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Presente ad Acca Larentia: già identificati cento partecipanti nel primo rapporto della Digos



La Digos di Roma ha inviato alla procura di Roma una prima informativa sulla commemorazione di Acca Larentia, che il 7 gennaio ha visto la partecipazione di oltre mille neofascisti, molti vestiti di scuro e incappucciati, per il rito del "presente" ai tre militanti uccisi il 7 gennaio 1978. I filmati in corso di esame sono tanti. Anche se quest’anno, a differenza del passato, molti hanno preferito coprirsi il volto al momento del saluto. Sono già cento i militanti identificati tra i partecipanti alla cerimonia: tra questi il leader di Forza nuova, Roberto Fiore. Il fascicolo di indagine riguarda la violazione delle leggi Mancino e Scelba.

L’organizzazione è stata affidata a CasaPound, che oggi gestisce la storica sede "martire", acquistata, dopo anni di occupazione, con il contributo della Fondazione Alleanza Nazionale. Il rapporto della Digos segnala numerose presenze straniere di gruppi organizzati: dal network skinhead di Blood & Honour ai bulgari della Legione nazionale della gioventù bulgara (NLBM), che su Instagram hanno pubblicato una foto nella sede di via Acca Larentia, dove svetta la maxi celtica e il poster di Benito Mussolini.

Intanto è fissata per il 20 febbraio l'udienza davanti al gup per 31 persone, tutte appartenenti a CasaPound, che effettuarono il saluto il 7 gennaio del 2024. Un effetto dell'ondivaga giurisprudenza sui saluti romani, a cui ha cercato inutilmente di porre dei paletti la Cassazione a Sezione unite proprio nel 2024. L'ultima sentenza di condanna, sia pure con correzione del reato attribuito, è arrivata a Milano , dopo che in un altro processo in primo grado, sempre sul caso dei cortei per Sergio Ramelli, c'era stata una raffica di assoluzioni, poco più di un anno fa.

Il 18 dicembre scorso la Corte d'Appello milanese ha confermato 13 condanne a 4 mesi per altrettanti militanti di estrema destra per manifestazione fascista per quei saluti romani, il 29 aprile 2018, al corteo che si tiene ogni anno in memoria di Ramelli, esponente del Fronte della Gioventù ucciso da Avanguardia Operaia nel '75.

Accolta, in sostanza, la richiesta della sostituta pg Olimpia Bossi, che, proprio sulla base della sentenza della Cassazione del 2024 [qui il testo integrale], ha spiegato che "queste manifestazioni con centinaia di persone, schierate come formazioni paramilitari, non sono meramente commemorative, ma rappresentano un pericolo per l'ordinamento costituzionale". In particolare, la quarta penale d'appello (presidente del collegio Vincenzo Tutinelli) ha assolto gli imputati dall'incitamento "alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali", reato previsto dalla legge Mancino, ma ha confermato le condanne del luglio 2023 per manifestazione fascista, contestazione prevista dalla legge Scelba.

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