Il rapporto Sisde: la strage di Bologna non è modus operandi dei Nar - <b>FascinAzione</b>

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martedì 18 agosto 2020

Il rapporto Sisde: la strage di Bologna non è modus operandi dei Nar

 

Proseguiamo la pubblicazione del rapporto Sisde sull'eversione nera (ottobre 1982). Il terzo capitolo (qui il primo sulle radici ideologiche, qui il secondo sugli aspetti psicopatologici], si tratta dei movimenti e delle organizzazioni attive. Tre a mio avviso le cose interessanti che poi si sono perse per strada:
1. il nucleo più importante dei Nar è definito già dal 1980 banda Cavallini;

2. sulla strage di Bologna si evidenzia la differenza con il modus operandi dei Nar;

3. per un'incomprensibile dimenticanza non si parla dell'omicidio del Giulio Cesare (nella foto Francesco Evangelista in azione).

Per una migliore comprensione del fenomeno eversivo neofascista, si rendono necessarie le seguenti precisazioni:

ai "gruppi storici" del neofascismo italiano (ORDINE NUOVO, AVANGUARDIA NAZIONALE etc.), permeati di un senso quasi aristocratico della scelta rivoluzionaria e fondati sulla precisa consapevolezza di costituire una "élite" di "combattenti", si contrappongono, in tempi più recenti, formazioni che propugnano lo "spontaneismo armato" e praticano l'"autofinanziamento" attraverso sequestri e rapine, con un "modus operandi" simile a quello delle formazioni dell'estrema sinistra;

analogamente, sotto il profilo organizzativo, emerge la scelta strategico-operativa del "terrorismo diffuso", attraverso una notevole proliferazione di sigle e, conseguentemente, di scritti e documenti diversamente firmati nel tentativo evidente di accreditare l'esistenza dì una varietà e una quantità dì espressioni rivoluzionarie, nei fatti inesistente.

Ciò premesso, qui di seguito s i elencano le principali organizzazioni terroristiche di estrema destra.

a. NUCLEI ARMATI RIVOLUZIONARI (NAR)

E' la formazione "di punta" dell'eversione nera sia per la struttura organizzativa che per il numero di azioni terroristiche perpetrate. Le prime rivendicazioni dei N.A.R., relative ad attentati dinamitardi contro sezioni della DC e del PCI risalgono al 1977. Sin dall'inizio, i NAR si configurano come una organizzazione priva di un valido supporto ideologico che non sia quello vago, e ampiamente sfruttato, della "lotta al sistema" che, nel periodo in esame, si concretizza nell'opposizione all' "accordo DC- PCI" e nell'auspicio di una non meglio definita alleanza di tutte le forze rivoluzionarie.
Nel 1978 si sono registrate le seguenti azioni criminose:
attentati dinamitardi contro le centrali ACEA di via Laurentina e di via dell'Acqua Acetosa, la Centrale del Latte di via Giolitti e le sedi SIP di via Usodimare e via Garigliano e attacchi contro sedi politiche e abitazioni di giornalisti di sinistra (ROMA);

omicidio del giovane Ivo ZINI e ferimento di Vincenzo DI BLASIO, davanti a una sezione del PCI nel quartiere romano dell'Alberone (28.9.78)

lancio di una bomba a mano SRCM. contro un gruppo di giovani che stazionava in via Boccea (27.12.78). Nella telefonata di rivendicazione, i NAR annunciavano 1'"inizio di un mese di vigilanza anticomunista per i camerati uccisi in via Acca Larentia" (riferimento all'omicidio dei giovani BIGONZETTI e CIAVATTA avvenuto, ad opera di un "Nucleo Armato per i l contropotere territoriale", il 7.1 .1978);

[Nel 1979] irruzione nella sede dell'emittente privata di estrema sinistra "Radio Città Futura", ferimento di cinque donne e distruzione della sede (ROMA, 9.1.79). Nel volantino di rivendicazione, per la prima volta, i terroristi tentano di fornire elementi utili alla comprensione delle loro motivazioni politiche. Nel documento infatti, i NAR invitano gli estremisti di opposte tendenze politiche a una "tregua", in vista di un "disegno" strategico volto all'unione di tutte le forze rivoluzionarie per l'abbattimento del "sistema". I NAR, tentano, inoltre, di accreditarsi quale "polo d'attrazione" per i vari militanti di estrema destra delusi dalla lotta politica esercitata sul piano legalitario o desiderosi di offrire uno "sbocco" alla propria volontà di opposizione al regime democratico parlamentare. Le radici di tale formazione sono quindi da ricercare in quei gruppi e quelle "correnti" neofasciste che fin dal 1976 propugnavano l'alleanza di tutti i rivoluzionari e il superamento delle concezioni classiche di "destra" e "sinistra" ("Lotta di popolo", "Lotta popolare", ecc.). Uno dei teorici di "Lotta Popolare", infatti, l'insegnante Paolo SIGNORELLI, risulta essere il primo esponente neofascista inquisito in relazione all'attentato contro "Radio Citta' Futura" e arrestato in quanto trovato illegalmente in possesso di armi [un souvenir spagnolo, un'ascia bipenne, ndb].
Nel 1979 si registrano rapine in armerie della capitale, compiute con l'evidente scopo di imprimere alla "lotta" un salto di qualità. 

Le altre azioni di rilievo per il 1979 sono state: lancio di ordigni esplosivi all'interno della sezione del PCI di via Cairoli in ROMA (16.6.79), con il ferimento di 23 persone; attentati incendiari contro sedi di partiti politici di sinistra a MILANO, PADOVA e VERONA. 

Elemento di spicco dei "Nuclei Armati Rivoluzionari" è Valerio FIORAVANTI (arrestato al confine italo/svizzero insieme a Fabrizio BORGOGELLI e Ennio PALLARA), "killer " implacabile di un gruppo (noto come l a "banda CAVALLINI") composto anche da Gilberto CAVALLINI, Stefano SODERINI, Francesca MAMBRO, Giorgio VALE e Alessandro ALIBRANDI" [Nota: Ucciso in un conflitto a fuoco con le Forze dell'Ordine il 5.12.1981. Prima di morire, il terrorista ha assassinato l'agente di Polizia, Ciro CAPOBIANCO]. 

Fra gli arresti operati dalle Forze dell'Ordine nel dicembre 1979, sono da segnalare quello di Roberto NISTRI, Giuseppe DIMITRI e Alessandro MONTANI. Anche gli autori dell'assassinio del giovane Antonio LEANDRI (17.12.79), tra i quali il noto Sergio CALORE, in seguito coinvolto nell'inchiesta sulla strage di Bologna, sono arrestati. Come noto, le prime indagini hanno rivelato che il giovane LEANDRI sarebbe stato ucciso per errore, essendo stato scambiato per un avvocato missino "condannato a morte" per una delle tante faide interne dell'eversione di destra.

Tale "errore" si ripete poi nel settembre del 1980, quando un tipografo del quotidiano romano "IL MESSAGGERO", Maurizio DI LEO, è ucciso al posto di un cronista del medesimo giornale, Michele CONCINA. Tra le azioni compiute dai NAR nel 1980, assumono rilievo :
il brutale omicidio dell'agente di P.S., Maurizio ARNESANO, ucciso mentre era di servizio all'ingresso dell'Ambasciata libanese a ROMA (7.2.80);
l'omicidio del giovane militante di estrema sinistra Valerio VERBANO, ucciso da alcuni "killer " all'interno della propria abitazione (22.2.80).
Nel corso dell'80, un nuovo arsenale è scoperto ad OSTIA (12.4.1980) e un altro nome di rilievo si aggiunge alla lista degli arrestati, quello di Cristiano FIORAVANTI, capo "storico" dell'eversione di destra dell'ultima generazione (fratello di Valerio).
Parimenti si allunga l'elenco degli omicidi con la barbara esecuzione del giudice Mario AMATO (23.6.1980), titolare di diverse inchieste sul terrorismo nero della Capitale. L'omicidio è rivendicato con un volantino contenente espliciti inviti all'azione individuale, da un sedicente gruppo di 'fuorusciti dei NAR'.
Dopo il citato assassinio, l'attività dei "NAR" diminuisce sensibilmente. In seguito compaiono altri volantini, in particolare per rivendicare la strage della stazione ferroviaria di BOLOGNA e la sparatoria avvenuta il 5.2.1981 a PADOVA, nel corso della quale erano rimasti uccisi due militari dell'Arma dei Carabinieri e venne ferito - e catturato - Valerio FIORAVANTI. Occorre precisare, tuttavia, che l'attribuzione ai NAR della strage del 2.8.1980 non è l'unica "strada" seguita dalla competente Magistratura, anche perché troppo diverso si presenta il "modus operandi" del gruppo in questione.

Dalla fine dell'80 si intensificano le faide interne all'area dell'estrema destra fino all'omicidio degli estremisti di destra Francesco MANGIAMELI e Luca PERUCCI (6.1.1981) assassinati in quanto presunti "traditori". L'unico gruppo, facente capo alla struttura originaria dei "NAR", ancora "efficace" sul piano militare rimaneva quello meglio conosciuto come "banda CAVALLINI" e composto, dopo l'arresto di Valerio FIORAVANTI, da Gilberto CAVALLINI, Francesca MAMBRO [NOTA: La MAMBRO venne arrestata dopo essere stata abbando nata, ferita , davanti ad un ospedale romano (5.3.82)]. Giorgio VALE [NOTA: Suicidatosi il 5.5.1982 al momento dell'irruzione delle Forze dell'Ordine nel covo dove si nascondeva], Stefano SODERINI e Pasquale BELSITO. Sarebbe stata proprio la banda CAVALLINI a organizzare l'attentato nel quale rimasero uccisi il capitano Francesco STRAULLU e l'agente Ciriaco DI ROMA (20.10.1981) L'ultimo attentato rivendicato dai NAR è rappresentato dall'omicidio dell'agente di P.S. Antonio GALLUZZO, colpito mentre presidiava l'abitazione di un rappresentante dell'OLP (Organizzazione per l a Liberazione della Palestina) a ROMA (24.6.1982). [1 - continua]


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