domenica 10 dicembre 2017

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Milano, scontri tra antagonisti e Forza Nuova

(G.p)La raccolta firma promossa ed organizzata da Forza Nuova per le case popolari solo agli italiani nel quartiere Stadera, in via Spaventa, zona sud di Milano diventano occasione di scontro tra antagonisti della rete antifascista milanese e militanti del movimento politico guidato da Roberto Fiore.
Una trentina di antifascisti hanno raggiunto il luogo dove nel primo pomeriggio di oggi era prevista l'iniziativa politica di Forza Nuova e sono venuti alle mani con i militanti di Forza Nuova, che erano in tutto una decina.
Gli antagonisti con il passare dei minuti sono cresciuti di numero fino ad arrivare a quota 50. Ci sono stati calci, pugni e spintoni prima che le forze dell'ordine intervenissero a dividere i due gruppi in lotta.
Sul brutto episodio di violenza politica che condanniamo, senza se e senza ma, Forza Nuova Milano dalla sua pagina Facebook cosi commenta: Milano, case popolari,i soliti facinorosi antifascisti aggrediscono un banchetto di raccolta firme per la petizione per gli alloggi popolari, forti della presenza delle forze dell'ordine. Forza Nuova risponde, resiste e rimanda tutto al mittente, e continua la propria attività, da sempre dalla parte del popolo italiano. Non un centimetro indietro.


Tassinari:un italiano su due ha paura del fascismo ma il pericolo non esiste e vi spiego perché

Ugo Maria Tassinari, fondatore di questo blog, esperto di vecchie e nuove destra, tema sul quale ha scritto 6 libri che trovano spazio nelle biblioteche delle più importanti università americane, autore di miglia di post in un blog( Fascinazione.info) che ha già superato il milione di pagine lette quest'anno, non ricorda mai una cosi calda,  appassionata, ostinazione mediatica su una tema che ovviamente mi sta tanto a cuore come racconta, in un interessante articolo pubblicato sulle pagine virtuali di Tiscali news.
Articolo che potete leggere qui

Anche a Reggio Calabria nessuno spazio pubblico a chi non rinnega il fascismo

Mai più immobili, sale istituzionali, spazi pubblici e strutture comunali, anche destinati ad attività sportive, teatrali, culturali o di rappresentanza, a organizzazioni o associazioni che si richiamano in maniera diretta all'ideologia fascista, anche attraverso linguaggi, rituali, simboli, o che facciano riferimento a discriminazioni razziali, etniche, religiose, sessuali, di lingua o di opinioni politiche.
Questo è il contenuto della delibera approvata dalla Commissione statuto e regolamenti del comune di Reggio Calabria, guidata dal presidente Marino, che nei giorni scorsi ha dato il via libera, a maggioranza, alla proposta.
Secondo quanto disposto dalla delibera, approvata in commissione, che andrà all'esame del Consiglio comunale nelle prossime settimane, tutte le domande per la concessione di spazi ed aree pubbliche dovranno contenere una specifica dichiarazione con la quale il richiedente attesti di essere a conoscenza e di impegnarsi a rispettare la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana  secondo la quale è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista; l'articolo 3 della Costituzione Italiana; la legge n 645 del 20 giugno del 1952; la legge n. 654 del 13 ottobre 1975; la legge N 205 del 25 giugno 1993 ed i principi espressi nell'articolo 293 bis del Codice Penale introdotto dalla proposta di legge Fiano".
"Il Comune di Reggio Calabria mette al bando il fascismo in ogni sua forma, come spiega, il presidente Martino a margine della seduta - anche quando l'ideologia razzista e xenofoba si ammanta attraverso sigle e movimenti apparentemente democratici. Le cronache nazionali degli ultimi giorni hanno riportato all'attenzione dell'opinione pubblica una problematica nient'affatto superata.

Forza Nuova e Fiamma Tricolore lanciano il Fronte per la Patria.L'appello a Casa Pound: stiamo uniti

(G.p) Sinceri democratici e sicuri antifascisti e camerati divisi da poche centinaia di metri. Succede a Como, sul lungolago per la precisione. Da un lato la manifestazione antifascista intitola E' questo il fiore( come la penultima strofa della canzone Bella Ciao) organizzata dal Partito Democratico alla quale hanno partecipato tutte le forze della sinistra italiana dal Partito Socialista all'Italia dei Valori, passando per Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, ma anche l'associazione nazionale partigiani d'Italia, l'Arci ed i sindacati Cgil in primis, dall'altro lato, in una sala convegni di un albergo, piena in ogni ordine di posto, Forza Nuova ed i suoi militanti.
Approfittando della ribalta mediatica Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova annuncia l'accordo con la Fiamma Tricolore di Attilio Carelli che alle prossime politiche daranno vita ad un cartello elettorale denominato Il Fronte per la patria.
Prima dell'annuncio della nascita di questo nuovo cartello elettorale, nel corso del suo intervento politico, Fiore ha precisato che i camerati si sentono accerchiati e vittime di una campagna d'odio e diffamazione orchestrata dal quotidiano La Repubblica.
Pochi giorni fa, ricorda Fiore, un gruppo di militanti romani di Forza Nuova aveva manifestato sotto la sede del giornale diretto da Mauro Calabresi, con tanto di bandiere, fumogeni e striscioni ed ieri Fiore ha dettato le sue condizioni per la pace: " devono ammettere che la loro inchiesta sui nostri militanti romani, accusati di aver picchiato dei ragazzi del Bangladesh era falsa. D'altronde le indagini non hanno portato a nulla.
Nel corso del suo intervento Attilio Carelli, segretario di Fiamma Tricolore ha spiegato il senso del cartello Il Fronte della Patria definendolo come un blocco elettorale duro e indissolvibile, aperto anche all'eventuale presenza di forze anti sistema, in particolar modo a Casa Pound.
D'altronde, precisa Carelli, siamo l'unica fiamma combattiva contro questo sistema. Nel 2016 sono Nel 2016 sono state regalate 202 mila cittadinanze ad allogeni, in Italia senza nessun diritto e nessun merito. Proporremo il riesame di tutte le cittadinanze concesse dal 2000 in poi, bisogna andare al contrattacco".

sabato 9 dicembre 2017

Francesco Storace:si può essere democraticissimi senza essere antifascisti

(G.p) Francesco Storace, presidente del Movimento nazionale per la sovranità, movimento politico nato dalla fusione di due distinti movimenti politici, la Destra ed Azione Nazionale, che alle prossime elezioni politiche sosterrà Matteo Salvini premier, con un post, pubblicato sulla sua pagina Facebook commenta il sondaggio odierno del quotidiano La Repubblica in virtù del addirittura un italiano su due avrebbe paura del fascismo.



<Se per Repubblica un italiano su due ha paura del fascismo, vuol dire che per l'altra metà non è così. Dopo settant'anni di propaganda a senso unico non è male... – scrive il presidente del Movimento nazionale per la sovranità, che poi aggiunge - Il fascismo, in realtà, ha modernizzato l'Italia nei vent'anni in cui è stato al potere.Che cosa c'entrano le gesta di qualche ragazzotto che dà fiato ad un antifascismo malandato e parruccone non è dato di sapere.
<Si può essere democraticissimi senza l'obbligo di essere antifascisti. In questo Paese pagarono con la vita persino gli antifascisti che non erano comunisti: partigiani rossi contro partigiani bianchi. Chi vuole giocare ancora alla guerra si assume la responsabilità di istigazioni alla violenza di cui non sentiamo affatto il bisogno.
Vogliamo ancora essere liberi di scrivere di fascismo e di storia sul Giornale d'Italia senza dover diventare bersaglio della terza caricatura dello Stato>, chiosa Francesco Storace.

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Forlì:scontri tra antagonisti e Forza Nuova,ferito un sindacalista

(G.p)Nel tardo pomeriggio di venerdì 8 dicembre ci sono stati momenti di tensioni e tafferugli a Forlì. Teatro degli scontri è stato piazza della Misura dove era in corso il classico mercatino di Natale della città romagnola. In questa piazza era stato allestito un banchetto di Forza Nuova, regolarmente autorizzato dalle autorità competenti, per la raccolta di firme contro lo ius soli promossa dal movimento politico guidato da Roberto Fiore.
La presenza del banchetto di Forza Nuova ha urtato la sensibilità dei militanti della Confederazione Generale del lavoro e di altre associazioni cittadini di sinistre che si sono schierate davanti al banchetto cercando di far muro, impedendo la visuale ai passanti.
I militanti di Forza Nuova hanno tentato di allontanare i contestatori e da lì sono nati gli scontri. Per fortuna celermente sono intervenute le forze dell'ordine per riportare la calma. Nel tafferuglio è rimasto ferito il segretario della Fiom Cgil Cotugno.
Immediate le reazioni e le prese di posizione sul fronte politico. «Oggi a Forlì un gruppo di squadristi di Forza Nuova hanno aggredito con bastoni cittadini e studenti impegnati in un volantinaggio nella piazza centrale della città. La nostra solidarietà al segretario della FIOM Cgil Gianni Cotugno colpito a bastonate e a tutti gli antifascisti forlivesi. 
Chiederò al ministero dell’Interno come sia possibile che fascisti armati scorrazzino impunemente per le nostre città. Forza Nuova deve essere sciolta». Lo afferma in una nota Giovanni Paglia, della segreteria nazionale di Sinistra Italia ed esponente della lista Liberi e Uguali.

venerdì 8 dicembre 2017

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In memoria di Pietro Carini, il ricordo militante di Livio Apicella

Pietro Carini, fondatore della libreria delle edizioni di Ar a Salerno e del blog readingclass.com, occhio per occhio libro per libro, dopo aver combattuto strenuamente una brutta malattia, è andato oltre.
Sabato 9 novembre sono previsti, con inizio alle ore 11 presso la chiesa del Ss Crocifisso i funerali.
Livio Apicella, un quadro storico della destra radicale salernitana, ci ha inviato un ricordo militante di Pietro Carini che pubblichiamo per intero.

Ciao Pietro,
in questi ultimi anni, in cui hai patito tanto, pensavo di essere riuscito ad “abituarmi” all’idea che, prima o poi, ci avresti lasciato; eppure non ci riesco, perché il dolore è tanto! Come tanti sono i ricordi, che in questo momento si confondono nella memoria, si affollano e si sovrappongono luoghi, persone, anni.
Te ne vai nel mese del Solstizio d’inverno, Te ne vai e ci mancherai.
Per rincuorarmi voglio chiudere gli occhi e sentire l’odore dei libri, spaziare tra gli scaffali…da Via La Francesca a Largo Dogana Regia, hai migliorato l’offerta culturale di questa città, sapendo che nessuno Ti avrebbe mai ringraziato.
Devo ringraziarTi, a nome di due generazioni di militanti, senza la Libreria Ar saremmo stati molto più inconsapevoli, insicuri e superficiali.
Mi sembra di rivederci, quando andavamo a Roma alla Libreria Europa e tornavamo carichi di libri e riviste; penso sempre a come sarebbe stata la Tua militanza culturale se venticinque anni fa ci fosse stato internet, quante cose avresti potuto fare, invece la Tua era una militanza culturale “artigianale”, con pacchi di libri in partenza ed in arrivo.
Non ce lo dicevamo spesso ma, in fondo, abbiamo sempre diviso il mondo in “i nostri” e “resto del mondo”, senza sapere che le maggiori delusioni ce le avrebbero date proprio “i nostri”.
Il disincanto degli ultimi anni, era il segno di una raggiunta consapevolezza, di una maturità, di un equilibrio, raggiunto con anni di approfondimenti, di esperienze, di delusioni e di soddisfazioni.
Muori sereno Pietro, hai combattuto la Buona Battaglia, sempre! Con coerenza, con impegno, lottando contro l’ignoranza e la superficialità, ma soprattutto contro la sciatteria, l’approssimazione e la banalità.
Eri una persona “complessa”, forse “complicata”, sicuramente determinata! I semi che hai diffuso non sono caduti su terreno arido, l’opera continuerà.
Coloro che hanno avuto il piacere e l’Onore di conoscerTi, non Ti dimenticheranno mai, non dimenticherò la gratitudine che Ti devo, perché è anche grazie a Te se oggi sono quel che sono, se ho fatto quel che ho fatto…se rifarei tutto! Grazie per i consigli, per i pomeriggi in libreria, per le presentazioni, per i banchetti, le conferenze e poi per i libri, i nostri cari ed amati libri.
Mi sembra tutto così strano ed irreale, come l’ingratitudine che hai subito, come il Destino beffardo che Ti ha martoriato; eppure oggi Ti voglio immaginare irriverente e beffardo, con un sorriso appena accennato, appoggiato ad una colonna pagana, di fianco ad un’immagine Sacra, leggendo, aspettando, sognando e ragionando…ma la ragione non ha tutte le risposte.
Non ci sono risposte a questo dolore.
Ciao Pietro, ci ritroveremo un giorno, grazie di tutto.
Cameratescamente Ti abbraccio amico mio.
Tuo Livio

Blitz Di Forza Nuova Sotto La Sede Di Repubblica Napoli. La Solidarietà Di Verdi, Arcigay E Anpi

(G.p)Come abbiamo, per primi, raccontato, alle prime ore di venerdì 8 dicembre, in diverse zone della città di Napoli sono comparsi striscioni firmati Forza Nuova che invitano i cittadini napoletani a boicottare il quotidiano La Repubblica fondato da Eugenio Scalfari e diretto da Mauro Calabresi bollato come quotidiano di regime.

Una iniziativa, quella del boicottaggio del secondo quotidiano italiano per numero di copie vendute che non poteva non scatenare polemiche politiche in città che hanno raggiunto il livello più alto con la richiesta dello scioglimento di Forza Nuova da parte dell'Arcigay, oltre che alle ovvie manifestazione di solidarietà da parte dell'Ordine dei Giornalisti della Campania, dei Verdi, dell'associazione nazionale partigiani d'Italia ed infine di Liberi ed Uguali.
L'Ordine dei giornalisti della Campania, come si legge in un comunicato, è al fianco della redazione napoletana di Repubblica, presa di mira la scorsa notte dal movimento Forza Nuova che ha esposto uno striscione intimidatorio invitando a boicottare il quotidiano. Nei giorni scorsi, ricorda la nota dell'Ordine dei Giornalisti, un blitz di esponenti di Forza Nuova
contro Repubblica ed Espresso era stato organizzato davanti la sede romana del quotidiano".
Anche l'Arcigay di Napoli, con una nota alla stampa, ha espresso la propria dura condanna, come afferma il presidente Antonello Sannino, per la vile intimidazione solidarizzano con le giornaliste ed i giornalisti di Repubblica vittime, ancora una volta dell'aggressione di una organizzazione fascista fuorilegge e incostituzionale come Forza Nuova che andrebbe subito sciolta.
"Acquistiamo tutti 'la Repubblica' per rispondere nel migliore dei modi all'appello dei rappresentanti napoletani di Forza Nuova che, con manifesti affissi illegalmente a ridosso della sede napoletana del quotidiano, hanno chiesto di boicottare il giornale reo di denunciare i rigurgiti fascisti e nazisti di una parte della Destra italiana". A proporlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e Gianni Simioli de La radiazza, per i quali "bisogna fermare sul nascere ogni tentativo di intimidazione della libera informazione per evitare che questi nemici della democrazia possano conquistare altre persone facendo leva sul disagio sociale ed economico che stiamo vivendo".


La lettera di Fiore a Minniti: meglio un pò di fumogeni oggi che un funerale domani

Dopo la manifestazione, organizzata da una decina di militanti di Forza Nuova, con il volto coperto da una maschera bianca, armati di una bandiera di uno striscione con su scritto boicotta l'Espresso, la Repubblica sotto la sede romana del quotidiano in via Cristoforo e le successive polemiche scaturite da essa, Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova scrive una lettera all'onorevole Marco Minniti, ministro dell'Interno. 
Lettera che pubblichiamo per intero.


Egregio signor Ministro dell’Interno,
a proposito dell'azione fuori dei locali del quotidiano La Repubblica, avvenuta a Roma il 6 dicembre, lei parla di "atto criminale".
Questa dichiarazione manca, quanto meno, di equilibrio.
Non solo non si capisce, infatti, quale sia il crimine eventualmente commesso, ma duole dover considerare che una dichiarazione così forte non sia mai stata da lei pronunciata dopo il ferimento dei nostri giovani a Rimini, mentre raccoglievano cibo per famiglie bisognose, o il ferimento di un artigiano a Benevento in occasione di un banchetto di Forza Nuova o dopo l'assalto del nostro gazebo a Trento o, ancora, dopo gli atti incendiari verificatesi contro una nostra sede e l’attività commerciale di un nostro dirigente a Palermo; tutte azioni costellate da ferimenti, danneggiamenti, uso di armi improprie o ordigni incendiari. Non si trattava forse di autentici atti criminali?
Mi preme, poi, ribadire che, come hanno riportato correttamente le agenzie di stampa e molti quotidiani, io ho parlato di guerra politica contro PD e gruppo Espresso e non certo di guerra tout court.
Sul clima in generale che si sta creando vorrei, inoltre, informarla che se da parte nostra si può spesso parlare di provocazione politica o parole forti, non vi è mai stata una sola occasione in cui i nostri aderenti abbiano esercitato violenza nei confronti di avversari politici o tentato di ridurli al silenzio.
La stessa cosa non può affermarsi per il Partito Democratico e la sinistra in genere che, al contrario, stanno promuovendo nei Comuni da loro amministrati assurdi regolamenti, simili a forche caudine, che impediscono a chi non sottoscrive, secondo i dettami del pensiero unico e politicamente corretto, la propria contrarietà a razzismo, fascismo, omofobia ecc. ecc. di poter esercitare qualsivoglia attività politica.
Questo genere di regolamenti, assolutamente inediti nella storia politica italiana, rappresentano una minaccia alle nostre libertà politiche ed anche in questo caso si tratta effettivamente, e sto presentando denuncia in tal senso, di veri propri atti criminali contro la libertà di espressione e manifestazione.

Signor Ministro,
nella mia gioventù ho assistito al sacrificio di una gioventù che, fomentata dall' odio della stampa, fu protagonista, spesso involontaria, di una sanguinosa stagione di violenza.
La Repubblica, come il gruppo Espresso, si è resa responsabile di inchieste basate su notizie false e teoremi inconsistenti, in cui famiglie intere (come la mia) sono state gettate nella melma mediatica, in cui si è sproloquiato di episodi di violenza mai verificatisi e, quindi, stralciati dalle indagini, come nel caso dei fantomatici banglatour. Certo, come in tantissimi altri casi, la legge ci consente di promuovere querela, ma la conclusione della stessa, come lei ben sa e come sanno bene le penne del Gruppo De Benedetti, arriverà, con i tempi della giustizia italiana, fra, forse, dieci anni.
Non mi sorprenderebbe se qualche anarchico o altri violenti di professione, il cui odio è stato ben rinfocolato dagli articoli di cui sopra, prendesse la decisione di agire contro Forza Nuova. Di chi sarebbe, poi, la colpa? Del sottoscritto, che ha incanalato la legittima protesta verso azioni certamente vivaci, ma totalmente rispettose dell’integrità fisica e morale delle persone, o di chi ha calunniato, diffamato e distorto la realtà?
Egregio signor Ministro, preferisco di gran lunga un po’ di fumogeni oggi che un funerale domani.

Da Napoli parte il boicottaggio di Forza Nuova al quotidiano La Repubblica

La nuova Repubblica, le solite bugie, boicotta l'informazione di regime, boicotta la Repubblica questi sono i testi di 3 striscioni affissi, in diverse zone della città di Napoli dai militanti di Forza Nuova che invitano i cittadini napoletani a boicottare il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e diretto da Mauro Calabresi bollato come quotidiano di "regime.
Il senso di questa iniziativa dei militanti partenopei ci viene spiegata, con maggiori dettagli, con il seguente comunicato che pubblichiamo per intero.


Dal 22 novembre il quotidiano la Repubblica fondato da Eugenio Scalfari e diretto da Mauro Calabresi ha cambiato veste grafica, ma rimangono bugie quelle scritte su un giornale che può tranquillamente esser definito "carta straccia".

 Questo notte un gruppo di militanti di FORZA NUOVA ha affisso fuori la redazione napoletana de La Repubblica uno striscione riportante il testo "boicotta l'informazione di regime", uno striscione che racchiude in sé le condizioni del nostro paese, ed in più fuori numerose edicole e giornalai, affissi cartelloni invitanti al boicottaggio dell'informazione di regime. Un'informazione guidata e gestita dai soliti noti, spiccano tra tutti i soliti Renzi e Soros, che grazie a questi pennivendoli, favoriscono l'invasione di immigrati, la sostituzione etnica e lo Ius soli. Il nostro atto politico, non vuole essere un attacco alla democrazia, ma un boicottaggio a chi sostiene l'immigrazione ed il business che si cela dietro, per questo continueremo ad oltranza la nostra opera, affiancando i camerati romani nella dichiarazione di guerra all' informazione di regime.

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