martedì 30 aprile 2013

Fascinazione addio, è nato l'Alter-Ugo

Come annunciato due mesi fa, Fascinazione cessa le pubblicazioni. Con tempi più lunghi del previsto è nato il mio sito personale, più bello e più ricco di pria. Si chiama l'Alter-ugo, l'url è: www.ugomariatassinari.it. Vi aspetto là.

giovedì 28 febbraio 2013

E' un buon giorno per finire

(umt) Si conclude oggi l'esperienza di "Fascinazione" per quello che è stato in questi due anni e mezzo: un blog giornalistico essenzialmente monotematico, che provava a tenere assieme cronaca (troppa), narrazioni (non abbastanza e talvolta senza che fosse ben chiara la diversa modalità) e riflessioni (decisamente poche) sul composito pluriverso della fascisteria.
Ho deciso di staccare la spina nel momento di massimo successo editoriale (questo mese chiude con un tasso di crescita rispetto al febbraio 2012 di +120%), dopo che ho raggiunto la cifra, per me impensabile alla fondazione del blog, di un milione di visitatori perché mi sono accorto che sempre più spesso "vado in automatico ... ma le cose così non si possono fare".
Ed è una pura coincidenza ma certo aiuta a decidersi la consapevolezza che c'è chi oggi chiude ben altra storia e "tutto passa, tutto se ne va"
In realtà, dopo 25 anni di ricerca ossessiva, ho dovuto prendere atto della convergenza tra crescente saturazione del soggetto e sostanziale svuotamento dell'oggetto e quindi ho deciso che fosse giunto il momento di "scartare di lato".
Mi è piaciuto credere, e qualche volta sono riuscito a dimostrare, come anche la microscopica nicchia in cui mi sono recluso costituisse un privilegiato punto di osservazione del reale. Oggi, però, mi sembra di poter dire che il terremoto elettorale sancisce, con la fine del bipolarismo maggioritario, la definitiva conclusione dell'infinita transizione dal "secolo breve" al post-politico. Resta comunque forte l'impressione che  "tous le bateaux vont à l'hasard pour rien". E quindi bisognerà munirsi di nuovi strumenti di conoscenza e di interpretazione.
Non chiudo, però. Nei prossimi giorni continuerò ancora a scrivere su alcuni temi che mi stanno a cuore mentre sto già lavorando a definire una diversa modalità di presenza sul web, con un sito personale di più ampio respiro di cui questo blog sarà solo una sezione...
Per finire, per ora, ringraziamenti non rituali alle tante persone che hanno avuto un ruolo significativo nella vicenda del blog:
ai mentori (Giuseppe Granieri, Giuseppe Melillo, Vittorio Zambardino);
ai collaboratori (in prima istanza Antonio Cacace e Giuseppe Parente ma anche le decine di "segnalatori" e "commentatori" che hanno arricchito il flusso quotidiano dei post e delle discussioni)
ai colleghi delle altre testate (interessati frequentatori, abili riciclatori, generosi intervistatori che hanno dato risonanza al blog e soddisfazione al mio nevrotico narcisismo)
ai lettori (che mi hanno sospinto in questa folle corsa verso un successo sorprendente ma non immeritato).
E un sottile rimpianto per tutte le storie che non ho saputo o potuto raccontare, per le più varie ragioni, nonostante "tutte le parole che in vita ho scritto, ho pianto e so". Una mi pesa in particolare. Quella di Raimondo, a cui va un pensiero triste e rabbioso...

mercoledì 27 febbraio 2013

La disfatta della destra: che fare? Opinioni a confronto

Qualche commento sul disastro elettorale della destra radicale e più in generale dell'area postmissina (fonte la mia bacheca facebook): 
Gabriele Adinolfi - Un futuro peronista
C'era una volta il Msi che prendeva voti perché accerchiato, perché obbligato dai nemici alla fedeltà e perché aveva un elettorato sicuro e testardo. Variabile tra il 5% e il 9%. Diciamo che lo zoccolo duro era il cinque ma il risultato stabile si aggirava un po' sopra del sei.Poi venne il disgelo e si scoprì che non c'era alcuna idea in testa. Nessun progetto, nessuna percezione del nemico, una disponibilità orizzontale al dialogo per il dialogo sempre tenuto in posizione subalterna e prona. Un nulla che più nulla non si può che veniva mascherato da posizionamenti ultra-atlantisti e da parole d'ordine clericali.Benché ciò piacesse sì e no a un terzo dei suoi elettori, il gioco continuò per via dell'identificazione antropologica tra gli elettori e i loro “rappresentanti” e per il vizio italico per il quale quello che si dice conta fino a un certo punto “tanto si pensa altro”...Funzionò finché Berlusconi tenne la guida della coalizione in cui prosperavano i “postfascisti”. Poi tutti i nodi sono venuti al pettine. Il mondo che in modo diretto o indiretto di lì proveniva alla fine si è spaccato in sette tronconi. Sei di questi sono quantificabili nei risultati. Eccoli espressi in classifica:Fratelli d'Italia 666.035 (1,95%)La Destra 219.816 (0,64%) Futuro & Libertà 159.429 (0,46%) Forza Nuova 89.826 (0,26%)Casapound Italia 47.691 (0,14%)Fiamma Tricolore 44.753 (0,13%Per un totale di 1.317.376 voti sparpagliati in direzioni e concezioni differenti. Per un totale in percentuale di 3,58% cui vanno aggiunti i voti rimasti nel pdl (a Gasparri. Augello, Matteoli) e i non pochissimi che hanno votato Grillo.Eccolo, centrifugato, quel 6% o 6,5% storico missino.Però adesso non veniteci a cantare la solita solfa della riunificazione. Il Msi è stato definitivamente sotterrato.Se non si riuscirà a immaginare e concretizzare un futuro peronista non si potrà che assistere al continuo declino per scissioni.

Davide Gonzaga - Servono nuove sintesi

Con affetto ai camerati della destra terminale radicale. Non è, finalmente, arrivato il momento di fare una profonda riflessione e dire basta una volta per tutte ai ludi cartacei?
Da anni si parla di accorpamenti, nuovi soggetti, nuove formazioni di sintesi...buona volontà, diversi ducetti da strapaese, qualche candidatura di livello (per carità) e poi sempre al palo. Sempre incazzosi perchè non ripaga l'impegno (tanto) i volantinaggi, le firme ecc..... Servono nuove sintesi e non solo nuovi soggetti.
Punti di riferimenti anni fa, per qualcuno forse impensabili, penso a Chavez, Assad, Putin, Ahmadinejad, Zjuganov ecc... devono farci riflettere accanto a punti di riferimento di cui non dobbiamo vergognarci - senza santini, ma senza ipocrisie. A me la celtica al collo non la toglie nessuno, ma cerco di navigare in mare aperto......

Girano - L'exploit di Silvio non è una vittoria della destra
Una flessione di 16 punti percentuali del pdl, dimezzati i consensi alla Lega Nord ed all'Mpa. E la destra dello schieramento vede i Fratelli d'Italia sulla soglia del 2% mentre tutti gli altri movimentini, dentro e fuori lo schieramento berlusconiano, non vanno oltre i prefissi telefonici dello zero virgola. Eppure, di fronte all'incredibile exploit PERSONALE di Silvio Berlusconi, qualcuno si illude che il centrodestra sia vivo a livello politico. E persino che sia viva la destra. Si confonde, e non sempre in buona fede, un dato personale con un dato politico. Berlusconi ha ripreso in mano un partito sull'orlo del baratro. Affidato colpevolmente ad Alfano dallo stesso Berlusconi. Ed è stato il cavaliere a recuperare: 6-7 punti. Grazie al silenzio imposto ad Alfano ed alla banda dei lettiani pronti ad ogni inciucio e ad ogni resa. Non a caso il nefasto Capezzone è stato rispolverato e ripresentato in pubblico solo dopo la chiusura delle urne. Per tranquillizzare i poteri forti che lo impongono in un Pdl che non dovrebbe aver nulla a che fare con simili personaggi. Invece ritornano. Pronti a far da pontieri per il grande inciucio con il grande sconfitto, Pierlu Bersani. Un leader assolutamente inadatto per fare il premier (beh, se l'ha fatto anche Monti, forse..) e che ora vede profilarsi l'ombra di Renzi. Pdl e Pd insieme per frenare lo tsunami di Grillo. Ma su quali basi? Solo per mettere a punto una legge elettorale che vieti i simboli con più di 4 stelle o con un leader con un cognome che inizi per G? Su cos'altro possono accordarsi Silvio e Pierlu? Sulla riduzione delle tasse voluta dal cavaliere o sui sacrifici richiesti da Merkel attraverso Bersani? Sulla cancellazione di Equitalia, promessa da Silvio (e richiesta dai due terzi degli elettori, un dato che dovrebbe essere ricordato da tutti) o sulla promozione di Befera al ministero? Si accorderanno su un invito all'orrido Monti che puntava al 15% e ha superato a stento il 10? Ma poi, cosa succederà nel centrodestra? Chi si crogiola nella vittoria (o nella non sconfitta) dovrebbe pensare che il mondo non finisce oggi. E se si andrà presto a votare, non ci si può ritrovare con il perdente nato Alfano che richiama l'ottuagenario Silvio per altre promesse stratosferiche. La politica è un'altra cosa. Ed il successo di Grillo dovrebbe essere un monito sufficiente.


Adriano Marini - Ma quale unità d'area. E' finita!

Per chi parta ancora di UNITA' D'AREA: LD 0,7 + FN 0,2 + CPI 0,1 + FT 0,1 = 1,1% a cui poi si dovranno sottrarre tutti i militanti nazifascisti duri e puri che non vogliono avere nulla a che fare con i "moderati" amici del PDL de LD e a cui si dovranno sottrarre pure tutti i moderati de LD che non vogliono avere nulla a che fare con i nazifascisti pazzi e malvagi de FN e CPI ... al max si arriva allo 0,8% ecco l'unità d'area. 
Ha vinto il sistema. Tutto è andato esattamente come doveva andare, altro che ingovernabilità.Il risultato di queste elezioni conferma senza ombra di dubbio la vittoria del "sistema". Il pensiero filo americano-giudaico-massonico ha stravinto e le forze d'opposizione cancellate.L'italiano medio si conferma perfettamente addomesticato dal padrone americano e europeista, vota solo partiti conformi al moderno trend liberal-capitalista filo americani e filo UE, e rigorosamente "moderati".Gli stessi centro destra e centro sinistra che hanno messo in ginocchio l'Italia con il governo dei tecnici (anzi DEL tecnico), grandi partiti composti da miscele eterogenee di ladri, corrotti, puttanieri, froci, drogati e soprattutto SERVI delle banche.
Il padrone, nell'addomesticare l'Italiano gli ha ben inculcato in testa i valori dell'antifascismo ma anche dell'anticomunismo, e soprattutto il fatto che gli "estremi", i "rivoluzionari", i "radicali", possono solamente nuocere al paese. I nazionalisti Italiani hanno così subito l'effetto contrario della famosa onda Alba Dorata Greca, lo spauracchio di una deriva fascista o nazional socialista ha precipitato nel baratro i già minuscoli movimenti nazionalisti italiani, e li ha resi innocui. Si va verso un sistema più "moderno" di tipo americano, dove non c'è spazio per ideali e tradizioni e dove gli opposti schieramenti che si fronteggiano, dicono e fanno esattamente le stesse cose, appoggiano le stesse lobby sioniste, le stesse banche, le stesse guerre di aggressione imperialiste. Bersani, Berlusconi e Monti già lo fanno da sempre, anche se a volte fingono di litigare o di disprezzarsi, i grandi obbiettivi sono sempre comuni, mai penserebbero di fare un torto alla BCE nazionalizzando banche o uscendo dall'euro, mai farebbero torto agli USA non appoggiando una loro guerra. Qualunque sia "l'inciucio" per governare il paese, e "l'inciucio" ci sarà, Bersani, Berlusconi e Monti hanno vinto, non importa chi dei tre governerà perchè in fondo anche se con uno stile politico e obbiettivi diversi, tutti e tre obbediscono allo stesso padrone, seguono la stessa linea politica generale e mai morderanno la mano che li nutre.
E l'opposizione? Che fine ha fatto? Appurato che i partiti idealisti, quelli della cosidetta estrema destra e estrema sinistra sono stati disintegrati, l'opposizione, nella sostanza di tutti gli italiani stanchi dei partiti, disgustati e incazzati, è stata completamente incanalata dal soggetto politico creato ad arte dal sistema per ingabbiare la protesta: Grillo.La protesta violenta, quella che fa paura, la guerra civile, la rivoluzione, non ci sarà, perché c'è Grillo.Una massa mostruosa di italiani è stata neutralizzata chiudendola nella gabbia "Grillo", che farà opposizione ai tre signori sopracitati, si, ma senza esagerare, senza nazionalizzare banche, senza uscire dalla UE e dalla NATO, senza stampare moneta a credito, insomma, senza mordere la mano che lo nutre, che guardacaso è sempre la stessa: Bilderberg, Trilateral, Rothschild, massoneria.Una cosa è sicura: l'agenda Monti andrà avanti e la tirannia democratica sarà sempre più forte, e violenta, antifascismo compreso.

Roberta Capotosti - Colpa anche nostra se abbiamo consegnato l'Italia a Grillo
Eccomi qui. Di nuovo a voi dopo una pausa di necessario silenzio e riflessione. Potrei raccontarvi molte cose. Potrei dirvi che, in fondo, per un partito che è nato un mese fa, non è poi andata così male. Potrei dirvi che, stante questo, l'1,64% fra Milano e provincia, è un risultato niente male. Potrei dirvi che 766 persone che hanno scritto con la matita Capotosti, a fianco del simbolo di Fratelli d'Italia, sono tantissime. Potrei dirvi che molti l'hanno scritto di fianco al simbolo sbagliato e che i simboli simili non hanno aiutato. Potrei dirvi che c'è stato un calo vertiginoso nell'espressione delle preferenze, trasversale a tutti i partiti, in particolare all'interno del nostro. Potrei dirvi che le forze in campo avevano più anni alle spalle, risorse più grandi, supporter sotterranei, cognomi più noti. Ma la mia onestà intellettuale mi impone di non raccontarvi palle e, soprattutto, di non raccontarle a me stessa. Non sono per nulla contenta del risultato che ho conseguito. Mi aspettavo molto molto di più e, tutto sommato, alla luce dell'impegno che ci ho messo, credo proprio che me lo sarei meritata. Il mio ringraziamento va a tutti quelli che in questo mese complicato ci sono stati e hanno tenuto alto l'entusiasmo sino alla fine. I miei complimenti, infine, vanno a Nicolò Mardegan che è stato la vera rivelazione di questa campagna elettorale. Perchè la Capotosti, anche quando perde, ha la capacità di rendere merito a chi l'ha acquisito sul campo, voto su voto. Chiusa questa pagina ora se ne apre un'altra. Che questa lezione sia di insegnamento per tutti. Se abbiamo consegnato l'Italia a Grillo un po' di colpa è anche nostra. E' il momento che, chi deve fare autocritica la faccia. E' il momento che, chi deve fare un passo indietro, lo faccia. E' il momento di ricostruire su basi solide e nuove. E' il momento di rimettersi in cammino...

Boom leghista nel Casertano. I neoborbonici casalesi: chi li vota è peggio della cacca di bufala


di Giuseppe Parente 
Sono ben 1717 gli elettori di Caserta e provincia che hanno liberamente e democraticamente votato la Lega Nord, in occasione delle consultazioni valide per il rinnovo del Parlamento, svoltesi domenica 24 e lunedì 25 febbraio.
Di questi 1717 voti leghisti, ben 440 sono stati registrati nel comune di Santa Maria Capua Vetere dove la lista padana è riuscita conquistare un lusinghiero 2,51% dei consensi, superando di gran lunga partiti storici e radicati sul territorio come Grande Sud, del leghista meridionale Micicchè e la Destra di Storace. Evidentemente qualche grande elettore del centrodestra ha trovato un modo originale e certo di far contare il suo apporto alla rimonta di Berlusconi.
Da Santa Maria Capua Vetere, città dove la Lega Nord ha conquistato il più alto numero di preferenze dell’interno collegio camerale, le preferenze si sono sviluppate a macchia di leopardo nell’intera provincia.
Anche a Casal di Principe, feudo incontrastato dell’ex sottosegretario all’economia del Governo Berlusconi III nonché ex influente segretario regionale del Popolo delle libertà, Nicola Cosentino, la Lega Nord, ha conquistato ben 92 voti alla Camera e 54 Senato.
L’affermazione della Lega Nord a Casal di Principe non è passata inosservata.
Infatti un manifesto senza firma, raffigurante il simbolo del Regno delle Due Sicilie è stato affisso, in diversi punti strategici della cittadina dell’agro aversano,per attaccare pubblicamente i 146 cittadini (92 alla camera e 54 al Senato) che hanno votato Lega Nord, dimostrando, a detta degli autori del manifesto, che la loro dignità vale meno della cacca di bufala contaminata dai rifiuti tossici sversati in terra di lavoro, dalle aziende del nord.

martedì 26 febbraio 2013

La disfatta della Destra: Vattani ringrazia Storace, Jonghi si consola con la dipartita di Fini



di Giuseppe Parente
Per il movimento de la Destra di Storace, alleato ritenuto serio ed affidabile del centro destra guidato dall’ex premier Berlusconi, tanto da meritare l’onere e l’onore della candidatura alla carica di governatori regionali di Sicilia e Lazio, del vice segretario nazionale Musumeci e del segretario nazionale Francesco Storace,le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio costituivano la grande occasione per il ritorno in parlamento. E ci stavano quasi riuscendo nonostante i pochi voti conquistati.
Avendo la coalizione di centro destra superato il 20% dei consensi, bastava che il movimento Fratelli di Italia, Centro Destra Nazionale, guidato dai “cugini” La Russa e Meloni conquistasse il 2% dei voti e non l’1’95% in modo da ottenendo il quorum ordinario liberando il bonus migliore lista perdente per la Destra di Storace, consentendo il ritorno in parlamento per 4 suoi esponenti.
Il bonus come migliore lista perdente non è scattato e la Destra di Storace, per la seconda volta nella sua breve ma intesa vita è fuori dal Parlamento Italiano.
Il console Mario Vattani, capolista al Senato per la Destra in Campania, con una nota diffusa alla stampa, ha commento il voto delle elezioni politiche appena concluse.
“In un contesto generale - afferma Vattani - dove l’antipolitica ha raggiunto quasi il 50%, voglio innanzitutto esprimere la mia sincera gratitudine ai quasi 20.000 elettori che in Campania hanno sostenuto le nostre liste, ai rappresentanti de La Destra e ai militanti che si sono prodigati in questa intensa e difficile campagna elettorale. Certamente, esiste un margine di frustrazione tra l’impegno militante e il risultato, ma anche questo è il senso di far parte di uno schieramento. Non possiamo non guardare al quadro generale: con uno sforzo sovrumano il centrodestra è riuscito a rivoltare un risultato che sarebbe stato disastroso per il nostro paese. E’ stata fermata l’azione del partito dei tecnici che, alleato con una sinistra irresponsabile, rischiava di portare l’Italia sull’orlo del declino e del sottosviluppo".
"Dobbiamo essere grati - prosegue Vattani - al nostro Segretario Francesco Storace che con coerenza e determinazione ci ha reso parte attiva di questa coalizione. Noi abbiamo fornito i contenuti più qualificanti al programma del centrodestra, e riteniamo che la nostra linea improntata alla priorità dello stato sociale e alla sovranità nazionale abbia significativamente contribuito al risultato della coalizione. Il partito ha dovuto reggere l’onda d’urto della forte sfiducia verso tutto il quadro politico italiano, e credo che siamo riusciti a distinguere il valore di coerenza del nostro simbolo, ottenendo in alcuni comuni delle percentuali ben più alte della media nazionale. Abbiamo mantenuto le posizioni grazie al nostro radicamento sul territorio e alla credibilità delle nostre proposte. Noi siamo stati sempre contrari alla frammentazione della destra italiana in liste e listarelle, di cui paghiamo oggi lo scotto.  Noi siamo la destra sociale, siamo la continuità con la nostra tradizione politica e ideale, e lo abbiamo dimostrato, anche stavolta, con chiarezza, coerenza e determinazione. Ora non dobbiamo pensare a cosa fare, ma a come farlo. Perché adesso occorre rispondere a ciò che ci chiede la nostra gente: bisogna avviare subito un percorso unitario per riformare un’unica forza politica di destra sociale e nazionale".
Di diverso tono e di tutt'altro stile, pur nel comune richiamo, alla battaglia per l'unità dell'Area il commento di un altro candidato indipendente deluso dall'esito elettorale: "Il risultato de La Destra - scrive Roberto Jonghi Lavarini - è stato, senza mezzi termini (che non mi appartengono), pessimo. Il partito di Francesco Storace, nel quale mi sono candidato come indipendente, alla camera dei deputati, ha subito un tracollo, finendo con le altre...“destre terminali” dello zero virgola. La colpa di questo risultato è mia, nostra, di tutta una comunità umana e politica che non ha raccolto il grido d’allarme e l’appello unitario lanciato, da tempo, ben prima delle elezioni, da Marcello Veneziani e Renato Besana. Divisi non andiamo da nessuna parte: prendiamo solo i voti dei militanti, di parenti e amici. Questa e la tragica realtà: diamoci una svegliata, ed uniamoci, prima di scomparire definitivamente dalla scena politica italiana ed europea. Noi non siamo culturalmente democratici, non giudichiamo affatto la validità dei nostri Valori e delle nostre Idee, dai voti presi ma se partecipiamo ad una competizione elettorale, dobbiamo farlo per vincere, almeno per provarci, e, comunque, per fare una figura decente, per ottenere una minima e degna rappresentanza politica nelle istituzioni. Invece, divisi, manco riusciamo a presentare le liste, come avvenuto in regione Lombardia. Facciamo, quindi, tutti, una seria autocritica, riprendiamo subito in mano il progetto Itaca, torniamo a fare buona Politica, anche perché, con questo parlamento, così diviso, si tornerà presto a votare e, questa volta, dobbiamo farci trovare preparati. Per quanto mi riguarda, a prescindere dai risultati elettorali, sono assolutamente sereno, perchè ho fatto il mio dovere, combattendo, dalla parte giusta, una buona battaglia politica, culturale ed ideale. Ora "mi lecco le ferite" ed analizzo attentamente i dati, domani brinderò alla "morte politica" dell'infame traditore Fini, e dopodomani sarò, nuovamente in campo, pronto a nuove sfide: boia chi molla!"

E alla fine la sinistra deve pure ringraziare la diga Grillo che ha incanalato l'ondata antisistema

(umt) Per la prima volta nella storia repubblicana le elezioni politiche si concludono senza una maggioranza omogenea. Il combinato disposto tra un'ondata clamorosa di protesta e una demenziale legge elettorale consegna una maggioranza ampia al centrosinistra alla Camera e il totale stallo al Senato. Lo stesso recupero del centrodestra che è inatteso nelle proporzioni e consente di far velo sulle gravissime perdite subite (un terzo dei voti dal 2008) va letto proprio nel quadro di uno scenario in cui l'alternativa era fissata tra centrosinistra autonomo e ruolo determinante di Monti al Senato. Così Berlusconi, che è uno straordinario animale da campagna elettorale, ha potuto sfoderare alcuni dei numeri migliori del suo repertorio demagogico e piacione sapendo perfettamente che non sarebbe stato mai chiamato a dover gestire la restituzione dell'Imu. 
Il dato politico da cui deve partire ogni analisi è per me chiarissimo: quasi  metà degli elettori (una buona quota del 30% del centrodestra e il 25% grillino) ha espresso un voto di radicale contestazione e rottura con le ossessioni europeiste del tecnocrate Monti e di un centrosinistra subalterno che della matrice veterocomunista conserva sicuramente il rispetto paranoico delle compatibilità del sistema. Ampi strati sociali dissanguati dalla pressione fiscale e dal primato dei conti in ordine rispetto alle esigenze di politiche di rilancio hanno lanciato così un messaggio chiarissimo. E a questo punto toccherà veramente ringraziare (o maledire, a seconda delle appartenenze) Grillo se lo tsunami antipartitocratico e antifiscale non si è sedimentato in un massiccio spostamento a destra dell'elettorato, che è il normale effetto delle crisi economiche più violente. Pericolo da lui evocato con il richiamo ad Alba dorata: il problema è che noi oggi abbiamo, a differenza della Grecia, una maggioranza di elettori che ha votato apertamente contro i diktat tedeschi. E seppure è evidente che il fenomeno Cinque stelle ha una struttura di destra, è altrettanto chiaro che molti punti programmatici sono cari all'elettore medio di sinistra. Comunque mai, come in questo caso, la rappresentanza parlamentare che, ad esempio, assicura per la terza volta la possibilità di eleggere un presidente senza i voti di centrodestra (continua la sfiga berlusconiana nel ciclo delle elezioni quirinalizie, sempre coincise con i successi del centrosinistra), non rispecchia la realtà del Paese profondo. 
Dai massimi sistemi passiamo alle pinzillacchere, che poi sono il core business di questo blog. C'è dell'ironia nel fatto che nel momento in cui un quarto dell'elettorato (in prevalenza ma non esclusivamente di sinistra) si libera da lacci e lacciuoli di appartenenze e di apparati la sinistra radicale, che si è volontariamente messa sotto la cappella protettiva della frazione più radicale del "partito dei giudici", letteralmente scompaia. E non fa certo onore al padre putativo di "Rivoluzione civile", il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, prendere le distanze dal sodale Ingroia e scappare dalla nave affondata, rifugiandosi nel regno dei sogni. 
Alle sue dimensioni di scala risulta non pervenuta  la presenza non solo dei gruppi radicali (Forza Nuova, Fiamma e CasaPound) ma anche della stessa Destra di Storace che pure ha goduto del traino delle Regionali del Lazio, di un discreto afflusso di quadri pidiellini e di significative risorse finanziarie. In quattro arrivano a 1.2 cioè meno del risultato di Fiamma e Alternativa sociale nel 2006, quando Storace e i suoi erano ancora in Alleanza nazionale. Cantano invece vittoria i tanti fascisti che, come Staiti, hanno deciso di puntare sulla carica antisistema di Grillo. Un'ultima notazione di colore. Nel parlamento delle donne e degli uomini nuovi c'è ancora traccia di reduci dall'antica militanza rivoluzionaria nelle forme che si erano date nel secolo breve e che oggi appaiono in tutta la loro evidenza di natura archeologica: il tippino Vincenzo Piso (eletto nel Lazio dal Pdl), il leoncavallino Daniele Farina (candidato da Sel in Lombardia).

I Fratelli d'Italia sfiorano il 2% e si salvano come migliori perdenti. Peccato per la Destra di Storace ...

(umt) Per essere considerato il Presidente della terza Camera - quella virtuale del suo studio televisivo di 'Porta a Porta - l'ignoranza che  Bruno Vespa dimostra sui dispositivi della legge elettorale è inquietante. Lo segnala in un tweet 

Vespa dice che non entra in parlamento Fratelli d'Italia, ma si sbaglia, direi.


 si sbaglia sicuro

E infatti. I Fratelli d'Italia godono del bonus del miglior perdente. Avendo la loro coalizione superato il 20%, la prima lista sotto il 2% matura il quorum comunque. Nel 2006 bastò alla lista Psi-Dc lo 0.7% per mandare alla Camera Paolo Cirino Pomicino. Allora furono battuti di un'incollatura il triciclo della Mussolini (Alternativa sociale-Forza Nuova-Fronte nazionale) e Fiamma tricolore, rispettivamente allo 0.7 e 0.6%. Anzi, nel rush finale, avendo toccato quota 2% i Fratelli avevano rimesso in gioco anche la Destra: perché a quella quota scattava il quorum ordinario e si liberava il bonus per la compagine di Storace. Ora, quando mancano 130 seggi, la lista La Russa-Meloni-Crosetto è all'1.95. 
Ps: Non ho perso occasione per dire male del Viminale affidato a un Prefetto di Polizia. Ma per la prima volta i giornali chiudono la prima edizione con risultati sostanzialmente definitivi.


lunedì 25 febbraio 2013

Lo tsunami di Grillo travolge e fagocita tutte le formazioni estremiste. Gli antieuropeisti al 30%

(umt) Quando sono stati scrutinati tre quarti dei seggi del Senato (47mila su 60mila) il risultato numerico sembra stabilizzato: il centrosinistra prende il 32%, il centrodestra il 30% (ma una ventina di seggi in più per la vittoria nelle regioni più popolose), Grillo il 24%, Monti poco più del 9. E l'instabilità è assicurata. Perché le uniche possibilità di maggioranza numerica sono la grande coalizione o il sostegno esterno di Grillo al vincitore della Camera ... Tenete, quindi, a portata di mano la tessera elettorale.
Intanto, giusto per ritornare al nostro core business, tocca registrare percentuali omeopatiche per i partitini neo- post- fascisti tout cour. In quattro sommano appena l'1.20% con la Destra ferma allo 0.67% nonostante il traino di Storace candidato governatore (sconfitto nettamente, sembrerebbe), Forza Nuova allo 0.26%, la Fiamma di Romagnoli allo 0.16 e CasaPound allo 0.11.
Altrettanto povero il bottino dell'estrema sinistra che mettendo assieme le due formazioni comuniste, i residui dipietristi, la frazione gauchiste del "partito dei giudici" e i movimentisti arancioni non raggiunge il 2%.
Sono pinzillacchere. Perché, come giustamente osserva su Twitter Paolo Macry, il dato politico centrale è che si tratta di un voto antieuropeo e antipartitico. Interessante notare - è una pura suggestione statistica - che il 24% raggiunto dal Movimento 5 stelle corrisponde, grosso modo, alla somma dei voti delle due formazioni anti-europeiste in Grecia: la sinistra estrema di Syriza e l'ultra destra di Alba dorata... A cui va aggiunto, come minimo, qualche pezzo di centrodestra. L'Europa può davvero ringraziare Monti.

Aspettando i risultati veri due certezze: il popolo sta con Grillo, la sinistra giustiziera scompare

Al momento, mentre continua il duello feroce tra esitatori, proiettori e scrutatori, che annunciano tre risultati radicalmente diversi (successo del csx con maggioranza, vantaggio del cdx senza maggioranza, successo del csx ma pareggio sui seggi tra le due maggiori coalizioni) c'è un unico dato incontrovertibile e incontestato, il "botto" di Grillo che prende intorno al 25% ed è il primo partito in diverse regioni. E da questo semplice fatto toccherà partire in ogni ragionamento perché aumentano le probabilità che lo scenario finale sia il più instabile, grazie a un sistema elettorale demenziale. Ci sarà cioè una netta maggioranza alla Camera (con i vincitori intorno al 35%) e un'unica soluzione al Senato, la grande coalizione Pd-Pdl. Il che significa o tornare alle urne tra sei mesi, dopo una riforma elettorale proporzionale che riconosca la fine del bipolarismo, o governare alla giornata e così aprire un'autostrada al futuro trionfo del Movimento Cinque Stelle.
Si parva licet: l'altra certezza è che con il bipolarismo imperfetto è finita anche la seconda anomalia italiana. Giunta alla sua forma più pura, la sinistra giustizialista si è estinta. Non ci mancherà.
PS: Notarella in margine. Di solito succedeva il contrario. La sinistra partiva sparata nelle proiezioni e poi veniva meno nello scrutinio reale ...

Le prime proiezioni ribaltano tutto: Berlusconi in testa di due punti. Grillo al 25%

Clamoroso ribaltamento del pronostico passando dagli instant poll alle proiezioni. Lo stesso istituto di ricerca (Piepoli) dà alla Rai un risultato rovesciato con Berlusconi in testa con il 31.6% con la seconda proiezione con il 24% dei geggi, Bersani fermo al 29.4% e Grillo primo partito al 25%. E' forse il caso di ricordare che Forza Italia alla prima uscita ottenne (Proporzionale della Camera, si votava col Matterellum e c'erano i collegi maggioritari) poco più del 21%.
Come concludevo nel post precedente: sarà lunga, sarà dura...

Instant poll Sky: vince il centrosinistra con maggioranza al Senato. Monti sotto il 10%: fuori dalla Camera Fini e Casini

Comincia la giostra. Appena chiuse le urne Sky ha diffuso il primo instant pool della Camera. Con un dato clamoroso: centrosinistra a 34.5, centrodestra a 29 (e ancora una volta Libero dimostra tutta la sua eleganza attribuendoli tutti al Pdl mentre per l'altra coalizione specifica che sono i voti di Pd e Sel), Grillo a 19, Monti a 9.5. Il che significherebbe Fini e Casini a casa. Al Senato diversa la distribuzione: Bersani 37 Berlusconi 31 Grillo 16.5 e Monti 9.  E ci sarebbe la maggioranza.
Secondo l'instant poll Rai al Senato 16 regioni al centrosinistra, 2 al centrodestra, parità assoluta in Lombardia. Alla coalizione Pdl-Lega andrebbero Veneto e Friuli, alla coalizione di Pier Luigi Bersani andrebbero anche Sicilia e Campania.
Sarà un lungo interessante pomeriggio, sera, notte ...
PS: Quanto alle regionali testa a testa in Lombardia, venti punti di vantaggio per Zingaretti.