lunedì 22 maggio 2017

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Scarinzi ricorda Domenico Longo: un brigante che mai mollava

(G.p)Tre anni fa, il 22 maggio del 2014, andava oltre Domenico Longo, giornalista, scrittore, direttore del mensile sannita L'Altra Voce.  Fondamentale fu la sua opera di diffusione del pensiero economico e giuridico del professore Giacinto Auriti e la denuncia del sistema della moneta debito e dell'usura bancaria.
Davide Scarinzi, presidente del comitato Campo Hobbit 40, militante nazional rivoluzionario di lungo corso ci invia un personale ricordo di Domenico Longo. Ricordo che pubblichiamo volentieri.

Ricordare Domenico Longo è un dovere verso un Uomo che alla Fedeltà verso l'Idea ha dato ogni sua forza.
Domenico Longo era un Camerata tanto passionale quanto indomito.La sua condotta politica lo ha sempre portato su strade impervie , attraversando terreni poco a lui facili.Del suo impegno ricordo la lotta intensa contro certa magistratura " serva " della peggiore partitocrazia; magistratura non di rado collusa e sodale dei peggiori malfattori.
Ricordo le sue lotte durissime contro banche, usura, signoraggio. Sul suo giornale L' ALTRA VOCE Domenico scriveva del malaffare e del mondo che dal malaffare traeva ogni beneficio e vantaggio.E rischiava Domenico: come sempre rischiano gli Uomini Veri che mai si arrendono.
Domenico Longo è stato un esempio per tanti che erano "d'accordo ....ma lascia stare...tira a campare". Domenico non era tra quelli .Lui era un Lupo delle montagne Sannitiche! 
Di quelle montagne sacre che millenni prima avevano sconfitto i Romani con " le forche caudine.Domenico era un lottatore duro, di quelli che dopo la nascita del Regno ,sempre dalle Sacre Montagne Sannitiche, combatterono l' invasore piemontese e che qualcuno chiamo' " briganti " .
Ecco Domenico Longo fu tutto cio': un lottatore e un brigante che mai mollava.
Ma anche un Camerata vero: fedele all'Idea. Che i Campi Elisi lo abbiano in seno in pace

Ostia, Casa Pound contesta la Boldrini. Basta politiche pro migranti ed anti italiane

(G.p)Nella mattinata di lunedì 22 maggio una ventina di militanti di Casa Pound Italia ha contestato il Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini in visita istituzionale alla Casa del Mare ad Ostia. I militanti del movimento politico guidato da Gianluca Iannone e da Simone Di Stefano sono stati fermati dalle forze dell'ordine che gli hanno impedito di raggiungere la struttura.
Il senso di questa iniziativa ci viene spiegato da Luca Marsella, responsabile di Casa Pound sul litorale romano che dalla sua pagina facebook afferma: quello che abbiamo contestato al presidente della Camera è la sua sfacciata politica proprio immigrazione anti italiana.
La Boldrini, continua Marsella, è il simbolo di chi vuole una sostituzione dei popoli europei, con migliaia se non milioni di immigrati ed un mercato libero
che pone le nostre nazioni schiave di tutto il mondo di chi vieni qui a fare concorrenza sleale. Non rispettando il suo ruolo istituzionale ha spesso fatto pressioni per l'approvazione della legge che introduce lo ius soli sostenendo che la crisi demografica si risolve con l'immigrazione, ma non è così: si risolve con interventi a favore delle famiglie italiane a partire dal Reddito Nazionale di Natalità".
Carlotta Chiaraluca, portavoce di Casa Pound ad Ostia ha aggiunto: siamo stanchi di passerelle politiche sul nostro territorio, ed oggi abbiamo espresso il nostro dissenso.
Il governo . Il governo di cui fa parte la Boldrini ha grandi responsabilità sul commissariamento del X Municipio che causato un vuoto istituzionale gravissimo da oltre due anni. Abbiamo chiesto al presidente della Camera di venire con noi davanti all'ex colonia Vittorio Emanuele, occupata da centinaia di immigrati ed al centro più volte di arresti per droga ma chiaramente - ha concluso Chiaraluce - non abbiamo ricevuto risposte".

Bruno sfida agli antagonisti: domani contesterò De Magistris

(G.p)Martedì 23 maggio presso la sala convegni della libreria Feltrinelli sita in via Santa Caterina a Chiaia sarà presentato il nuovo libro di Luigi De Magistris e Sarah Ricca intitolato La città ribelle, con contributi degli scrittori Maurizio De Giovanni ed Erri De Luca.
Un interessante libro di cui consiglio una attenta lettura, che ricostruisce la storia politica e non di un ex magistrato, autore di diverse inchieste in Calabria, parlamentare europeo eletto nelle file del partito giustizialista dell'Italia dei Valori che, a sorpresa, è riuscito a vincere nel 2011 le lezioni comunali a Napoli, contro tutto e tutti e nel 2016 è riuscito ad essere riconfermato alla guida della terza città d'Italia.
Luigi De Magistris eredita una città invasa dai rifiuti, sull'orlo della bancarotta, dopo decenni di mala politica. In parte, alcuni problemi sono stati risolti altri rimangono, ma qualcosa, secondo gli autori, è cambiato: la voglia di partecipare, un nuovo modo di fare politica che ha fatto sentire la gente più vicina al potere.
Della città ribelle, del nuovo modo di fare politica, di questa coalizione di governo che dai centri sociali ai verdi, passando per le associazione dei cittadini, ai comitati di lotta, mercoledì insieme al sindaco Luigi De Magistris ci sarà anche lo scrittore Maurizio De Giovanni.

Una presentazione che si annuncia particolarmente calda, vista l'annunciata contestazione da parte di Raffaele Bruno, storico leader missino, vittima il 28 aprile di una aggressione da parte di esponenti dei centri sociali,  da lui ritenuti grandi elettori del primo cittadino di Napoli.
Il senso di questa contestazione ci viene spiegato con una breve nota che pubblichiamo per intero.
Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha la faccia tosta di presentare il libro dei sogni alla città sulla conduzione del suo mandato, mentendo spudoratamente.
Egli aveva promosso che : toglieva le buche dalle strade, portava la raccolta differenziata dei rifiuti al 70%; trasporti pubblici efficienti e puntali; università a Scampia; avrebbe risanato il bilancio del comune e reso vivibile le periferie.
Invece: le strade sono piene di buche, la raccolta differenziata è ferma al 25%, i trasporti pubblici sono una chimera, l'università a Scampia non c'è, il Comune è in dissesto finanziario, le periferie sono degradate e abbandonate.
Napoletani, conclude Bruno, Gigino, definito con l'appellativo di a purpett, mente sempre.





domenica 21 maggio 2017

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Avanguardia ricorda Salvatore Umberto Vivirito: il video del presente

La mattina di sabato 20 maggio dirigenti e militanti di Avanguardia Nazionale, presso il Cimitero Maggiore di Milano hanno ricordato con il tradizionale rito del presente la figura di Salvatore Umberto Vivirito,  militante di Avanguardia Nazionale, in occasione del quarantennale della sua tragica scomparsa: morì infatti il 19 maggio 1977, in ospedale, dove era stato trasportato ferito dopo una sparatoria nel corso di una rapina di autofinanziamento in una gioielleria milanese. Le circostanze della morte, sopraggiunta mentre le condizioni erano discrete, ha indotto nei suoi camerati il sospetto di cure sbagliate o trascurate.
All'evento erano presenti delegazioni di Avanguardia di Roma, Milano, Bergamo, Brescia e del Friuli Venezia Giulia.
Ecco il video, diffuso da Marcello Sinibaldi:



Lecce: la fiamma tricolore resta a Fratelli d'Italia. Il Msi di Saya e Cannizaro dovrà cambiare simbolo

(G.p)Niente simbolo della fiamma tricolore per il Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale, formazione politica guidata da Maria Antonietta Cannizzaro e da Gaetano Saya alle prossime elezioni comunali di Lecce previste per domenica 11 giugno.
Lo ha deciso il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia, sezione di Lecce, che era stato investito della questione a seguito di un ricorso proposto dallo stesso MSI avverso la decisione della commissione elettorale circondariale di Lecce, che ha accolto il proclamo presentato da Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale tramite il suo segretario provinciale Pierpaolo Signore lamentando un uso illegittimo della storica fiamma da parte del movimento politico guidato da Antonietta Cannizzaro e Gaetano Saya.
Il segretario provinciale del partito guidato da Giorgia Meloni aveva chiesto di "bannare" tanto il simbolo quanto il nome del Movimento Sociale Italiano nella competizione elettorale del prossimo 11 giugno al fine di evitare confusione tra gli elettori.
Tesi accolta dalla Commissione Elettorale e anche dai giudici amministrativi, i quali hanno spiegato che “FdI-AN è un partito presente in Parlamento e pertanto è vietata la presentazione di simboli che, per essere usati tradizionalmente da partiti presenti in Parlamento, possono trarre in errore l’elettore”.
Una vera e propria doccia gelata per Walter Ronzini, candidato a sindaco di Lecce per il Msi, che a questo punto, potrebbe anche ritirare la sua candidatura a sindaco e la lista che lo sosteneva. D'altronde Ronzini lo aveva detto chiaramente nei giorni scorsi: senza simbolo e senza nome siamo fuori dei giochi.
Del resto, era sul richiamo della fiamma che il movimento politico guidato da Gaetano Saya e Maria Antonietta Cannizzaro faceva leva.

Rimini: Forza Nuova presidia il Mercato coperto, spariti accattoni ed abusivi

(G.p)I militanti riminesi di Forza Nuova, nella mattina di sabato 20 maggio sono scesi in campo per presidiare una delle zone, quella del Mercato Coperto, più degradate della città al fine di garantire la sicurezza di chiunque, sentendosi troppo spesso molestato e minacciato, non è più libero di vivere tranquillamente e serenamente la propria città.
I militanti di Forza Nuova, si sono piazzati, armati di bandiere e volanti, davanti all'ingresso del Mercato Coperto di Rimini tra lo stupore di commercianti ed utenti. Nel giro di pochi minuti, come per magia, di venditori abusivi ed accattoni in zona non è rimasta nemmeno l'ombra.
Il senso di questa iniziativa ci viene spiegato, con maggiori dettagli, da una nota congiunta, diffusa alla stampa, firmata da Roberto Lo Giudice responsabile cittadino e Mirco Ottaviani coordinatore regionale di Forza Nuova.
Nota che pubblichiamo per intero.


La nostra presenza, oltre a rappresentare una lodevole opera di volontariato nell'accompagnare e tutelare gli anziani che si recano a fare la spesa, ha portato inevitabilmente all'allontanamento di accattoni e venditori abusivi, colpevoli in molti casi di furti e soprusi nei confronti dei più deboli e indifesi" - spiega il responsabile forzanovista riminese Roberto Lo Giudice che ha coordinato l'iniziativa.
"Anche se solo temporaneamente, i cittadini hanno potuto godere di quella serenità e di quella protezione che dovrebbero essergli garantite quotidianamente, senza dover pagare alcun pizzo e lasciare alcun centesimo a criminali e balordi" - gli fa eco il responsabile regionale per Forza Nuova Mirco Ottaviani che poi annuncia - "Constatato che non basta altro che un’assidua presenza e un po di buona volontà per arginare tale fenomeno, cosa quest'ultima che evidentemente manca a questa amministrazione comunale e a tutte le autorità preposte, i militanti di FN continueranno presidiare la zona anche nelle prossime settimane intervenendo direttamente per garantire la giusta e dovuta sicurezza ai nostri concittadini".











sabato 20 maggio 2017

Verona: blitz di Casa Pound contro la mancanza di un assessore alla cultura


Nella mattinata di sabato 20 maggio i militanti scaligeri di Casa Pound hanno messo in atto una azione dimostrativa davanti al Teatro Romano durante il quale è stato srotolato uno striscione che riportava la seguente dicitura: Cercasi assessore alla cultura, no perditempo. Una simpatica ed originale protesta con la quale si portava a conoscenza della stampa e dell'opinione pubblica dell'assenza di un assessore alla cultura in una città a grande vocazione turistica, di respiro internazionale come Verona.
Il senso di questa originale protesta ci viene spiegato da una nota, diffusa dall'avvocato Roberto Bussinello, candidato sindaco di Casa Pound, Nota che pubblichiamo per intero.

È incredibile, afferma Roberto Bussinello candidato a sindaco di Casa Pound alle amministrative di domenica 11 giugno,  che a Verona, città turistica a respiro internazionale manchi da 5 anni un assessore alla cultura. 
Questa voluta mancanza, precisa il candidato sindaco, ha comportato non solo un crollo dell'offerta culturale in città, ma addirittura un difetto di sinergie con il tessuto turistico alberghiero, contribuendo inoltre ad ampliare la crisi della Fondazione Arena, che dovrebbe costituire il fiore all'occhiello della proposta culturale cittadina. 
Come sempre - conclude la nota - l'unico movimento politico a difesa dei cittadini Veronesi è CasaPound, scudo e spada d'Italia e di Verona".

Alemanno: il movimento Nazionale per la sovranità pronto per le amministrative

(G.p)Domenica 11 giugno gli elettori residenti nelle regioni ordinarie di oltre 1000 comuni, saranno chiamati al voto amministrativo. Si voterà in 25 comuni capoluogo di Provincia come Verona, Spezia, Lucca, Padova, Taranto, Trapani e 4 capoluoghi di regione, Catanzaro, Genova, L'Aquila e Palermo.
Anche il Movimento nazionale per la sovranità, movimento politico nato pochi mesi fa dall'unione di due distinti movimenti, la Destra del Senatore Francesco Storace ed Azione Nazionale, dell'ex sindaco di Roma nonché leader della destra sociale in An prima, nel Pdl poi, Gianni Alemanno, che in un articolo, pubblicato da Il Giornale d'Italia, fa il punto della situazione sul radicamento del Movimento nazionale per la sovranità presente un po' dappertutto alle prossime amministrative.
Articolo che riportiamo per intero.



La presentazione delle Liste per le elezioni comunali del prossimo giugno ha riservato sorprese positive, importanti per il futuro del centrodestra.

Innanzitutto il Movimento Nazionale per la Sovranità, nonostante sia nato da meno di tre mesi, è presente con propri candidati un po’ dappertutto: nell’80% dei comuni capoluogo e in una porzione significativa dei principali comuni in cui si va al voto. I nostri dirigenti sono presenti, spesso come promotori, principalmente nelle Liste civiche di sostegno ai candidati Sindaci del centrodestra, ma sono inseriti anche come indipendenti nelle liste dei partiti del centrodestra: la Lega ad Alessandria, Forza Italia a Monza, Direzione Italia a Padova e perfino Fratelli d’Italia a Frosinone. Questo è testimonianza di un forte radicamento nel territorio che ha fatto fallire ogni tentativo di emarginarci dal centrodestra. Abbiamo letto sui giornali alcune fastidiose interviste di esponenti di Fratelli d’Italia che demonizzavano il nostro Movimento ed escludevano qualsiasi nostro coinvolgimento nel centrodestra. Ebbene, l’unico effetto concreto di questi veti si è avuto a Pieve Emanuele (Milano) dove, di fronte alla dichiarazione di incompatibilità di FdI nei nostri confronti, il candidato Sindaco Cerminara ha preferito escludere i candidati del partito della Meloni e tenersi i nostri. Esistiamo, siamo presenti in ogni parte d’Italia, non siamo un “movimento di colonnelli” in cerca di poltrone, nessuno ci può cancellare o escludere, soprattutto perché siamo utili alla vittoria del centrodestra.
Ma c’è un’altra importante conseguenza di questa tornata elettorale. Se consideriamo i 25 Comuni capoluogo che andranno al voto, scopriamo che ben in 22 il centrodestra si ritrova unito (l’88% del totale). Nonostante le polemiche giornalistiche tra i diversi leader del centrodestra, alla prova dei fatti, nel concreto scontro elettorale, il nostro schieramento si ritrova quasi sempre unito. Insomma, mettere insieme sovranisti e liberal-popolari, partiti consolidati, liste civiche e movimenti allo stato nascente come il nostro, non è impossibile, anzi appare abbastanza a portata di mano.
Per questo ci siamo permessi di lanciare una proposta che potrebbe avere un effetto estremamente positivo sulle dinamiche della nostra area: convocare, appena terminate le elezioni comunali, gli Stati Generali del centrodestra. Cosa vuol dire? Affrontare i nodi che dividono il nostro schieramento non nel chiuso di qualche riunione di vertice, ma in mezzo alla gente, al popolo che non si vuole rassegnare a stare a rimorchio di Renzi o di Grillo. A questa grande Convention devono essere invitati tutti, non solo i partiti che hanno rappresentanza parlamentare, ma i movimenti, le associazioni e le liste civiche in cui si è dispersa buona parte delle energie del centrodestra. Non ci illudiamo, ovviamente, che tutto si possa risolvere in un contesto di questo genere, ma siamo convinti che dopo un confronto a tutto campo in mezzo alla gente, sarà molto più facile trovare convergenze in contesti più ristretti.
Quali sono i nodi da affrontare in questi Stati Generali? Innanzitutto la nuova Legge elettorale, verso cui sarebbe opportuno non andare in ordine sparso per evitare il ritorno al proporzionale della Prima Repubblica. Poi le Primarie che, normate per legge o organizzate spontaneamente, non possono continuare a essere appannaggio esclusivo del Pd. In più, bisogna definire dei criteri di formazione delle liste elettorali che devono essere ispirate a criteri oggettivi e al massimo coinvolgimento del territorio.
Infine, last but not least, la posizione da prendere sull’Unione europea, che è il vero discrimine di tutti i contenuti programmatici. Il dissidio tra noi sovranisti e gli aderenti al Ppe sembra inconciliabile, ma se guardiamo alle scadenze concrete che abbiamo di fronte forse il divario si può significativamente ridurre. A fine anno il fiscal compact rischia di essere definitivamente inserito nella normativa comunitaria, mentre la creazione di un Ministro delle finanze europee appare una minaccia più che un’opportunità per l’economia italiana. Partendo dai dati concreti dell’occupazione, dello sviluppo e dell’uscita dalla crisi economica, forse anche questo nodo potrebbe essere superato, non con un compromesso al ribasso ma con una proposta di alto profilo.
Ci illudiamo? Forse sì ma non possiamo permetterci di andare divisi alle prossime elezioni politiche senza avere perlomeno provato a costruire un centrodestra unito, forte e con le idee chiare. Ce lo chiedono i nostri elettori, ne avrebbe bisogno l’Italia.

venerdì 19 maggio 2017

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Ritorno a Montesarchio Scarinzi ci racconta Campo Hobbit 40

(G.p)Dopo quarant'anni torna il Campo Hobbit, a Montesarchio, in provincia di Benevento, l'esperimento fortemente voluto da Generoso Simeone, esponente di primo piano dell'ala rautiana del Movimento Sociale Italiano, per cercare di cambiare concretamente le cose, partendo dal mondo dell'attivismo missino ed al suo modo di rapportarsi con la complessa e variegata società italiana.
Infatti, dal 23 al 25 giugno a Montesarchio il comitato Campo Hobbit 40 ha organizzato un nuovo incontro al fine di richiamare alla memoria il senso di appartenenza e la volontà di confronto e scontro di una generazione che non si è mai arresa.
Un evento che è stato presentato oggi pomeriggio, a Napoli, presso la sala Nugnes del Palazzo del Consiglio comunale di Napoli nella centralissima via Verdi.
In esclusiva per i lettori di Fascinazione intervisto Davide Scarinzi, militante nazional rivoluzionario di lungo corso, sodale del compianto Generoso Simeone, stretto collaboratore di Marina Simeone presidente dell'associazione culturale Generoso Simeone al quale pongo alcune domande.

Dal 23 al 25 giugno si svolgerà in provincia di Benevento il quarantennale del primo Campo Hobbit siamo di fronte ad una operazione di tipo nostalgica? una ricerca del tempo perduto? oppure una volontà di ricostruire un mondo?
Nessuna nostalgia , niente ricerca del tempo perduto e neanche recupero di personaggi nati in quel contesto poi negli anni venduti al peggior liberismo . Sodali di un Sistema che li ha facilmente comprati, molto spesso per pochi Denari. Personaggi miserabili che oggi vagano cianciando di “ Area..di amici mai abbandonati… di camerati mai delusi “, risultando semplici e ridicoli buffoni al soldo del Potere.


L'identità è il sottotitolo scelto per questa 3 giorni di dibattiti, incontri, ricordi, analisi, mostre fotografiche e musica. E' una identità perduta o una identità mai dimenticata?
L’identità non si dimentica e non si perde,se la si ha. E lo si capisce analizzando cosa fu Campo Hobbit 1977: il grido di rivolta di una intera Comunità stanca di riconoscersi solo nei rituali più o meno Camerateschi tipici del neofascismo. Uomini stanchi di vivere nelle catacombe delle sezioni Missine. Ecco quindi la ribellione INTERNA contro la classe dirigente dell’ MSI ( spesso funzionale al Sistema ) ed ESTERNA contro chi ignorava e reprimeva brutalmente chi intendeva esprimere il proprio PENSIERO confrontandosi con il Mondo esterno : facendolo con argomenti e tesi.
E fu la gioia , la festa.la libertà : fu Campo Hobbit 77!

Li ricordo bene quei giorni memorabili: dibattiti,confronti.canzoni sguaiate ma lucide e forti..e poi tende,campeggio…insomma CAMERATISMO che non si dimentica più. E son passati quarant’anni !

Che tipo di programma avete messo in campo in questi 3 giorni dedicati al Campo Hobbit?

Analisi dell’evento e riflessioni sulla Sostanza di allora come d’oggi. Ci saranno presentazioni di libri a cura delle case editrici e degli scrittori stessi . Ad esempio il giornalista Alessandro Alberti ha brillantemente disegnato e raccontato , nel libro RADIO ALTERNATIVE , quello che fu il primo esperimento di inserimento della Comunità nel Monda nascente delle Radio libere che a Destra vide molto protagonismo. Ma poi ci sarà il ricordo in video del suo ideatore , Generoso Simeone : un lucido e talvolta inascoltato protagonista e anima stessa di Campo Hobbit 77. Poi sarà ricordato Rutilio Sermonti : uno straordinario faro di riferimento per intere generazioni di Idealisti mai arresi. Ed ancora tavole rotonde sui temi dell’attualità politica alla luce dei nuovi scenari, oramai stravolti dalla globalizzazione e dalle nuove povertà. E infine la sera canti e suoni della Musica Alternativa con la presenza di tanti Gruppi musicali provenienti da ogni parte d’Italia, sempre nello scenario del Campo sportivo di Montesarchio : oggi come allora , magico veramente!
Quindi tanta riflessione e analisi a Campo Hobbit 40 : per capire quel che fu e “ se c’è ancora Fuoco sotto la cenere “ . E concludo con un appello ai tanti che mi scrivono e chiamano, plaudendo all’iniziativa di cui sono partecipe e organizzatore in quanto Presidente del Comitato Campo Hobbit – Il Quarantennale “. L’appello che rivolgo è per una rapida ,sollecita e corposa adesione all’evento. Andate sul sito di campo hobbit e iscrivetevi subito ..versate la quota modesta o anche un contributo e dimostrate con i fatti di essere Uomini che ancora han voglia di lottare e di non arrendersi ! Forza ,ora è il momento di agire ..sol cosi si puè capire “ se c’è ancora Fuoco sotto la cenere “ !








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Melito: la strana alleanza ribolle. Spaccatura in Fratelli d’Italia, tra deputato e consigliere regionale

(G.p) La partecipazione del deputato di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale Marcello Taglialatela all'apertura della campagna elettorale del dottor Pietro D'Angelo, esponente del Movimento dei Progressisti Articolo Uno, candidato a sindaco di Melito, popoloso come del'hinterland partenopeo, sostenuto da 6 liste,  non è andata proprio giù a Luciano Passariello, consigliere regionale e membro della direzione nazionale di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale che non condivide l'alleanza contro natura tra il suo partito e la sinistra, prendendo nettamente le distanze, come ci racconta il collega Antonio Sabbatino dalle colonne virtuali di Internapoli, giornale on line dell'hinterland di Napoli.
Articolo che riportiamo per intero.

Una «scelta del tutto personale», in antitesi «all’orientamento del partito che non può sostenere un candidato proveniente dalla sinistra». Luciano Passariello, consigliere regionale e membro della direzione nazionale di Fratelli d’Italia, non condivide la decisione assunta dal deputato Fdi Marcello Taglialatela di partecipare ieri sera all’apertura della campagna elettorale di Pietro D’Angelo, esponente di Articolo Uno Mdp e candidato sindaco alle amministrative di giugno e ne prende nettamente le distanze. 
Nella coalizione a suo sostegno, oltre a movimenti progressisti e di sinistra, D’Angelo può annoverare anche la lista civica “Insieme per Melito’’ che vede tra gli ispiratori esponenti politici vicini a Fratelli d’Italia e al mondo che nell’accezione politica tradizionale si riferirebbe al centrodestra. Per questo motivo, Taglialatela è intervenuto al comitato elettorale in corso Europa 340 nella serata di mercoledì pe dare manforte a D’Angelo, scelta già che di per sé aveva sollevato polemiche dopo alcuni approfondimenti giornalistici. «Noi – afferma senza mezzi termini Passariello - non ci siamo assolutamente confrontati sulla questione Melito con altri esponenti del nostro partito. 
Tutti sappiamo che D’Angelo è una personalità della sinistra e anche la parlamentare Michela Rostan di Mdp lo ha ricordato in alcune recenti dichiarazioni; quindi la scelta di sostenerlo con una civica non riguarda Fratelli D’Italia e chi ha partecipato all’apertura della campagna elettorale (il riferimento è a Marcello Taglialatela ndr.) lo ha fatto prendendo una decisione autonoma. A riprova di ciò, il fatto che in altri comuni noi sosteniamo nostri candidati sindaci e chi ha condiviso con noi un percorso». 
Due gli esempi citati: quello di Acerra, dove FdI propone Raffaele Barbato e Sant’Antimo con il candidato sindaco Salvatore Castiglione. Proprio per Sant’Antimo, a differenza di Melito, approfondisce Luciano Passariello, «Fdi è protagonista e può essere l’ago della bilancia superando il risultato delle passate amministrative. Ma anche ad Acerra possiamo dire la nostra». Sulla vicenda riguardante pezzi di centrodestra nel proprio schieramento, il candidato sindaco Pietro D’Angelo si era già espresso così: «Le polemiche sorte sono strumentali. Quello che ci tiene insieme sono i valori della solidarietà e della sicurezza per il cittadino, valori che non sono né di destra né di sinistra».

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