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Tre anni fa la morte di Pierluigi Concutelli: il ricordo di un brigatista

 



Quando il feretro di 
Pierluigi Concutelli esce dalla chiesa di San Ponziano a Talenti, quartiere a nord del centro storico, Roma si è appena svegliata. La bara sfila avvolta da un tricolore e dal silenzio di fronte al picchetto d'onore formato da 300 "camerati". L'ultimo saluto della galassia nera all'ex terrorista, capo di Ordine Nuovo e killer del giudice Vittorio Occorsiomorto a 78 anni senza pentirsi mai dei tre omicidi commessi in vita (in carcere, tra l''81 e l'82 uccide i neofascisti Ermanno Buzzi Carmine Palladino, tacciati di infamia), si è tenuto all'alba. In forma strettamente riservata e in un quartiere blindato. Nella tarda serata di venerdì infatti la questura ha disposto che la funzione di svolgesse alle 7 del mattino, non più alle 11,30 come previsto inizialmente, per prevenire eventuali problemi di ordine pubblico.

Così, tre anni fa, la Repubblica racconta i funerali del "Comandante", morto molti anni dopo l'ictus che lo aveva gravemente colpito, costringendo l'amministrazione penitenziaria a restituirgli i benefici che gli aveva revocato per un pezzetto di fumo che si era portato in carcere rientrando dal lavoro esterno.

Concutelli è stata una figura chiave della "seconda generazione" del terrorismo nero e Fascinazione gli ha dedicato decine e decine di post. E' quindi impegnativo lo sforzo per offrirvene la selezione dell'essenziale. Che comunque sono parecchi ...

Per finire riprendo una testimonianza pubblicata da Bernardo Pino, un fascista proletario, sulla sua pagina facebook. Il ricordo di "Gigi" da parte di un suo compagno di prigionia, il brigatista rosso Vittorio Antonini

Oggi è morto Pierluigi Concutelli, un fascista con il quale ho condiviso più di qualche anno di prigione, sia nel chiuso dello speciale che in semilibertà.
In una recente intervista ho spiegato che Gigi ed alcuni altri fascisti io non li considero semplici conoscenti dell'ora d'aria, bensì degli amici. Gente che si è fatta la galera con dignità, ovvero senza montare sulle spalle degli altri per uscire al più presto. E questo per me è importante e non certo paragonabile a tante becere millanterie facebookiane.
Gigi è rimasto fascista esattamente come io sono rimasto comunista, ossia due nemici politici, che però si sorridono, discutono di storia, di politica, dei giovani di oggi, della sua Lazio e della mia Inter, e ogni tanto si scambiano anche un piatto di pasta o un po' di carne. E da comunista mando oggi un abbraccio a quanti tra i suoi pochi ma veri amici gli sono stati realmente vicino negli ultimi 15 anni vissuti con il fisico minato da gravi patologie maturate durante la carcerazione.
Ciao Gigi, e saluta quel romanista impunito di Zagaglia, il giovane Maurizio Scandura, il brontolone della sezione, che ti ha voluto bene davvero ed è morto nelle celle di sicurezza della questura di Roma vent'anni fa.
 
  

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