Ronda di Ostia, CasaPound querela il Pd Orfini: ve la fate voi con i mafiosi - <b>FascinAzione</b>

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martedì 14 agosto 2018

Ronda di Ostia, CasaPound querela il Pd Orfini: ve la fate voi con i mafiosi

Continua lo scontro politico dopo la ronda di CasaPound sul litorale di Ostia a caccia di ambulanti africani, venditori di cocco e di mercanzie varie. Dopo le polemiche del leader locale Luca Marsella con i 5 stelle è la volta di Matteo Orfini, presidente del Pd, che sarà trascinato in tribunale da CasaPound. L'annuncia sul suo blog Francesco Storace, tornato dopo tante sconfitte politiche al suo antico mestiere, il giornalismo, una attività in cui ha dimostrato passione e talento.
"È bastato un blitz sulla spiaggia di Ostia - scrive l'ex ministro e governatore del Lazio - contro l’ambulantato abusivo per far esplodere il risicato cervello dell’esponente piddino. Frenetico, si è avvicinato all’iphone e ha twittato applaudendosi da solo: “Forse e’ bene ricordare a tutti che Casapound che fa le ronde a Ostia per cacciare dalla spiaggia un venditore di cocco è la stessa che a Ostia faceva le iniziative insieme al clan Spada. Perché come spesso accaduto nella storia di Roma, fascisti e mafiosi vanno a braccetto”.
Ovviamente, il movimento della Tartaruga non ci sta e la replica è netta. Ad Orfini servirà un avvocato come a tanti esponenti del suo partito: “Noi a braccetto coi mafiosi? Buffone. Il municipio di Ostia è stato sciolto per mafia per colpa del presidente del Pd che andava a braccetto con la mafia. Buffone.  Risponderai in Tribunale delle tue menzogne. Noi siamo Casapound”. Orfini replica ancora, pizzicato dalla querela e mostra una foto di Luca Marsella, consigliere Cpi a Ostia, con un membro della famiglia Spada. Ma dimentica quella di fronte e di profilo dell’ex presidente del Pd del municipio di Ostia, Tassone, conclude Storace. 
L'iniziativa giudiziaria, con ogni probabilità, finirà con l'infrangersi sull'insindacabilità delle opinioni politiche dei parlamentari che li mette al riparo per le attività svolte nell'ambito del mandato elettorale. 

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