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Fascisterie e destra radicale tra storie, rappresentazioni, leggende: il blog fondato da Ugo Maria Tassinari è affidato dall'estate del 2015 alle cure di Giuseppe Parente, che si avvale della supervisione del fondatore e di una discreta corte di collaboratori.

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mercoledì 23 maggio 2018

23 maggio 1905: nasce Ledesma Ramos. Fondò il fascismo spagnolo

“Non è stato semplice giungere alla decisione di scrivere un volume su Ramiro Ledesma Ramos e sul suo pensiero politico dal momento che - tanto per essere sinceri fino in fondo - ci era (e continua ad essere) francamente "antipatico". Se, in molti casi, per chi si appresta a scrivere su qualche protagonista della storia si pone il problema di un "innamoramento" nei confronti del personaggio studiato, a causa della lunga frequentazione cui la lettura e la scrittura costringono, sì che ne può risentire quella obiettività che non deve mancare ad uno storico; per Ledesma il problema si poneva in termini esattamente opposti. Mano a mano che approfondivamo la conoscenza della sua biografia e dei suoi scritti, diventava sempre più evidente che si aveva a che fare con un uomo che della violenza fredda e calcolata aveva fatto il suo principale assunto: per lui la politica era prima di tutto eliminare gli avversari; più che "fare la rivoluzione" (che indicava come suo obiettivo prioritario) o costruire un regime alternativo a quelli liberali e socialisti, gli premeva scatenare nella Spagna una decisa serie di atti violenti, in quanto riteneva che, solo attraverso l'uso della forza e l'organizzazione di gruppi che di essa facessero il loro primario metodo di lotta, sarebbe stato possibile dare vita a quello Stato nuovo che avrebbe dovuto rinverdire le glorie ed i successi politici ed economici dei secoli passati...”
Così Luciano Casali, docente di Storia Contemporanea a Bologna, introduce il suo volume "Società di massa, giovani, rivoluzione. Il fascismo di Ramiro Ledesma Ramos" dedicato al fondatore delle Jons, il leader del sindacalismo nazionale spagnolo caduto nei primi mesi della guerra civile, vittima delle purghe repubblicane contro i prigionieri. 
Il Fascismo spagnolo, come soggetto distinto e separato dal franchismo e dal suo regime bigotto e reazionario, non è stato adeguatamente indagato, né è stato preso in esame il contributo che dalla penisola iberica è venuto per una definizione del pensiero politico fascista. A Ramiro Ledesma Ramos, allievo di Ortega y Gasset, si devono le prime considerazioni sulla possibilità di radicare e sviluppare in Spagna un partito di tipo fascista collegandolo agli esempi italiano e tedesco. Si tratta di un'ipotesi che - fortemente caratterizzata dall'uso di una violenza a tutto campo che 'demolisca' ogni avversario - pone il proprio fondamento nello sviluppo della società di massa, in un forte radicamento fra i giovani e in una rivoluzione che sovverta tanto le basi tradizionali dei rapporti economici e sociali quanto la democrazia pluralista. Quella di Ledesma Ramos e del suo partito, le JONS (Giunte d'offensiva nazional-sindacale) è una esperienza che si brucia nel rapido volgere di pochi anni, fra il 1931 e il 1935, così come si brucia la sua vita nel 1936, ad appena 31 anni di età. Le sue riflessioni e i suoi scritti sono stati frettolosamente classificati fra le proposte, presto sconfitte, di un 'fascismo di sinistra' e quindi non considerati, mentre costituiscono un contributo importante per comprendere alcune delle motivazioni che determinarono la larga diffusione del Fascismo nell'Europa degli anni Trenta. 
Nella primavera del 1931 Ledesma abbandona la promettente carriera universitaria e fonda la Conquista dell'Estado. Il programma del movimento presentando chiari riferimenti agli scritti di Mussolini. Proclama la priorità degli interessi della comunità nazionale nei confronti dell'individualismo, l'irredentismo spagnolo, la gerarchizzazione della società in nome della supremazia degli intellettuali e la sindacalizzazione dell'economia.
Ledesma centra tutto sulla propaganda, annunciando con volantini ed altoparlanti l'uscita dei diversi numeri de La Conquista de l'Estado. Il volantinaggio era un fenomeno completamente inedito e rivoluzionario per l'epoca. Ledesma è l'inventore dei simboli, degli slogan, dei miti e dei riti del fascismo spagnolo: è il primo a comprendere l'importanza fondamentale della propaganda e della formazione di miti nella acquisizione e nel mantenimento del consenso delle masse. Crede in una rivoluzione condotta da una ristretta élite altamente preparata che guidi le masse alla rivoluzione.[1]
Trasforma il movimento in vero e proprio gruppo politico le Juntas de Ofensiva Nacional-Sindicalista (JONS), che si unirono a JCAH di Onésimo Redondo Ortega, fondatore di Libertad, con cui condivideva le aspirazioni imperiali e la totalitarizzazione dello Stato sulle basi di una rivoluzione della società in ottica di creare uno Stato del Lavoro, fondato sul corporativismo, la socializzazione delle imprese e dei mezzi di produzione.
Il 13 febbraio 1934 le Jons si fondono con la Falange spagnola di José Antonio Primo de Rivera, figlio dell'ex dittatore Miguel Primo de Rivera. Ledesma sottovaluta l'influenza di Rivera, non facendo i conti con la sua forte personalità ed il folto gruppo di sostenitori del padre, che gli permetteranno di prevalere nella leadership e di dare una forte prevalenza falangista al movimento, che rispetto al fascismo italiano, dà sempre più importanza alle radici cattoliche della nazione. Lo scontro di personalità culmina il 14 gennaio 1935, con l'uscita di Ledesma dal movimento, che fonda un nuovo giornale La patria libre, dalle cui pagine attacca fortemente Rivera e la Falange, colpevole secondo lui di aver tradito gli ideali della rivoluzione sociale.
Nella sua analisi il fascismo è frutto della paura dei ceti medi di fronte alla società di massa e alla crisi del dopoguerra. Per uscire da tale crisi auspica una società in cui viga il monopartitismo elitario, l'azione diretta tramite la violenza organizzata, la separazione tra Stato e Chiesa, e in cui gli operai siano fautori della rivoluzione. La sua figura venne ridimensionata, falsata e mitizzata dalla propaganda franchista. È quindi difficile ricostruire le fasi della sua vita dopo la vittoria elettorale del Fronte Popolare, la sconfitta della Falange, il passaggio alla insurrezione nazionalista.
Arrestato casualmente dai repubblicani nel 1936 dopo il colpo di Stato nazionalista, non venne riconosciuto subito. Morì fucilato nel cimitero di Aravaca il 29 ottobre 1936, insieme allo scrittore Ramiro de Maeztu. Si narra che, prelevato per essere fucilato, volle darsi una morte ai suoi occhi più onorevole gettandosi sul fucile della guardia che lo accompagnava.
Lo studio della figura di Ledesma e la ripresa del dibattito ideologico sulla storia della falange si sviluppò negli anni cinquanta ad opera de Circulos doctrinales Josè Antonio, cui presero parte molti giovani intenzionati a rilanciare il fascismo autentico delle origini a loro parere tradito da Francisco Franco.

martedì 22 maggio 2018

Forza Nuova: nulla a che vedere con l'arrestato per droga a Nocera Superiore


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Nell'ambito di un continuo e costante monitoraggio del territorio al fine di contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nell'agro nocerino sarnese gli agenti del commissariato di Nocera Inferiore hanno tratto in arresto, un uomo, di anni 54, nativo di Pagani e residente a Nocera Superiore le cui generalità non sono state rese note.
In casa dell'uomo è stata rinvenuto un panetto di hashish ed una pistola lanciarazzi, bilancini di precisione e materiale necessario e sufficiente al taglio e al confezionamento delle dosi.
Nell'abitazione, come riporta anche Rta Live, portale d'informazione molto seguito nella zona sono stati rinvenuti volantini politici di Forza Nuova e di Lotta Studentesca.
L'uomo è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ora è in attesa del rito direttissimo.
Una normale notizia di cronaca nera, che leggiamo spesso su quotidiani e giornali telematici,.che vede protagonista uno spacciatore di sostanze stupefacenti, ma con risvolti politici, visto la presenza nell'abitazione di volantini di Forza Nuova.
Quasi immediata è giunta la smentita da parte di Forza Nuova, riguardo ad una presunta individuazione di volantini del movimento presso la dimora di un inquisito per droga.
Smentita che pubblichiamo volentieri.

A fronte di quanto riportato su un articolo del Rta live, riguardo ad una presunta individuazione di volantini forzanovisti presso la dimora di un inquisito per droga, affermiamo quanto segue :

1) Neghiamo in maniera categorica ogni legame tra Forza Nuova e la suddetta persona. Essa non ci appartiene per stile di vita e condotta morale, non fosse altro anche per la nostra viscerale ostilità verso tutte le droghe, al loro consumo e diffusione. 

2) Non è il nostro un reagire secondo la logica della "excusatio non petita accusatio manifesta", ma una energica e doverosa presa di distanza, giacché sappiamo bene le manovre pruriginose di certa stampa e dei nostri avversari, miranti ad operare nessi assurdi pur di denigrare FN e la propria legittimità politica.
3) È ignota a noi la ragione della presenza di quei volantini, forse recepiti durante le numerose attività del nostro movimento nel territorio. Di sicuro, cade a vuoto ogni tentativo malsano di determinare un nesso inconsistente , in quanto tra certe nequizie umane e noi, a stagliarsi è un abisso oceanico.

Rho, revocata la cittadinanza onoraria a Mussolini dopo 94 anni


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Rho, comune di oltre 50 mila abitanti della città metropolitana di Milano ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. La mozione, presenta dal gruppo consiliare del Partito Democratico nella seduta di lunedì 21 maggi, è stata approvata dal Consiglio comunale.
Benito Mussolini era cittadino onorario di Rho dal 20 maggio 1924 quando il generale Ferruccio Mola, commissario straordinario del comune deliberò di conferire la cittadinanza onoraria all'allora presidente del consiglio dei ministri come segno di omaggio e di gratitudine di questo comune verso il grande uomo che salvò l'Italia dallo sfacelo e la guida ai più alti destini.
Il primo cittadino Pietro Romano, in occasione della festa della liberazione, aveva annunciato che sarebbe stata presenta una mozione per revocare l'onorificenza, che di norma viene concessa a chi si considera legato alla città per il suo impegno o per le sue opere. Per questo motivo, il primo cittadino ritiene doveroso revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini, anche e soprattutto perché è indispensabile prendere le distanze dall'ideologia fascista, che racchiude in se l'esatto contrario dei valori insiti nella nostra carta costituzionale.
Non si vuole, conclude il sindaco Romano, censurare o cancellare un ventennio di storia italiana, ma si vuole riconoscere il massimo rispetto e dignità all'onorificenza della cittadinanza onoraria del Comune, preferendo personalità che si sono battute nella loro vita per preservare e conquistare i diritti e le libertà sancite nella Costituzione Repubblicana invece che sopprimerle e negarle"

Ricordare Domenico Longo, quattro anni dopo. Quella querela contro Mario Monti

La sera del 21 maggio 2014 andava oltre Domenico Longo, editore e direttore del periodico "L'altra voce", militante tradizionalista e sovranista, dirigente e candidato di Forza Nuova come presidente della provincia di Benevento. L'anno scorso l'abbiamo commemorato con un appassionato ricordo di Domenico Scarinzi, che indicava i punti di fuoco del suo impegno:

Ricordo le sue lotte durissime contro banche, usura, signoraggio. Sul suo giornale L' ALTRA VOCE Domenico scriveva del malaffare e del mondo che dal malaffare traeva ogni beneficio e vantaggio.E rischiava Domenico: come sempre rischiano gli Uomini Veri che mai si arrendono.
E a questa linea di intervento era legata sicuramente una delle sue iniziative più clamorose, la denuncia indirizzata contro l'allora presidente del Consiglio Mario Monti: nella querela il premier è accusato per alto tradimento, truffa e abuso di ruolo preminente. La querela del Sig. Domenico Longo è presentata il 2 gennaio 2012 e raccolta dal Procuratore della Repubblica di Benevento. Longo sottolinea che nella denuncia ha segnalato per gli stessi reati anche Corrado Passera, Piero Gnudi, Fabrizio Barca, Piero Giarda, Francesco Profumo, Paola Severino Di Benedetto ed Elsa Fornero. Anche il Sig. Domenico Longo – come anche il Sig. Orazio Fergnani precedentemente – ha invitato tutti i cittadini sensibili a replicare la stessa querela in tutta Italia. Un'iniziativa che ha una sua stringente attualità in questi giorni convulsi. Qui potete leggere il testo integrale della querela

Fratelli d'Italia finalmente avrà un segretario cittadino a Napoli. Marco Nonno in pole position

Dopo il pessimo risultato conseguito da Fratelli d'Italia  alle ultime elezioni politiche di domenica 4 marzo con 12215 voti conquisti nella città di Napoli alla Camera dei Deputati pari al 2,74% e 11595 al Senato della Repubblica pari al 2,93%  ed aver analizzato il drammatico risultato elettorale al di sotto della soglia di sbarramento minima per conquistare l'eletto, secondo l'attuale sistema elettorale, finalmente qualcuno prova a rispondere alla domanda tanto cara a Lenin che fare?
Come organizzare e strutturare il partito, dalla eccessiva litigiosità nella terza città d'Italia al fine di evitare, già ai prossimi appuntamenti elettorali come le Regionali e le Europee magre figure?
D'altronde siamo di fronte ad un partito che vive uno stato di profonda crisi, dove anarchia e caos regnano sovrani, perché ancora privo di un coordinatore cittadino e di una giunta cittadina, con un coordinatore provinciale Nello Savoia, eletto da poco tempo ed alle prese con le elezioni amministrative in diversi comuni della provincia di Napoli dove Fratelli d'Italia è presente e con un coordinatore regionale, il casertano Gimmi Cangiano, eletto poco più di un mese fa. Che cosa potevamo aspettarci di più?
Buone nuove potrebbero giungere già domani. Infatti nel pomeriggio di mercoledì 23 maggio, il coordinatore regionale Cangiano ha indetto una riunione a Napoli al fine di individuare il nome del nuovo segretario cittadino e di costituire, in tempi rapidi, una giunta cittadini.
Secondo i soliti ben informati del mondo post missino, il criterio per la scelta del nuovo segretario cittadino partenopeo è quello del consenso e del radicamento sul territorio.
Per cui è gioco davvero facile,  salvo sorprese dell'ultimo momento,indicare il nome del nuovo segretario cittadino: il consigliere comunale Marco Nonno, eletto con oltre 3800 preferenze alle ultime comunali, il primo dei non eletti alle scorse regionali grazie al voto di 6513 elettori di Napoli e provincia.
Un consigliere che vanta anche di una ottima rete nelle dieci municipalità in cui è divisa la città di Napoli, con 10 consiglieri di municipalità ed 1 assessore, suoi riferimenti sul territorio.

Ostia: 14enni aggrediti dagli slavi. Si mobilita CasaPound

"L'aggressione e la rapina di due 14enni da parte di stranieri nella pineta di Ostia è gravissima ed è necessaria una forte risposta". A dichiararlo è Luca Marsella, consigliere di CasaPound nel X Municipio. "Vogliamo portare la nostra solidarietà alle famiglie - continua Marsella - con cui siamo già in contatto e con loro organizzeremo una manifestazione davanti alla pineta delle Acque Rosse sabato pomeriggio. Da anni denunciamo lo stato di abbandono dell'area verde dove sorgono baraccopoli abitate da rom e stranieri autori di continui furti, danneggiamenti alle auto in sosta e minacce ma oggi si è superato il limite". I due ragazzi sono stati picchiati e derubati riportando una prognosi di 20 giorni. Nella denuncia hanno sottolineato l'accento dell'Est Europa degli aggressori. CasaPound intanto dà appuntamento sabato alle 17 in Largo delle Marianne ad Ostia mentre è in programma, oggi pomeriggio alle 16, un incontro con la stampa delle famiglie dei ragazzi aggrediti presso la sede di CasaPound di Ostia

Napoli: un cittadino extracomunitario in consiglio comunale. La protesta di Mercogliano (FdI)

Risultati immagini per Napoli Luigi Mercogliano fdi
Un cittadino extracomunitario sarà eletto dagli stranieri residenti in città e li rappresenterà in consiglio comunale con diritto di parola ma non di voto. E' davvero quasi tutto pronto per l'elezioni del cittadino extracomunitario in consiglio comunale.
Infatti oggi alle ore 15 presso al Maschio Angioino, alla presenza del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris saranno illustrate alla stampa ed all'opinione pubblica le modalità di presentazione delle candidature, la tempistica e le sedi di svolgimento delle elezioni, previste per domenica 15 luglio alle quali saranno chiamati ben 25 mila elettori.
Ad esprimere contrarietà circa la presenza di un cittadino extracomunitario, eletto dai residenti in città che li rappresenterà in consiglio con diritto di parola è Luigi Mercogliano, componente dell'Assemblea nazionale di Fratelli d'Italia, responsabile regionale del dipartimento Famiglia e vita con un comunicato, diffuso alla stampa, che riportiamo per intero.


"Dare voce alle comunità extracomunitarie presenti in città è un'altra trovata propagandistica dell'amministrazione de Magistris che si è caratterizzata in questi anni per il nichilismo dei diritti civili, per la riconoscenza politica ai centri sociali paladini della sua finta rivoluzione, ai quali ha regalato patrimonio immobiliare del Comune di grande prestigio e dal quale si sarebbero potuti ricavare introiti destinando strutture come l'ex Asilo Filangieri ad altra destinazione d'uso e per i fallimenti di Napoli Sociale e Bagnoli Futura, con la mancata riqualificazione dell'intera area flegrea che avrebbe potuto rilanciare l'economia e il lavoro in città. Senza pensare alla farsa tragicomica di Edenlandia, che ogni anno subisce l'affronto di un nuovo annuncio di riapertura a convenienza del Sindaco". Questo il senso delle dichiarazioni di Luigi Mercogliano, componente dell'assemblea nazionale di Fratelli d'Italia e responsabile campano del Dipartimento Vita e Famiglia del Partito di Giorgia Meloni, alla notizia del voto agli extracomunitari per l'elezione in consiglio comunale di un loro rappresentante. "Questa ennesima fiera del nulla - prosegue Mercogliano - forse a qualcosa servirà. Auspico infatti che l'opposizione presente in consiglio comunale interroghi quotidianamente il futuro esponente delle comunità extracomunitarie che sarà eletto in consiglio sulle continue risse provocate nelle aree periferiche della città dai suoi elettori, specialmente nelle zone della Ferrovia e chieda conto del degrado che specialmente nel Vasto e a Gianturco contribuiscono ad alimentare le comunità africane e cinesi che ormai sono diventate proprietarie impunite di quelle zone, nelle quali di napoletano e di italiano è rimasto ben poco. Questa - conclude l'esponente di FdI - non è integrazione, queste è solo propaganda. Materia nella quale il sindaco di Napoli non è secondo a nessuno nel suo ruolo.

Ricordando l'intransigenza di Aureliano Aceto, fondatore di Forza Nuova a Salerno

Aureliano Aceto, un caro amico della mia gioventù, un attento ed appassionato lettore di questo blog, a soli 45 anni, è andato oltre.
L'avvocato Livio Apicella, suo vecchio amico e sodale  da oltre un ventennio, dai tempi del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, ci traccia un personale ricordo di Aureliano Aceto, che pubblichiamo volentieri.

L'intransigenza cattolica di Aureliano Aceto, forzanovista della prima ora.

di Livio Apicella.

Immagine correlataEravamo giovani caro Aureliano, ma Tu sembravi sempre più “grande”, più equilibrato e più maturo, più serio, più affidabile…di ognuno di noi. 
Era ancora “Fronte della Gioventù” sembra passato un secolo…è durato poco, perché la voce della coscienza, l’imperativo della coerenza – che ha segnato tutta la Tua vita – ci portarono su altri lidi, (Forza Nuova) laddove la nostra radicalità potesse trovare soddisfazione.
Abbiamo viaggiato per l’Italia, abbiamo affisso manifesti e distribuito volantini, abbiamo fatto riunioni e letto tanti libri, abbiamo fatto ciò che doveva essere fatto. Avrei voluto avere il tempo…quello che manca sempre…il tempo! per ribadirTi la mia stima, per ricordare gli anni ’90, per immaginarci ancora nella nostra sezione a Salerno. 
Hai tenuto il timone in mari tempestosi, hai tenuto Fede, fede negli impegni, fede nella famiglia, fede negli imperscrutabili  disegni di Nostro Signore; una fede forte, incrollabile! Accompagnata dall’esempio.
 I Tuoi figli dovranno essere orgogliosi di Te, come lo siamo stati noi che abbiamo fatto un tratto di strada con Te. Hai combattuto la buona battaglia, l’esempio resta, come un seme nella terra, germoglierà! Amico mio dimmi che non è vero! Aiutami ad accettare ciò da buon Cattolico, quale volevi che ognuno di noi fosse! Vedo tutto scuro adesso, vedo solo l’ingiustizia della Tua dipartita, ma ci deve essere una “ricompensa” per chi ha lottato in questa vita, per chi è stato onesto, buono, coerente, coraggioso! Ciao Camerata Aureliano mi mancherai. 
Tuo Livio