Ultras Milan, Lucci ai suoi: "Siamo ancora pieni di armi"
"NEL CERVELLO HO SOLO GUERRA. SIAMO ANCORA PIENI DI ARMI" - ERA UNO DEI MESSAGGI INVIATI DALL'EX CAPO ULTRAS MILANISTA LUCA LUCCI (SOPRANNOMINATO "IL TORO") AI SUOI SGHERRI. IERI, LUCCI E' STATO CONDANNATO A 18 ANNI E OTTO MESI CON L'ACCUSA DI NARCOTRAFFICO: TRA IL GIUGNO DEL 2020 E IL MARZO DEL 2021, HA MOVIMENTATO TONNELLATE DI HASHISH, MARIJUANA E COCAINA TRA SPAGNA, MAROCCO E ITALIA. DROGA NASCOSTA NEI DOPPIFONDI DI FURGONI O TIR CHE TRASPORTAVANO BANCALI DI FRUTTA O ALTRE MERCI E RIVENDUTA A MILANO - "IL TORO" È IN CARCERE DAL 2024 E HA GIÀ RICEVUTO UNA CONDANNA A 10 ANNI NELL'INCHIESTA "DOPPIA CURVA"...
Si vantava, credendosi al sicuro dietro lo schermo del cellulare criptato: «Fra, nel cervello ho solo guerra. Siamo ancora pieni di armi». Voleva conquistare pezzi di Milano, nuove piazze di spaccio: Comasina, Quarto Oggiaro, Piazza Prealpi. A capo di un'organizzazione capace di importare tonnellate di fumo, erba e coca, in grado di muovere milioni di euro, che aveva a disposizione elicotteri, tir e capannoni per lo stoccaggio.
Sempre lui, Luca Lucci. Il "Toro", o "Belvaitalia", come il suo nickname. L'ex capo ultrà decaduto del Milan. L'uomo della foto con l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il leader della Sud che voleva fare affari con Fedez per vendere una blasonata bevanda tra gli spalti di San Siro, che giurava di parlare di calcio con Berlusconi, che pensava di creare un'agenzia di sicurezza per i vip, ritenuto a capo di una «milizia privata» di ultrà disposta a tutto. Dicono che il processo di ieri fosse quello che temeva di più. A guardare l'aritmetica, aveva ragione.
LUCI A SAN SIRO - VIGNETTA BY ROLLI PER IL GIORNALONE - LA STAMPA
Perché dopo la condanna a dieci anni di carcere del giugno dell'anno scorso, nell'ambito dell'inchiesta "Doppia Curva" sugli affari sporchi fuori e dentro il Meazza (tra le imputazioni pure un tentato omicidio), ieri è arrivato un altro pesantissimo verdetto.
Lucci, 45 anni il prossimo novembre, è stato condannato a 18 anni e 8 mesi di carcere per narcotraffico dalla gup di Milano Giulia Masci. Secondo i pm Rosario Ferracane e Leonardo Lesti, che hanno coordinato le indagini della squadra mobile guidata da Alfonso Iadevaia, era al vertice di un gruppo di narcotrafficanti che, tra il giugno del 2020 e il marzo del 2021, ha movimentato tonnellate di hashish, marijuana e cocaina tra Spagna, Marocco e Italia. Droga nascosta nei doppifondi di furgoni o tir che trasportavano bancali di frutta o altre merci e rivenduta sulla piazza di Milano e hinterland, con un giro di affari da capogiro.
Gianluca De Marino e luca lucci
Ventitré gli imputati. Tra le altre condanne, 13 anni e 6 mesi all'albanese Fatjon Gjonaj, suo più stretto collaboratore, e quasi nove anni a Daniele Cataldo, suo braccio destro – coinvolto nell'inchiesta sulle curve – l'uomo con cui parlava di armi e di spartizione del territorio: «Basta ridere e scherzare, si comincia coi ceffoni, e poi quattro ferri arrugginiti ci sono, cominciamo a fare danni», arringava in chat "Wolf" o il "nano".
Il "Toro", difeso dall'avvocato Jacopo Cappetta, è in carcere dal settembre 2024 dopo l'inchiesta sugli ultrà. [...]
FONTE: DAGOSPIA
Traffico di droga: 18 anni e 8 mesi per il capo ultrà
Luca Lucci, ex capo ultrà della Curva Sud del Milan, è stato condannato oggi a Milano a 18 anni e 8 mesi di carcere per essere stato al vertice di una presunta associazione dedita al traffico internazionale di droga che, tra il giugno del 2020 e il marzo del 2021, avrebbe movimentato tre tonnellate di hashish, 255 chili di marijuana e 53 chili di cocaina.
Lo ha deciso oggi la gup Giulia Masci che ai 23 imputati, giudicati in abbreviato, ha inflitto pene fino a 3 anni di carcere, posto che la condanna più alta è stata quella per Lucci seguita dai 13 anni e 6 mesi per un altro promotore dell'associazione.
Lucci, difeso da Jacopo Cappetta, era stato arrestato a fine settembre 2024 con altri capi ultrà e sodali nella maxi inchiesta della Dda milanese sulle curve di San Siro, per la vicenda delle tifoserie che comprende anche un tentato omicidio, ed era stato condannato a 10 anni. Sempre nel dicembre di due anni fa era stato destinatario di un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, insieme ad altri sette, per il narcotraffico per cui stamane è stato condannato. La giudice ha in sostanza accolto le richieste dei pm della Dda di Milano Leonardo Lesti e Rosario Ferracane.




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