lunedì 6 febbraio 2017

Cagliari: nuove scritte inneggianti alle foibe cancellate da Casa Pound


(G.p) A pochi giorni dal 10 febbraio, giorno in cui si ricorda la tragedia degli italiani vittime delle foibe e l'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopo guerra, a Cagliari sono comparse in via Cadello e via Bainsizza delle scritte, in vernice rosse inneggianti alle foibe come i love foibe e fasci venite senza fretta c'è una foiba che vi aspetta.
Lo rende noto la locale sezione di Casa Pound Italia che, dopo aver provveduto alla cancellazione delle scritte, ha denunciato la tolleranza patologica e l'appoggio diretto della sinistra istituzionale a quella extraparlamentare, in possesso di stabili pubblici dal valore di diversi milioni di euro convertiti in veri e propri covi di odio politico.
Non è la prima volta che a Cagliari, a pochi giorni dal 10 febbraio, si verifica questa sconcertante pratica, in virtù della quale compaiono scritte inneggianti alle foibe, scritte anonime ma rivendicate sui social network da pagine come quella del coordinamento antifascista cagliaritano.
. “Le responsabilità di questo clima di odio, precisa la nota alla stampa diffusa da Casa Pound,  sono da addebitarsi a chi ha mostrato una tolleranza patologica, o intrisa di malafede, riguardo le iniziative organizzate in questi centri sociali e dirette a precludere l’agibilità politica degli avversari politici, come dimostrano le diverse aggressioni perpetrate ai danni dell’ex coordinatore sardo di Noi con Salvini” “una tolleranza interpretata da questi utili idioti come un’ assicurazione di impunità che, dunque, alimenta l’odio politico fuori tempo massimo con cui sono state concepite le oltraggiose scritte inneggianti le foibe”.
“Parliamo della sinistra istituzionale che fa capo al sindaco Massimo Zedda, il quale non ha mai trovato il tempo di partecipare all’annuale commemorazione del 10 febbraio in piazza Martiri delle Foibe, ma che al terzo giorno di occupazione dello stabile comunale di via Lamarmora, convertito nel centro sociale ‘Sa Domu’, si recò tempestivamente proprio lì ad intercedere con il Prefetto per impedirne lo sgombero” – conclude CasaPound – “chiediamo al sindaco se abbia intenzione di proseguire il suo incarico con l’indifferenza sull’argomento che lo ha contraddistinto nel primo mandato; almeno sapremo come reregolarci di conseguenza”.

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