venerdì 29 luglio 2016

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Cutonilli: mai occupato della strage di Bologna da avvocato

Cutonilli: mai occupato della strage di Bologna da avvocato

domenica 24 luglio 2016

Forza Nuova annulla la manifestazione anti-profughi a Marzabotto


L'associazione Appenino Tricolore e non erroneamente Forza Nuova, come afferma il Resto del Carlino annulla la manifestazione del 25 luglio organizzata a Lama di Reno, frazione di Marzabotto, contro l'arrivo di 18 profughi. Il Resto del Carlino, con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci spiega i motivi di questo dietro front dopo le prese di posizione del Comune, dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia e di alcuni parlamentari del centro sinistra.



Non ci sarà nessuna protesta contro l’arrivo dei migranti, che tante reazioni ha suscitato da parte del mondo politico e non solo. «Appennino Tricolore annulla la manifestazione del 25 luglio» contro l’arrivo di 18 profughi a Lama di Reno al grido di «prima gli Italiani». La decisione è arrivata dopo la reazione del Comune di Marzabotto, simbolo della strage nazifascista, con Comitato Onoranze, Scuola di Pace e Associazione familiari delle vittime: «Aderiamo al presidio indetto dall’Anpi» lo stesso lunedì a Lama - avevano annunciato - perché «Marzabotto è simbolo di Pace» e Antifascismo ed è «dovere umanamente imprescindibile» l’accoglienza di persone in fuga da guerra e diritti violati.

Anche diversi parlamentari avevano preso posizioni analoghe sul tema. Appennino Tricolore conferma la scelta politica, ma annulla il presidio per il «clima» creato dalla «strumentalizzazione» di chi «ha attribuito appartenenze ideologiche inesistenti»: il riferimento è a Forza Nuova che oggi, con Stefano Colato, responsabile di Bologna, conferma che «la manifestazione voleva essere trasversale». Per Andrea De Maria (Pd) ha vinto la comunità di Marzabotto e la sua «risposta ferma e determinata».

sabato 23 luglio 2016

Giorgia Meloni: «Parisi? Il “modello Milano” non mi pare così vincente…»


(G.p)In quel che resta dell'italico centro destra, diviso in mille rivoli ed orfano di autentico e carismatico leader come l'ex premier Silvio Berlusconi, tengono banco le parole di Stefano Parisi, candidato sindaco alle scorse elezioni comunali di Milano sconfitto dal candidato Sala del centro sinistra, che parla di un modello Milano da cui partire per la riorganizzazione del centro destra.
Le sue dichiarazioni, sono state considerate dai media come una sorta di auto candidatura a una leadership prossima ventura, ovviamente smentita dal diretto interessato.
Sulla probabile candidatura di Stefano Parisi alla guida del centro destra non potevano non mancare commenti. Per Giorgia Meloni, leader indiscussa di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale Stefano Parisi ha commesso un errore: quello di annacquare troppo le sue posizioni,d'altronde per piacere a tutti si rischia di non piacere a nessuno come ci racconta Il Secolo, quotidiano on line della Fondazione Alleanza Nazionale, con un interessante articolo che pubblichiamo per intero.





Tengono banco nel centrodestra le parole di Stefano Parisi che ha lanciato un modello-Milano da cui partire per la riorganizzazione del centrodestra. Le sue frasi sono state considerate una sorta di “auto candidatura” a una leadership prossima ventura, ma Parisi smentisce. «Non sono per la rottamazione, non voglio fare il capo di Forza Italia e non pongo la questione della leadership ma solo il tema di una piattaforma liberal – popolare per non farci essere solo il partito del no, dobbiamo cominciare a fare una proposta di governo». Lo afferma Stefano Parisi parlando a Omnibus su La7. «Voglio soltanto dare una mano per ricostruire il centrodestra. In tanti pensano di votare per noi e per un programma di governo. E in tal senso è stato fatto un grande lavoro a Milano. Con questo – prosegue – non voglio prendere il posto di Berlusconi ma solo aiutare». A una domanda sul pranzo ad Arcore tra il Cavaliere i vertici di Forza Italia, risponde: «Non ci sarò, non sono di Forza Italia». 

Meloni: «Il modello Milano non mi pare così vincente…
»

Le voci del centrodestra non tardano a commentare quella di Parisi, il cancidato sindaco uscito sconfitto, sia pur di un soffio, dalle Comunali di Milano. «Nella mossa di Stefano Parisi almeno un elemento di chiarezza c’è: ha detto che voterà no al referendum costituzionale, e questa è un’ottima decisione, ma per il resto «non mi sembra che il “modello Milano” sia così vincente, visto che alla fine le elezioni Parisi le ha perse». Per la leader di FdI Giorgia Meloni, intervistata dalla Stampa, «Parisi ha fatto soprattutto un errore: annacquare troppo le sue posizioni. Per piacere a tutti si finisce per non piacere a nessuno. Ed è un errore che il centrodestra ha fatto troppo spesso. Gli elettori cosiddetti moderati, che poi secondo me lo sono sempre meno, vogliono magari la moderazione nei toni, ma di certo la chiarezza nelle proposte». Sul referendum, per il quale Parisi suggerisce che il premier Renzi non debba dimettersi in caso di sconfitta, la Meloni è chiarissima. «È Renzi che ha personalizzato questo referendum. La faccia ce l’ha messa lui. Quindi se perde se ne deve andare», dice Meloni, tocando un punto nevralgico. «Questo è il vero discrimine da cui deve ripartire il centrodestra. Siamo d’accordo o no che bisogna sbarazzarsi di Renzi? O sì o no. Basta inciuci. Se Renzi perde va a casa e gli italiani vanno a votare».
Brunetta: «Parisi? Non è il momento. Prima cacciare via Renzi, poi si vedrà»

Sulla stessa lunghezza d’onda di Giorgia Meloni , Renato Brunetta aggiunge: «L’Opa di Parisi su Forza Italia? Parisi è un amico, lo conosco da una vita, ha questa grande passione per la politica. A differenza che nelle imprese, l’Opa, in politica, non esiste”. Intervistato dal Corriere della Sera, il capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta commenta così il progetto di Stefano Parisi per rigenerare il centrodestra. Il partito e il centrodestra sono «tutte cose che vengono dopo il referendum. Non prima. Forza Italia ha bisogno di una sola cosa: che vinca il No». Tutte le energie del centrodestra e di Forza Italia in questo momento sono concentrate sulla «battaglia per la liberazione dal renzismo. Sulla battaglia per il No al referendum, con la quale manderemo a casa Renzi», ribadisce Brunetta. «Tutti i contributi sono ben accetti. Bene i contributi del Movimento cinquestelle, bene l’impegno degli amici di Sinistra italiana, bene quella parte del Pd che vuole liberarsi da Renzi, benissimo il lavoro nostro, di Forza Italia, della Lega». In caso di vittoria del No, «quando una guerra finisce, tutto il comitato di liberazione nazionale brinda insieme”, anche con Beppe Grillo.

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No Nazi,,no Jihad ma la strage paralizza Monaco

http://www.ugomariatassinari.it/monaco-terrorismo/

Forza Nuova libera dai rom il parco Colonnetti a Torino


(G.p)Venerdì 22 luglio, con inizio alle ore 21, i militanti di Forza Nuova insieme ai cittadini della zona hanno manifestato per chiedere alle autorità competenti lo sgombero dei rom stanzianti al Parco Colonnetti di Torino, come ci racconta Luigi Cortese, prezioso corrispondente piemonte di Fascinazione con un interessante articolo che pubblichiamo per intero.


Basta il semplice annuncio della manifestazione organizzata da Forza Nuova ed alla quale hanno aderito i cittadini della zona per far sgombrare, almeno momentaneamente, i rom stanziati al parco Colonnetti di Torino.
I militanti del partito guidato da Roberto Fiore erano scesi in piazza, con bandiere e striscioni, per chiedere lo sgombero dei rom, ma più che una manifestazione è stata una improvvisa quanto inaspettata vittoria, visto che il comune, guidato dal neo eletto sindaco del Movimento Cinque Stelle, Chiara Appendino, aveva provveduto allo sgombero dei rom dopo l'annuncio della manifestazione.
Ad onor del vero, Forza Nuova, già 2 anni fa era scesa in piazza per lo stesso motivo, ed anche allora riuscì a far sgombrare i rom dal parco, ma oggi è bastato il semplice annuncio della manifestazione.
Forza Nuova continuerà, al fianco dei cittadini torinesi, la lotta il ripristino della legalità in città e per una maggiore sicurezza dei suoi cittadini.




CasaPound organizza una raccolta fondi per la popolazione siriana


(G.p) Anche quest'anno la sezione pesarese di Casa Pound Italia ha organizzato una raccolta fondi insieme con la Onlus Comunitaria Solidarieté Identitès a favore della popolazione siriana stremata da 5 anni di guerra, di embargo e terrorismo come ci racconta Vivere Pesaro, giornale on line di informazione locale, con un interessante articolo che pubblichiamo per intero.

Come ogni anno la sezione pesarese di CasaPound Italia organizza una raccolta fondi per la popolazione siriana stremata da 5 anni di guerra, di embargo e dal terrorismo, nello spirito di solidarietà che lega i popoli in lotta per l'autodeterminazione.

"Da anni siamo impegnati a fianco della Onlus umanitaria Solidarité Identités Sol.Id -spiega il portavoce cittadino di CasaPound Italia Christiano Demontis- nella raccolta di fondi, vestiario e medicinali che i volontari recapitano direttamente alle popolazioni siriane dei campi profughi con annuali missioni."

"In collaborazione con la comunità siriana in Italia, l'obiettivo é supportare concretamente la popolazione ormai allo stremo-prosegue Demontis-e non lasciarla sola nel momento di maggior bisogno".

"Chiunque fosse interessato alla donazione ci contatti e forniremo gli estremi bancari della onlus che sosteniamo nonché ogni riferimento, con la consueta promessa di documentare l'utilizzo e la destinazione dei fondi o del materiale raccolto."

"Io ho quel che ho donato."

venerdì 22 luglio 2016

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Sondaggio segreto di FdI «Volete il polo lepenista con la Lega di Salvini?»


(G.p)Secondo il blog specializzato I simboli della discordia, tra i partiti di quel che resta l'italico centro destra, diviso in più rivoli, tra fan del patto del Nazareno, ed oppositori al governo Renzi, Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale avrebbe chiesto ai suoi aderenti un parere sul percorso politico da percorrere da qui ai prossimi mesi, proponendo diverse opzione dalla costituzione di un nuovo soggetto politico modello Pdl, al semplice rafforzamento del partito guidato da Giorgia Meloni, fino alla costituzione, insieme a Matteo Salvini, di un partito sul modello Front National francese, come ci racconta il collega Antonio Rapisarda, con un interessante articolo, pubblicato da Il Tempo, storico quotidiano romano, che proponiamo per intero.




La prima metà d’estate delle forze politiche del frastagliato centrodestra italiano è caratterizzata dal più leninista degli interrogativi: «Che fare?». Se sull’argomento politico di più stringente attualità – quello dell’opposizione al referendum costituzionale – con diverse sfaccettature gli ex alleati del governo Berlusconi hanno comunque trovato il minimo comun denominatore, resta aperto il tema del rinnovamento interno ai partiti, della modulazione delle alleanze e della riproposizione o meno degli schemi adottati a Roma (fronte lepenista contro fronte civico) e a Milano (modello di un centrodestra allargato più outsider alla guida). Tra i partiti più attivi nella consultazione della base vi è di certo Fratelli d'Italia che – come ha scovato il blog specializzato “I simboli della discordia” – ha chiesto ai suoi aderenti, tra le altre cose, un parere sulle strade che dovrebbe percorrere Giorgia Meloni assieme a tutto il partito. Tra le domande del questionario on-line (uno strumento utilizzato già in passato da FdI anche sul ritorno del simbolo di An, ad esempio) la domanda più interessante è quella sul futuro da intraprendere da parte del leader nei confronti degli alleati vecchi e nuovi. Come si legge sul blog «le alternative tra cui scegliere - con la possibilità di indicare anche una risposta diversa da quelle proposte - erano “proseguire il lavoro intrapreso rafforzando FdI”, “dare vita ad un nuovo soggetto politico, modello Pdl, con le parti migliori del centrodestra” e “costruire insieme a Matteo Salvini un soggetto politico sul modello del Front National francese”». Insomma, una forbice di possibilità che più aperta non si può dato e che dà ulteriore fiato a diversi rumor di questi giorni. L’ipotesi di ricostruire un “soggetto politico”, stile Pdl sì ma con i “migliori”, sembra proprio confermare ad esempio i malumori di quella parte di Forza Italia (chiamiamola l’ala “azienda”) che mal digerisce l’interlocuzione privilegiata dei due “lepenisti” con il governatore della Liguria Giovanni Toti (e anche con l’ex Fi Raffaele Fitto), proprio nell’ottica di un centrodestra 3.0 (come Terza Repubblica) muscolare e generazionale. Nell’ipotesi di un voto con l’Italicum, poi, una lista con queste tre punte potrebbe essere accettata da Meloni e Salvini e, in quest’ottica, si comprende anche la presenza confermata di Toti ad Arezzo alla presentazione del comitato referendario “No, grazie” di FdI assieme al leader del Carroccio. L’eventualità del percorso in solitaria – in un’ipotesi di riformulazione dell’Italicum – con un rafforzamento del progetto politico sembrerebbe ispirata a quella “fase 2”, rilanciata dalle buone performance di Meloni negli indici di gradimento e richiamata più volte dai dirigenti di FdI anche dopo le ultime Amministrative: fase però che ancora non si è concretizzata in un congresso (avrebbe dovuto tenersi nell’inverno scorso) o in un’assemblea programmatica. L’ultima ipotesi è quella più affascinante dal punto di vista dell’immaginario politico, non fosse altro perché da tempo è argomento di dibattito tra gli elettori sovranisti entusiasti dei risultati e della capacità di dettare l’agenda di Marine Le Pen (ma anche degli austriaci del Fpo e degli inglesi dell’Ukip): la nascita di un soggetto politico che ricalchi il modello del Front National francese. Il cosiddetto ticket Meloni-Salvini, dunque, testato alle Regionali (in Toscana e in Emilia-Romagna) e alle Amministrative (a Roma) dovrebbe tradursi, quindi, in una nuova proposta politica che dovrebbe superare i due partiti nel nome di quel “nazional-populismo” che ha portato in mezza Europa i movimenti sovranisti a contendere la scalata al governo e a drenare consenso al centrosinistra ma anche al centrodestra. Tradurre il sogno in realtà, però, non sembra così facile: non solo le ultime elezioni hanno ridimensionato la “percezione” a livello nazionale – nonostante le dovute eccezioni, come Roma, e i numeri totali – dei due soggetti, ma nella stessa Lega Nord Matteo Salvini – impegnato in un pre congresso che dura da mesi oramai - è costretto ad ascoltare i mal di pancia interni di chi gli rimprovera proprio la visione “nazionale”, additandogli in mancato sfondamento al centro-Sud. Sembra difficile, insomma, che l’altro Matteo possa forzare la mano ben oltre l’articolo 1 dello statuto leghista (quello che recita circa l’indipendenza della Padania) stringendo un sodalizio di sangue con i nipoti della fiamma tricolore. Questo, per lo meno, sembra assodato tra la maggioranza dei dirigenti. Magari la base è più avanti…

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Cagliari, sabato i militanti di Noi con Salvini in piazza contro i migranti


(G.p)I militanti cagliaritani di Noi con Salvini, costola centro meridionale della Lega Nord per l'indipendenza della Padania hanno organizzato una manifestazione dal titolo Stop invasione per sabato 23 luglio in piazza della Stazione luogo simbolo del passaggio dei migranti, ma il coordinamento anti fascista cagliaritano non ci sta e minaccia di occupare la piazza per impedire il regolare svolgimento della manifestazione perché definita xenofoba, come ci racconta il sito di informazione sarda Sardinia post con un interessante articolo che pubblichiamo per intero.



L’appuntamento è per domani, sabato alle 16 in piazza Matteotti, a Cagliari: i militanti di Noi con Salvini hanno organizzato una nuova manifestazione contro i migranti. Con lo slogan ‘Stop invasione’ scenderanno in strada proprio nella piazza della Stazione, luogo-simbolo del passaggio dei migranti in città e al centro delle polemiche, e marceranno fino al palazzo del Consiglio Regionale.

“Chiederemo alle autorità decoro, sicurezza, ordine pubblico. ORA BASTA”, scrive Daniele Caruso  portavoce del movimento salviniano. Le adesioni non si fanno attendere: “Liberiamo l’Italia dai clandestini parassiti”, “Rivogliamo la nostra terra, pulita, non vogliamo clandestini che dobbiamo mantenere, vogliamo sicurezza”, “Se non facciamo un gran casino questi diventeranno i padroni” sono alcuni dei commenti che si leggono a margine dell’invito. Su Facebook, almeno per ora, hanno confermato la partecipazione 126 persone; all’ultima manifestazione organizzata in piazza Palazzo, nel quartiere cagliaritano di Castello, con lo slogan “Basta immigrazione” i militanti neofascisti presenti erano una quarantina.

I cagliaritani non ci stanno: il Coordinamento Antifascista cagliaritano, composto da associazioni, studenti, movimenti e cittadini, ha intenzione di occupare la piazza “per impedire che si possa svolgere la marcetta xenofoba”. “La manifestazione contro i migranti organizzata da Noi con Salvini – scrivono gli organizzatori – avviene a poche settimane dall’omicidio di Fermo in cui Emmanuel, richiedente asilo politico nigeriano, ha trovato la morte per mano di un simpatizzante leghista e militante di Casapound. Molte sono le associazioni fasciste che tramite le affermazioni dei loro componenti non hanno disconosciuto il gesto e difendono tutt’ora un assassino razzista, tra questi anche gli esponenti isolani di Noi con Salvini promotori del corteo di sabato. Fascisti e razzisti pretendono di scendere in piazza a Cagliari , mascherando grossolanamente, da proposta di buon senso a vere e proprie campagne di guerra fra poveri, veicolando lo stesso odio razziale che che è stato alla base del vile omicidio di Emmanuel”.

Una settimana fa Cagliari ha accolto un’altra manifestazione antirazzista: trecento persone si sono radunate in piazza Costituzione, sotto la scalinata del Bastione di Saint Remy, per dire no al razzismo contro i migranti

A Marzabotto Forza Nuova in piazza contro i profughi, il sindaco: "Irresponsabili"


(G.p)Lunedì 25 luglio l'associazione Appenino Tricolore ha organizzato una manifestazione di protesta a Lama di Reno, frazione del comune di Marzabotto davanti all'ex Cartiera luogo dove verranno ospitati 18 richiedenti asilo. Alla manifestazione ha aderito anche Forza Nuova che sarà presente con una delegazione di militanti e simpatizzanti, ma la manifestazione è in forse perché il sindaco è pronto a bloccare l'iniziativa, come ci racconta il quotidiano Repubblica con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero.


A Lama di Reno, frazione di Marzabotto, stanno arrivando i primi richiedenti asilo: in totale saranno 18, selezionati per il progetto di accoglienza e formazione professionale alla ex cartiera. Forza Nuova aderisce a una manifestazione di protesta per lunedì 25 luglio (proprio davanti alla struttura che ospita i profughi), ma il sindaco Romano Franchi è pronto a bloccare l'iniziativa.

"Marzabotto ha una storia e una tradizione antifascista molto forte- ricorda il sindaco, contattato dall'agenzia Dire- qui non c'è alcuno spazio per Forza Nuova per manifestare, né verrà loro concesso". Nella località dell'Appennino - che nell'autunno del 1944 fu scenario di una delle più gravi stragi naziste in Italia, con quasi 800 morti in cinque giorni - "abbiamo già alcuni rifugiati ma non abbiamo mai avuto problemi né ricevuto segnalazioni dai residenti". Quella di lunedì, dunque, "è un'iniziativa irresponsabile e molto grave- attacca il sindaco- che sparge veleno invece di lavorare per la conoscenza. Sono abbastanza preoccupato".

A organizzare la manifestazione, cui aderisce il movimento di estrema destra, è Appennino tricolore. "Condividiamo la battaglia che cittadini e movimenti stanno portando avanti nel nostro Appennino contro il business dell'accoglienza dei cosiddetti profughi- scrive il movimento di estrema destra in una nota- i quali sono ospitati presso una struttura gestita da una nota cooperativa sociale, già 'esperta' in materia"

Il sindaco invece parla di "un progetto innovativo". A condannare le intenzioni di Forza Nuova è anche l'ex primo cittadino di Marzabotto, e oggi deputato Pd, Andrea De Maria: "I contenuti di quella manifestazione e le caratteristiche dei suoi promotori sono assolutamente inaccettabili. La comunità di Marzabotto ha risposto alla tragedia che l'ha colpita promuovendo valori di pace, solidarietà, rispetto dei diritti umani in Italia e nel Mondo che rappresentano esattamente l'opposto del messaggio che la manifestazione del 25 luglio vuole comunicare. Tutto il mio sostegno a quanti a Marzabotto, a cominciare dal Sindaco, si sono espressi con chiarezza e decisione sulla iniziativa di Forza Nuova

giovedì 21 luglio 2016

Casa Pound Latina: “Questa Bolkestein è un mostro”

(G.p)I militanti di Casa Poud Latina, durante la notte, hanno affisso sul lungomare cittadino diversi striscioni contro la famigerata direttiva Bolkestein che liberalizza la concessione delle spiagge pubbliche. Questo è il testo del comunicato di Casa Pound Latina diffuso alla stampa, che pubblichiamo per intero.
Nella notte i militanti di CasaPound hanno affisso sul lungomare diversi striscioni per attaccare la famigerata direttiva Bolkestein che liberalizza la concessione delle spiagge pubbliche.
Attraverso il responsabile Marco Savastano il movimento ha rivendicato e spiegato l’azione:“Abbiamo attaccato questi striscioni con l’effigie di Frankestein perché non ci piacciono i tentativi di innestare corpi estranei nel nostro tessuto sociale. 
Applicare questa direttiva è l’ennesimo crimine contro la nostra terra e la nostra economia.
Potenzialmente le nostre spiagge potrebbero essere vittima di multinazionali e capitali stranieri facendo perdere cosi ulteriore terreno ai nostri imprenditori e alla nostra economia locale. 
Il nuovo governo della città deve intervenire in tutti i modi possibili se ha davvero a cuore la sovranità della nostra città, noi comunque ci saremo affianco a cittadini e commercianti”.

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