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Pescara: non si ferma a un controllo. Muore il rom che uccise un ultrà




Uno schianto fatale al culmine di una fuga dopo non essersi fermato a un posto di blocco. Così è morto Massimo Ciarelli, 43enne italiano pregiudicato. L’incidente è avvenuto la sera del 1° luglio tra i territori di Montesilvano, Città Sant’Angelo e Silvi, in provincia di Pescara.

Chi era Massimo Ciarelli

Ciarelli era stato condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio nel 2012 dell'ultrà del Pescara Domenico Rigante. La condanna era poi stata ridotta a 17 anni dopo l'annullamento dell'aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la successiva rimodulazione della pena, nel 2017, da parte della Corte d'assise d'appello di Perugia. Nel 2025 aveva ottenuto la semilibertà e di sera doveva rientrare in carcere. La sera dell'omicidio, Rigante era con il fratello gemello e altri tifosi in un appartamento al piano terra di via Polacchi, a Pescara, quando Ciarelli, in una vera e propria spedizione punitiva, arrivò insieme a due suoi cugini. Con una pistola, Ciarelli colpì sul gluteo Rigante, che poco dopo morì.

La fuga al posto di blocco

Secondo una prima ricostruzione dell'incidente, intorno alle 20 del 1° luglio una pattuglia del Radiomobile dei carabinieri di Montesilvano (Pe) avrebbe intercettato uno scooter con a bordo due persone che procedeva ad alta velocità in direzione Silvi Marina (Te), sul tratto costiero. Ciarelli, alla guida dello scooter, non si è fermato all'alt dei carabinieri dandosi alla fuga.

Il passeggero a terra

Dopo aver percorso diversi tratti di strada ad alta velocità, Ciarelli avrebbe effettuato un’inversione di marcia in prossimità della zona dell’“Expo 2000” di Silvi Marina, dove avrebbe attraversato una rotatoria tornando in direzione Montesilvano. In questo punto il passeggero è stato lasciato a terra costringendo i carabinieri a occuparsi di lui. La moto invece ha ripreso la sua corsa superando diverse auto contromano.

Lo schianto

Sulla statale 16 Ciarelli si è ritrovato davanti l'auto dei carabinieri di Città Sant'Angelo, contro cui si sarebbe schiantato. L'impatto frontale, secondo la prima ricostruzione, sarebbe stato inevitabile e violentissimo. Ciarelli è stato sbalzato dallo scooter e i tentativi di rianimazione dei sanitari del 118 giunti sul posto con l’ambulanza medicalizzata si sono rivelati inutili.

Le indagini

Accertamenti della polizia stradale di Teramo, sotto il coordinamento della procura locale, sono in corso per accertare la dinamica dell'inseguimento e dell'urto e stabilire con esattezza la sequenza delle manovre e i punti esatti in cui è avvenuto il contatto tra lo scooter e il veicolo dei carabinieri.

La faida: così gli ultras risposero all'omicidio

4 maggio 2012
Tensione alle stelle a Pescara, alla vigilia dei funerali del leader ultrà ucciso in uno spedizione punitiva da un malavitoso rom che aveva litigato con il fratello gemello. Dura la reazione dei Rangers, raccontata dal "Centro":
La risposta, la prima risposta all'agguato di via Polacchi è arrivata la sera stessa del primo maggio, ancora prima che si sapesse che Domenico Rigante era morto in ospedale: due molotov incendiarie lanciate in via Vico Moro, a Rancitelli, contro la casa di Massimo Ciarelli, il rom di 29 anni indicato dalla stessa vittima, prima di morire, come il suo aggressore. Un segnale di insofferenza, ma soprattutto del clima di rabbia che l'uccisione dell'ultrà biancazzurro ha provocato nell'ambiente dei Rangers (il gruppo ultrà del Pescara calcio) e non solo, tanto che anche mercoledì pomeriggio qualcuno è tornato a Rancitelli, ancora sotto casa di Ciarelli, a lanciare sassi. E nella mattinata di giovedì alcuni tifosi dei "Rangers" hanno issato davanti al municipio uno striscione in cui è scritto: "Avete cinque giorni per cacciarli dalla città".
I funerali, in programma domani pomeriggio, partiranno dallo stadio, per essere celebrati nella parrocchia del villaggio Alcyone. Parteciperanno il sindaco e il presidente della Provincia. Sono annunciate delegazioni di ultras da fuori regione. Per domenica mattina è annunciata una manifestazione dei tifosi nella piazza del Comune. Per la polizia resta gravissimo il rischio di scontri e di incidenti. Ad aumentare la tensione il mancato arresto del presunto assassino che è ancora in libertà sebbene la famiglia abbia annunciato la sua decisione di costituirsi.

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3 commenti:

  1. A me più che rom risultano siano Sinti italiani quindi dove li vuoi cacciare?? Al massimo li metti nei forni.
    Comunque come nel caso di varese se c'è gente che fa malaffare con questi poi non si può lamentare se ci lascia la pelle.

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  2. una delegazione di Forza Nuova parteciperà ai funerali.

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  3. Senza dubbio si trattava di qualche malaffare, roba da cronaca nera, che non c'entra nulla con la politica. Sono le difficoltà economiche, nell'ambito del potere del Denaro (vero razzista verso tutti i popoli del pianeta) a spingere molte persone al suicidio o fare dei sanguinari e pazzoidi "regolamenti di conti".
    Il vero nemico è il potere alieno e alienante del Denaro. E pertanto, visto che nessuno sembra capirlo neanche fra 10 anni, l'Italia è destinata ad una continua decadenza politica, economica e culturale. Sveglia ragazzi e ragazze! No alle guerre fra i poveri che fanno il gioco solo dei governanti asserviti ai grandi gruppi imprenditoriali (per lo più parassitari) e bancari!

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