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giovedì 25 gennaio 2018

Bossi rischia di tornare ad essere il segretario della Lega di nuovo Nord

Per la serie clamoroso al Cibali, parafrasando una celebre locuzione del radiocronista Sandro Ciotti coniata il 4 giugno del 1961 in occasione della partita di calcio Catania Inter, clamorosamente vinta dalla squadra siciliana, Umberto Bossi lunedì rischia di tornare ad essere il segretario della Lega Nord.

Infatti grazie ad un ricorso, presentato alcuni giorni fa da un candidato iscritto al listino collegato a Giovanni Fava, che mette in dubbio la legittimità della nomina di Matteo Salvini a segretario del Caroccio, è stato discusso e ritenuto fondato questa mattina dal giudice della prima sezione civile del tribunale di Milano il redivivo senatur tornerebbe ad essere il segretario della Lega.
La pronuncia, secondo fonti vicine alla Procura milanese arriverà a stretto giro, entro e non oltre la mattinata di lunedì. 
Il ricorso chiede, in via cautelativa, la sospensione della nomina di Matteo Salvini quale segretario federale della Lega Nord. Se il ricorso sarà accolto, saranno automaticamente annullate le primarie leghiste dello scorso maggio, Salvini tornerà ad essere un semplice militante e da statuto, l'incarico di segretario sarà ricoperto da Umberto Bossi.
Il ricorso è stato presentato una decina di giorni fa da un candidato nella lista in sostegno all’assessore della Regione Lombardia, Gianni Fava, che aveva sfidato Salvini alle primarie per la segreteria della Lega. Nelle quindici pagine presentate al giudice, il candidato denuncia irregolarità da parte di Salvini nella composizione delle liste per le primarie e di aver poi cambiato in corsa uno dei candidati, l’europarlamentare Lorenzo Fontana, vicepresidente della segreteria federale della Lega Nord e componente anche del nuovo partito “Lega per Salvini premier”, insieme a Roberto Calderoli, Giancarlo Giorgetti, Giulio Centemero e lo stesso Salvini. 
Questa mattina, all’udienza si erano presentati i cinque testimoni convocati ma il giudice ha preso tempo per leggere le memorie depositate dalle parti. In poche ore ha deciso che non serviva analizzare altro materiale né sentire i testimoni, annunciando la pronuncia entro lunedì mattina.

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