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Saluti romani al corteo per Ramelli: tra i 5 condannati Iannone e Polacchi

Hanno risposto alla chiamata del "presente" e hanno fatto il saluto romano, al corteo del 29 aprile 2019 dedicato alla memoria di Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile dell'allora Movimento Sociale Italiano, vittima innocente dell'odio politico,colpito da un agguato di Avanguardia Operaia il 13 marzo del 1975, morto il 29 aprile dopo 47 giorni di agonia.
 Per questo motivo oggi cinque dirigenti della cosiddetta destra radicale tra cui Gianluca Iannone, leader di Casapound Italia e Francesco Polacchi, editore di Altaforte Edizioni sono stati condannati con rito abbreviato a pene tra un mese e un mese e 10 giorni di reclusione.
Lo ha deciso il giudice per l'udienza preliminare Manuela Cannavale che ha disposto contestualmente il rinvio a giudizio per altri 24 indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Digos e coordinata dai pubblici ministeri Alberto Nobili ed Enrico Pavone. Per loro il processo si aprirà il prossimo 1 dicembre davanti alla IX sezione penale del tribunale del capoluogo lombardo.
A dibattimento sono finiti Roberta Capotosti, dirigente di CasaPound Italia, Duilio Canu, ex vice segretario nazionale di Forza Nuova,  Luca Bolis ex segretario milanese di Forza Nuova, Luca Cassani, esponente di Lealtà Azione, Luca Castellini, coordinatore regionale del Veneto  di Forza Nuova.
Ai 29 indagati, identificati tra i circa 1000 partecipanti al corteo, la Procura di Milano contesta di aver violato la legge Scelba e a un paio anche di avere violato le prescrizioni in materia di pubblica sicurezza

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