lunedì 21 maggio 2018

A Napoli il ricordo di Almirante e della politica. Presenti anche l'ex dc Scotti ed Antonio Bassolino


Il 22 maggio di 30 anni fa, a Roma moriva Giorgio Almirante, storico leader del Movimento Sociale Italiano di cui è stato tra i fondatori il 26 dicembre del 1946 insieme con altri reduci della Repubblica Sociale.

A 30 anni dalla sua scomparsa, la casa editrice Controcorrente ed il movimento d'opinione Polo Sud, guidato da Amedeo Laboccetta, storico esponente del Movimento Sociale Italiano prima, di Alleanza Nazionale poi, più volte eletto deputato nelle file di An e del Popolo delle libertà, non candidato da Forza Italia alle elezioni politiche di domenica 4 marzo ha organizzato un incontro al Teatro Sannazaro di Napoli dal tema Almirante 30 anni dopo, quando in politica c'erano i leader.
Il senso di questa iniziativa ci viene chiarito, con maggiori dettagli, da una breve nota, diffusa alla stampa, dagli organizzatori.
Nota che riportiamo per intero.

30 anni dalla scomparsa di Almirante, il Movimento di opinione Polo Sud e la Casa Editrice Controcorrente hanno promosso un incontro al Teatro Sannazaro di Napoli (Via Chiaia 157), alle ore 18 martedi 22 maggio sul tema: “Quando in politica c'erano i leader". «Nell'epoca dell'istrionismo e della demagogia lanciamo dalla Capitale del Sud un messaggio di serietà e di cultura per far rientrare la politica dall'esilio» dichiara Amedeo Laboccetta, presidente di Polo Sud. «Vogliamo offrire al popolo del Sud una prospettiva di riscatto attraverso un ambizioso progetto culturale» aggiunge Luigi Branchini a nome di Controcorrente e del Centro studi Pietro Golia. Al Sannazaro interverranno giornalisti, scrittori e politici. Fabio Chiosi, Emiddio Novi, Gennaro Sangiuliano, Enzo Scotti, Antonio Bassolino e Paolo Isotta. Un filmato su Giorgio Almirante concluderà la serata partenopea. «Napoli negli anni '80 ha tributato ad Almirante il massimo del risultato storico per la Destra Italiana. La serata al Sannazaro del 22 maggio è un appuntamento da non perdere» concludono Laboccetta e Branchini.

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