopre questo selfie in spiaggia, notando la collina con la croce celtica, in bella mostra, di Salvatore Ronghi.


Lui, lei e la “celtica”: un bel selfie
di Ronghi e Peluso in spiaggia
ma spunta una “strana” collanina



di Carlo Tarallo



Ma come sono belli, Salvatore Ronghi e Gabriella Peluso. La “coppia che mai scoppia” della politica campana non si lascia sfuggire l’occasione di un bel selfie in spiaggia. Lui, ex consigliere regionale di destra, sindacalista, assiduo frequentatore del palazzo del consiglio regionale della Campania. Lei, candidata con Forza Italia alle ultime regionali, non eletta, autorevole esponente dell’ufficio stampa dello stesso consiglio regionale dai tempi del governo di centrodestra e per ora confermata anche sotto la guida di Rosetta D’Amelio, neopresidente dell’assemblea. Hanno trovato il tempo per un bagno ristoratore e per la foto d’ordinanza sul bagnasciuga, postata dalla Peluso con tanto di commento: “Sulla nostra spiaggia, sempre insieme, con le nostre idee…”. Ma a proposito di idee: è o non è una bella collanina con croce celtica quella che spicca sul petto di Ronghi? Che ne pensa la D’Amelio, esponente della sinistra che più sinistra non si può?

CATEGORIA:

Viterbo,aggressione all'Ardita San Paolo, condannati 4 militanti di Casa Pound


Nella giornata di venerdì 24 luglio sono arrivate le condanne, in primo grado, contro un gruppo di militanti dell'associazione di promozione sociale Casa Pound, per i giudici responsabili dell'agguato a colpi di spranga contro i giocatori ed i sostenitori dell'Ardita San Paolo, squadra militante in terza categoria, dell'omonimo quartiere della capitale, nota per la sua natura antifascista.

Il sito Viterbo oggi ci racconta la giornata in tribunale mentre Viterbo news intervista l'avvocato Remigio Sicilia che commenta le condanne inflitte ai suoi assisti. Articoli che pubblichiamo nella loro interezza.

Condannati quattro neofascisti viterbesi

TIVOLI (ROMA) - Quattro anni di reclusione a Ervin Di Maulo, tre anni a Diego Gaglini, candidato sindaco di Viterbo per CasaPound alle ultime elezioni comunali. La stessa pena è stata inflitta a Jacopo Magnani ed Edoardo Fanti. Questa la sentenza emessa ieri dal tribunale di Tivoli a carico dei quattro neofascisti viterbesi accusati di aver partecipato, il 16 novembre 2014, al raid squadrista al campo sportivo di Magliano Romano, nel quale furono feriti alcuni tifosi dell’Ardita San Paolo, una squadra di calcio di Terza Categoria, ritenuta di sinistra e vicina ai centri sociali.


I quattro imputati, accusati di lesioni personali gravi, porto illegale di armi e di oggetti atti a offendere, sono stati giudicati con il rito abbreviato “secco”, cioè con la rinuncia da parte della difesa di ulteriori atti istruttori. Le condanne sono state comunque inferiori da quelle richieste dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Tivoli Gabriele Iuzzolino: 5 anni e 8 mesi per Di Maulo, 3 anni e 8 mesi per Gaglini, Magnani e Fanti.

 Per gli stessi reati sono indagati Giovanni Lupidi, Leonardo Ercolani, Federico Miralli, Alessio Reinkardt e Roberto Spolverini. Tutti militanti di CasaPound, che saranno processati con il rito ordinario.

 Il gruppetto di neofascisti fu bloccato dai carabinieri di Civita Castellana il pomeriggio del 16 novembre 2014, mentre, secondo l’accusa, stavano tornando da Magliano Romano, dove alcune ore prima, armati di spranghe e bastoni, a volto coperto, avevano assaltato i tifosi dell’Ardita San Paolo, squadra ritenuta di sinistra e vicina ai centri sociali, impegnata contro la Virtus Magliano. Sette i supporter feriti, un paio dei quali in modo serio. La gara fu sospesa.


Nelle auto in cui viaggiavano, i giovani, tutti militanti di CasaPound, i carabinieri trovarono caschi, mazze, spranghe e altri oggetti contundenti.

 Il 19 novembre, il gip Franca Marinelli, firmò un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Gaglini, Di Maulo e Fanti. Magnani fu sottoposto agli arresti domiciliari e tutti gli altri furono applicate misure più lievi o rimessi in libertà. Il tribunale di Tivoli, dove gli atti furono trasmessi per competenza territoriale, confermò i provvedimenti del gip di Viterbo.


Ieri la sentenza di condanna. Le motivazioni saranno depositate novanta giorni.

''Una sentenza con tante incongruenze''

L'avvocato Remigio Sicilia commenta le condanne a carico dei suoi assistiti
 
Amareggiato per le sentenze emesse dal tribunale di Tivoli, che ha condannato quattro anni di reclusione a Ervin Di Maulo, a tre anni il candidato sindaco di Casa Pound alle ultime comunali Diego Gaglini e sempre a tre anni Jacopo Magnani ed Edoardo Fanti.
 
Remigio Sicilia, avvocato difensore del gruppo accusato di aver partecipato lo scorso 16 novembre al raid contro i tifosi dell'Ardita San Paolo al campo sportivo di Magliano Romano, commenta così le condanne inflitte ai suoi assistiti.
''Il giudice - commenta l'avvocato Sicilia - si è riservato il termine più ampio per la motivazione, 90 giorni, per una vicenda che per l'accusa appariva semplice e lineare. Il tutto dopo ben tre integrazioni istruttorie, nonostante si trattasse di un giudizio immediato affrontato dalla difesa nelle forme dell'abbreviato secco. Novanta giorni, se poi gli saranno sufficienti, per chiarire al di là di ogni ragionevole dubbio le molte incongruenze ed eccezioni sollevate dalle difese''.
Il riferimento è all'impossibilità, secondo la difesa, di individuare i soggetti fermati come responsabili dell'aggressione in quanto a bordo delle auto erano presenti nove persone e un solo passamontagna, quando invece i tifosi feriti parlavano di un gruppo completamente irriconoscibile.
L'altro punto su cui il legale aveva sollevato dubbi sono gli accertamenti per l'individuazione del Dna sui bastoni e le ricerche svolte sui tabulati telefonici nei momenti a ridosso del raid, accertamenti che non hanno portato ad alcun risultato, positivo o negativo che sia.
Ora Sicilia attende le motivazioni, che arriveranno entro novanta giorni, per avere un quadro completo della situazione. I quattro imputati, accusati di lesioni personali gravi, porto illegale di armi e di oggetti atti a offendere, sono stati giudicati con il rito abbreviato ''secco'', con la rinuncia da parte della difesa di ulteriori atti istruttori. Le condanne sono state comunque inferiori da quelle richieste dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Tivoli Gabriele Iuzzolino: 5 anni e 8 mesi per Di Maulo, 3 anni e 8 mesi per Gaglini, Magnani e Fanti.
Per gli stessi reati sono indagati Giovanni Lupidi, Leonardo Ercolani, Federico Miralli, Alessio Reinkardt e Roberto Spolverini. Tutti militanti di CasaPound, che saranno processati con il rito ordinario. Il gruppo era stato bloccato dai carabinieri di Civita Castellana al ritorno, secondo l'accusa, dalla spedizione punitiva nella quale erano rimasti feriti sette tifosi dell'Ardita, un paio dei quali in maniera seria. 
 

venerdì 24 luglio 2015

CATEGORIA:

Acerra: bus di profughi respinto, sale la tensione. Scritte e minacce contro la locale sezione di Fratelli d'Italia e manifestazione anti fascista



Fascisti infami: siamo tutti clandestini. Queste sono le due scritte, di colore rosso, scritte questa notte sulle saracinesche della sede di Fratelli d'Italia ad Acerra, gestita da Raffaele Barbato, storico militante della destra sociale, residente nel popoloso e popolare rione Spiniello che sabato scorso ha respinto il bus carico di profughi africani diretto ad Acerra.

Come tutte le mattine, anche oggi, Raffaele Barbato si è recato davanti alla sede del partito dove non ha trovato solo le scritte ingiuriose sulla serranda della sezione politica. Ad attendere il militante di Fratelli d'Italia, primo dei non eletti alle scorse elezioni amministrative, c'era un tizio, che sceso da una automobile, ha brandito una mazza, minacciandolo con queste parole : " vattene da Acerra altrimenti vai una brutta fine". L'uomo, non ancora identificato, nel più facile dei modi si è dileguato.
Il tutto è stato denunciato dal Barbato alle polizia.
 Forse è qualcuno che gestisce una casa famiglia, ha precisato il militante di Fratelli d'Italia, aggiungendo : la protesta del rione Spiniello, luogo dove vivo con la mia famiglia, non era contro i profughi africani ma contro il modo sbagliato dello Stato di gestire situazioni complesse e delicate.
Dopo i fatti di sabato e le scritte ingiuriose alla locale sede di Fratelli d'Italia, accompagnata da minacce al responsabile, la tensione sale.
E' tutt'ora in corso un presidio antifascista, organizzato dalla Federazione della Sinistra, dai centri sociali nel centro della cittadini, in piazza Castello.

Le ragioni di questa manifestazione anti fascista, contro il respingimento degli immigrati, per una Acerra città dell'accoglienza e della diversità ci vengono spiegata dal collega Pino Neri, in un articolo tratto dal sito il mediano che riproponiamo nella sua interezza.


Acerra, antifascismo: presidio in piazza Castello contro il respingimento dei profughi.


Il messaggio: “Per una città dell’accoglienza e delle diversità. Per una città antifascista”. Oggi pomeriggio il sit in.


Riunirsi oggi pomeriggio nel pieno centro di Acerra, in piazza Castello, alle cinque, per dire no al razzismo e al fascismo dopo i fatti di sabato 18 luglio, dopo l’arrivo dei profughi africani nel rione Spiniello e il loro immediato respingimento da parte di un centinaio di residenti. Tra loro, tra gli abitanti del rione, c’erano alcuni esponenti nazifascisti di Casapound, e poi nostalgici del Ventennio, simpatizzanti dei partiti di destra, uomini e donne. Ma anche persone “apolitiche”, prese da una paura inconscia per il diverso, l’ignoto, lo sconosciuto. Ecco intanto le sigle che hanno organizzato la risposta, il presidio di oggi. Le elenchiamo tutte: SOA 28 Marzo; Cantiere della Sinistra unita Acerra; Rifondazione Comunista Acerra; Sinistra Ecologia e libertà; Il Cuneo-gruppo acquisto solidale; Rete della Conoscenza (Link-UDS); Act; Aprile laboratorio politico; Possibile Acerra-comitato Giancarlo Siani; Collettivo studenti medi di Acerra; Associazione dal basso; Laboratorio Politico ISKRA; Campagne in Lotta. Attivisti che hanno scritto alcuni messaggi, chiari, argomentati, duri ma riflessivi al tempo stesso. “Portiamo nel nostro DNA la capacità di resistere – scrivono – resistere praticando l’alternativa. La nostra comunità resiste contro l’inceneritore, contro l’assenza di lavoro, contro la crisi, contro l’inquinamento ambientale che avvelena le vite e le coscienze. Resisterà ancora Acerra e lo farà contro la negazione dei diritti, contro il seme del razzismo, contro il pericolo delle strumentalizzazioni fasciste e non”.  Poi il riferimento più specifico ai fatti di sabato. “Da sabato sera –  aggiungono i militanti delle associazioni e dei movimenti di sinistra – Acerra è alla triste ribalta delle cronache nazionali per l’episodio, pompato dalle distorte narrazioni mediatiche, dell’arrivo di alcune decine di richiedenti asilo politico, provenienti dall’Africa Centrale, che dovevano alloggiarsi in alcune villette del quartiere Spiniello messe a disposizione da una cooperativa. Le notizie rimbalzano veloci e il caldo le fa sciogliere, creando allucinazioni fino a staccarsi dalla realtà e sconfinare nell’immaginazione: la legittima preoccupazione degli abitanti del quartiere è stata in queste ore vigliaccamente strumentalizzata dai meschini avvoltoi della destra che, in questi giorni, da Treviso a Roma, hanno creato ad arte momenti di tensione, negando la naturale accoglienza di un popolo verso l’altro popolo, di un uomo verso il proprio fratello. Da qui la necessità di resistere, di fare luce e chiarezza sulla tratta di cui spesso sono vittime gli immigrati, sugli interessi economici, spesso illeciti, relativi alla gestione della loro permanenza nel nostro Paese, sullo sfruttamento che si fa di queste persone come forza lavoro a bassissimo costo, senza diritti e dignità alcuna, nelle nostre campagne, sui cantieri edili, nelle fabbriche “. Razzismo e crisi, sfruttamento e potere: facce della stessa medaglia. Basti pensare che gli alloggi della speculazione in cui dovevano essere stipati gli africani erano privi del certificato di agibilità, da sempre: un appalto di “assistenza” che quindi si è rivelato illegale. “Questa crisi devastante, determinata da chi detiene le leve del potere politico e dalle élite economico-finanziarie – proseguono nei loro comunicati i militanti antifascisti – ci incattivisce e ci spinge erroneamente ad alzare i muri della paura e dell’egoismo, a vedere l’altro come colui che ci toglie qualcosa, la casa, il lavoro, il pane. Il nemico diventa, allora, l’immigrato, l’essere umano di serie B, e non un sistema economico disumano, basato sull’arricchimento di pochi sulle spalle dei molti. I molti siamo noi, noi tutti, senza lavoro o precari, giovani, donne, anziani , bianchi e neri a cui tolgono i diritti, negano le condizioni essenziali della sopravvivenza. I pochi ci tolgono il lavoro, ci tolgono la casa, ci tolgono la terra su cui viviamo, la ammalano, ci ammalano e ce la fanno sputare, ci tolgono le idee, ci tolgono le speranze, si arricchiscono con il nostro impoverimento”. Dunque, oggi presidio “per  accendere un riflettore sul vero nemico, per esprimere solidarietà umana, per ribadire il principio dell’accoglienza dignitosa a chi fugge da guerre, fame e persecuzioni, per chiedere che si faccia chiarezza su una vicenda a tratti ancora oscura, per spiegare che non tutte le favole che ci raccontano sono vere, neanche quella dell’”uomo nero” “. 

CATEGORIA:

Casale San Nicola, la lotta continua:una fiaccolata contro il centro accoglienza

Casale San Nicola, dopo i duri scontri tra residenti in sit- in, militanti di Casa Pound e forze dell'ordine intervenute per scortare il pullmann con a bordo 19 profughi, il presidio, in piedi dallo scorso 5 maggio, si sarebbe spaccato. Da una parte ci sarebbero cittadini che hanno scelto una via del dialogo con la Questura e la Prefettura, da un altra parte ci sarebbe un fronte degli intransigenti, composto da abitanti della zona, sostenuti e sopportati dai militanti di Casa Pound Italia, che dicono no a quella che è per loro, una resa incondizionata. E' di ieri la fiaccolata di quartiere:

Circa duecento persone ieri sera hanno sfilato tra Casale San Nicola e la Cassia per dire no al centro di accoglienza ospitato nell'ex scuola Socrate. Alla fiaccolata, organizzata dal Presidio Casale San Nicola, ha partecipato anche una rappresentanza di residenti dell'Infernetto, il quartiere vicino Ostia dove, due giorni fa, si è scoperto che decine di immigrati egiziani erano stati sistemati in un nuovo sedicente 'centro profughi' senza che la cittadinanza fosse nemmeno avvisata.
"Anche noi residenti di Casale San Nicola siamo pronti a scendere in piazza con loro - ha detto Andreia Ruggeri, portavoce del Presidio - per difendere il loro quartiere come il nostro e l'intera città dalla prepotenza e dall'abuso di potere di chi pensa di poter di poterne disporre a piacimento nell'ignavia di chi lì abita".
"Con la fiaccolata di ieri sera il Presidio di Casale San Nicola ha dato un messaggio preciso: i romani non si arrendono. Sono passati pochi giorni dall'avvio del tavolo con prefettura e questura avviato dal Comitato spontaneo Casale San Nicola e le promesse sono già state disattese: nella strada, priva di illuminazione che porta alla Socrate, gli immigrati passeggiano senza protezione, e camionette della polizia se ne sono viste solo per controllare la pacifica manifestazione di noi residenti. Non abbiamo alcuna intenzione di farci prendere in giro e la presenza alla fiaccolata di tanti residenti della Storta e dell'Infernetto è la dimostrazione che a Casale San Nicola non siamo soli: è la città intera che si ribella alle manganellate del prefetto".
Alla manifestazione ha partecipato anche il senatore Francesco Aracri, che ha spiegato: "Sono dalla parte di quegli italiani che vedono i loro diritti calpestati da un governo che li considera cittadini di serie B".

La collega Sara Mechelli, di Roma Today, ci racconta cosa sta succedendo a Casal San Nicola, con un dettagliato articolo che proponiamo nella sua interezza.

Casale San Nicola, Presidio spaccato: rimane il fronte degli intransigenti

Una parte del quartiere che si oppone al centro di accoglienza contraria alla trattativa con la Prefettura: "Proseguiremo nostra battaglia di giustizia sociale". Resta anche Casapound
Cinquantotto i migranti attualmente ospitati nella ex scuola Socrate: fuori dalla struttura le forze dell'ordine, in un piazzale polveroso adiacente il "campo profughi per italiani" con le tende delle famiglie in emergenza abitativa che attendono che qualcosa - anche per loro - si muova.
Qualche chilometro più in la, proprio all'ingresso di Casale San Nicola, il gazebo del Presidio anche oggi animato dai residenti della zona che proprio non ci stanno ad arrendersi all'idea, non tanto che il loro comprensorio possa ospitare dei richiedenti asilo, ma che sia stato aperto un centro di accoglienza "nonostante - dicono - non tutto, come ampiamente dimostrato, fosse così limpido".
Dopo i duri scontri di venerdì scorso tra residenti in siti-in, militanti di Caspound e forze dell'ordine intervenute per scortare il primo pullman con a bordo 19 profughi, il Presidio - in piedi dallo scorso 5 maggio - si è spaccato: da una parte coloro che hanno scelto la via morbida del dialogo con Questura e Prefettura e che hanno dato il benservito ai giovani di via Napoleone III che pure hanno avuto al loro fianco per tre mesi giorno notte; dall'altra il fronte degli intransigenti che dice no "a quella che è una resa incondizionata".
"Continueremo la nostra protesta e le nostre battaglie di legalità. Ne facciamo come sempre un discorso di giustizia sociale" - ha spiegato Andreia Ruggeri, portavoce di quella parte di abitanti che si è riorganizzata e che punta a mantenere in piedi il presidio.
"Vogliamo esprimere la nostra ferma contrarietà a questa situazione che - ha proseguito - non è di accoglienza ma di business".
Nel piazzale di Casale San Nicola anche una nutrita rappresentanza di Casapound, un appoggio che il fronte degli intransigenti non intende rinnegare affatto: "Questi ragazzi - ha detto Ruggeri - sono stati con noi, camminando al nostro fianco per 80 giorni. Qualsiasi forza politica lo faccia in modo fattivo e concreto, non solo con le parole, è la benvenuta".
E infatti le 'tartarughe' di via Napoleone III non intendono affatto allontanarsi dal feudo di Roma Nord: "Sosteniamo e supportiamo la popolazione che lotta per difendere il proprio territorio e i propri diritti. Coloro che hanno preso le distanze da noi sono gli stessi he hanno accettato trattativa, del tutto presunta, con il Prefetto: di fatto una resa incondizionata che prevede l'arrivo dei profughi senza alcuna opposizione. Noi - ha detto a RomaToday Davide Di Stefano, dirigente di Cpi - rimaniamo con una buona parte di residenti, quella che non smette di lottare".
Intanto anche questa parte del Presidio chiede garanzie su sicurezza della zona e certezza circa il numero definitivo di migranti nella ex Socrate. Da conoscere poi anche le tempistiche di permanenza dei profughi nel quartiere, "vogliamo almeno sapere - dicono - per quanto tempo il centro di accoglienza sarà attivo".
Fonte: Romanord/romatoday


CATEGORIA:

Si è tolto la vita il dottor Valli, saggista revisionista, medico di base nel Varesino

Si è tagliato la gola nella sua casa di Cuveglio il dottor Gianantonio Valli [nella foto dietro, a una manifestazione pro Siria del 2012, ndb], medico condotto del paese e persona molto nota, amata e stimata dai suoi pazienti e allo stesso tempo figura controversa per la sua dichiarata simpatia per l’estrema destra. La notizia ha creato sgomento in tutta la comunità
Il corpo senza vita è stato trovato nella sua camera da letto dalla collaboratrice domestica nel tardo pomeriggio di giovedì 23 luglio. Il dotto Valli non avrebbe lasciato biglietti per spiegare il suo gesto ma sembra che abbia manifestato la volontà di non fare nessun tipo di funerale.
Il medico, 66 anni e padre di due figli, aveva perso la moglie di recente e avrebbe lasciato la professione medica nei prossimi mesi. Il suo studio di Vergobbio era molto conosciuto e frequentato: infatti Valli era stato il dottore del paese da circa 45 anni. Sul fatto indagano i Carabinieri che propendono per l’ipotesi del gesto volontario.
Le sue passioni politiche per l’estrema destra lo avevano messo al centro di polemiche anche sulla stampa nazionale con prese di posizione opposte da parte di chi lo ha difeso strenuamente e di chi invece parte ne condannava la manifesta ideologia. Valli scriveva anche su alcune riviste specializzate di matrice destrorsa.
La notizia era trapelata nella serata di ieri su Facebook. La divulgazione da parte di Varese News delle modalità terribili del gesto hanno innescato la solita corsa alle teorie del complotto, con richiami alla vicenda di John Kleeves, il saggista che si tolse la vita con una balestra. Un falso allarme prontamente stroncato da chi in questi ultimi anni gli è stato vicino:
Chi gli è stato vicino - scrive Maurizio Murelli nel gruppo Interfaccia - in questi due anni e ha assistito ad altri suoi tentativi di suicidio, che ha cercato di sostenerlo nella sua tremenda depressione - fonte di un terribile male - sa che è suicidio. Non poteva più sopravvivere. Ricevere da lui telefonate alle due di notte e sentirsi impotenti davanti alla tragedia che si prefigurava è cosa che spacca il cuore. Era uno di quei medici che amava nel senso etimologio della parola i suoi pazienti. Tutti, senza distinzione. E accettava persino di essere pagato con due uova o una gallina. Se al telefono mi lasciavo scappare che mia madre o io stesso non stavo bene, non passava un'ora che suonava il campanello di casa o della ditta. Il tempo di venir giù da Cuveglio a Milano. Passava le notti a studiare e scrivere. La mogli gli è morta tra le braccia due anni fa. Tentò per quaranta minuti con i massaggi cardiaci per far fronte all'infarto. Si rimproverava di non aver chiamato subito un'autoambulanza e di averla trascurata per il suo impegno di ricercatore. L'ultimo libro che ha scritto è uno struggente ricordo della moglie... Era uno che quando faceva le conferenze parlando di personaggi storici a lui cari, si commuoveva fino alle lacrime. Spesso doveva interrompere la sua prolusione perchè il nodo in gola gli impediva di parlare. Prima la depressione nel corso della quale ha usato in modo sconsiderato alcuni farmaci che gli hanno procurato un cancro. Poi un paio di tentativi di suicidio andati a vuoto. Accusò i suoi amici/camerati più vicini di avergli impedito di farla finita con la sottrazione diella pistola che aveva preso a portare alla cintola. In pratica un amore disperato lo ha consumato. Ogni uomo forte e centrato ha sempre un punto debole: Se il Destino tocca quel punto è tragedia. Il suo punto debole si chiamava Mina, la consorte alla quale non ha saputo sopravvivere. Da editore è il terzo amico che perdo, dopo Omar e Carlo. Di Gianantonio avevo pubblicato un saggio su Cesare Pavese, morto suicida, di cui spesso mi faceva citazioni e mi diceva della sua condivisione circa il pnesiero della morte evocata e chiamata virilmente. Poteva suicidarsi con i farmaci. Ha scelto di tagliarsi la gola....un modo di morire non facile.
Valli, prolifico saggista revisionista, era tra le firme di punta di "L'uomo libero", la rivista della destra radicale che costituisce da oltre 25 anni il principale pensatoio della polemica anti-immigratoria e contro la globalizzazione mondialista. Valli era balzato agli onori della cronaca nazionale per un articolo scandalistico di Paolo Berizzi su Repubblica, che segnalava la presenza di un busto di Hitler nel suo studio  medico pubblicato due annni fa. Ma proprio Varese news aveva pubblicato lettere di solidarietà al medico, assai popolare e rispettato nella vallata: la sua ideologia era nota - spiegavano i pazienti che hanno anche promosso iniziative di solidarietà - ma non ha mai fatto proselitismo approfittando della sua posizione sociale...

Gentile Direttore,
della sua ideologia politica il Dott. Valli (così è chiamato e conosciuto dai cittadini cuvegliesi) non ha mai fatto mistero, risultando una caratteristica che lo ha sempre contraddistinto ma che non ha mai cercato di imporre ad alcuno.
Ad essere onesti ci risulta un po’ difficile pensare che sia del tutto casuale la scelta del momento della pubblicazione di questi articoli scritti in uno stralcio di vita probabilmente di maggior vulnerabilità di una persona che prima di essere medico e studioso è un uomo.
E’ vero anche che ciascuno di noi ha il suo “tallone d’Achille” e che l’avversario si sconfigge nel momento di debolezza o di distrazione. Sono ovviamente tattiche di battaglia…
Sorge un umano dubbio che gli articoli scritti sulle idee politiche del Dott. Valli, più che una riflessione sul suo pensiero siano un attacco personale e una reazione a vecchi e probabili dissapori tra lui e colui/coloro che ha/hanno offerto argomenti di discussione storico-culturale.
Al di là delle risposte a queste personali riflessioni e quesiti, accanto ad alcuni presunti “cittadini cuvegliesi” che hanno affermato la presenza del busto di Mussolini all’interno dell’ambulatorio medico, tutta la restante parte dei pazienti non ha mai visto il busto né pubblicazioni di propaganda.
Il Dott. Valli è considerato dai più un medico di fiducia che si è sempre speso per il bene e per la crescita del paese di Cuveglio in cui vive da molti anni.
Sempre disponibile ad aiutare i suoi pazienti e a intervenire prontamente, il Dott. Valli è stimato dai cittadini per la generosità dimostrata e per il suo costante supporto nei momenti difficili senza pausa durante le festività canoniche e durante il fine settimana. Lui c’è sempre stato per noi, ad ogni nostra chiamata si è sempre presentato a casa senza guardare l’ora, senza guardare i suoi impegni e mettendo il suo lavoro davanti a tutto.
Proprio per la gratitudine che nutriamo nei suoi confronti, ci sentiamo di sostenerlo e di supportarlo di fronte a degli articoli che descrivono la sua parte di studioso ma che tralasciano l’aspetto più importante di Gianantonio Valli come uomo, medico e amico e che ci sentiamo di descrivere come una persona di valore e sempre presente a spendersi per gli altri!
La cittadinanza cuvegliese per sostenere e offrire la propria solidarietà al Dott. Valli, ha organizzato per sabato 20 luglio dalle ore 8.00 alle ore 11.00 una raccolta firme presso il gazebo “TUTTI INSIEME PER IL DOTT.VALLI” che verrà allestito in piazza mercato a Canonica di Cuveglio.

mercoledì 22 luglio 2015

Due ergastoli per la strage di Brescia: un ordinovista e una fonte del Sid. Fu strage di Stato

E' arrivata poco dopo le 21, dopo otto ore di camera di consiglio, la sentenza del processo d'appello bis sulla strage di piazza della Loggia a Brescia al termine del quale la Seconda Corte d'assise d'appello di Milano ha condannato all'ergastolo l'ex ispettore veneto di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e l'ex fonte 'Tritone' dei servizi segreti Maurizio Tramonte. Prima che i giudici togati e popolari si riunissero in camera di consiglio, avevano preso la parola per le repliche il pg Maria Grazia Omboni, che ha chiesto l'ergastolo per entrambi, alcuni legali di parte civile e i difensori.I familiari delle vittime presenti nell'aula hanno accolto in lacrime la sentenza. Il verdetto viene definito "decisivo per la storia del Paese" da Manlio Milani, presidente dell'Associazione familiari vittime della stage di piazza della Loggia che quel giorno fa perse la moglie. La sentenza di oggi, ha sottolineato Milani, impone una "profondissima riflessione su quegli anni dal '69 al '74".
Fonte: Repubblica.it

CATEGORIA:

Alemanno prepara il ritorno di Alleanza Nazionale, Storace dice no.


Mancano quasi 70 giorni dall'assemblea della Fondazione Alleanza Nazionale chiamata a decidere circa una eventuale genesi di un nuovo partito sulle cenere di Fiuggi e già si scaldano i motori delle varie fazioni.
Oggi a Roma è stata  presentata la cosiddetta mozione dei quarantenni, vicina alla posizioni politico culturale di Gianni Alemanno, che come nobile obiettivo il gettare le basi per far risorgere il movimento politico di Alleanza Nazionale.
A presentare la mozione, alle ore 11, nella sala convegni del Grand Hotel Plaza di via del Corso, sono stati sei membri quarantenni dell’assemblea dell’ente, impegnati politicamente sul territorio: Sabina Bonelli, candidata alle recenti elezioni europee nelle liste di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Michele Facci, consigliere comunale di Forza Italia a Bologna, Fausto Orsomarso, consigliere regionale del gruppo misto in Calabria, Andrea Santoro, consigliere comunale eletto nelle file di Futuro e libertà poi transitato nel  Ncd-Area Popolare a Napoli, Gianluca Vignale, consigliere regionale di Forza Italia in Piemonte, e Alessandro Urzi candidato sindaco del centrodestra a Bolzano
I presentatori di questa mozione, senza ombra di dubbio, rappresentano un "campionario piuttosto vario di ciò che è politicamente rimasto dopo la diaspora del Popolo delle Libertà,  che va dagli aderenti al Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, ai diversamente berlusconiani di destra fino a Fratelli d'Italia.

Contestualmente, è già partita una raccolta firme per coagulare intorno alla mozione il più alto numero di delegati possibile.
In queste ore si sta tenendo  il Comitato dei partecipanti di diritto e aderenti della Fondazione che dovranno gettare le basi per l'assemblea del 3 ottobre.
Un’assemblea, che si annuncia particolarmente infuocata, con due chiare fazioni in lotta tra di loro.
Da un lato i seguaci del leader della destra sociale Gianni Alemanno e gli orfani di Gianfranco Fini che guardano, con simpatia, alla nascita di un partito che possa vantare cassaforte e pedigree della disciolta Alleanza Nazionale da un altro i seguaci di Giorgia Meloni, decisi a contrastare il progetto in tutti i modi.
Francesco Storace che con Alemanno rappresentava la corrente della Destra Sociale nella destra di governo incarnata da Alleanza Nazionale erroneamente è stato inserito  tra i promotori di una iniziativa che vede protagonisti il gruppo dei quarantenni che hanno presentato una mozione alla fondazione An per ridare vita al partito di cui è stato un fondatore.
In una nota, diffusa su un noto social network, il segretario nazionale de la Destra precisa : sono un fondatore che non fa parte della Fondazione e  non sono interessato alle manovre in questione".

"L'affetto che provo ora per Alemanno - inversamente proporzionale al rapporto burrascoso che avemmo quando lui era sindaco di Roma e io all'opposizione - non significa, come è noto, condividere proprio tutti i percorsi che nascono dalla sua fertile attività.
 Più semplicemente - aggiunge Storace -  sono sinceramente solidale per quanto gli sta accadendo. Se dalla Fondazione AN nascerà davvero il partito a cui sono stato iscritto, vedrò di che cosa si tratta. Se si dovesse trattare - come leggo - di qualcosa di ostile al movimento della Meloni e persino alla Lega, dico subito che non sono interessato a mettermi di traverso rispetto alla nascita di un fronte della sovranità che veda protagonisti Matteo Salvini e lo stesso movimento di Fratelli d'Italia. Che, sul piano dei contenuti, rende davvero complicato un rapporto di tipo politico con Fini, schierato su posizioni diametralmente opposte, se pensiamo all'Europa, all'immigrazione e persino sulle questioni legate ai diritti civili.
"E comunque, nell'assenza di chiarezza che per ora registriamo, ci teniamo La Destra, che entro ottobre concluderà il tesseramento e andrà a congresso. Tra sabato e domenica, sul Giornale d'Italia, in occasione dell'ottavo anniversario della fondazione del nostro movimento, se ne saprà di più”, conclude il segretario nazionale de La Destra e vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio

martedì 21 luglio 2015

CATEGORIA:

Verona: Lega Nord e Forza Nuova vanno allo scontro ai due picchetti anti profughi

Due distinte e separate manifestazioni di protesta contro l'accoglienza dei migranti in Veneto sono stati promosse, in momenti differenti, dalla Lega Nord e da Forza Nuova nel quartiere veronese di Avesa.
Qui il video del Corriere del Veneto
In questa zona, da alcuni giorni, sono stati sistemati circa 200 profughi, sollevando le proteste e la preoccupazione dei residenti. Le due manifestazioni si sono tenute ad alcuni kilometri di distanza dalla tenuta agricola dove Costagrande dove sono ospitati i profughi.
Non sono mancati momenti di tensione tra Forza Nuova e Lega; i manifestanti hanno rischiato di venire a contatto, ma poi tutto si è risolto grazie alla massiccia preesenza di forze dell'ordine. Lo scontro fisico, per fortuna, è mancato, è volata una bottiglia, qualche spintone, tutto prontamente sedato dalle forze dell'ordine.
La Lega Nord, per questa manifestazione, in una città come Verona, suo feudo elettorale, ha portato in piazza una sessantina di militanti, ha srotolato bandiere di San Marco e striscioni nella piazza del paese, intorno alle ore 19. I militanti leghisti hanno urlato questo "simpatico" slogan Renzi scafista, Tosi collaborazionista. Al megafono si sono alternati il segretario provinciale e cittadino, Paolo Paternoster e Paolo Tosato, il presidente del consiglio comunale Luca Zanotto. Era presente alla manifestazione anche l'assessore alla sanità del governo veneto Luca Coletto. Gli oratori leghisti hanno più volte usato la parola invasione, descrivendo la situazione che si è venuta a creare a Costagrande, indegna per un paese che si proclama civile e progredito. D'altronde non è possibile ammassare centinaia di persone, in quel posto ed in quelle condizioni senza pensare che poi i profughi creino disordini.
Verso le ore 20, è comparso il corteo di Forza Nuova, alla cui testa compariva il seguente striscione : Stop business accoglienza, è finita la nostra pazienza.
A guidare la manifestazione di Forza Nuova c'era il coordinatore Luca Castellini che si è fermato di fronte ai leghisti urlando : "cittadini, la Lega vi prende in giro. E' da decenni nel sistema e non ha fatto nulla per evitare ciò di cui adesso si lamenta. La Lega, fino ad ieri, ha sostenuto a Verona, Flavio Tosi, che ora non fa niente".
Parole davvero forti quelle lanciate da Castellini che hanno ferito nell'orgoglio la militanza leghista, tanto da arrivare quasi ad una situazione di scontro, evitato grazie alla solerzia delle forze dell'ordine.
Il corteo di Fn ha proseguito fino a Costagrande, dove era atteso da un altro cordone della polizia, e da una ventina di antifascista veronesi che protestavano contro, a detta loro, ignobile strumentalizzazione dei razzisti della Lega e dei nazifascisti di Verona che non deve trovare spazio in città.








Seguimi su Facebook

FOLLOWERS

Credits

Scrivi al Webmaster
Tuo Nome

Tua Email

Messaggio:

ad AC

Seguimi su Twitter

Ci seguono da...

Copyright © 2014 FascinAzione. Sito web: Antonio Cacace . Responsabile Sito web: Ugo Maria Tassinari . Contatti: umtfacetwitter@gmail.com
Il Blog sulla Fasciteria di Ugo Maria Tassinari.