No alla dittatura sanitaria: i camerati in piazza con il "Popolo delle Mamme" - <b>FascinAzione</b>

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sabato 5 settembre 2020

No alla dittatura sanitaria: i camerati in piazza con il "Popolo delle Mamme"


Si annuncia una manifestazione particolarmente multiforme, per questo poco prevedibile, quella che si ritroverà oggi dalle 16 di fronte alla Bocca della Verità a Roma: no vax, critici del distanziamento sociale e dell'utilizzo dei dispositivi di prevenzione del contagio da Covid-19. Come già a Berlino, dove un variegato fronte, dai vegani ai no-vax, è stato egemonizzato dall'estrema destra che ha sfidato la polizia ingaggiando duri scontri con la polizia, conclusi con 300 arresti. 


La manifestazione si presenta come apartitica, ma oltre al 'Popolo delle Mamme', che manifesta contro quella che definisce la "dittatura sanitaria" ed "in difesa del futuro dei nostri bambini", saranno presenti in piazza la destra radicale, con Forza Nuova e la Comunità di Avanguardia e i gilet arancioni del generale Pappalardo (già sotto accusa per la manifestazione milanese non a norma anti-Covid), pronti a contestare le politiche adottate dal governo per fronteggiare la pandemia di coronavirus.
Sui gruppi social che lavorano per far affluire partecipanti, le forze dell'ordine attendono circa 2mila persone, si parla dei temi più disparati. In uno degli ultimi post su uno dei gruppi più attivi di sostegno alla protesa 'Italia Libera 5 settembre", si legge: "Siamo contro il lockdown, le museruole/mascherine, i distanziamenti sociali. Siamo l'Italia che si ribella e lotta contro la vaccinazione di massa". E ancora: "Siamo i genitori che non faranno vaccinare i propri figli. Siamo quelli contro le antenne 5G, contro gli interessi dell'OMS, Gates, Soros e poteri internazionali". Possibile, dunque, la presenza di manifestanti senza mascherina e l'assenza di distanziamento sociale, violando cosi' le disposizioni in maniera di prevenzione del contagio da coronavirus.


La precedente manifestazione nazionale, promossa a giugno da una rete di gruppi ultras al Circo Massimo, era degenerata per una lite tra Giuliano Castellino e un altro attivista che aveva violato gli accordi organizzativi, improvvisando una conferenza stampa. Alla "pizza" mollata dal vicesegretario nazionale di Forza Nuova aveva fatto seguito una carica degli estremisti di destra sui giornalisti e tafferugli tra i dimostranti e le forze dell'ordine

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