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mercoledì 23 ottobre 2019

Ricordando Filippo Corridoni, 104 anni dopo. Gli striscioni del Vfs in diverse città del nord

Il 23 ottobre 1915, colpito da soldati austro ungarici, cadeva al fronte, Filippo Corridoni, giovane sindacalista marchigiano, una delle figure più originali ed interessanti del movimento operaio italiano.
Appena ventottenne, era già stato un protagonista delle lotte operai a Milano, su posizioni rivoluzionarie e si si era schierato, senza se e senza ma, con un forte slancio patriottico, a favore dell'intervento italiano nel primo conflitto mondiale
Allo scoppio della prima guerra mondiale Corridoni si presentò volontario per il fronte e poco prima della partenza mandò un saluto a Mussolini: Carissimo, fra pochi istanti partiamo per la linea del fuoco. Viva l'Italia! In te bacio tutti i fratelli delle battaglie di ieri sperando nell'avvenire »
Fu ucciso un secolo fa durante un attacco alla famosa Trincea delle Frasche, nei pressi di San Martino al Carso, oggi provincia di Gorizia.

A ricordare la figura del sindacalista tricolore rivoluzionario, nel 104 anniversario della sua morte sono i militanti dell'associazione culturale Veneto Fronte Skinheads che, in diverse città del Nord del Paese, hanno affisso degli striscioni sulle sede dei principali sindacati italiani riportanti la seguente frase: Ieri sindacalismo di trincea, oggi privilegi senza idea. Filippo Corridoni Presente
Il senso di questa iniziativa ci viene chiarito, con maggiori dettagli, questo comunicato del Veneto Fronte Skinheads che riportiamo per intero.


L'associazione culturale Veneto Fronte Skinheads intende rivendicare con questo comunicato gli striscioni affissi sulle sedi dei sindacati CGIL e CISL la notte del 23 Ottobre, in concomitanza con il 104° anniversario del sacrificio supremo di Filippo Corridoni.
Una figura, quella del sindacalista rivoluzionario, che mai più di oggi può essere d'esempio e fungere da faro nel buio della giustizia sociale e sindacale italiana.
La creazione di un'ala rivoluzionaria, in contrasto al lassismo politico da poltrona dei primi del '900, si sposa perfettamente ed in modo quasi profetico con la situazione attuale del nostro paese, nel quale le sigle sindacali storiche rappresentano solamente uno dei tentacoli del sistema partitico italiano.
Il sindacalismo rivoluzionario : un ideale nato nell'azione e confluito in un patriottismo puro, dedito al sacrificio del singolo per la comunità.
Valori diametralmente opposti all'odierno sistema sindacale che oramai rappresenta nient'altro che una poltrona comoda, un trampolino di lancio alla politica o uno scudo in difesa di quei partiti, sinergici al sistema, che, proprio il sindacalismo, dovrebbe contrastare a favore delle masse lavoratrici, sempre più distanti da essi.
Sindacalismo odierno che si pasce beatamente dei propri privilegi, ottenuti come merce di scambio per l'approvazione di leggi mercantili in cui, in cambio del via libera dello snaturamento del mondo del lavoro e della creazione di un tessuto di precariato sociale, si è ottenuto un perfetto escamotage per garantire pensioni d'oro a sindacalisti imborghesiti, vedasi legge Treu 564/1996, dello stesso autore del pacchetto Treu, che disciplina il lavoro "atipico". Egli stesso la definì "una legge venuta male" e nonostante ciò è tuttora in vigore.
In questo quadro la figura di Corridoni viene volutamente gettata nell'oblio e nell'anonimato da chi dovrebbe essere portavoce di quelle battaglie, ormai abbandonate a favore di una globalizzazione capitalista ben più remunerativa.
Un eroe italiano che idealmente ed in modo trasversale diede la spinta ad una nuova concezione di nazione e lavoro gettando le basi per le future esperienze della gioventù nazionale in lotta.
Lotta che assunse varie forme : dalle imprese legionarie fiumane alle rivoluzioni nazionali del primo novecento passando per tutte quelle forme economiche di gestione del lavoro che ancora oggi costituiscono l'unica alternativa percorribile al nefasto duopolio capitalismo/marxismo.
Un martire dell'idea che attraverso il sacrificio scrisse parte della storia di questo paese e per questo non va dimenticato!

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