domenica 3 settembre 2017

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Funerali di Fatica, "il prete meritava uno schiaffone"

(G.p) Venerdì 1 settembre Francesco Fatica,l'ultimo combattente partenopeo della Repubblica Sociale Italiana, uno dei militanti clandestini che fondarono il Movimento Sociale Italiano è andato oltre, a 92 anni.
Ieri, con inizio alle ore 11,15 presso la cappella dell'ospedale Cardarelli di Napoli è stata celebrata la Messa funebre, alla quale hanno partecipato camerati di tutte le generazioni.
Al termine del rito religioso, come tradizione vuole, l'onorevole Luciano Schifone avrebbe voluto tenere una orazione funebre 
 in ricordo dell'impegno civile e militante di Francesco Fatica ma è stato interrotto da un perentorio divieto del Cappellano dell'ospedale.
Con una lettera, Salvatore Pacella, responsabile napoletano di Forza Nuova, ci racconta il divieto all'orazione funebre per Ciccio Fatica, la contestazione al prete da parte di amici e camerati, ed il ricordo dell'ultimo combattente partenopeo della Repubblica Sociale con tanto di saluto romano e rito del presente.




E chi si sarebbe mai aspettato di assistere ad una scena di "malachiesa" al funerale di Ciccio Fatica. Il prete, durante l' orazione funebre tenuta da un camerata per Ciccio, stoppa tutto dicendo che parole del genere non erano né previste, né accettate in quel luogo, ma era facile capire la sua sponda politica, visto come guardava noi e le bandiere sul feretro del defunto. Per l'ennesima volta, la chiesa si confermava per quel che è ormai diventata, un ricettacolo di meschini,  che poco hanno a che fare col vero cattolicesimo, quello preconciliare. Partono gli insulti e non nascondo di aver inveito contro quel prete con rabbia, se non fosse stato per i familiari di Ciccio e qualcuno più maturo ed adulto, probabilmente sarebbe finita male. Incredibile come oggi ,nel 2017, ci sia ancora chi nega certi diritti, un prete che dovrebbe essere imparziale e soprattutto rispettoso nei confronti di un defunto, si erge a difesa di un antifascismo e di un politicamente corretto, per il quale meriterebbe non solo la scomunica, ma anche un sonoro schiaffone. Comunque, quel che conta, è che alla fine il nostro Ciccio è stato ricordato come avrebbe voluto, ovvero braccia levate, cori contro il vento e contro la misera volontà di un piccolo prete ignorante.

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