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Fascisterie e destra radicale tra storie, rappresentazioni, leggende: il blog fondato da Ugo Maria Tassinari è affidato dall'estate del 2015 alle cure di Giuseppe Parente, che si avvale della supervisione del fondatore e di una discreta corte di collaboratori.

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venerdì 23 febbraio 2018

Partigiani sanniti in allarme per il comizio di Forza Nuova

Domenica 25 febbraio, dopo gli appuntamenti elettorali di Casaluce, Giugliano in Campania e Napoli, Roberto Fiore candidato premier per il cartello elettorale Italia agli Italiani composto da Fiamma Tricolore, Forza Nuova ed un discreto numero di associazioni e movimenti territoriali riconducibili alla galassia della destra nazional popolare, sarà a Benevento per un comizio in piazza Risorgimento.
Un comizio regolarmente autorizzato dalla Prefettura di Benevento che ha stabilito le misure più opportune al fine di garantire il pieno esercizio delle libertà costituzionali e l'ordinato svolgimento della manifestazione di propaganda elettorale nelle migliori condizioni di tutela dell'ordine pubblico e di sicurezza di partecipanti.
Una manifestazione elettorale, quella di Forza Nuova, che non piace per nulla alla locale sezione dell'associazione nazionale partigiani d'Italia che in una nota, diffusa alla stampa, che pubblichiamo per intero, esprime il proprio disappunto.



Il 25 gennaio è stato preannunciato a Benevento in piazza Risorgimento un comizio di Forza Nuova, autorizzato dalla Prefettura. L'ANPI Provinciale di Benevento esprime preoccupazione per i rigurgiti fascisti e razzisti che stanno emergendo e che trovano espressione in movimenti di estrema destra presenti nelle competizioni elettorali del prossimo 4 marzo. Come già chiesto nell’appello “Mai più fascismi”, nel richiamare alle proprie responsabilità tutti i livelli delle Istituzioni affinché si attui pienamente la XII Disposizione della Costituzione (“E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”) e si applichino integralmente le leggi Scelba e Mancino, ribadisce l’invito alle autorità competenti a sciogliere le organizzazioni neofasciste o neonaziste che mettono a rischio la tenuta democratica dello stato.
L’ANPI provinciale è, comunque, fiduciosa che la società civile beneventana saprà rispondere con senso di responsabilità e fedeltà ai valori antifascisti, prendendo le distanze da tutte quelle formazioni che si pongono in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza.
"Nel nostro Paese, già in passato, la debolezza dello Stato rese possibile un'avventura che portò autoritarismo, guerra e distruzioni con l’ignominia, mai cancellata, delle leggi razziali, di cui quest’anno cade l’ottantesimo anniversario. Benevento reagisca pacificamente, con civiltà ma fermezza e convinzione antifascista alla presenza di forze chiaramente negatrici dei valori di solidarietà, di libertà e di democrazia e si unisca idealmente nella comune difesa dei principi costituzionali e nella custodia dei diritti fondamentali dell’essere umano e del cittadino

Salvini a Pisa:scontri tra antagonisti e polizia,4 fermati

Tensioni e disordini nel centro storico di Pisa dove nel pomeriggio è arrivato Matteo Salvini, leader della Lega. Circa 300 militanti della sinistra antagonista dei centri sociali sono scesi in strada, dando vita ad un corteo non autorizzato, per protestare contro la Lega definita razzista e xenofoba ed il suo leader Salvini.
In testa al corteo c'era lo striscione Pisa non si lega e sono stati scanditi slogan del calbiro Fuori Salvini da Pisa, Siamo tutti antifascisti, Salvini stiamo arrivando. I manifestanti hanno  tentato di sfondare il cordone della polizia che proteggeva l'accesso alla centralissima piazza Vittorio Emanuele dove Salvini teneva il suo comizio elettorale davanti a quasi 500 persone.
Gli agenti hanno fatto partire una carica. Pietre, bastoni, bottiglie di vetro, fumogeni sono state lanciate dai manifestanti contro la polizia in assetto antisommossa
Lo striscione che ha aperto il corteo dice: "Pisa non si Lega". Salvini è arrivato a Pisa da Livorno dove era stato per un'iniziativa elettorale. Un imponente servizio d'ordine composto da oltre un centinaio di agenti di polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani ha presidiato il centro storico di Pisa per evitare che i sostenitori di Salvini e i contestatori entrassero in contatto.





Ricostituzione del partito fascista,chiesto il rinvio a giudizio per 9 esponenti dei Fasci Italiani del lavoro

La Procura della Repubblica di Mantova ha chiesto il rinvio a giudizio per 9 persone accusate di ricostruzione del disciolto partito nazionale fascista.
Sono tutte accusate di ricostituzione del disciolto partito fascista. Nel caso venisse accertata la loro responsabilità rischiano una condanna fino a quindici anni di carcere.
A darne notizia lo stesso procuratore capo Manuela Fasolato, secondo la quale il movimento Fasci Italiani del lavoro avrebbe violato la legge Scelba e la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana e questo accade «quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».
Ebbene, secondo la procura, il movimento dei Fasci, nel suo manifesto, avrebbe non solo denigrato la democrazia ma introdotto elementi razzisti e più precisamente antisemiti. E tutto questo si troverebbe nella costituzione dello statuto, redatto dal notaio.
L’indagine,aveva preso le mosse dall’elezione in consiglio comunale di Fiamma Negrini figlia dello storico esponente movimento Fasci italiani del lavoro, Claudio. Elezioni sulle quali era intervenuta la presidente della Camera, Laura Boldrini, invitando il ministro dell’ Interno Marco Minniti ad una vigilanza sulla legittimità dell’elezione.
Oltre ai due Negrini gli altri indagati sono i fondatori del Movimento: Elvira Tormene di Rapallo e il fratello Nestore, nel frattempo deceduto. E ancora Sergio De Biasio e Simone Graz, entrambi di Verona, Pasqua Lombardo di Bologna, Marco Piraino di Palermo, ex esponente di Fascismo e Libertà e lo psichiatra Giuseppe Ridulfo di Palermo.


Palermo,aggressione a Massimo Ursino : gli antagonisti non parlano

E' prevista per la tarda mattinata di sabato 24 febbraio la decisione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Roberto Riggio, circa la convalida del fermo di Gianmarco Codraro e Carlo Mancuso, i due militanti della sinistra antagonista palermitana arrestati con l'accusa di tentato omicidio per il brutale pestaggio del segretario provinciale di Forza Nuova Massimo Ursino
I due antagonisti, che sono stati interrogati in due momenti diversi perché hanno il divieto di incontro tra loro, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. 
Il Procuratore aggiunto Ennio Petrigni ha chiesto la convalida del fermo e l'emissione del provvedimento di custodia cautelare.
"I miei assisti, ha precisato l'avvocato Giorgio Bisagna, legale di Codraro e Mancuso, si professano estranei ai fatti, in linea generale quello che sosteniamo, come linea di difesa, è che non si può parlare di tentato omicidio a fronte di un soggetto che è stato sicuramente aggredito, ma non c'era alcun intento di uccidere, tanto più che le lesioni non erano neppure gravi. Tanto è vero che Ursino è stato dimesso con 20 giorni di prognosi e 5 giorni di riposo.
L'avvocato ribadisce che si tratta di accuse da "fantadritto",  perché o" perché "obiettivamente, quello che è stato prodotto fin qui sono dei frame di immagini sfocate in cui non si intravedono i visi e le fattezze delle persone". Il gip, che si è riservato di decidere sia sulla convalida del fermo che sulla misura cautelare, dovrà pronunciarsi entro mezzogiorno di domani, quando scadono i termini.

Brescia: attentato incendiario contro il centro sociale Magazzino47

Nella notte è stato appiccato un incendio all'interno del centro sociale Magazzino 47 di Brescia. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri che stanno indagando, qualcuno sarebbe entrato all'interno del centro sociale, avrebbe raggruppato alcuni libri al centro di una stanza e avrebbe dato fuoco. L'incendio è stato contenuto dal tempestivo intervento del custode che ha chiamato i vigili del fuoco. Sul posto è intervenuta la Scientifica dei carabinieri. A dare la notizia gli stessi attivisti del centro sociale.
"Possiamo affermare con certezza che si è trattato dell'ennesimo infame attacco di fascisti e razzisti che cercano di seminare un clima di odio razziale e intolleranza in città". Ieri il centro sociale aveva annunciato una manifestazione per sabato mattina in centro città contro la presenza nel quartiere Carmine di un banchetto di Forza Nuova con Laura Castagna, candidata sindaco alle prossime amministrative. Nella notte l'incendio, sul quale sono in corso le indagini da parte dei carabinieri di Brescia. "Questa notte dei topi di fogna si sono introdotti nel centro sociale e, dopo aver forzato una finestra, hanno appiccato un incendio all'interno del locale che ospita la libreria e l'enoteca - si legge sul sito -. La finestra forzata, gli evidenti segni di effrazione e un intenso odore di benzina non lasciano dubbi sulla natura dolosa, come immediatamente notato dagli stessi Vigili del fuoco".
Il centro sociale bresciano era già stato bersaglio di un attentato incendiario nel 2006 per cui erano stati condannati alcuni attivsti all'epoca militanti di Forza Nuova

Ritorna il Movimento Sociale Italiano. Alla Camera dei Deputati presentato lo storico simbolo

A 23 anni dal suo scioglimento, il Movimento Sociale Italiano Destra nazionale, storico partito di destra presente nel panorama politico italiano dal 1946, ritorna in campo.
Ritorna in punta di piedi, a pochi giorni dal voto per le elezioni politiche, previste per domenica 4 marzo, consapevoli che qualcuno sicuramente ci snobberà e che più di qualcun altro sorriderà. Con queste premesse il rinato Movimento Sociale è stato presentato nella sala stampa di Montecitorio dal coordinatore nazionale Francesco Proietti Cosimi, storico collaboratore di Gianfranco Fini, ultimo segretario nazionale del Msi.
Un partito che rinasce con tanto di simbolo dove spicca la storica fiamma tricolore del partito che gu di Giorgio Almirante.
Una cosa deve essere chiara, tuono Proietti Cosimi, "lo facciamo per passione, non per interesse. Non cerchiamo poltrone. Lo facciamo perché siamo innamorati di questo storico simbolo e dell'idea di Italia che ha rappresentato e perchè pensiamo che quell'idea possa ancora essere attuale eutile ai nostri cittadini. Oggi ci rimettiamo in gioco, sapendo di poter guardare chiunque in faccia. Noi pensiamo che in Italia ci sia bisogno di una vera destra, nazionale e sociale. Destra che non stia a rimorchio, ma sia trainante e non sia assoggettata a nessuno”. 
Il coordinatore nazionale Proietti Cosimi infine lancia un appello a tutti gli innamorati della Fiamma tricolore che vivono in ogni parte d’Italia“. ”Certi -spiega infine- ,che se soltanto una minima parte di chi ha simpatizzato o votato per il Msi-Dn di Almirante deciderà di riprovarci, di rimettersi in gioco, noi avremo vinto la nostra scommessa politica”.

Forza Nuova sfida De Magistris. Domenica comizio fuori la Mostra d'Oltremare

Un comizio di Forza Nuova a Napoli, domenica in tarda mattinata, fuori alla Mostra d'Oltremare mette nuovamente in allarme la città.
Nel primo pomeriggio di ieri la questura napoletana ha dato regolare autorizzazione per lo svolgimento della manifestazione di Italia agli Italiani, cartello politico elettorale composto da Fiamma Tricolore, Forza Nuova ed un discreto numero di associazioni e movimenti territoriali riconducibili alla destra nazional-popolare all'esterno della Mostra d'Oltremare dove sarà presente anche il candidato premier Roberto Fiore, leader di Forza Nuova.
Il timore delle forze dell'ordine non è dato dallo svolgimento della manifestazione in sé ma dalla quasi certa contro iniziativa che sarà organizzata dal variegato mondo della sinistra antagonista dei centri sociali.
Forte è il timore di rivedere un film già visto lo scorso marzo, quando in occasione della venuta del segretario nazionale della Lega Nord, Matteo Salvini il quartiere di Fuorigrotta fu ostaggio degli scontri, delle molotov, e dei fumogeni.
L'allarme è altissimo, Questura e Digos sono già al lavoro per mettere in campo un efficace servizio di sicurezza, d'altronde per tutte le manifestazioni dove sarà presente Fiore è alta l'attenzione da parte delle forze dell'ordine.
L'obiettivo è quello di scongiurare quanto già avvenuto domenica scorsa in occasione di un comizio  di Casa Pound Italia in un albergo nei pressi della stazione centrale.
In quell'occasione i centri sociali scesero in piazza cingendo d'assedio la zona della stazione. Ci furono scontri con le forze dell'ordine con circa 30 fermati e 2 manifestanti 

giovedì 22 febbraio 2018

CasaPound a Torino, guerriglia urbana degli antagonisti. La polizia respinge gli attacchi

Una sera di guerriglia annunciata nel centro di Torino. I gruppi della sinistra antagonista si sono violentemente scontrate con le forze dell'ordine nel tentativo di contestare l'iniziativa elettorale di CasaPound. Tensione alle stelle dopo il pestaggio del dirigente palermitano di Forza Nuova e la rissa di Perugia tra attivisti Pap e militanti di CasaPound. La manifestazione è partita dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova. Al corteo hanno partecipato centinaia di persone nonostante la pioggia.
I manifestanti sono arrivati a ridosso del cordone di polizia su corso Vittorio Emanuele per tentare di raggiungere l'albergo che ospita il comizio elettorale di Simone Di Stefano. Due i tentativi di sfondamento degli antagonisti per forzare il blocco. La polizia ha risposto con idranti, lacrimogeni e brevi cariche di alleggerimento.
Gruppi di manifestanti hanno divelto le recinzioni di un cantiere stradale vicino alla stazione ferroviaria di Porta Susa, raccolto pietre da scagliare  e rovesciato cassonetti dei rifiuti. 
I manifestanti respinti si sono diretti verso corso Inghilterra, dove si trova la stazione dei terminal dei bus. il primo bilancio degli scontri parla di tre agenti feriti e di due fermi.