lunedì 13 agosto 2018

Norvegia, il ministro anti-immigrati si innamora della bella rifugiata: licenziato

Norvegia, costretto alle dimissioni il ministro xenofobo innamorato di una rifugiata iraniana
In questi tempi di narrazione tossica ogni tanto spunta una bella storia a lieto fine. Quella che oggi ha scatenato l'attenzione della stampa mainstream ha "sfondato" anche se non è andato tutto alla perfezione. Perché lui, per inseguire la sua bella, ha perso il lavoro. Ma poco importa: al cuore non si comanda. Lui popolista e xenofobo convinto. Lei,  bellissima al punto di vincere la corona di Miss Iran, rappresenta tutto ciò che lui ha sempre dichiarato di odiare: immigrata, rifugiata politica, occhi castani e pelle olivastra. Ci pensa l'amore però a mischiare le carte ed è così che certe posizioni estreme si ammorbidiscono e all'odio subentra la tolleranza: almeno per la sua Lei. Sembra una favola, invece è successo davvero. In Norvegia il ministro della pesca Per Sandberg - un oltranzista anti-immigrazione, convinto che "razze, religioni e culture diverse non devono mescolarsi" - si è fidanzato con Bahareh Letnes, fuggita dal suo paese per evitare un matrimonio combinato.
Bahareh è arrivata per la prima volta in Norvegia quando aveva 16 anni. Per tre volte ha chiesto asilo politico e per tre volte le è stata rifiutata. Rientrata in Iran è stata costretta a fuggire di nuovo per evitare il matrimonio che il padre le aveva combinato. Nel 2008 è riuscita a ottenere nel paese scandinavo lo status di rifugiato. La ragazza non ha mai interrotto i legami con il Paese in cui è nata e ha rappresentato l'Iran in vari concorsi di bellezza: dopo la vittoria al concorso di Miss Iran nel 2013  ha vinto Miss Globe Iran e Miss Grand International Iran nel 2014. Poi ha conosciuto Per Sandberg e i due si sono innamorati.
Il ministro, divorziato con tre figli, ha messo da parte le sue convinzioni xenofobe e si è fidanzato con la ragazza iraniana. Proprio lui che voleva introdurre il braccialetto elettronico per i migranti in attesa di asilo e che nel corso della sua carriera politica ha espresso dichiarazioni forti come: "Fermiamo gli zingari alla dogana, portano solo guai" e “Se continuiamo così in certi fiordi della Norvegia regnerà solo la sharia”. E alla fine proprio i viaggi all'estero gli sono costati il posto. E' stato costretto alle dimissioni perché sia lui che lei hanno violato le regole: lui le misure di sicurezza per paesi a rischio come l'Iran, lei per aver abbandonato la Norvegia per recarsi nel paese in cui sosteneva di non poter vivere tanto da aver bisogno d'asilo.

1 commenti:

Complimenti x la coerenza...della serie: tira piu' un pelo di f... Che un carro di buoi!

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