martedì 27 gennaio 2015

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Nel giorno della memoria, gli striscioni di Militia contro "la menzogna storica dell'Olocausto"

Si è concluso pochi giorni fa il processo contro Militia e Stefano Schiavulli lo aveva annunciato nella dichiarazione finale: non abbiamo nulla di cui pentirci. 
Detto, fatto. Puntualmente, in occasione della Giornata della Memoria che, nel giorno dell'ingresso dell'Armata rossa nel lager di Auschwitz, celebra il ricordo della Soah, hanno affisso in numerosi punti di Roma striscioni contro la "menzogna storica dell'Olocausto". 
"Questa sera - ha commentato Stefano Schiavulli nel pubblicare questa foto nella sua pagina facebook - in occasione del 27 gennaio il movimento politico Militia ha espresso chiaramente quale sia la propria memoria storica, questa ed altre scritte sono state affisse in vari punti della città, in particolare questo presso il parco della rimembranza ebraica dei Parioli, non permetteremo che il loro piagnisteo imperante motivato da comprovati falsi storici possano minare l'onore delle idee e dei personaggi a cui noi ci siamo sempre avvicinati! Noi abbiamo una storia da rispettare e da onorare anche se dovessimo affrontare altri 1000 processi! Vita Est Militia! 

lunedì 26 gennaio 2015

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Grecia, siamo quasi tutti Tsipras. Così la destra anti-euro, da Salvini a Meloni, fa festa con Siryza

Visto che oramai siamo quasi tutti Tsipras tocca ragionare su quello che è successo nelle ultime ore in Grecia e che ha generato grandissime aspettative in Italia, nella sinistra orfana da tempo di successi ma anche in una destra del terzo millennio che ragiona oltre gli steccati. Non a caso con le stesse parole si sono congratulati la Le Pen, Salvini, la Meloni.
La presidente del Fronte Nazionale Francese ha salutato "l'apertura del processo all'euro-austerità" con la vittoria del partito Syriza in Grecia ed ha rinnovato la sua convinzione sull'opportunità per la Francia di uscire dall'Unione Europea e dall'area Schengen. "Sono lieta per lo schiaffo democratico mostruoso che il popolo greco ha rifilato all'unione europea", ha dichiarato Le Pen.
Per il leader della Lega Nord Matteo Salvini "le elezioni in Grecia, un bello schiaffone all'Unione Sovietica Europea dell'Euro, della disoccupazione e delle banche. Adesso tocca a noi! Purtroppoper colpa di Monti, Letta e Renzi, se Tsipras non pagherà una parte del debito, a rimetterci saranno gli italiani"
Per la leader dei Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni “quando i cittadini scelgono hanno sempre ragione. Tsipras è distante da noi anni luce, ma il risultato delle elezioni in Grecia racconta il fallimento delle politiche della Troika e la voglia di libertà che arriva dai popoli europei. Noi, in Italia, lavoriamo per costruire una risposta credibile a quella domanda, che abbia come stella polare l’interesse nazionale. Perché la risposta non è l’internazionale dei popoli, ma la riscoperta delle patrie”.
Per quello che mi riguarda intendo arrendermi all'evidenza. Tsipras sul piano del realismo politico non ha nulla da invidiare a Matteo Renzi. Mentre la "vecchia sinistra" italiana si trastulla sui ludi quirinalizi e l'estrema sinistra antifa litiga se fosse o meno il caso di mettere a ferro e a fuoco Cremona, il vincitore delle elezioni greche non perde tempo e si allea con la destra anti-austerity per costruire quella maggioranza assoluta che ha soltanto sfiorato alle urne. Certo, le assonanze con l'asse Renzi-Alfano sono inquietanti, ma il programma di governo mi sembra decisamente più interessante.

Dopo gli scontri di Cremona ... una tempesta in un bicchiere d'acqua

Questo post conteneva il testo di una riflessione autocritica di un'antifascista bresciana, che contestava le modalità violente del corteo di Cremona. Avevo legittimamente ripreso il testo da uno spazio pubblico (la pagina facebook dedicata al "Processo per la strage di Brescia") ma evidentemente questo blog è più frequentato di quella pagina e così da ieri pomeriggio si è scatenata una discreta maretta (tra blog, twitter, facebook e mia email personale su cui qualche iscritto a quella ml ha ritenuto di riversare il dibattito lì in corso senza rendersi riconoscibile) al cui culmine l'autrice del testo - sotto pressione - mi ha chiesto di rimuoverlo. Cosa che non ho difficoltà a fare... 

domenica 25 gennaio 2015

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Cremona, il giorno dopo. Il sindaco prometto lo sfratto del Dordoni, la sinistra perbene (Cgil, Arci, Anpi) condanna le violenze

The day after i violentissimi scontri tra forze dell'ordine e dimostranti antifascisti a Cremona è il giorno dello stupore, è il giorno dello sgomento. La sinistra "perbene" - che aveva promosso un sit in autonomo per non partecipare al corteo - prende unanimemente le distanze, precisa, condanna. Ecco in bell'ordine sindacato, associazione culturale, partigiani e supporter del sindaco che, ha sua volta, fa scattare la rappresaglia politica: visto lo strappo deciso dagli antifascisti, bisognerà rivedere le convenzioni con i centri sociali che, come il Dordoni, pagano un regolare pigione per l'affitto dei locali. Galimberti, informando i giornalisti delle decisioni della giunta straordinaria convocata stamattina per un bilancio degli scontri di ieri e delle iniziative da prendere, ha comunque precisato che le convenzioni erano scadute ... Intanto migliorano lievemente le condizioni di Emilio Visigalli, l'operaio militante del CS Dordoni finito in coma per una sprangata in testa durante gli scontri con CasaPound, domenica scorsa
CGIL – Condanna senza se e senza ma viene da Mimmo Palmieri, segretario generale della Cgil – Camera del Lavoro: “La violenza inaudita che si è scatenata oggi in città non ha niente a che vedere con l’antifascismo, da cui era nata la manifestazione. Una violenza che sconvolge tutta la città, una cosa indegna che ferisce le persone libere. Quello a cui abbiamo assistito – afferma Palmieri – non ha niente a che fare né con la politica, né con la logica, né con lo spirito di fratellanza. La Cgil ribadisce di essere contro ad ogni tipo di violenza”.
ARCI – “La manifestazione di oggi – si legge in una nota dell’Arci – che avrebbe dovuto dare voce a chi ha subito pochi giorni fa una aggressione fascista, è stata brutalmente interrotta da decine di violenti in assetto di guerra. L’eredità della lotta di Liberazione contro l’incubo del fascismo ci ha permesso di dare al Paese una prospettiva di pace e democrazia. Questa è la nostra scelta: contro la violenza e contro ogni violenza. Chi usa la violenza è contro di noi e contro la città ma non ci fa paura: il pacifismo e l’antifascismo vivono attraverso la forza delle nostre parole, la passione delle nostre musiche, l’allegria dei nostri colori”.
ANPI – “Purtroppo – afferma Mariella Laudadio a nome della presidenza dell’associazione partigiani –  è successo quanto temevamo: Cremona è diventata teatro di scontri e devastazioni e quella che doveva essere una manifestazione antifascista si è trasformata in guerriglia urbana. L’Anpi ha scelto fin da subito di non partecipare alla manifestazione perché convinta che altre siano le modalità di praticare l’antifascismo, e di praticarlo ogni giorno; nelle scuole, fra la gente, con le armi della cultura e dell’informazione. La solidarietà dell’Anpi va ai commercianti e a tutti i cittadini cremonesi, alle forze dell’ordine e all’amministrazione comunale che si sono adoperate nei giorni scorsi per evitare il peggio. Da parte nostra, come sempre, nessuna indulgenza per i violenti ma grande attenzione alle cause, più volte indicate, che diventano pretesto per gli estremismi più pericolosi”.
FARE NUOVA LA CITTA’ – “Con gli occhi pieni di rabbia – scrive l’associazione Fare Nuova la Città, nata dall’esperienza della lista civica del sindaco Galimberti –  abbiamo assistito allo sfregio della nostra città. Alcune centinaia di delinquenti, violenti professionisti, hanno datosfogo alla loro insensata violenza approfittando, come puro pretesto, dei gravi fatti di domenica scorsa in via Mantova. Soggetti organizzati, determinati, utilizzano qualsiasi occasione perattaccare le città che di volta in volta si trovano in mezzo, questavolta hanno usato Cremona come teatro della loro idiozia, impedendo ai cittadini,  non solo a chi voleva di partecipare ad una manifestazione che si voleva pacifica, ma anche a tutti noi di vivere liberamente ,com’è nostro diritto, la nostra città. Fare Nuova la Città condanna fermamente questi atti di teppismo stupido e insensato, tutti noi cittadini siamo stati violati nei nostri diritti. Siamo fortemente vicini alle forze dell’ordine che, con uno sforzo eccezionale e rischiando la propria incolumità personale, hanno dovuto far fronte ad una vera e propria guerriglia urbana, tanto da lasciare sul terreno diversi agenti feriti ai quali va tutta la nostra gratitudine e il nostro sostegno .Sosteniamo il lavoro di tutta l’Amministrazione e della Polizia Localeche insieme con le forze dell’ordine e le istituzioni preposte all’ordine pubblico hanno lavorato intensamente nei giorni scorsi perinformare e preparare la città e che ora si stanno impegnando perlimitare i danni di una manifestazione che nei fatti e nelle norme l’Amministrazione non può impedire. La violenza tutta, ancora di più quella di oggi, e coloro che la interpretano, sono alieni alla realtà sociale di Cremona, a quello che sentiamo e desideriamo noi cittadini.

sabato 24 gennaio 2015

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Antagonisti o black bloc? A Cremona durissimi scontri (con devastazioni) tra antifascisti e polizia

La chiusura della sede di CasaPound Cremona e la immediata messa in vendita dei locali da parte di un'immobiliare non sono serviti a scongiurare i gravissimi incidenti che hanno caratterizzato la manifestazione nazionale antifascista organizzata dalla sinistra radicale in risposta al ferimento, domenica scorsa di un attivista del centro sociale Dordoni nel corso di una rissa con militanti di CasaPound (qui una sintesi della giornata di scontri). Gli antagonisti hanno impegnato per oltre un'ora le forze dell'ordine in un violentissimo fronteggiamento (con lancio ripetuto di petardi e fumogeni contro lacrimogeni) lungo il viale Trieste e Trento che porta alla sede del movimento neofascista. Per fermare l'avanzata dei dimostranti la polizia ha chiuso la strada mettendo di traverso due cellulari e una rete di divisione. In seguito circa trecento dimostranti sono andati all'assalto della sede della polizia locale a via Dante, devastandola (vedi video). Danneggiate anche le numerose vetrine bancarie nella stessa strada (vedi video).  
Numerosi i video diffusi in rete in tempo reale: particolarmente ricca la copertura degli incidenti offerta da youreporter, il portale di citizen journalism acquisito dal Corriere della Sera, da cui sono ripresi i video qui postati. 
La più dettagliata ricostruzione degli scontri è offerta dal giornale web Cremonaoggi che annuncia il ritorno alla normalità in serata, dopo le 21, smentendo che ci siano stati fermati. 
La stampa mainstream contrappone una maggioranza di dimostranti pacifici e una minoranza facinorosa di black block. Secondo Repubblica
il corteo è partito fra slogan di protesta e cori, ma dopo poche centinaia di metri lo striscione, retto anche dalla moglie di Visigalli, è improvvisamente scomparso e in testa si è sistemato il gruppo di giovani vestiti di nero, volto coperto dai caschi, impugnando bastoni. Nonostante si trattasse di una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza di manifestanti pacifici, la situazione è presto degenerata. Sembra che i black-bloc avessero intenzione di deviare il corteo verso la sede di Casa Pound, che peraltro è in vendita. 
Per il Corriere della Sera
poco dopo le 17 i primi scontri. La testa del corteo, aperto inizialmente dallo striscione con la scritta «Chiudere tutti i covi fascisti, Emilio resisti lottiamo con te» degli antagonisti cremonesi, è stata «conquistata» da un gruppo di romani, vestiti di nero e con caschi integrali, armati di aste e bastoni che avevano nascosto negli zaini. Con questi e con fumogeni i militanti si sono scontrati con polizia in viale Trento e Trieste, non lontano dalla sede di Casa Pound, in via Geromini. Sede che è deserta e reca il cartello «Vendesi». In via Stauffer alcuni antagonisti vestiti di nero hanno manifestato l’intenzione di deviare dal tragitto stabilito, probabilmente per dirigersi verso la sede di Casa Pound. La polizia ha risposto lanciando lacrimogeni, cercando di non far avvicinare gli antagonisti, che bersagliavano gli agenti con un fitto lancio di pietre e bottiglie.
Secondo Contropiano, il giornale online della Rete dei Comunisti, non c'è stata nessuna divisione tra i dimostranti:
 Davanti alla sede dei fascisti di Casa Pound, sono iniziate le tensioni. Nonostante il cartello “Vendesi” affisso sulla serranda abbassata, il dispiegamento delle forze dell ordine a difesa del covo fascista era enorme. Non si sa ancora se la notizia della chiusura e della vendita sia vera, o se sia stata una messa in scena di Casa Pound per evitare lo scontro con gli antifascisti. Ci sono stati attimi di tensione e sono volati lacrimogeni per impedire ai manifestanti di procedere verso la sede dei "fascisti del terzo millennio". (...)  Verso le 6 del pomeriggio, la manifestazione si trovava ancora nei pressi di Casa Pound assediata da migliaia di persone, a fronteggiarsi con la polizia che continuava con il lancio di lacrimogeni mentre alcuni dei manifestanti lanciavano fumogeni e petardi. Il corteo, nel tentativo di defluire, si è diviso in due e per un'altra ora Cremona è stata attraversata da slogan antifascisti. “Casa Pound serva di Salvini”, è stato gridato piu volte, mentre una parte dei manifestanti cercava di resistere ad alcune cariche della polizia e ai lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo. Slogan per Emilio, il compagno selvaggiamente pestato davanti al Dordoni nonostante fosse già a terra, le cui condizioni sarebbero in via di miglioramento ma ancora gravi. La rabbia era palpabile, alcune banche sono state sanzionate. La voglia di riabbracciare il compagno vittima dei fascisti e di riprendere insieme la lotta antifascista era molta. Nel frattempo, Anonymous Italia ha annunciato di aver messo fuori uso, in concomitanza con il corteo, il sito di Casa Pound Lombardia, e quello di Radio Bandiera Nera, la web radio dei camerati ormai organici al partito di Salvini.

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Dalle Crociate alle primavere arabe: Cardini e Golia a Benevento per il decennale della "Generoso Simeone"

E' in corso, presso la sala Vergineo del Museo del Sannio di Benevento, con il patrocinio della Provincia di Benevento, il convegno “Dalle Crociate alle primavere arabe…quale democrazia?” per festeggiare degnamente i 10 anni dell’Associazione Culturale Generoso Simeone, con relazioni di  Franco Cardini, professore di Storia Medioevale presso l’Università di Firenze, membro del Comitato Scientifico di Rai Storia e scrittore di fama indiscutibile e Pietro Golia, giornalista, editore, animatore della casa editrice Controcorrente.
Poche ore prima del convegno, in esclusiva per questo blog Giuseppe Parente ha intervistato Marina Simeone, responsabile dell’associazione culturale Generoso Simeone, che di questo importante incontro è la promotrice.
GP Il professore Franco Cardini ci offre un valido spunto di riflessione antecedente al convegno di oggi. Dobbiamo ancora pensare all’Europa? Ma che rimane davvero dell’ Europa?
Avere Franco Cardini a Benevento è per noi un onore oltre che un piacere proprio perché rappresenta quelle menti lucide portatrici di spunti riflessivi essenziali al fine di cogliere le sfumature della realtà in cui viviamo ed operiamo. Dell’Europa non rimane che l’ombra della sua grandezza, perduta com’è nella inconsistenza identitaria per la scelta comoda di dedicarsi totalmente alla servitù del “gigante americano”. L’Est resiste parzialmente all’attacco della retorica omologante dei diritti umani, trincerandosi dietro la Russia, ancora capace di esprimersi come Nazione, ma è una resistenza sempre più complicata. Di certo alcune forme di populismo europeo potrebbero segnare, nel tempo, la strada al recupero di un’ Europa sovrana nelle Nazioni e quindi nella sostanza del suo continente, rimane il fatto che si deve cominciare a guarda ad Oriente  ed oltrepassare la coltre europea.
 GP Sugli ultimi accadimenti parigini ne abbiamo lette davvero tante. In molti hanno ripetuto che :” siamo in guerra”. Anche il  Santo Padre lo ha affermato, qualche mese fa : la terza guerra mondiale sarebbe già cominciata. Anche Umberto Eco lo ha ripetuto in un articolo apparso sul quotidiano Repubblica. Ti chiedo Marina ma in guerra fra chi, in guerra contro chi 
Le guerre nonostante quanto sostiene una certa cultura materialistica si combattono sempre per diverse visioni del mondo e si devono essere disposte a combattere anche a proprio rischio; per cui più che di guerra io parlerei di stabilizzazione di un nuovo assetto geostrategico. Da una parte noi abbiamo un corposo blocco filoamericano, insuperbito dalla convinzione di rappresentare il Bene Assoluto e che alle spalle della democrazia fa i propri interessi finanziari, continuando a far pagare una vittoria conseguita anni fa. Dall’altro lato ci sono focolai di rivoltosi, spesso scollegati fra loro e per una parte foraggiati dalla stessa America, salvo poi perderne il controllo, fedeli  ad una propria cultura, che sentono minacciata dall’avanzare della mentalità liberale. Il fondamentalismo religioso lo vedo più come spauracchio agitato dall’Occidente offeso che come protagonista. Rimane il problema che noi, se questa rimane la situazione interna, qualsiasi siano gli schieramenti ci sapremmo schierare  dalla parte sbagliata.
GP L’associazione culturale Generoso Simeone, in questi primi 10 anni di attività, si è distinta nell’organizzazione di eventi degni di valore culturale, rendendo la città di Benevento centro di interesse di discussioni di spessore strettamente legate all’attualità politica, Marina puoi fare un bilancio di questi primi 10 anni dell’associazione? Quali saranno le prossime iniziative che ti vedranno protagonista insieme con gli altri militanti?
Si, sono passati dieci anni, un tempo sicuramente breve per una organizzazione comunitaria, ma per noi essenziale al fine di comprendere con maggior chiarezza cosa abbiamo tentato di fare. La maturità raggiunta ci impone oggi di voler rappresentare non più soltanto una “presenza” ideale a Benevento, ma di essere una probabile alternativa ad una politica sannita inesistente, clientelare, affamante. Di progetti in essere ce ne sono stati e ce ne sono tanti; pensiamo ad una biblioteca che diffonda i libri di case editrici escluse dalla grande catena distributiva, non certo per la mediocrità del prodotto, quanto per la logica di un losco mercato editoriale. Abbiamo inoltre presentato al Comune di Benevento diverse proposte in materia ambiente: grazie all’idea di Davide Scarinzi si è parlato di creazione di Orti Comunitari e proposizione di una cooperativa sociale in grado non solo di offrire lavoro ai giovani del territorio, destinati quasi sempre ad emigrare, ma anche di alleggerire le spese comunali. Nel campo ricreativo abbiamo aperto un circolo serale, gestito da un nostro associato Francesco Iannace al fine di promuovere la buona cucina sannita, minacciata dall’omologazione nonostante il suo indiscutibile primato. E poi penso anche alla compagnia teatrale riunita per ricordare una storia del sud dimenticata oppure alla costituzione di una squadra calcistica o alla partecipazione al progetto di qualificazione e valorizzazione del teatro romano. Il tutto senza mai poter accedere a finanziamenti e fondi pubblici, beffa dei 18 progetti presentati nel tempo. Il risultato più importante rimane comunque il riconoscimento di una comunità, divisa dagli anni e dai rancori e unita quando a parlare sono le idee evidentemente ancora condivise.

venerdì 23 gennaio 2015

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Cremona, risvegliato il ferito. Domani la manifestazione nazionale chiederà di chiudere tutte le sedi di CasaPound

Tre persone del centro sociale Dordoni sarebbero indagate per "rissa aggravata" e "lesioni" dopo gli scontri di domenica a Cremona contro Casapound. Il 49enne del Dordoni, finito in coma dopo essere stato colpito da una spranga, è stato risvegliato ma la prognosi resta riservata. Tensioni in vista della manifestazione di sabato, alla quale sono attesi collettivi antifascisti da tutta Italia.

C’è molto fermento in tutta Italia in vista della manifestazione antifascista in programma sabato 24 gennaio a Cremona. Il raduno è stato organizzato dopo l’aggressione di stampo neofascista al centro sociale Dordoni, avvenuta domenica al termine della gara di Lega Pro tra Cremonese e Mantova. Una partita che, come è stato chiaro fin da subito, non c’entra nulla con gli scontri, nel corso dei quali un esponente 49enne del centro sociale, Emilio Visigalli, è finito in coma farmacologico per essere stato presumibilmente colpito con una spranga in testa da militanti di Casapound. Gli ultimi bollettini medici lasciano filtrare qualche speranza: il 49enne, secondo quanto riferito dai militanti del centro sociale, sarebbe infatti stato svegliato dal coma farmacologico in presenza della moglie, anche se la prognosi resta riservata.

Le indagini

Sul fronte delle indagini, intanto, ci sarebbe una novità. Dal suo account Twitter il centro sociale Dordoni ha infatti fatto sapere che tre suoi esponenti sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati per “rissa aggravata” e “lesioni”.

Secondo il sito Cremonaoggi ci sarebbero degli indagati anche sul fronte di Casapound. Martedì in questura erano stati interrogati e identificati alcuni militanti, senza però procedere ad alcun fermo. Tra gli identifcati non comparirebbe Gianluca Galli, coordinatore provinciale di Casapound, che su un sito web ha ammesso di aver partecipato agli scontri fornendo però una versione tutta diversa sul ferimento di Visigalli: “Noi non avevamo bastoni e non abbiamo raccolto i loro. L’unica spiegazione è che gli sia arrivata per sbaglio una bastonata da uno dei suoi compagni. A quel punto noi gli abbiamo urlato di raccogliere il ferito e portarlo dentro, ma loro se ne sono fregati”. Galli sarebbe stato medicato dalle ferite riportate in un ospedale lontano da Cremona, nel Bresciano. Una circostanza che, secondo Andrea Tornago, giornalista di Radio popolare, potrebbe far supporre l’esistenza di una vera e propria rete di protezione nei suo confronti.
In arrivo da tutta Italia

La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati anche degli stessi compagni di Visigalli, seppure come “atto dovuto”, potrebbe esasperare ulteriormente il clima che si respira a Cremona. Un clima che ha spinto il sindaco della città lombarda, Gianluca Galimberti, a lanciare un appello alla calma: “Nell’imminenza della manifestazione indetta per sabato 24 gennaio 2015, a seguito dei gravissimi episodi di violenza recentemente accaduti, confidiamo nel senso di responsabilità di tutti e auspichiamo che la compostezza dei comportamenti, impedisca che ragioni democratiche diventino torti agli occhi dei cittadini che dovessero ritrovarsi la città ferita e sfregiata”, ha detto Galimberti, recatosi mercoledì mattina a rendere omaggio a partigiani ed ex reduci della Divisione Aqui.

Ma nel frattempo da tutta Italia sono arrivate manifestazioni di solidarietà al centro sociale Dordoni. A Milano, mercoledì sera, un corteo antifascista ha sfilato per la città da San Babila a piazza Fontana, anticipando quella che sarà la richiesta ufficiale dei diversi collettivi antifascisti in piazza a Cremona il prossimo sabato: la chiusura di tutte le sedi di Casapound in Italia. Autobus con manifestanti sono in arrivo da molte città, da nord a sud.


fonte fanpage milano

mercoledì 21 gennaio 2015

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Cremona, l'antagonista in coma dopo gli scontri da giovane era un musicista della scena Rac?

C'è un'incredibile coincidenza nella vicenda tragica di Emilio Visigalli, il militante del Centro Sociale Dordoni di Cremona gravemente ferito negli scontri di domenica con CasaPound e che ora lotta con la vita nel reparto di rianimazione dell'ospedale cittadino. Come Dax, il compagno dell'O.r.so ucciso dodici anni fa a Milano, anche il 50enne operaio antagonista ha un'esperienza giovanile nel movimento skin, con un ruolo di protagonista nella scena musicale Rac (Rock again comunism). Lo racconta, lasciando retoricamente margine a una possibile omonimia, Il Primato Nazionale, ma più fonti ci confermano che non si tratta di omonimia:
(...) Ma chi è davvero quest’uomo? Dai giornali scopriamo che ha 50 anni, fa l’operatore ecologico e abita a Maleo (Lodi). Alcuni siti di sinistra ricordano come sia stato “vicinissimo alle lotte nei quartieri piacentini della logistica, a Ikea e Tnt”. E anche in Questura è un volto noto. A causa delle sue battaglie nell’antagonismo di estrema sinistra? Sicuramente. Ma ci potrebbe essere di più. Il nome di un certo Emilio Visigalli, infatti, è stato per qualche tempo familiare anche nell’ambiente diametralmente opposto, ovvero nella destra radicale. Fra gli skinhead, per essere precisi.
Un Visigalli era infatti il cantante dei Kontatto Estremo, band attiva dalla seconda metà degli anni ’90 e recentemente di nuovo riunitasi visigalli 2senza però il cantante originale. Nel periodo in questione, il gruppo produce un demo (“Sul muso”) e un Ep omonimo. Nel primo lavoro, in particolare, spicca il brano “Kranio rasato”, che fra le altre cose recita: “Ordine, autorità, disciplina! Lucida la spranga, prepara la benzina!”.
Dopo i Kontatto Estremo, Visigalli diventerà il frontman dei Front toward enemy. Con questo gruppo parteciperà a diverse compilation di taglio decisamente politico, come il disco Justice, del 1996, pensato per raccogliere fondi per alcuni camerati in difficoltà, dove i Fte presentano un brano intitolato “White Power”. Lo stesso gruppo è presente anche nella compilazione White Death, prodotta dall’etichetta Nordland.
Che si tratti di un caso di omonimia? Non è dato saperlo, ma nel retro di “Sul Muso” (e del resto in diverse parti sul web, [vedi foto]) si indica come referente del gruppo tale Emilio Visigalli di Maleo. Peraltro l’immagine in questione è tratta dalla ristampa, datata 2005, del demo di dieci anni prima. Quindi ancora nel 2005, il referente dei Kontatto Estremo era Emilio Visigalli da Maleo.
Questo comune di 3.261 abitanti, in provincia di Lodi, ospita quindi due Emilio Visigalli, all’incirca della stessa età, entrambi attivisti politici in movimenti radicali, solo posizionati uno all’estrema destra e uno all’estrema sinistra? Sembra decisamente improbabile. (...)

martedì 20 gennaio 2015

Militia: 6 condanne a pene lievi, non scatta la Mancino per i capi. Boccacci: ha vinto il fascismo 2a ed.


Associazione per delinquere, violazione della legge Mancino e apologia del fascismo. Delle tre accuse contestate dal pm ad alcuni esponenti di Militia  (che aveva chiesto da 6 anni e mezzo a tre anni e mezzo) ha retto solo l'apologia (per Schiavulli e Boccacci) e la legge Mancino (per altri 4 imputati) per la quale sono stati condannati a pene varianti da 18 a 8 mesi. Il processo è quello su scritte, minacce e striscioni diffusi tra il 2008 e il 2011. Secondo le accuse quelle erano idee fondate sull'odio etnico e razziale in cui sono stati presi di mira diversi rappresentanti delle istituzioni e la comunità ebraica. L'indagine è stata coordinata dal pm Luca Tescaroli, che ha anche rappresentato l'ufficio dell'accusa in aula. E' stato dato un anno e mezzo di reclusione a Daniele Gambetti e Giovanni Ricotta Barbati; ha avuto dieci mesi, Massimiliano De Simone; e Valerio Moda invece 8. Nei confronti dei leader della formazione politica, Stefano Schiavulli e Maurizio Boccacci, il tribunale ha stabilito una condanna rispettivamente a un anno e quattro mesi e un anno in continuazione con la precedente condanna del 26 novembre del 2012 relativa alla ricostituzione del disciolto partito fascista. E' stato assolto, invece, per non aver commesso il fatto, l'ex ordinovista Giuseppe Pieristè. Il tribunale ha anche disposto un risarcimento danni pari a 7000 euro per la comunità Ebraica e una provvisionale di 10mila euro al ministero dell'Interno.

 Stefano Schiavulli ha commentato a a caldo  l'attesa condanna: 
Ecco la degna fine di un processo farsa! Tante chiacchiere, tanta scena e poi? condanne al limite del ridicolo! la procura oggi ne esce con le ossa rotte, così come Riccardo Pacifici e tutta la sua cricca di maiali...ciò che ancora questi esseri immondi non hanno capito è che non riusciranno mai a fermare degli idealisti, che al contrario del loro politicanti per meri scopi economici, prendono forza da qualcosa di sacro e puro....le idee che portano dentro! Non smetteremo mai di lottare contro di loro e contro chiunque si metterà sulla nostra strada! Abbiamo ragione...Arrendetevi! Ieri, Oggi e Domani...FASCISTI!
Canta vittoria anche Maurizio Boccacci:
“Oggi hanno vinto gli idealisti contro i politicanti, la libertà contro la repressione, il fascismo contro l’ignoranza antifascista. Tutte le accuse, i teoremi e le condanne proposte dal Pubblico Ministero, dall’associazione a delinquere ai i vari reati specifici, non sono state accolte dal Giudice. Il massimo che ci hanno potuto dare è stato un anno per apologia di Fascismo. Segno che la nostra scelta, quella di fare un processo d’attacco, tutto politico, fatto di orgoglio ed appartenenza, è stata giusta. Ed oggi a vincere non è stata solo Militia, ma tutto un ambiente. Tutto un mondo che non è morto sotto i tradimenti, il malaffare ed il potere, ma che ancora trova tra le sue file chi, incurante di politicume, condanne e repressione, ancora affronta accusatori e processi da Fascista, senza se e senza ma. Finalmente si respira aria pulita. Le idee ed i valori, portati avanti con stile e tenacia, tornano ad essere protagonisti in un mondo che sembra aver perso sé stesso. Come dicevano Pavolini e Ricci noi siamo per la vera libertà, un esercito senza galloni, che non riconosce né padroni né politicanti, ma che bada ad una sola cosa, mantenere alta la nostra bandiera e fiera la nostra Camicia Nera. Non aspiriamo né a poltrone, né alle ricchezze, ma solo a difendere quella “patria ideale” dove Anarchia e Fascismo si abbracciano e vanno alla festa della rivoluzione”. Ha concluso Boccacci: “Sono entrato in Aula di tribunale baciandomi la “solare” che porto sempre al collo del mio camerata Franco Anselmi, dicendo al mio avvocato che andavo a difendere le idee che sono state difese dai nostri caduti. Quando lo spirito è questo nessuna battaglia diventa invincibile. Oggi abbiamo vinto. Nel nome di Franco e di tutti quelli che oggi brindano in quell’angolo di cielo destinato agli eroi. Viva il Fascismo!.   

lunedì 19 gennaio 2015

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Noi senza Salvini, il leader diserta la premiere a Napoli. ma resta la contestazione antifascista

di Giuseppe Parente
Napoli, quando la realtà supera la fantasia.  La terza città di Italia è stata scelta per la prima manifestazione nazionale del movimento politico Noi con Salvini, costola centromeridionale della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, dopo la presentazione del simbolo avvenuta a Roma lo scorso 19 dicembre.  La conferenza stampa, tenuta nel tardo pomeriggio di lunedì 19 gennaio, prima dell’incontro con i militanti e simpatizzanti campani della Lega, per una beffarda coincidenza  è avvenuta nella sala Africa dell’Hotel Ramada, sito in via Galileo Ferraris.  Chi, tra i militanti leghisti ed  i contestatori sperava nella presenza a Napoli del leader leghista è rimasto profondamente deluso. Salvini oggi non è a Napoli, ma verrà il prossimo 19 febbraio.  
A rappresentare la Lega Nord è venuto il senatore bresciano Raffaele Volpi, ideatore dello slogan Prima il Nord, vicepresidente del movimento Noi con Salvini, impegnato in una serie di incontri, in tutto il mezzogiorno , per presentare alla stampa ed al corpo elettorale il nuovo progetto politico per il sud. 
 Di fronte ad una pungente domanda di un collega giornalista, se la Lega prova imbarazzo a fare campagna elettorale in Campania  ed al Sud, Volpi risponde di avere chiesto scusa per quello che è stato detto, ed in ogni caso la Lega Nord ha un nuovo corso, in virtù del quale, nell’ultimo anno, il partito ha subito clamorosi cambiamenti.
Da esperto e navigato politico il senatore Volpi gira la domanda ai presenti domandosi come mai l’eventuale diffidenza nei confronti della Lega Nord il corpo elettorale non la noti verso quelli che male hanno amministrato, nell’ultimo decennio, la Regione Campania o il comune di Napoli.
 Per quanto riguarda l’organizzazione politica di Noi con Salvini, il senatore bresciano ha specificato che il movimento, in questo determinato momento storico, non ha ancora dirigenti, in quanto stanno cercando di costruire una struttura moderna ed orizzontale. La Lega, continua Volpi, rappresenta sicuramente le istanze del Nord e sicuramente ci sarà un movimento che rappresenta le istanze del Sud ed in questo periodo è necessario combattere insieme le istanze comuni.
Per quel che concerne  la proposta politica per il corpo elettorale campano, Noi con Salvini è impegnato in un difficile lavoro di raccolta di forze nuove, per cui darà risposte prima di presentarsi alle prossime elezioni regionali, non avendo ancora deciso se correre da soli o come fedeli alleati del centro destra a sostegno del governatore uscente Stefano Caldoro.
Alla presentazione ufficiale di Noi con Salvini, in qualità di relatori, insieme con il senatore Volpi, vi erano Gianluca Cantalamessa, candidato alle ultime elezioni comunali a Napoli nelle file del Popolo delle Libertà ed il professore Vincenzo Pepe, professore di Diritto costituzionale comparato e Diritto dell’ambiente italiano e comparato presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, presidente dell'associazione ecologista Fare Ambiente. Tra il folto pubblico, composto di oltre 150 persone, tra curiosi e simpatizzanti leghisti, diverse personalità provenienti dal mondo della destra politica campana, tra cui l'onorevole Antonio Cantalamessa, l'ex sindaco di Caivano Giuseppe Papaccioli ed ex medico di Silvio Berlusconi, Mariano Falcone, già consigliere comunale a Scafati, Sergio Valese, ex federale del Msi e di An a Salerno, Claudio Renzullo, ex consigliere comunale a Napoli e numerosi militanti di base.

Mentre era in corso la conferenza stampa della lista Noi con Salvini, fuori dall'albergo si sono radunati decine di manifestanti  che hanno intonato cori contro il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, come Odio la Lega e la disoccupazione non è colpa dell’immigrazione ma dal padrone, lanciando uova e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine, presenti fuori all’hotel Ramada in tenuta antisommossa.  I manifestanti hanno issato uno striscione con la scritta Voi con Salvini, Noi con Partenope, Napoli antifascista, bloccando il traffico per alcuni minuti in via Galileo Ferraris.

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