giovedì 10 marzo 2016

Napoli, grazie a Casa Pound rimandato sgombero di 2 famiglie a Soccavo



(G.p)I militanti partenopei di Casa Pound Italia, guidati dal portavoce Giuseppe Savuto, sono intervenuti in via Pigna nel popoloso e popolare quartiere di Soccavo, dove era previsto lo sgombero di due famiglie napoletane, una con disabile e l'altra con donna incinta. Le famiglie avrebbero dovuto abbandonare l'abitazione, dove da anni vivono, a causa di un contenzioso con la Regione Campania. Per fortuna, almeno per il momento, lo sgombero è stato rimandato.

Questo è il testo del comunicato di Casa Pound che rivendica il rimandato sgombero a via Pigna. Comunicato che pubblichiamo per intero.





Napoli, 10 Marzo - "Stamattina siamo stati a via Pigna a Soccavo, dove era previsto lo sgombero di due famiglie napoletane con un disabile ed una donna incinta, causato da un contenzioso con la Regione Campania; solo grazie all'intervento di CasaPound Italia lo sgombero è stato evitato". Queste le parole di Giuseppe Savuto, portavoce napoletano di CasaPound Italia.


"Nonostante le rassicurazioni degli ufficiali giudiziari che avevano escluso totalmente la possibilità di uno sgombero - continua Savuto -, la parola fine a questa storia sembra ancora lontana. Abbiamo voluto lanciare un segnale forte a questa incompetente amministrazione, schierandoci al fianco di quei cittadini napoletani che vivono sulla propria pelle il dramma dell’esigenza abitativa; tutto questo mentre amministrazioni napoletane e campane stanziano fondi, tutelano e si schierano dalla parte di stranieri e rom: basti pensare al caso del ristorante gestito da questi ultimi a Scampia, o quello dell’ eco-villaggio a Giugliano in Campania”.


"Ci chiediamo come mai - conclude Savuto – le autorità locali abbiano interesse nell’affrontare solamente la questione abitativa di stranieri e rom, lasciando nel dimenticatoio famiglie di italiani che vivono una situazione di emergenza, e che andrebbero aiutati per primi. Le famiglie di via Pigna non si toccano, siamo pronti a scendere per strada con loro: prima gli italiani!"

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