giovedì 10 marzo 2016

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Note meno note 9/ Massimo Morsello e la beffa al Manifesto




(G.p) Per la nona puntata di Note meno note, Alessandro Alberti, autore di Radio Alternative, interessante libro sulla storia delle radio libere di destra ed esperto di musica alternativa dagli anni 60, continua a parlarci,  di Massimo Morsello, il De Gregori nero,oggi 10 marzo, giorno in cui ricorre il quindicesimo anniversario della sua scomparsa, narrandoci alcuni episodi di vita artistica e militante di Massimo, grazie anche alla preziosa testimonianza della moglie Claudia, tra cui la memorabile beffa al quotidiano comunista Il Manifesto, giornale sul quale Massimino pubblicizzò un suo disco intitolato la Direzione del Vento.




Mentre l'attività imprenditoriale di Morsello procedeva con successo al pari del suo progetto politico che culminerà con la fondazione di Forza Nuova, anche il suo estro di cantautore sarà foriero di nuovi brani musicali. Da tempo Massimino veniva definito il De Gregori nero, anche a seguito di un articolo apparso su Il Messaggero. Questo accostamento con il cantautore di sinistra, uno dei più organici al PCI:"Non venne accolto da Massimo con disappunto ma bensì con una punta di soddisfazione" come afferma la moglie Claudia. Anche se c'era una certa similitudine nella costruzione dei testi esisteva però una differenza sostanziale tra Morsello e De Gregori. Le tematiche affrontate da Massimo erano il nazionalismo, la rivoluzione, la lotta alla droga e all'aborto oltre che al fascismo e ad un senso di Unità Europea nettamente distante da quella del trattato di Maastricht e dell'odierna UE. Tra gli episodi che meritano di essere ricordati c'è sicuramente lo scherzo che Morsello riuscì a giocare al principale quotidiano comunista italiano, Il Manifesto. Riuscì infatti a far pubblicare una reclame del suo disco La direzione del vento. Pubblicizzato come autenticamente rivoluzionario, con la messa in risalto della posizione di solidarietà al popolo palestinese e alla causa anti Maastricht, il quotidiano di sinistra dedicò al disco una mezza pagina interna. Il giorno successivo però, su segnalazione di alcuni lettori, il giornale si rese conto di quanto accaduto e pubblicò un articolo di scuse ai lettori. Nella seconda metà degli anni novanta venne diagnosticato a Massimino un cancro. Proprio in quel periodo la moglie Claudia era in dolce attesa della figlia Benedetta. Ricorda Claudia che:"La botta fu talmente forte che mi stordi' così tanto da farmi rimuovere molto in termini di ricordi riguardo a quel periodo". Morsello si sottopose alla controversa cura del Dr. Di Bella al quale dedicò la canzone Buongiorno Professore. La malattia lo portò come ricorda la moglie:"Ad avvicinarsi ancora di più al cattolicesimo. Anche il nome di nostra figlia ebbe un significato religioso. La nascita di Benedetta donò a Massimo mesi di vita". Massimo fece in tempo a rientrare in Italia nell'aprile del 1999, beneficiando della legge Simeone per via delle sue precarie condizioni di salute. Il progetto politico Forza Nuova aveva iniziato il suo percorso. Massimo Morsello morirà a Londra il 10 marzo 2001 dopo una lunga malattia. Lascerà in dote a tantissimi militanti le sue composizioni di cantautore ribelle e anti sistema oltre che la sua totale dedizione alla causa nazional rivoluzionaria.

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