Acca Larentia, subito rimessa la targa che ricorda Stefano Recchioni
AGGIORNAMENTO 4 GENNAIO 2025
E' stata giĆ ricollocata la targa in ricordo di Stefano Recchioni rimossa la mattina del 30 dicembre scorso . A dare l'annuncio della pronta risposta dei "camerati" all'improvvido intervento dell'amministrazione capitolina ĆØ stato questo tweet di Gabriele Adinolfi
[30/12/2024] La targa firmata 'i camerati' per ricordare Stefano Recchioni, uno dei tre militanti di destra uccisi nella strage di Acca Larentia a Roma nel 1978, ĆØ stata rimossa. A pochi giorni dall'annuale commemorazione del 7 gennaio il clima comincia ad essere teso e ci sono appelli al Viminale per vietare la manifestazione.
Lo scorso anno per il ricordo delle tre vittime furono fatti saluti romani, episodio per il quale 31 militanti di Casapound ora rischiano il processo. La targa ĆØ stata tolta dal servizio decoro del Comune di Roma. Il Pd romano, per voce del segretario Enzo Foschi, ne aveva chiesto la rimozione definendola "una provocazione fascista".
La targa era stata posta in una via vicina a via Acca Larentia, sul luogo dove Recchioni morƬ nel corso di scontri seguiti al duplice omicidio di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, uccisi da un commando dell'ultrasinistra, davanti alla sede missina. Foschi chiede anche al Viminale "di vietare lo scempio dei saluti romani ad Acca Larentia", riferendosi proprio al 'presente' dello scorso anno. Un appello reiterato anche dall'Anpi che ha chiesto a Piantedosi "di vietare il raduno fascista di Acca Larentia e mettere fuori legge le organizzazioni fasciste".
Intanto sui social giĆ da giorni l'associazione Acca Larentia rinnova l'invito alla commemorazione del 7 gennaio pubblicando una locandina con scritto 'Presente' e aggiungendo: "Per tutti i camerati caduti. Esserci ĆØ un dovere". Lo scorso anno il ricordo dei tre militanti di destra morti nel 1978 fu seguito da polemiche dopo il saluto del 'presente' con corredo di saluti romani.
Ora 31 militanti di CasaPound potrebbero essere rinviati a giudizio per quel che gesto che, secondo gli inquirenti, rifletteva "la liturgia delle adunanze usuali del disciolto partito fascista": la Procura di Roma infatti gli contesta la violazione delle leggi Mancino e Scelba. La conclusione delle indagini, che precede la richiesta di rinvio a giudizio, ĆØ seguita alla sentenza delle sezioni unite della Cassazione sul saluto romano.
I Supremi giudici sostennero che, per stabilire la sussistenza di reato in caso di saluto romano, il giudice deve "in concreto" e alla luce di valutazioni complessive, accertare l'esistenza di una serie di elementi, tra cui "il contesto ambientale, la eventuale valenza simbolica del luogo, il numero dei partecipanti, la ripetizione insistita dei gesti", idonei a dare concretezza al pericolo di "emulazione".
E aggiungono che "la caratteristica 'commemorativa' della riunione (come nel caso di Acca Larentia, ndr) possa rappresentare fattore" di "automatica insussistenza del reato" sottolineando che la risposta "alla chiamata del presente" e il saluto romano "integra il delitto previsto" dall'articolo 5 della legge Scelba sulla ricostituzione del partito fascista" e "puĆ² integrare anche il delitto di pericolo presunto, previsto" dall'articolo 2 della legge Mancino sui crimini d'odio". "Non possono essere nĆ© denunce, nĆ© condanne a impedirci di ricordare una strage che a distanza di 46 anni ĆØ ancora senza giustizia", la replica di CasaPound.
CASAPOUND: LA RIMOZIONE DELLA TARGA E' UNA PROVOCAZIONE IGNOBILE
"La rimozione della targa ad Acca Larenzia da parte delle istituzioni, dopo le pressioni del Pd, ĆØ una provocazione ignobile che mira ad alzare la tensione in prossimitĆ del 7 gennaio. Prima le denunce ad orologeria, poi le richieste dell'Anpi di vietare la commemorazione e ora un atto infame che ben rappresenta i degni eredi di chi negli anni '70 brindava alla morte di ragazzi giovanissimi. Dove mira questa squallida strategia messa in scena ĆØ piuttosto evidente e ci sarebbe poco da commentare ma su una cosa vogliamo essere chiari: nulla impedirĆ , nĆ© intaccherĆ , la sacralitĆ del 7 gennaio e il ricordo di una strage rimasta ancora senza giustizia".
Lo afferma in una nota CasaPound "La targa dedicata a Stefano Recchioni, una delle tre vittime dell'assasinio di Acca Larenzia, era lĆ da decenni, rimossa e riposizionata recentemente soltanto a causa dei lavori di ristrutturazione dello stabile dove ĆØ affissa - sostiene il movimento -. Quello del Pd ĆØ stato solo un pretesto, come altri, per provare ad infangarne la memoria e a strumentalizzare il sangue versato 47 anni fa per ripugnanti fini politici. SarĆ quel 'presente' gridato tre volte, in modo ancora piĆ¹ potente e significativo quest'anno, la nostra unica risposta che rimarcherĆ ancora una volta la differenza tra gli uomini liberi e gli sciacalli", sottolineano nella nota.
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