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giovedì 12 luglio 2018

Rivolta in Fratelli d'Italia. Nord e sud uniti: basta con i poteri familiari

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Con una quindicina di giorni di ritardo, rispetto al nostro blog, anche il quotidiano La Repubblica scopre l'esistenza di una rivolta all'interno di Fratelli d'Italia di consiglieri regionali, comunali, dirigenti di partito, provenienti dal vecchio Movimento Sociale Italiano, che sono prossimi a lasciare il partito guidato da Giorgia Meloni perchè attratti dalla nuova Lega 3.0 nazionalista e sovranista di Matteo Salvini.
Accusano infine Fratelli d'Italia di essere un partito in mano a gruppi di poteri familiari, come ci ricorda, in un interessante articolo, il collega Matteo Pucciarelli sulle colonne del numero di giovedì 12 luglio del quotidiano La Repubblica.

Risultati immagini per la repubblicaE' un ribollire di ardimentose proteste per siti e blog d'area, con un possibile e forse probabile epilogo per molti: accasarsi nella confortevole nuova super Lega nazionalista.


Dopo Forza Italia, l'altra vittima dell'ascesa di Matteo Salvini rischia di essere Fratelli d'Italia.
Domani in programma c'è l'assemblea nazionale del partito, composta da 450 persone. Solo che la convocazione è partita martedì notte ( via whatsapp) e ieri mattina (via mail).

Scatenando le proteste: "come si fa a convocare il nostro parlamentino in orario d'ufficio con un preavviso di due giorni?

C'è anche gente che lavora eh.... protesta una vecchia  conoscenza della destra post fascista.

Facile quindi che alla fine si presentino all'appuntamento solo la metà dei componenti.
Il punto è che dentro Fdi un bel pezzo della vecchia guardia di estrazione missina vive con sempre maggiore insofferenza quella che viene considerata una gestione verticistica del partito.
"Il fatto che a Roma la metà dei consiglieri comunali di Fdi e un consigliere municipale su tre abbiano fatto le valigie è un allarme che dovrebbe preoccupare i vertici sul malessere della base", questo nel mentre oggi  Salvini infiamma i cuori della destra italiana come riusciva a fare 20 anni fa Gianfranco Fini all'apice del suo successo, scrive Giorgio La Porta, sul portale centro destra.it  
Nel Lazio se ne sono andati l'ex responsabile del dipartimento Vita e Famiglia Federico Iadicicco, il consigliere regionale Fabrizio Santori e l'ex consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma, in Lombardia l'ex assessore regionale Viviana Beccalossi e presto (forse) Jonghi Lavarini con la sua Fare Fronte, ci sarebbero altri pronti ad abbandonare in Veneto (come Destra Veneta di Raffaele Zanon), Puglia e Calabria.
Fdi è in mano a gruppi di potere familiari e d'affari, si legge on line nei forum ribelli. 
Il Capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida, è il cognato di Giorgia Meloni( ha spostato la di lei sorella). La famiglia La Russa, Ignazio e Romano, si è rafforzata con l'ingresso del genero di Romano, Marco Osnato.
Il capogruppo al Senato, Sergio Berlato è legatissimo alla deputata Maria Cristina Carretta, entrambi rinviati a giudizio per una storia di tesseramenti gonfiati ai tempi del Pdl in Veneto.
Una new entry del partito, come Mario Mantovani, potente ex vice presidente della giunta lombarda, super berlusconiano anche lui finito in mezzo a pesanti grane giudiziarie, alle scorse politiche riuscì a mettere in lista la figlia Lucrezia. E adesso?  E'vero che destra e sinistra sono categorie superate, ragiona Jonghi Laverini, ora la divisione è tra sovranisti e mondialisti.
Ma va bene cosi, il primo fascismo era trasversale e anti establishment. Come lo è questo governo.

In relazione all'articolo intitolato Rivolta in Fratelli d'Italia, nord e sud uniti: basta con i poteri familiari, l'ex consigliere comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma, con una breve nota, diffusa alla stampa, smentisce la sua fuga da Fratelli d'Italia.
Nota che pubblichiamo per intero.
Circa l'articolo di oggi sulla fuga da Fratelli d'Italia, volevo ribadire che il sottoscritto non possiede nessuna tessera di partito attualmente e non vedo come poter essere in fuga da un partito dove non sto.
Peraltro sul sito del comune di Roma risulto ancora capogruppo di Noi con Salvini, nonostante abbia preso le distanze dalla gestione locale dello stesso, nel Municipio V.
Resto nel mio movimento Riva Destra, nato dal primo circolo di An, che da poco ha inaugurato la sua sede a Roma e che il 22 luglio farà la sua prima festa tricolore.



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