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Gli omaggi a Forti fanno incazzare gli americani



CHICO FORTI COME LA MADONNA PELLEGRINA: C’È LA FILA PER SCATTARSI UNA FOTO INSIEME A LUI – IL DEPUTATO MELONIANO ANDREA DI GIUSEPPE È ANDATO A TROVARLO IN CARCERE A VERONA, MA È SCOPPIATO UN PUTIFERIO PER IL LORO SELFIE. LA CONSIGLIERA COMUNALE DEL PD A VERONA, ALESSIA ROTTA: "INACCETTABILE CHE SI FACCIA UNA FOTO DEL GENERE DOVE È PROIBITO USARE I CELLULARI..." - IL CONCERTO CHE BOCELLI VUOLE ORGANIZZARE PER FORTI... 

Estratto dell’articolo di Angiola Petronio per www.corriere.it

 

ANDREA DI GIUSEPPE - CHICO FORTIANDREA DI GIUSEPPE - CHICO FORTI

L’ultimo, in ordine di tempo. Quello che, fra i 597 detenuti del carcere di Montorio, sta monopolizzando le cronache e la curiosità degli altri reclusi. Ma su di lui è un catalizzarsi anche di polemiche, dalla sua «accoglienza» all’arrivo in Italia fino a quella nel carcere di Verona.

 

Arrivato domenica pomeriggio, accolto dall’applauso degli astanti ristretti, dopo due ore aveva già ricevuto la prima visita. Quella del deputato di Fratelli d’Italia - eletto nella circoscrizione estero - Andrea Di Giuseppe che da sempre segue il suo caso. A Verona Chico Forti è arrivato per un motivo «logistico». È quella più vicina a Trento, vale a dire alla sua famiglia, la casa circondariale di Montorio.  […]

 

GIORGIA MELONI CHICO FORTI MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIAGIORGIA MELONI CHICO FORTI MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Ma il primo a incontrarlo nella sua detenzione veronese è stato l’onorevole Di Giuseppe. «L’ho visto domenica pomeriggio verso le 16,45. Era arrivato da un paio di ore. L’ho trovato energico, positivo e molto battagliero», racconta. Lui – che sta seguendo le vicende di altri 2.300 italiani detenuti all’estero – di Chico Forti è diventato amico negli anni. Domenica si sono incontrati mentre Forti stata eseguendo le visite mediche d’ordinanza per i nuovi ingressi in infermeria.

 

Poi insieme sono andati nella sezione dove Chico è detenuto. Racconta «radio carcere» che della visita di Di Giuseppe Forti sia stato contento. Tanto da preannunciare prossimi incontri con politici e con quello che è uno dei suoi migliori amici. Quell’Andrea Bocelli che, stando a quanto avrebbe detto Chico, «mi sta preparando un concerto in Arena, in cui racconterà la mia vicenda».

jo squillo chico fortiJO SQUILLO CHICO FORTI

 

Ma intanto quell’incontro con il deputato Di Giuseppe, immortalato da una foto tra le mura del carcere postata sulla pagina Facebook del parlamentare, scatena polemiche. Soprattutto per quello scatto.

 

«Inaccettabile che si faccia una foto del genere all’interno di un carcere, dove è proibito usare i cellulari», ha commentato infuriata l’ex deputata del Pd e attuale consigliera comunale a Verona Alessia Rotta. Che della cosa ha informato la responsabile Giustizia dei Dem Debora Serracchiani.

Chico FortiCHICO FORTI

 

«Le polemiche – rimbalza Di Giuseppe - le lascio a chi le crea». E spiega che a fare lo scatto «è stata una persona del carcere, perché io come da regolamento il mio telefono l’ho consegnato alla polizia penitenziaria».

 

Aggiunge, Di Giuseppe, che la foto «è stata fatta mentre accompagnavo Chico dall’infermeria, dove ha effettuato le visite alla sua cella, in uno spazio dove possono sostare i detenuti». E mentre Forti passa i suoi giorni da recluso a Verona, il caso di quella foto è destinato ad arrivare a Roma.


E il selfie irrita il Dipartimento di Stato Usa

Estratto dell’articolo di P. Mastrolilli e T. Ciriaco per www.repubblica.it

 

GIORGIA MELONI - CHICO FORTIGIORGIA MELONI - CHICO FORTI

Chico Forti è stato trasferito in Italia «per scontare lì il resto della sua pena». È molto chiaro il commento che il Dipartimento di Stato rilascia a Repubblica, e quindi le aspettative del governo americano, dopo l’accoglienza a cui ha partecipato la premier Giorgia Meloni.

 

E dire che gli Usa erano stati chiarissimi, nel corso delle laboriose trattative per riportarlo a casa. La richiesta era stata: sobrietà. Meglio: serietà. Capiamo il valore simbolico del rientro - era il senso del messaggio - ma è necessario mantenere un basso profilo, per tenere assieme esigenze diverse, se non contrapposte, tra i due Paesi.

 

CHICO FORTI RIENTRA IN ITALIACHICO FORTI RIENTRA IN ITALIA

Un conto è insomma concedere il ritorno in patria di un condannato per omicidio, altro farne la bandiera di un successo politico. Ecco perché la gestione di Palazzo Chigi del caso Forti ha provocato, si apprende ora da fonti italiane, un vero e proprio caso diplomatico.

 

Tre “incidenti” hanno contribuito ad accrescere il risentimento degli americani. Il primo: la scelta di far ricevere Forti dalla premier. Una decisione forte, controversa, inaspettata. E per nulla scontata, tanto da contenere un giallo nel giallo[…]

 

E qui si arriva al secondo errore: lo scatto che ha ritratto Meloni con Forti nella saletta di Pratica di Mare. Un’immagine che, si apprende dalle stesse fonti, le autorità statunitensi avrebbero preferito non vedere. Per non parlare di un’altra foto, terzo sgarbo diplomatico: quella che immortala il deputato meloniano eletto negli Usa, Andrea Di Giuseppe, sorridente e al fianco del detenuto nel carcere veronese. Una mossa, quella del parlamentare, che avrebbe provocato l’ira di Palazzo Chigi, che alcune ore prima aveva già ricevuto le prime lamentele dall’alleato.

giorgia meloni e joe biden nello studio ovaleGIORGIA MELONI E JOE BIDEN NELLO STUDIO OVALE

 

La gestione ha irritato gli americani. E, si apprende sempre da fonti italiane di massimo livello, avrebbe provocato una reazione. Attraverso i canali diplomatici che portano a Palazzo Chigi, sarebbe stato fatto presente che gli accordi erano diversi. Tradotto: è stato ignorato un impegno informale fondato sulla fiducia reciproca e questa condotta potrebbe comportare conseguenze in futuro, con una gestione più rigida di dossier simili.

 



ANDREA DI GIUSEPPE - CHICO FORTI
ANDREA DI GIUSEPPE - CHICO FORTI




La Repubblica ha chiesto un commento al Dipartimento di Stato, che ha evitato di entrare nel merito politico della vicenda, ma è stato netto sul piano giudiziario: «Il primo marzo 2024, lo Stato della Florida ha accolto la richiesta di Enrico Forti di trasferirsi in Italia, suo paese d’origine, per scontare lì il resto della sua pena, ai sensi delle disposizioni della Convenzione sul trasferimento delle persone condannate del Consiglio d’Europa, di cui sono parti sia gli Stati Uniti che l’Italia.

 

In conformità alla Convenzione, anche il Dipartimento alla Giustizia degli Usa ha approvato la richiesta di trasferimento del signor Forti. Successivamente, il Dipartimento alla Giustizia ha collaborato col Governo italiano e lo Stato della Florida per effettuare il trasferimento». La frase chiave è «scontare lì il resto della sua pena». […]

FONTE: DAGOSPIA

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