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venerdì 28 dicembre 2018

Con Unione Cattolica il mussoliniano Lele Mora scende in politica. Pronto ad un accordo solo con Giorgia Meloni


Lele Mora manager della comunicazione e dello spettacolo, ammiratore di Benito Mussolini, figlio di fascisti, con nonno camicia nera e diversi busti del Duce in casa, dopo aver promesso di rilanciare l'Unità, il quotidiano politico fondato il 12 febbraio del 1924 da Antonio Gramsci, organo del Partito Comunista Italiano, del Partito Democratico della Sinistra, dei Democratici di Sinistra ed infine del Partito Democratico, annuncia una sua discesa in politica, per usare una frase cara al suo ex amico Silvio Berlusconi.
L'ex manager dei vip, infatti, ha annunciato di essere stato nominato presidente del partito Unione Cattolica.
Un partito che ha ambizioni di entrare in Parlamento già alle prossime politiche e per questo motivo Lele Mora ha chiesto a volti noti della televisione e del giornalismo italiano di aderire al partito, con ottimi, a suo dire risultati.
Lele Mora ha scelto Unione Cattolica perché è l'unico partito politico, esiste in Italia, che si fonda sui principi della filosofia cristiana, che fa del perdono il suo punto focale, come ha precisato nel corso della trasmissione radiofonica I Lunatici su Rai Radio 2.
In Unione Cattolica, l'ex manager dei vip avrà un ruolo attivo, anche in qualità di candidato, aprendo un dialogo per un accordo solo con Giorgia Meloni.
D'altronde è l'unica, a suo dire, con cui potrebbe dialogare, visto che dice cose vere, belle e giuste, non promettendo cose irrealizzabili.
Commentando la manovra del governo giallo verdi Lele Mora ha dichiarato: la manovra che hanno presentato è ignobile. Se gli italiani avevano 2 euro, glieli stanno portando via.

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