Referendum Atac, Riva Destra è per il "NO". - <b>FascinAzione</b>

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giovedì 8 novembre 2018

Referendum Atac, Riva Destra è per il "NO".

 "Riva Destra", il movimento politico che recentemente ha aderito a Fratelli D'Italia, il partito di Giorgia Meloni, interviene sul referendum romano che riguarda il trasporto pubblico locale e invita i cittadini a votare "No" e a lasciare il servizio in mano all’Atac, l’azienda comunale dei trasporti, per tutelare - affermano - gli utenti e i lavoratori.
 Domenica 11 novembre, infatti, i cittadini romani sono chiamati a esprimersi con un referendum consultivo sul futuro del trasporto pubblico di Roma. Con la consultazione ci si potrà dichiarare a favore o contro la messa a gara del servizio e alla conseguente apertura alla concorrenza del mercato. Il voto rappresenta una consultazione sulle sorti dell’azienda pubblica, per la quale è stata avviata la procedura di concordato preventivo. Di seguito la nota integrale di Riva Destra.
 «Dopo due anni di Giunta Raggi, siamo al concordato prefallimentare e al referendum per privatizzare Atac. Una Giunta grillina che non ha saputo prendere tempestivamente le decisioni giuste a partire dall’acquistare subito tram e bus nuovi, che si è baloccata con cambi e ricambi di suo personale politico e management Atac strapagato ed ora il concordato viaggia verso le ignote decisioni dell’assemblea dei creditori di dicembre. Una giunta con indirizzi bivalenti e un pò strabici, vista l'indulgenza sospetta verso i disservizi di Roma TPL e le prepotenze dei suoi proprietari a danno dei suoi lavoratori ai quali ancora oggi, non arriva lo stipendio. Motivi più che validi per attivare scioperi nelle periferie che purtroppo sono le più esposte alla mancanza di mobilità. Una città arrabbiata per un servizio non degno della Capitale di Italia, che è strumentalizzata dai Radicali, presenti nelle giunte romane e laziali e non esattamente estranei alle vicende del trasporto per le quali però non hanno mai fiatato. Temi quali l'evasione tariffaria al 30% o i disservizi specialmente nelle sperdute periferie non li hanno mai interessati, se non prima del 4 marzo, per ingraziarsi parte di quel PD giachettiano e renziano in cerca di rivincita, incassare un posto in lista con Tabacci e farsi alfieri di un progetto di privatizzazioni che renderà felici solo i concorrenti europei inglesi, tedeschi o francesi». Lo dichiara Claudio Zeppieri, responsabile del settore Trasporti di Riva Destra, in una nota congiunta con il coordinatore romano Lorenzo Loiacono.

 «I cittadini e gli utenti sono arrabbiati - prosegue la nota - ma anche i lavoratori e le lavoratrici di Atac, Metro, Roma TPL, e l’indotto che ha scontato un centinaio di licenziamenti, quindi, quanto se non di più degli autoferrotranvieri, visto che ancora una volta devono pagare per coloro che sono scappati portando i soldi in nero all'estero, lucrato sulle mense, sui pneumatici usati e sulle plusvalenze, sui costosissimi ricambi, sulle consulenze d'oro, sulla truffa della doppia bigliettazione in nero costata per 5 anni 100 milioni euro/anno, spariti».

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