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Le miserie del giornalismo investigativo antimafia in Italia

Questo post รจ stato scritto un anno fa da Alessandro Smerilli, il nostro debunker su magistratura, antimafia e contorni, in occasione del quarantacinquesimo anniversario dell'omicidio di Piersanti Mattarella. Lo riproponiamo oggi, che torna non solo per la scadenza rituale ma anche perchรฉ nelle more qualcuno ha riciclato le vecchie dicerie sulla "pista nera" e serve rimettere qualche puntino sulle i... Appuntamento a domani per una messa a punto sull'altra bufala ricorrente sul coinvolgimento di Stefano Delle Chiaie  nelle stragi del "biennio nero" 



di Alessandro Smerilli

Ieri la Repubblica, dopo anni consumati all'inseguimento di  piste fantasiose rivendicava orgogliosamente il suo “scoop”. Ha finalmente capito che Piersanti Mattarella รจ stato ucciso dalla mafia tramite esecutori mafiosi. I quali sono giร  in carcere al 41 bis da decenni con vari ergastoli da scontare. Ha capito inoltre  che effettivamente il nome del killer di cui ieri ha pubblicato la foto sbagliata, Antonino (Nino) Madoniagirava giร  da almeno 27 anni tra chi si era occupato seriamente del caso. Comunque meglio tardi che mai. Per la veritร  il cosiddetto giornalista Lirio Abbate uno scoop lo rivendicava: aveva rivelato che la pistola che aveva ucciso Mattarella era la stessa pistola che alcuni mesi dopo un terrorista nero aveva usato  per uccidere un giudice. I telegiornali avevano riportato la sconvolgente rivelazione che perรฒ era un trucco da giocatore delle tre carte. Non era la stessa pistola, era lo stesso tipo di pistola. 

L’abilitร  di Abbate ha spinto oggi all’emulazione il suo collega Salvo Palazzolo il quale, dopo aver sostituito abilmente la foto sbagliata di ieri con quella giusta senza dare spiegazioni sullo svarione che ha ingannato anche i telegiornali nazionali, non si perita di mostrare la sua sveltezza di mano. I giocatori delle tre carte fanno cosรฌ, carta vince carta perde e il credulone abbocca (sempre meno guardando i dati delle vendite). Cosa svela infatti il giornalista, giocando con le parole come il suo collega Abbate? Che un testimone all’epoca riferรฌ di aver visto una Land Rover sospetta in via Libertร , oggi sappiamo che รจ la stessa auto di "Faccia di mostro", l'ex poliziotto Giovanni Aiello sospettato di essere un killer al soldo dei servizi segreti deviati. Anche questo รจ un gioco di parole, non era la stessa auto, era lo stesso modello di auto. 

Giovanni Ajello รจ una persona innocente, mai giudicato colpevole. Per dire, Piercamillo Davigo รจ notoriamente un pregiudicato certificato, Giovanni Ajello no. รˆ morto di crepacuore, perseguitato da gente come Palazzolo e Abbate che ancora infieriscono contro chi non si puรฒ piรน difendere. Peccato non ci sia piรน Massimo Bordin che era un giornalista vero e conosceva bene il caso di Giovanni Ajello la cui morte fu cosรฌ commentata da Luciano Capone, per fortuna anch’egli giornalista vero 


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