Mafia capitale non c'è più. Ritorna il Mondo di Mezzo - <b>FascinAzione</b>

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martedì 22 ottobre 2019

Mafia capitale non c'è più. Ritorna il Mondo di Mezzo




La Corte di Cassazione ha completamente smontato il processo Mafia Capitale, confermando le condanne solo di otto imputati minori, derubricando l'associazione mafiosa in semplice associazione a delinquere. 
La sesta sezione penale aveva al vaglio la posizione di 32 imputati, di cui 17 condannati dalla Corte d’Appello di Roma, lo scorso anno, a vario titolo per mafia (per associazione a delinquere di stampo mafioso, o con l’aggravante mafiosa o, ancora, per concorso esterno). 
L’accusa, mossa dalla procura di Roma, ruotava attorno alla costituzione di una "nuova" mafia, con propaggini nel mondo degli appalti della Capitale. Mercoledì scorso la procura generale della Cassazione aveva chiesto la sostanziale convalida della sentenza d’appello. 
Ci sarà un nuovo processo d’appello per ricalcolare le pene per Salvatore Buzzi, Massimo Carminati e i principali imputati del processo al Mondo di mezzo. Tra gli imputati per i quali dovrà essere ricalcolata la pena ci sono Luca Gramazio, ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, e Franco Panzironi, ex ad dell’Ama. Inoltre, per quanto riguarda Buzzi, la Cassazione lo ha assolto da due delle accuse contestategli, di turbativa d’asta e corruzione, mentre per Carminati cade anche un’accusa di intestazione fittizia di beni. 
In conseguenza della riqualificazione del reato di associazione mafiosa in associazione a delinquere semplice, la Cassazione ha pure annullato alcuni risarcimenti nei confronti delle parti civili, tra cui associazioni antimafia. 
Con la sentenza della Cassazione diventano definitive, per reati minori, le condanne solo per otto dei 32 imputati del processo al ’Mondo di Mezzo’. Si tratta di Mirko Coratti (4 anni e mezzo), Andrea Tassone (5 anni), Guido Magrini (3 anni), Marco Placidi (5 anni), Franco Figurelli (4 anni), Mario Schina (4 anni), Giordano Tredicine (2 anni e mezzo) e Claudio Turella (6 anni), l’unico ad aver patteggiato in appello. 

AVVOCATO NASO - "Ma vi pare possibile che la mafia sia stata riconosciuta a Roma in questi ultimi 7 anni, cioè da quando c’era Pignatone, e prima tutti i procuratori della Repubblica e le forze di polizia non si erano mai resi conto dell’esistenza della mafia? La mafia è una cosa molto seria, molto grave, che paralizza un territorio, l’economia di un territorio, la libertà da un punto di vista politico, sociale, economico. A Roma c’è invece una cultura mafiosa, che è una cosa completamente diversa dall’associazione di stampo mafioso, cultura mafiosa", anche nelle istituzioni. Lo ha detto il difensore di Riccardo Brugia e Matteo Calvio nonché ex difensore di Massimo Carminati, l’avvocato Giosuè Naso. "Questo è stato un processetto, cioè un processo nel quale si è voluto enfatizzare, gonfiare, esagerare, dopare una realtà criminosa di margine per fare un processo nel quale si riconoscesse la mafiosità", ha concluso il legale. 

DIFESA GRAMAZIO - "Siamo di fronte alla sconfessione delle procura di Roma. Il processo era un esperimento giudiziario, un esperimento fallito". Così l’avvocato Valerio Spigarelli, legale dell’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Luca Gramazio. "Qui parliamo di gente rimasto in prigione per anni per un reato associativo che adesso decade". 

GRAMAZIO sr. - "Noi speravamo in questo e finalmente la Cassazione riscatta il dolore di questo periodo. Siamo soddisfatti, ho sentito Luca e siamo molti soddisfatti. E in appello cadranno tanti reati impropriamente contestati a mio figlio". Lo ha detto all’Agi Domenico Gramazio, papa’ di Luca. 

DIFESA BUZZI - - "Buzzi su mia indicazione aveva ammesso alcune delle contestazioni. A Roma c’era un sistema marcio e corrotto e la sentenza di primo grado l’ha riconosciuto. La procura ha provato a sostenere la mafia. La Cassazione ha detto quello che avevamo sostenuto fin dall’inizio". Lo ha detto l’avvocato Alessandro Diddi, difensore di Salvatore Buzzi. 

STORACE - - "Altro che Mafia Capitale. La banda Raggi è arrivata in Campidoglio grazie ad un’inchiesta che con la mafia non c’entrava nulla. E chieda scusa ad una città che ha contribuito ad infangare in questi anni". Lo scrive Francesco Storace su Twitter. 

DIFESA CARMINATI - "La Cassazione ha ritenuto la sentenza di appello giuridicamente insostenibile". Lo ha detto il difensore di Massimo Carminati, l’avvocato Cesare Placanica. 

SINDACO RAGGI "Questa sentenza conferma comunque il sodalizio criminale. E' stata scritta una pagina molto buia della storia della nostra città. Lavoriamo insieme ai romani per risorgere dalle macerie che ci hanno lasciato, seguendo un percorso di legalità e di rispetto dei diritti. Ai nostri concittadini dico: ’andiamo avanti a testa alta’". Cosi’ la sindaca di Roma, Virginia Raggi, commenta a caldo la sentenza. 

SALVINI - "Non era un’associazione mafiosa? E quindi che era, un’associazione di volontariato?". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, a Porta a Porta commentando la sentenza della Cassazione che ha dichiarato esclusa l’associazione mafiosa nel processo "mondo di mezzo". 











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