domenica 30 aprile 2017

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Dopo la politica dei divieti è boom di celebrazioni fasciste


(G.p)La politica dei divieti, portata avanti dall'associazione nazionale partigiani d'Italia e sostenuta politicamente dalla sinistra parlamentare e no, ha portato come unico risultato il fiorire di celebrazioni in ricordo dei caduti della Repubblica Sociale Italiana in tutta Italia, da Bolzano a Palermo.
Il tentativo vano di incarcerare metaforicamente e no in pensieri, secondo la tesi  sostenuta dal collega Giannino della Frattina, in un interessante articolo pubblicato da Il Giornale, storico quotidiano meneghino ha prodotto un effetto di emulazione, in un periodo storico, come questo, caratterizzato dalla morte dell'ideologie e dalla diffusione del pensiero debole ed unico dominante.




Centinaia di persone con il braccio teso ieri al cimitero Maggiore di Milano sulle tombe dei militi di Salò dopo che il 25 aprile un'ordinanza del neo prefetto Luciana Lamorgese su richiesta del sindaco Giuseppe Sala aveva vietato la tradizionale messa al Campo dell'Onore.
«Me ne frego» anche a Cremona, dove oltre al sindaco Gianluca Galimberti d'accordo con la prefettura, anche il vescovo aveva negato perfino la benedizione alla tomba di Roberto Farinacci.
Ecco a cosa porta la politica dei divieti. Il tentativo sempre vano di incarcerare (e non solo metaforicamente), i pensieri. Giusti o sbagliati che siano. Perché un'idea eventualmente storta, si raddrizza con un'idea migliore e non certo con leggi speciali o ordinanze dei prefetti. Sempre se si è capaci di farlo. Un pensiero si può combattere con la dialettica o la persuasione, mai vietando. Soprattutto se di fronte si ha l'ardore di giovani il cui spirito per natura ribelle non può che infiammarsi di fronte ai proibizionismi di qualunque sorta. Figurarsi di fronte al fascino romantico che su di loro esercitano il sangue dei vinti e la nobiltà della sconfitta di una generazione di loro coetanei soffocata nel sangue e sepolta dalla bombe americane. Un effetto di emulazione inevitabilmente moltiplicato in questi tempi che hanno sepolto idee e ideologie, lasciando soprattutto nei ragazzi una spaventoso deserto di valori che seguendo la legge fisica dei vasi comunicanti evidentemente valida anche per le anime, chiede di riempire i vuoti con altre idee. Possibilmente forti. A quei ragazzi andrebbe casomai detto che se il loro Fascismo è rivoluzione, non c'è nulla di meno di fascista della ripetizione rituale di un saluto a braccia tese che era già vecchio quando nel 1943 nasceva la Repubblica sociale.
Meglio così che con i prefetti. Sarebbe bene pensarci prima di aver mandato sulle barricate e al massacro un'altra generazione, mettendo i giovani contro i giovani come è già stato fatto nel '77. E proprio ieri erano 42 anni dalla morte di Sergio Ramelli, il diciottenne del Fronte della Gioventù a cui una chiave inglese del servizio d'ordine di Avanguardia operaia sfondò il cranio. Perché dopo la rabbia dei partigiani (postumi) dell'Anpi e i divieti a celebrare il 25 aprile al Campo X, ecco che ieri quello che era stato proibito è deflagrato quanto mai era successo negli anni precedenti. I militanti di Lealtà Azione e Casa Pound si sono dati appuntamento e a centinaia hanno celebrato quello che era stato vietato l'altro giorno. Una disciplinatissima marea umana, ben più di quelli che il 25 aprile erano sui cippi dei partigiani, ha reso omaggio a militi di Salò, ausiliarie della Repubblica sociale italiana, alle donne stuprate e uccise magari per la sola colpa di aver amato un fascista e ai tanti finiti nella mattanza seguita ai giorni della Liberazione. Tantissime, nemmeno a dirlo, le braccia tese che erano state rigorosamente proibite nelle disposizioni dettate dal neo prefetto Luciana Lamorgese il 25 aprile e lunga la coda per il saluto al ministro della Cultura popolare del Regno d'Italia e segretario del Partito Fascista Repubblicano Alessandro Pavolini, giornalista e scrittore e del leninista e fondatore del Partito comunista Nicola Bombacci che nel Fascismo repubblicano vide la vera rivoluzione dei lavoratori e la realizzazione del socialismo. Così come a Cremona è stato ricordato Farinacci, uomo talmente integro che alla fine fu inviso perfino al Fascismo diventato regime. Difficile proibire tutto questo per legge o con un'ordinanza del prefetto.

No al business immigrati. Casa Pound come Borriello

(G.p)Il collega Daniele Gentile, dalle colonne di Metropolis, con un interessante articolo, che riportiamo per intero, ci racconta il presidio organizzato a Torre del Greco dai militanti locali di Casa Pound Italia contro la paventata realizzazione nella città del corallo di un centro d'accoglienza dove dovrebbero essere ospitati 278 migranti in virtù da quanto stabilito dal piano di ripartizione del governo.

Nessuno conosce tempi e modalità arrivo. Ma la sola ipotesi dello sbarco di 278 richiedenti asilo e profughi all'ombra del Vesuvio tiene accese-complici le uscite del sindaco "leghista" Ciro Borriello- le polemiche a Torre del Greco.
Negli ultimi giorni la tensione è salita alle stelle, con raccolte firme anti immigrati e odio razziale sul web. Fino alla discesa in campo degli attivisti di Casa Pound, intenzionati a ripercorrere la crociata in grado di fermare l'arrivo di 20 immigrati a Portici nel 2015.
Presidio in via Roma
Gli attivisti di estrema destra si sono radunati in via Roma per dare via a un presidio di protesta anti migranti. Fumogeni e slogan hanno caratterizzato le tre ore di stazionamento nel cuore del centro storico di Torre del Greco.
"Per ogni straniero sistemato un italiano a casa disoccupato, il centro d'accoglienza non lo vogliamo", lo slogan intonato a più riprese dagli attivisti, in tutto una trentina, scortati rigorosamente da due dozzine di agenti di polizia e carabinieri in tenuto antisommossa.
Insomma, un rappresentante delle forze dell'ordine per ogni manifestante: una scena capace di destare preoccupazione tra le famiglie inconsapevoli delle ragioni del sit-in.
Cori, striscioni, fumogeni e bandiere hanno segnato il "no" di Casa Pound agli immigrati.
Come tre anni fa si vocifera ancora una volta di volere fare un centro d'accoglienza a Torre del Greco, spiega il coordinatore provinciale di Casa Pound Fernando Raiola.
Voglio ricordare ai cittadini e al prefetto di Napoli che vuole imporre l'accoglienza, che questa città è già repressa economicamente. Basta pensare alla crisi del settore marittimo e al crac Deiulemar. Mi sembra impossibile pensare che ci sia la forza finanziaria per affrontare anche l'eventuale mantenimento di questi profughi.
Poi nuovamente impazzano i cori degli attivisti. Siamo noi, siamo noi, gli unici sulle spalle dell'Italia siamo noi, cantano a squarciagola i circa 30 attivisti muniti di megafono.
Zero incidenti
Fortunatamente il sit-in si è chiuso senza incidenti. D'altronde, in molti in città si sono schierati sulla linea del sindaco "leghista"Ciro Borriello.
Anche perché i cittadini sono ancora sotto choc per la recente aggressione avvenuta nel sottopassaggio della Circumvesuviana della stazione Villa delle Ginestre, dove un immigrato ha violentato una diciottenne.

sabato 29 aprile 2017

Forza Nuova: nessuno spazio all'antifascismo militante a Roma

(G.p)Sui muri del popoloso e popolare quartiere di San Lorenzo nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 aprile è comparso una enorme gigantografia raffigurante la figura di Benito Mussolini trasformata in una figura dei tarocchi: l'appeso.
La gigantografia è stata fissata all'ingresso del tunnel di Santa Bibiana, come risposta alla striscione firmato da Forza Nuova riportante la scritta viva il duce comparso nel pomeriggio di venerdì.
Immediata è arrivata la risposta da parte dei militanti di Forza Nuova, guidati da Giuliano Castellino che si sono recati a San Lorenzo ed hanno cancellato la gigantografia di Benito Mussolini in versione figura dei tarocchi.
Il senso di questa iniziativa ci viene spiegato, da una breve note, diffusa alla stampa, da Giuliano Castellino che riportiamo per intero.


Come abbiamo saputo dell'ennesimo gesto infame dei neo-partigiani, siamo andati a San Lorenzo a cancellare l'ignobile poster che testimoniava la viltà di chi - oggi come ieri - fugge di fronte ai vivi e offende i morti. Oggi con estrema facilità abbiamo cancellato quello che doveva essere cancellato e anche i muri di San Lorenzo gridano "Viva il Duce". Oggi come ieri fascisti, oggi come ieri a difesa dell'Italia contro i collaboratori degli invasori"

Milano: ricordati a sorpresa i caduti della Repubblica Sociale al Campo X

(G.p)Nel pomeriggio di sabato 29 aprile, a sorpresa, si è svolta la commemorazione dei caduti della Repubblica Sociale Italiana sepolti al Campo X del cimitero Maggiore di Milano. 
La cerimonia, alla quale hanno partecipato un migliaio di persone, è stata organizzata congiuntamente da Lealtà Azione e da Casa Pound Italia.
La commemorazione dei caduti in grigio verde si sarebbe dovuta tenere il 25 aprile ma tale manifestazione era stata negata dalle autorità su pressioni dell'associazione nazionale partigiani d'Italia.
Il senso di questa manifestazione a sorpresa per i caduti della Repubblica Sociale ci viene spiegato, con maggiori dettagli, da una nota congiunta dei due movimenti, che riportiamo per intero.

A seguito delle inutili ed ignobili polemiche sollevate dall’Anpi e dal sindaco Sala nei giorni precedenti al 25 aprile in merito alla commemorazione che, annualmente, si svolge a Campo X per ricordare gli oltre mille Caduti della Rsi – si legge in una nota congiunta dei due movimenti – abbiamo deciso di ricordarli in un’altra data simbolo per le nostre Comunità”. Il comunicato prosegue: “Abbiamo così scelto il 29 aprile, anniversario della morte di Carlo Borsani – sepolto al Campo X – , dell’ignobile massacro di piazzale Loreto e degli efferati assassinii avvenuti negli anni ’70, per mano dell’antifascismo militante”.
 “La decisione – continuano i due movimenti – è frutto del rispetto per i nostri Caduti che meritano di essere ricordati nel modo migliore e non secondo prescrizioni dettate da istituzioni ostaggio dei soliti fomentatori d’odio”. 
“I nostri movimenti – conclude la nota – non hanno voluto prestarsi al circo mediatico che lasciamo volentieri a chi dei morti non ha il minimo rispetto. Abbiamo onorato e continueremo ad onorare e ricordare i nostri Caduti, a prescindere dai vergognosi e infami divieti che i soliti noti vorrebbero vedere imposti”.

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Letti da noi 11/Passione Politica. La vita di Antonio Mazzone

(G.p) E' prevista per sabato 29 aprile, presso la sala convegni del circolo Posillipo, in via Posillipo 1, a Napoli, la presentazione del libro "Passione Politica, scritto dall'onorevole Antonio Mazzone, storico esponente della destra partenopea, pubblicato dalla casa editrice Homo Scrivens.
All'incontro parteciperanno oltre all'autore, il collega Gennaro Sangiuliano, vice direttore del Tg1, lo scrittore Gino Agnese, il collega Mimmo Falvo, vice presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania ed il collega Alessandro Sansoni, che svolgerà il ruolo di moderatore.
Un interessante libro, di cui consiglio una attenta ed approfondita lettura, in tempi tristi, come quelli attuali, caratterizzati da un pensiero unico e debole dominante.
Attraverso i ricordi di Antonio Mazzone, entrato per la prima volta in una sezione politica a sedici anni, e'possibile ripercorrere dall'interno, la storia della destra napoletana ed italiana e comprendere, in pieno, senza banalizzazioni, cosa abbia rappresentato l'esperienza del Movimento Sociale Italiano prima, di Alleanza Nazionale dal 1994 in poi nell'Italia del dopoguerra.
Da Almirante a Romualdi, da Fini a Berlusconi,passando per Roberti, Lauro, Michelini, Agnese, De Marsico , Tatarella, Romano Mussolini e tanti altri, la vita di Antonio Mazzone e' costellata da grandi incontri, e la sua esisrenza si dispega in mille anedoti e giudizi.
Sembra quasi un "romanzo di formazione" che vede il protagonista percorrere una lunga scalata, partendo dalle macerie e dalla poverta' di una nazione uscita davvero a pezzi dalla seconda guerra mondiale, per arrivare, passo dopo passo, fino ai vertici del parlamento nazionale di un paese risorto fino a diventare  quinta otenza mondiale.
Questo libro, unico nel genere, e' uno straordinario documento storico, che attraversa la storia del nostro paese. Una storia fatta di passione per la politica ma non solo, di affetti, di vittorie, di successsi  ma anche sconfitte e delusioni.

Torre del Greco:caos migranti, arriva Casa Pound.

Sabato pomeriggio, con inizio alle ore 17, nella centralissima via Vittorio Veneto, a Torre del Greco i locali militanti di Casa Pound Italia saranno protagonisti di un presidio contro la paventata realizzazione nella città del corallo di un centro d'accoglienza dove dovrebbero essere ospitati 278 migranti in virtù da quanto stabilito dal piano di ripartizione del governo.
Il quotidiano Metropolis dedica al presidio di Casa Pound un interessante articolo che pubblichiamo per intero.




Cresce la tensione a Torre del Greco in vista dell'imminente arrivo di 278 migranti in città. Dopo la petizione promosso da Forza Nuova- che ha raccolto quasi 1000 firme contro l'arrivo dei rifugiati politici- e le parole al vetriolo del sindaco leghista Ciro Borriello nella Pontida del Sud arriva Casa Pound.
Oggi pomeriggio, alle 17 infatti, è prevista una manifestazione di protesta in via Roma. Il messaggio degli estremisti è chiarissimo: "il Prefetto di Napoli ha annunciato che Torre del Greco non puo'esimersi dall'accoglienza di nuovi immigrati. Scendiamo in piazza per ribadire il nostro no a questa imposizione.
Una iniziativa che sara' molto monitorata dalle forze dell'ordine che hanno disposto un servizio di controllo speciale del territorio per evitare eventuali momenti di tensione e anche possibili scontri (memori di quanto e' successo a Ercolano a novembre scorso quando gli attivistindi Casa Pound furono ferocemente aggrediti da un gruppo di anarchci a Resina.
Domenica,invece,nella villa comunale va in scena ll'altra faccia della protesta con un evento organizzato da gruppi anti fascisti.
Iniziative che danno il senso del fermento innescato dalla discussione sull'arrivo dei migranti in citta'.
Una situazione ancora tutta da chiarire che pero' ha gia' infiammato gli animi all'ombra del Vesuvio.
E intanto sul fronte burocratico non sembra esclusa l'ipotesi che l'amministrazione comunale guidata da Ciro Borriello vada al braccio di ferro con la Prefettura. Una mossa che potrebbe anche essere politica per il primo cittadino della quarta citta' della Campania pronto a giocarsi l'etichetta di sindaco leghista del Sud Italia per portare a casa una poltrona in parlamento .Come chiarito dall'assessore alle politiche sociali Balzamo il comune pero' non puo' dire no e se non verranno individuati immobili destinati ad ospitare  i migranti saranno i vertici della Prefettura a indicsre le strutture idonee dopo un sopralluogodeo territorio.E se gli ispettori individuassero piu' immobili utilizzabili c'e' anche il rischio per Borriello che possano arrivare anche piu' dei 278 migranti inseriti nel piano di ripartizione messo nero su biancondal Governo. Una situazione incandescente che sta monopolizzando la discussione in citta'. Una citta' mai cosi divisa tra chi non vuole i migranti e chi spinge per l'accoglienza.

San Severo(Fg) ricorda Sergio Ramelli

Anche quest'anno, a San Severo, popoloso comune della provincia di Foggia verrà ricordato, con il tradizionale presente, Sergio Ramelli, vittima innocente dell'odio politico, la cui unica colpa era quella di essere iscritto e militante al Fronte della Gioventù. organizzazione dell'allora Movimento Sociale Italiano.

Una colpa cosi grave, in un periodo storico, caratterizzato da odio e violenza politica da meritare di essere barbaramente aggredito da un gruppo di militanti di Avanguardia Operaia, armati di chiavi inglese modello Hazet 36 e colpito ripetutamente e selvaggiamente in diverse parti del corpo.
A seguito dei duri colpi ricevuti il giovane Sergio perse i sensi e fu lasciato esangue al suolo. Era il 13 marzo del 1975. Sergio Ramelli morirà il 29 aprile del 1975, dopo 47 giorni di agonia.
Ad organizzare il presente in ricordo di Sergio Ramelli sono i locali militanti di Lotta Studentesca e Forza Nuova che si riuniranno alle ore 21 in via Sergio Ramelli.
Il senso di questa iniziativa, in ricordo di una giovane vittima dell'odio politico, ci viene spiegato da una breve nota diffusa dagli organizzatori.
Nota che pubblichiamo per intero.
Anche quest’anno Forza Nuova, nella sera di Sabato 29 Aprile ore 21 in Via Sergio Ramelli a San Severo, commemorerà il giorno della morte di Sergio Ramelli ormai quarantani fa. Molto tempo è passato da quel vile assassinio ma mai il ricordo del suo sacrificio verrà dimenticato, morto per mano dell’odio politico. “Forse è destino che gli uomini di coraggio muoiano uccisi dai vili” Non di Forza Nuova non dimentichiamo e gridiamo ancora: Sergio Ramelli. Presente!

Imbrattarono sede del Pd. Arrestati tre neonazisti alla Spezia

Dalle prime ore di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di La Spezia stanno eseguendo perquisizioni e sequestri un'ordinanza cautelare nei confronti di tre persone, tutte di nazionalità italiana, ritenute responsabili dei reati di ''associazione finalizzata all'incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali'' ed a vario titolo anche per reati di danneggiamento e danneggiamento seguito da incendio aggravati. L'indagine, denominata 'Aurora' e coordinata dal Procuratore capo Antonio Patrono, ha preso avvio nel maggio dello scorso anno, a seguito delle denunce presentate ai carabinieri per l'imbrattamento, avvenuto con l'apposizione di svastiche e simboli nazisti, all'esterno della locale sede del Partito democratico. Una prima perquisizione a distanza di pochi giorni a carico di noti militanti dell'ultradestra locale aveva portato al ritrovamento di armi bianche, materiale documentale e informatico di chiara ispirazione nazista.

venerdì 28 aprile 2017

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Napoli: aggressione antagonista, picchiato Raffaele Bruno, leader missino

(G.p) Raffaele Bruno, segretario nazionale del Movimento Idea Sociale, movimento politico nato a seguito di una scissione interna al Movimento Sociale Fiamma Tricolore, è stato aggredito, insieme ad alcuni militanti da esponenti dei centri sociali.
Il brutto episodio di violenza politica, che condanniamo senza se e senza ma, è avvenuto nella centralissima via Toledo a Napoli.
Raffaele Bruno insieme agli altri aggrediti aveva partecipato alla tradizionale Messa in memoria di Benito Mussolini ed i caduti della Repubblica Sociale Italiana che si è svolta nella chiesa di San Francesco di Paola in Piazza del Plebiscito ed è l'organizzatore del corteo nazionale del Mis in difesa dello stato sociale, che si svolgerà il 6 maggio a Napoli.
Maggiori dettagli circa l'aggressione ci vengono offerti, da una breve nota, diffusa alla stampa, da Giuseppe Alviti, responsabile nazionale sicurezza pubblica e privata del Mis e candidato a sindaco di Pompei.
Nota che riportiamo per intero.

Massima solidarietà e vicinanza al segretario nazionale del Movimento sociale Raffaele Bruno e alcuni militanti aggrediti pochi minuti fa ,in via toledo,da esponenti dei centri sociali che hanno vilmente ferito gravemente due militanti missini ora ricoverati al vecchio pellegrini di Napoli Sembra ovvio una presa di coscienza delle istituzioni e del prefetto che debba schedare tutti questi centri sociali ormai ricettacolo di veri e propri criminali violenti senza nessuna ideologia.. Poiché la violenza è la verità dei deboli e dei perdenti.

Forza Nuova rivendica la continuità con Mussolini

I militanti romani di Forza Nuova esponendo uno striscione riportante la seguente frase 28/ 04 viva il duce hanno voluto, con questo gesto, rivendicare la continuità con Mussolini.
Il senso di questa iniziativa ci viene spiegato, da una breve nota, diffusa alla stampa, da Alessio Costantini, responsabile romano del movimento politico guidato da Roberto Fiore. 
Nota che pubblichiamo interamente.



"La vigliaccheria partigiana assassinava, ormai 72 anni fa, Benito Mussolini, Duce d'Italia, con una barbara e sommaria esecuzione. Seguiva il macabro spettacolo di piazzale Loreto. A fianco a lui, camerati irriducibili, che fino all'ultimo hanno seguito il Capo.
Oggi abbiamo voluto ricordare con questa azione l'Uomo che seppe dare grandezza e lustro alla nostra Patria.
Dopo di lui, il Nulla.
Per questo, noi ci poniamo in continuità con la figura indimenticabile di Capo e guida ispiratrice della Patria, facendo sì che il Suo sacrificio non sia stato vano".

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