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La vera storia del "Domani appartiene a noi" nel ricordo di Junio Guariento


"Il domani appartiene a noi" non è l'inno del Fronte della Gioventù ma nasce come canzone alternativa di destra in occasione del primo campo Hobbit (Montesarchio, 10-11 giugno 1977). 

La storia la ricostruisce il cantautore non conforme Junio Guariento, scomparso qualche anno fa, che la canta durante il campo insieme a Mario Bortoluzzi. Quel che resta del Gruppo padovano di protesta nazionale (due dei componenti erano finiti in carcere nell'inchiesta Calogero contro il Fdg, altri sono usciti per dissensi) si trasforma per l'occasione nella tolkeniana Compagnia dell'anello. 

Guariento replica a un mio post dell'Alter Ugo, in cui citavo Miguel Martinez

Il domani appartiene a noi è la traduzione di una canzone che è conosciuta perché appare nel film statunitense Cabaret (1972), ambientato ai tempi della Repubblica di Weimar, e dove viene cantata in maniera molto coinvolgente da un giovanissimo nazista. Grazie a questa scena, la canzone è diventata l’unica canzone nazista nota al di fuori del ristretto ambito degli appassionati del genere. La sua versione in lingua inglese, The Tomorrow Belongs to Me, è stata ripresa dal gruppo punk rock razzista inglese, The Skrewdriver, che negli anni Settanta ne ha fatto così l’inno di tutto un particolare giro.
Guarente commentò così: 

1) La canzone è tratta dal film CABARET e fu scritta (1966) ben prima della realizzazione del film stesso (1972), da due musicisti ebrei americani, John Kander e Fred Ebb. Tra l’altro chi compose la musica, si ispirò (per usare un eufemismo) ad un lied tedesco della prima metà dell’800.

2) il testo italiano ci fu donato da un anonimo ragazzo napoletano che a più riprese ho provato a cercare in tutti questi anni per ringraziarlo personalmente.(N.B. – Parlo del giugno 1977 a Campo Hobbit 1 a Montesarchio quando ancora facevo parte del gruppo che da GPDPN proprio al campo cambiò nome diventando Compagnia dell'Anello).

3) la prima incisione ufficiale del pezzo in italiano, la registrai da solo nella musicassette “Dedicato all’Europa” come CdA essendo rimasto da solo a formare quel gruppo e senza mai usare il mio nome anche in tutti i concerti successivi. (Contrariamente a quanto scritto e riscritto in tutti questi anni, rimasi da solo per SCELTA non mia, ma questo è un altro discorso)

Il video (pubblicato da Gabriele De Francisci)  ripropone il coro finale di Hobbit 40, nel 2017. Sul palco Junio, Jack Marchal (il geniale "inventore" del "topo nero" e tante altre cose) e i protagonisti dell'evento. Pochi mesi dopo Junio si ammala e muore. L'anno scorso lo segue Marchal. Quella che segue è invece l'ultima intervista di junio, a radio Shamal




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