giovedì 1 febbraio 2018

Ronghi e i sovranisti campani non votano lega e dicono addio a Storace e Alemanno

Non sono giorni facili per il Movimento nazionale per la sovranità, movimento politico nato poco più di un anno fa, dall'unione di due distinti movimenti, la Destra del senatore Francesco Storace ed Azione Nazionale dell'ex sindaco di Roma nonché leader della destra sociale in Alleanza Nazionale prima, nel Popolo delle libertà poi, Gianni Alemanno.
Una forza politica, radicata per lo più nel mezzogiorno d'Italia, che in virtù di un accordo nazionale firmato con la Lega sostiene le ambizioni di Matteo Salvini premier.
Accordo politico rafforzato anche dalla affollata manifestazione svoltasi a Napoli lo scorso giovedì 7 dicembre intitola Sovranità, identità, lavoro: il riscatto del Sud, l'unità dell'Italia alla quale sono intervenuti i massimi esponenti del movimento il presidente Storace ed il segretario Alemanno mentre per la Lega era presente il senatore Volpi, coordinatore di Noi Con Salvini.
In virtù di quest'accordo nelle liste della Lega ci sarebbe dovuti essere anche uomini e donne del Movimento nazionale per la sovranità ed invece sia a Napoli che a Salerno di candidati sovranisti nemmeno l'ombra, ad Avellino un solo candidato nel plurinominale al numero 4 alcuni candidati nelle altre due provincie ma si tratti di candidati di bandiera.
Per questo motivo, a conclusione del direttivo regionale campano del Movimento nazionale per la sovranità, il segretario regionale Salvatore Ronghi ha deciso, insieme alla stragrande maggioranza dei dirigenti di non votare Lega e di dimettersi dal movimento.
D'altronde come scriveva anche sulla sua pagina Facebook Salvatore Ronghi una scelta di tipo territoriale l'aveva già fatta affermando:  tra amici napoletani e quelli romani, scelgo i napoletani e perciò non voto Salvini e lascio il Mns.
Scelta che seguiva all'applauso sportivo fatto al movimento politico Casa Pound Italia per la presentazione dei liste in tutta Italia, isole comprese.



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