Non ci fu 'scalata' alla Lazio. 20 anni dopo assolti tutti i capi degli Irriducibili
Tutti assolti in Appello, con la formula perché il fatto non sussiste, gli imputati nel processo sulla scalata della Lazio che sarebbe avvenuta a cominciare dal 2005. È la sentenza emessa oggi, venerdì 8 maggio, dai giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Roma nei confronti di Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri, Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio e Fabrizio Di Marziantonio. In primo grado, nel gennaio 2015 erano state comminate condanne da 4 anni e 2 mesi a 2 anni e due mesi.
Fra gli imputati c’erano i capi ultras degli Irriducibili accusati di tentata estorsione, fra cui Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 nel parco degli Acquedotti e per il quale oggi i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere per morte dell’imputato. Nei confronti di Di Cosimo è stato dichiarato inoltre il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per uno dei capi d’accusa. La procura generale alla scorsa udienza aveva chiesto, invece, la conferma delle condanne di primo grado.
Fin qui l'AdnKronos. Ma per dare la misura del tempo trascorso ho pubblicato come foto un ritaglio del Quotidiano di Basilicata, in occasione della presentazione a Potenza del libro di uno dei principali imputati, Paolo Arcivieri. La organizzarono, direi nel 2010, anno più anno meno, gli ultras del Potenza (diciamolo, pendenti a destra, ma ragazzi a cui sono rimasto particolarmente affezionato) in base al loro gemellaggio con gli Irriducibili (nato a fine anni 80 quando i più grandi di loro, studiando a Roma, andarono a scuola di curva dagli ultras laziali). Fu una bellissima presentazione. E il terzo tempo nel pub pure. Dei quattro soggetti identificabili io sono andato in pensione, l'organizzatore Alessandro Galella, lo spilungone alla mia destra nella foto, è stato consigliere comunale (in una lista civica), assessore regionale e ora non so se consigliere o assessore regionale sempre in Fratelli d'Italia, Pietro Scognamiglio, il giornalista autore del pezzo per il QdB è da anni alla Gazzetta. E invece Paolo Arcivieri e gli altri suoi coimputati sono rimasti appesi per una vita a questa accusa ingiusta.


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