giovedì 3 dicembre 2015

Mafia capitale, Carminati promette: quando esco vado in tv a dire stronzate

Da Belen a Totti, nomi nuovi e vecchie conoscenze (spesso criminali) si rincorrono negli 878 dvd e file audiovideo dei colloqui captati in carcere, disposti dalla Procura di Roma a ridosso dei primi clamorosi arresti di Mafia Capitale. Tra gli intercettati, il 5 dicembre 2014, c’è anche Stefano De Martino, marito di Belen, che tenta di approntare una strategia difensiva per la modella argentina, contatta dalla stampa per i suoi rapporti col “boss” Giovanni De Carlo: «Allora Belen... può dire guarda lo conosceva mio marito e io lo conosco di vista... ci siamo incontrati una sera a cena siamo diventati amici... però lo faccio tribrale su di me... Su di lei montano, su di me l’interesse è minore».
Mentre Roberta Morello, moglie dell’imprenditore Cristiano Guarnera, accusato di associazione mafiosa, l’11 marzo 2015 nel carcere di Bologna si sfoga col consorte: «Avevamo tutto per essere felici... sei stato un coglione, non ti sono mai mancati i soldi... non avevi bisogno di sta gente».
Annuendo, l’uomo replica: «C’ho pure rimesso i soldi». Ancora, commentando con i parenti una trasmissione in cui si parla di Totti e dei residence del Comune di Roma, il 18 marzo l’imprenditore sbotta: «Quel bastardo ha fatto pure il nome mio dicendogli che io affittavo gli appartamenti a duemila euro al mese». A fornire l’informazione ai magistrati sarebbe stato, per Guarnera, «il deficiente» (con probabile riferimento a Luca Odevaine, ndr).
Scene tragicomiche per Roberto Lacopo, il “benzinaio” di Corso Francia, che chiede un aiuto legale per un detenuto conosciuto in carcere. Ma la sorella lo avvisa della reazione furibonda dell’avvocato: «Lo sai che m’ha detto stamattina? “Quando vengo gli rompo il culo”». Il suo compagno di cella, infatti, non è un detenuto qualsiasi: «Noi siamo andati su internet e quello è un MANCUSO! Tu devi capire che se ti associano... buttano la chiave... l’avvocato quando viene ti ammazza, perché qui è tutto registrato... non devi aiutare nessuno!».
Più disinvolto Massimo Carminati, che dal carcere di Parma chiede dei viveri alla compagna («qui vanno tutti pazzi per la porchetta»), e segnalando la presenza delle telecamere, ironizza: «Siamo nell’acquario... è così, teso eh... d’altro canto io sono il capo di Roma ladrona... (ride)».
Ai magistrati manda un avviso: «Purtroppo so’ un vecchio di merda che però c’ha una intelligenza molto superiore alla media... e sono un ragazzo anche molto informato dei cazzi di tutti qui... tutti ’sti giudici di merda sanno bene che io qua rimango... senza problemi non è che devo fa nessun tipo di collaborazione con nessuno».
Mentre col figlio Andrea, che lo informa di un suo prossimo stage in un Fondo di investimento a Londra, ironizza sul proprio futuro: «È finita la festa Ciccio... io quando esco mi metto all’angolo della strada... anzi vado in televisione... a dire stronzate... ma scrivo un libro però in televisione... faccio fare una trasmissione, i misteri d’Italia... me metto lì a di’ stronzate, capito?...una stronzata ad ogni puntata... questi fanno così...».

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