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Fratus: ma Salvini è già oltre la destra e la sinistra

Il sociologo Fabrizio Fratus, autore di un interessante saggio Oltre la destra e oltre la sinistra, sovranisti del nuovo millennio, di cui consiglio una attenta ed approfondita lettura, chiamato in causa da Paolo Berizzi nel suo ultimo articolo pubblicato da Repubblica, tra i militanti dell'estrema destra presenti al raduno leghista di Pontida ci invia un articolo in cui spiega che Matteo Salvini è l'unico politico italiano che è già oltre la destra e la sinistra, categorie ormai del secolo passato 



Terzo millennio, questo è il tempo in cui viviamo, ma non per tutti. Alcuni sono ancora fermi al ‘900, all’epoca del comunismo e dell’antifascismo militante e di facciata. Quell’antifascismo per tutte le stagioni, utile sempre a condannare qualsiasi persona come qualsiasi idea differente da quella dominante. Ma cosa sarà mai poi questo fascismo non è dato saperlo. Violenza? Tutte le ideologie in ogni forma (anche religiosa) portano alla violenza, la stessa democrazia è violenta e le guerre provocate per promuoverla nel mondo hanno creato morte… tanta morte. Per alcuni, coloro che vedono fascismo ovunque, anche le guerre democratiche sono “fascismo”. Il fascismo è ovunque ed è l’unico collante per una sinistra finita a sostenere il grande capitale internazionale e la finanza. I veri fascisti, interpretando la logica di coloro che accusano tutti di fascismo, sono loro… gli accusatori. Sono loro, i vari personaggi che dalla presidenza della camera come dalle pagine di Repubblica accusano tutti coloro che non sono allineati al pensiero unico e al modello consumistico basato sullo sfruttamento del più debole (immigrato). L’inizio di un articolo su Repubblica in relazione al raduno di Pontida della Lega Nord è certamente interessante: “ritorno di Fiamma”. Un gioco di parole basato sulla parola fiamma per accomunare amore e neofascismo; simpatico, anche geniale. Ma decisamente falso e inutile. L’autore del pezzo, sempre attivo nel narrare storie e costruzioni fantasiose su processi di fascistizzazione della società spiega come Matteo Salvini vorrebbe riaccendere il feeling con l’ultradestra, ci racconta come il segretario della Lega vorrebbe cancellare la Legge Mancino e la Legge Fiano qualora divenisse presidente del consiglio. Questa intenzione è, per l’autore del pezzo, la prova provata di un Salvini amico dei (soliti) fascisti. La verità è un'altra ed è semplice: chi vede fascismo ovunque è il vero nemico della libertà, di qualsiasi libertà. Tanto che per loro è certamente un fascista anche il liberale sincero pronto a citare la famosa frase: «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire» (Miss Evelyn Beatrice Hall, The Friends of Voltaire, 1906) Coloro che ragionano e analizzano le scelte politiche con schemi del ‘900 sono obsoleti e per questo andrebbero lasciati al bar a discutere di bocce e gioco con le carte. Un quotidiano nazionale con una discreta autorevolezza certamente si autoesclude dal dibattito politico nello stesso momento in cui promuove articoli banali, ripetitivi e inutili. In Italia non esiste la paura per un ritorno del fascismo, esiste un problema di mancanza di idee e per questo motivo, oggi, vi sono persone che guardano al passato e analizzano tutto con quanto avvenuto quasi 100 anni fa senza comprendere la possibilità che altre perone siano al passo coi tempi e creino nuove sintesi. Spesso molti analisti scrivono di una Lega nazionalista e di destra collegando i movimenti del neofascismo a Matteo Salvini. Errore grossolano, Matteo Salvini non è un nazionalista, è un federalista. Matteo Salvini non proviene da movimenti di estrema destra ma direttamente dalla Lega Lombarda. Matteo Salvini sta interpretando la REALTA’ ed è al passo coi tempi. Il capitano, come lo chiamano i suoi sostenitori, ha superato le logiche di contrapposizione destra e sinistra per ricollegare il movimento alle origini: difesa del territorio e dei popoli che ora, ecco l’unico cambiamento, non sono solo quelli del nord ma di tutto il paese Italia. Matteo Salvini fa paura perché non è ricattabile, non è in vendita e unisce i cittadini al grido: padroni a casa nostra, fa paura perché descrive la realtà. Perché tutti noi a casa nostra siamo e vogliamo restare padroni.

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