Carminati è un uomo libero: e doveva essere scarcerato a marzo - <b>FascinAzione</b>

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martedì 16 giugno 2020

Carminati è un uomo libero: e doveva essere scarcerato a marzo


Massimo Carminati esce dal carcere da uomo libero. Nessun obbligo di dimora, nessun obbligo di firma. "A fine marzo aveva già scontato il tetto massimo dei due terzi del reato più grave che gli è stato contestato: una corruzione". Il suo legale, il professore Cesare Placanica spiega le ragioni della scarcerazione. Il provvedimento  arriva a cinque giorni dal deposito delle motivazioni della Cassazione con cui per l'ex Nar, Salvatore Buzzi e altri 30 coimputati è crollato il 416bis, l'associazione a delinquere di stampo mafioso.
C'è voluto un lungo braccio di ferro con la Corte d'Appello, che ha presentato tre ricorsi ma alla fine il Tribunale della Libertà ha riconosciuto che il mandato di cattura per il 416 bis contestatogli per i rapporti con Luca Gramazio è una "contestazione a catena" e quindi gli ha restituito la libertà. Con due mesi e mezzo di ritardo: perché applicando questa interpretazione della norma la carcerazione preventiva è finita a marzo

Ci sembra quindi un buon giorno per riproporvi un po' di vecchi post che ricostruiscono la

CARMINATI STORY

Hanno, a giusta ragione, definito il blitz sulla Mafia Capitale la "tempesta giudiziaria perfetta". Così ognuno ci pesca quello che vuole: il Giornale e Libero si sono scatenati sulle piste di Buzzi e delle coop rosse, La Repubblica dà sfogo al suo rigurgito antifascista e insiste sulle "trame nere", Il Fatto, per non fare torto a nessuno, dà in testa a tutti quanti. E così faremo anche noi, andando a pescare una storia interessante, quello che vede Gennaro Mokbel tentare un'estorsione ai danni di un complice della maxitruffa e Massimo Carminati nel ruolo di non disinteressato "raddrizzatorti". A conferma della sindrome del cervo maschio tipica di certa fascisteria di strada, in cui gli esemplari dominanti finiscono sempre per rompersi le corna tra loro. Ecco la storia raccontata nell'ordinanza di custodia cautelare:

.La prova del tentativo di estorsione nei confronti di MOKBEL si rinviene nell’espressioni di Massimo CARMINATI, protagonista della vicenda, chiamato in causa dalla persona offesa, Marco IANNILLI , per ottenerne la protezione e rapportarsi direttamente con il soggetto attivo della condotta minatoria per neutralizzarne gli effetti, in virtù del suo prestigio criminale e dei rapporti intercorrenti e intercorsi con MOKBEL, sin dalla giovinezza, allorché militavano in frange dell’estrema destra. L’azione estorsiva trova il proprio movente nella mancata restituzione, dopo oltre un anno, dell’ingente somma di denaro che il commercialista IANNILLI aveva ricevuto da MOKBEL  LEGGI TUTTO

Da Belen a Totti, nomi nuovi e vecchie conoscenze (spesso criminali) si rincorrono negli 878 dvd e file audiovideo dei colloqui captati in carcere, disposti dalla Procura di Roma a ridosso dei primi clamorosi arresti di Mafia Capitale. Tra gli intercettati, il 5 dicembre 2014, c’è anche Stefano De Martino, marito di Belen, che tenta di approntare una strategia difensiva per la modella argentina, contattata dalla stampa per i suoi rapporti col “boss” Giovanni De Carlo (…) Più disinvolto Massimo Carminati, che dal carcere di Parma chiede dei viveri alla compagna («qui vanno tutti pazzi per la porchetta»), e segnalando la presenza delle telecamere, ironizza: «Siamo nell’acquario... è così, teso eh... d’altro canto io sono il capo di Roma ladrona... (ride)». Mentre col figlio Andrea, che lo informa di un suo prossimo stage in un Fondo di investimento a Londra, ironizza sul proprio futuro: «È finita la festa Ciccio... io quando esco mi metto all’angolo della strada... anzi vado in televisione... a dire stronzate... LEGGI TUTTO


Ma
quale saluto romano. L'avvocato Bruno Naso respinge l'accusa: Massimo Carminati stava semplicemente salutando un coimputato, Riccardo Brugia e non facendo il saluto romano, come appare in un fermo immagine di un servizio televisivo che ha innescato una nuova indagine a suo carico. La notizia è stata diffusa ieri.
Il presidente della X sezione penale del Tribunale di Roma, Rosanna Ianniello, davanti al quale è in corso il processo Mafia Capitale, ha disposto l'invio alla Procura del video dell'udienza dell'8 marzo scorso durante la quale Massimo Carminati, in collegamento da Parma, ha rivolto un saluto romano alla telecamera (vedi il fermo immagine nel servizio di Rai news). LEGGI TUTTO

Sono un vecchio fascista degli Anni 70, sono contento di essere quello che sono". Massimo Carminati ha rivendicato la sua identità politica durante l'interrogatorio nel processo Mafia Capitale intervenendo in video conferenza dal carcere di Parma, dove è detenuto in remige di 41 bis. Riguardo ai pedinamenti e alle intercettazioni subiti "a partire almeno dal 2011", Carminati ha affermato: "Me ne sono accorto quasi subito. Ho un occhio solo, ma ci vedo bene lo stesso". Ha così confermato quello che avevamo segnalato sin dal suo arresto, e cioè le evidenti contraddizioni tra il personaggio (sbruffone, arrogante) che emergeva dalle intercettazioni e la persona che invece era stata descritta, tra gli altri, dai principali pentiti della Magliana, da Abbatino a Mancini a Fiorella Moretti, un giovane educato, riservato, cortese. LEGGI TUTTO

La ritrattazione di Roberto Grilli, il pentito il cui battito d’ali ha innescato la tempesta giudiziaria di Mafia capitale, è perfettamente funzionale al disegno strategico dell’accusa. Il narcotrafficante avrebbe infatti dichiarato ai carabinieri del Ros che pur non avendo ricevuto minacce si sente in pericolo perché il potere intimidatorio di Carminati a Roma è integro. E proprio su questo passaggio si consuma l’intera partita del processo. LEGGI TUTTO

L'undici settembre del 2014 Alessandro Ambrosini annunciava su Notte Criminale, un po' sceneggiando il grande blitz scattato il 2 dicembre di quell'anno contro la "fasciomafia". 
Un pezzo premonitore al punto che, durante la deposizione di Massimo Carminati, lo stesso lo ha citato aggiungendo che durante la notte legge quel che scrive Alessandro Ambrosini su notte criminale. In esclusiva per i nostri lettori, rilanciamo il pezzo premonitore di Alessandro Ambrosini intitolato : Su Roma sta per scatenarsi la tempesta giudiziaria perfetta. LEGGI TUTTO

Carlo Bonini sta facendo un grande lavoro di divulgazione dei materiali investigativi di Mafia Capitale. Oggi ricostruisce un retroscena inquietante sulla rivolta di Tor Sapienza, rilanciando la denuncia della titolare del centro attaccato nella rivolta, che lancia sospetti sul ruolo di Buzzi e della sua filiera. E di ieri invece un pezzo sugli "affari londinesi" di Carminati, in cui spuntano i nomi di due "vecchi" latitanti dei Nar: 
Meno immateriale è il progetto cui lavorano il pratico Massimo Carminati e suo figlio Andrea. E di cui — ancora una volta — è ambasciatore Fabrizio Testa. Qui la scena cambia. Si trasferisce a Londra, nel perimetro stretto degli “expat” neri. Una dozzina almeno di latitanti dell’eversione neofascista che nella City sono arrivati negli anni Ottanta inseguiti dai mandati di cattura della magistratura italiana e nella City hanno trovato la loro palingenesi (Roberto Fiore, fondatore di Forza Nuova, su tutti) LEGGI TUTTO

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