Meloni, Storace e La Destra che non c'è più - <b>FascinAzione</b>

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giovedì 22 novembre 2018

Meloni, Storace e La Destra che non c'è più

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Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni, stimato del 3,7% dei consensi secondo un sondaggio diffuso pochi giorni fa da Swg, ha stipulato nella giornata di mercoledì 21 novembre un patto federativo con La Destra, il partito da percentuali telefoniche, guidato dal collega Francesco Storace, ex governatore della Regione Lazio, ex Ministro della Salute del governo Berlusconi III, in vista delle prossime elezioni europee previste per domenica 26 maggio.
Sul patto federativo tra La Destra, partito di fatto sciolto (in vita solo per adempimenti burocratici delegati a 3 persone) e Fratelli d'Italia ci arriva una puntualizzazione di un dirigente nazionale campano, uno di quelli che è stato anima e cuore de La Destra ed ora è alla finestra.
Puntualizzazione che pubblichiamo per intero.

"La Destra" non si vende, non si regala e non si svende. Appartiene a Tutti Noi.

"La Destra", pur se non ha avuto elettoralmente la fortuna che ben avrebbe meritato, era vitale, vivace, viva, un laboratorio di idee, una generosa Comunità umana e politica... infatti "La Destra" il Partito che ha donato a tanti di Noi, ed alla Politica, momenti indimenticabili, ha chiuso i battenti, pur se resta vivo nella mente e nel cuore...ma, preservando i rapporti umani si è sciolta durante il suo III Congresso Nazionale, dando indicazione alla propria Gente di aderire e confluire nel costituendo progetto aggregativo del giorno dopo, quello de il "Movimento Nazionale per la Sovranità". 

Restavano solo adempimenti burocratici delegati a tre persone, per formalizzare eventuali dettagli. 

Immagine correlataE tanti de "La Destra" sono andati "a casa", altri de "La Destra" hanno fatto altre scelte politiche, e per la maggioranza de "La Destra" è cominciato un percorso nuovo, fin dal giorno dopo, con il MNS. 

In effetti, oltre al Presidente, Francesco Storace, proveniva da "La Destra" una preponderante parte della classe dirigente (eletta prima, ma anche nominata poi), del MNS. Fra questi, anche, con lo stesso ruolo, l'ex responsabile organizzativo de "La Destra", Roberto Buonasorte. 

Questi, tempo dopo, si dimise dal MNS, ma rimase capo della segreteria del Vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio, on.Francesco Storace, rappresentante all'interno della Regione del Gruppo del MNS. 

Come troppo spesso accade a destra, nel Lazio, e precipuamente a Roma, ci fu una spaccatura, pur se sottaciuta e non dichiarata, nel MNS che divenne evidente alle Regionali del Lazio. 
Accadde infatti che nel MNS ci fu chi, proveniente o meno da "La Destra" su input, comunque, di Storace, appoggiò la candidatura di Sergio Pirozzi a governatore, sostenendo su Roma quella a consigliere, di Roberto Buonasorte. 
Fra questi, anche tutto il nucleo di collaboratori del Gruppo de "La Destra", ormai diventato del "MNS". Ma vedere l'intera squadra regionale del "MNS" fare quadrato sostenendo il candidato di Francesco Storace, in una lista di Pirozzi, creò problemi al partito stesso al proprio interno, causò difficoltà alle candidature concesse dalla Lega al MNS nelle sue liste alle Politiche, (che erano concomitanti), creò tensioni e dissapori con candidati del MNS inseriti in lista Lega nelle varie provincie del Lazio ed il messaggio agli elettori divenne confuso e contraddittorio. 
Di fatto, il MNS prestò il fianco a critiche e peggio, venendo penalizzato anche nelle candidature politiche, Storace venne snobbato ed a volte anche offeso da un Pirozzi forse inconsapevole, ed il centrodestra perse di misura le elezioni Regionali nel Lazio. 
L'unico risultato che ottenne, Francesco Storace, fu che Buonasorte, non eletto, si è assicurato uno stipendio e lavora tuttora in Regione Lazio, con il gruppo Pirozzi, ma i rapporti interni al MNS risultarono incrinati irreparabilmente, tanto che Storace ad un certo punto si dimise. In moltissimi coloro i quali lo avevano seguito con La Destra, provarono a farlo tornare sui suoi passi, anche Alemanno e Menia, tentarono di recuperare il rapporto, ma preferì uscire di scena, lasciando che anche il legame comunitario, con quanti guardavano a lui come ad un punto di riferimento, si affievolisse. 
Anche in seguito al suo repentino e perentorio allontanamento dalla politica, è avvenuto che alcuni de "La Destra", nel tempo, dallo scioglimento ad oggi, abbiamo cambiato idea, rispetto alle vie da intraprendere. 
Ma questo non significa nulla, appunto, se non questo: che alcuni hanno cambiato idea. 
E se alcuni che furono de "La Destra" fanno oggi scelte personali, queste restano: scelte personali. 
Si legge in giro che Storace oggi vorrebbe essere riconosciuto come colui che può rappresentare "La Destra" per confederarLa con FdI. 
Semplicemente non è possibile. 
Oggi, anche se fatta da una o più persone, che ne "La Destra" ebbero ruoli, magari di primo piano, la scelta di aderire ad altre forze politiche è legittima, ma personale ed individuale.

1 commento:

  1. Commento volentieri, con un pizzico di delusione per la pubblicazione di un articolo anonimo. Come se qualcuno possa mettere in discussione chi è titolato a lanciare un appello all'unita' a quanti ne La Destra hanno militato. Anche per anonimi come quello a cui voi date spazio La Destra ha dovuto chiudere i battenti. Perché l'ipocrisia regna sovrana. E io sono felice, invece, di essermi iscritto a Fratelli d'Italia. Una sola preghiera: selezionate meglio le vostre fonti. Sono patetiche, almeno in questo caso

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