giovedì 21 luglio 2016

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Condannato l'avvocato Trupiano. I giudici : fu l'ambasciatore del boss Caiazzo



(G.p)L'avvocato Vittorio Trupiano, già presidente della Lista Trupiano Movimento per la difesa dei diritti umani, che propose un referendum per l'abrogazione del 41 bis sostenuto anche da Forza Nuova e candidato alle elezioni politiche del 2001 nel collegio Campania I dopo il capolista Raffaele Bruno nelle file del Movimento Sociale Fiamma Tricolore è stato condannato a 12 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, come ci racconta la collega Manuela Galletta con un interessante articolo pubblicato sul quotidiano Metropolis Napoli. Articolo che riportiamo fedelmente.

Ha detto che il Policlinico non te lo dà.... a voi ha dato il Monaldi... La tua risposta quale deve essere ? Carcere di Carinola, primo febbraio 2012. L'avvocato Vittorio Trupiano, noto penalista del foro di Napoli, si rivolge così al suo assistito, col quale è a colloquio, il boss del Vomero Antonio Caiazzo.
Il dialogo è registrato. E pure video ripreso. E' un'imbasciata, tuona la Procura della Repubblica di Napoli. E'un'imbasciata di camorra che il legale sta portando al ras per conto di Maria Giovanna Caiazzo, figlia di Antonio, alla quale è demandato il controllo degli affari illeciti sul territorio. Parole eloquenti. Troppo.
Nella notte tra martedì e mercoledì, dopo una snervante e interminabile attesa, Vittorio Trupiano è stato condannato per concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Dodici anni è la pena disposta dai giudici della nona sezione penale del Tribunale di Napoli( presidente Vescia) al termine di una camera di consiglio fiume.
Due anni in più rispetto alla richiesta di pena calata sul tavolo dal pubblico ministero Antonella Serio, che ha sostenuto l'accusa in giudizio. La riflessione delle toghe è durata un'eternità. Ma alla fine l'ha spuntata la procura. Sul piatto numerose intercettazioni. A cominciare dai colloqui detenuto-avvocato corredati da immagini fortissime. Alla domanda del penalista" la tua risposta quale deve essere?" Caiazzo risponde con un gesto : tende la mano destra sul banco, alza solo il dito pollice e l'indice. E' il segno di una pistola. Chiudono il cerchio altre intercettazioni, che vedono sempre Trupiano protagonista: cambia l'interlocutore, identificato in una persona vicina a Caiazzo e libera. Portavoce del clan, Trupiano, ambasciatore-recita adesso una sentenza- in una delicata trattativa tra i Caiazzo e i Lo Russo di Miano per la gestione delle estorsioni agli ospedali della zona collinare.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Ricciulli e Luigi Palomba, s'era battuta per l'assoluzione, sostenendo la poca chiarezza delle conversazioni. Tesi, questa, che era stata portata avanti dal giudice per le indagini preliminari Andrea Rovida al quale la procura( pm antimafia Ivana Fulco, che ha istruito la richiesta di arresto del penalista: il giudice aveva risposto picche, obbligando la procura a presentare ricorso.
Un ricorso che alla fine è stato vinto. Vittorio Trupiano è in carcere dal 25 giugno dello scorso anno. E dal carcere, quello di Secondigliano, ha atteso la definizione del dibattimento. Sperava in un esito diverso il penalista. Come accadde nel 2004, quando si vide cancellare un'altra accusa di concorso esterno in associazione di stampo mafioso per la quale venne arrestato( e poi scarcerato 15 giorni dopo, dal Riesame): la procura, all'epoca, gli contestò di aver ottenuto dalla malavita di Marano sostegno elettorale alle Politiche del 2001( il penalista si candidò alla camera con una lista tutta sua, apparentata con Fiamma Tricolore) in cambio di un impegno per far abolire il 41 bis, la disposizione dell'ordinamento penitenziario che disciplina il carcere duro per i boss. Non si arrivò nemmeno a processo. La procura ne archiviò la posizione a chiusura delle indagini preliminari. Ieri però il finale della storia è stato diverso.



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