venerdì 14 settembre 2018

Bolzano: oggi la protesta di Fratelli d'Italia contro la visita del cancellerie austriaco Kurz

Una delegazione parlamentare di Fratelli d’Italia sarà presente venerdì 15 settembre alle ore 15 a Bolzano per una manifestazione di protesta davanti al palazzo della Provincia in coincidenza con la visita del Cancelliere austriaco Kurz per un evento elettorale della Svp nel capoluogo. Ad annunciarlo, con un comunicato diffuso alla stampa, che riportiamo per intero,  è Alessandro Urzì, consigliere della provincia di Bolzano e della regione Trentino Alto Adige con il movimento l'Alto Adige nel Cuore - Fratelli d'Italia.

"Sono inaccettabili le provocazioni che il governo austriaco ha mosso in questi ultimi giorni verso l’Italia, a partire dalla ipotizzata estensione unilaterale della stessa cittadinanza austriaca ai cittadini italiani ma solo quelli di lingua tedesca e ladina dell’Alto Adige", attacca il consigliere Urzì . 

"Si tratta di un'operazione che oggi viene peraltro strumentalmente utilizzata come argomento di campagna elettorale per le elezioni provinciali eccitando gli animi delle frange più radicali ed estremiste della cittadinanza di lingua tedesca. La presenza del Cancelliere Kurz per un comizio elettorale della Svp, in Italia, oltre ad essere diplomaticamente sconveniente, dimostra in modo palese un'inaccettabile intromissione da parte di una potenza straniera in una campagna elettorale di un Paese terzo ed un tentativo di destabilizzazione censurabile", osserva ancora l'esponente di Fratelli d'Italia.
"Il Cancelliere Kurz già tratta l’Alto Adige come una provincia austriaca, figurarsi se dovesse essere portato in porto il processo di estensione della cittadinanza di quel Paese alla maggioranza dei cittadini italiani dell’Alto Adige. Il vento catalano spira sulla provincia di Bolzano. La differenza con la Catalogna è che nel caso dell’Alto Adige le tendenze separatiste sono sostenute da un intero Paese straniero. Un fatto gravissimo nel cuore dell’Europa di fronte al quale sono rimaste sostanzialmente silenti e immobili le forze di governo, a iniziare dalla Lega e dai Cinque Stelle", conclude Urzì.

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