mercoledì 1 luglio 2015

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Triveneto nero: chiesto l'ergastolo per la strage di Brescia a Maggi e Tramonte e altre storie

Ergastolo. È la richiesta formulata dal pg Maria Grazia Omboni per Maurizio Tramonte e Carlo Maria Maggi imputati nell’appello bis per la strage di piazza Loggio del 28 maggio 1974. La richiesta è arrivata al termine di una lunga requisitoria in cui il pg ha evidenziato il ruolo da regista di Maggi nell’organizzazione della strage, mentre Tramonte deve essere considerato a tutti gli effetti, secondo l’accusa, interno al gruppo eversivo dell’estrema destra veneta, senza alcun ruolo da infiltrato per incarico dei servizi segreti. Per il pg Tramonte è semplicemente una fonte che non ha detto tutto quello che sapeva. Per queste ragioni il pg ha chiesto l’ergastolo.
Fonte: Corriere della Sera

Montebelluna, le ronde di Forza nuova si chiamano passeggiate della sicurezza

Continuano in tutta la Marca le "passeggiate della sicurezza" dei militanti di Forza Nuova Treviso. Nella serata di martedì infatti, i ragazzi del partito trevigiano hanno effettuato delle passeggiate per sorvegliare Montebelluna. I militanti, per lasciare traccia dell'avvenuto passaggio, hanno anche lasciato nelle cassette postali dei residenti alcuni volantini.
Questo il testo dei foglietti: "Sono passati anche qui i ragazzi di Forza Nuova, che hanno intrapreso una serie di “passeggiate della sicurezza” per le vie del quartiere, sorvegliando le strade dai continui furti e crimini che aumentano sempre più col passare del tempo sul nostro territorio. Pattugliamo le strade da cittadini che non accettano più questa situazione di totale insicurezza, che costringe le persone e le famiglie a barricarsi in casa la sera: per una città viva e sicura!"
Fonte: Treviso Today

Asiago, CasaPound occupa l'ex scuola alloggio abusivo degli immigrati

Sul posto sono giunte anche le forze dell’ordine. Con un comunicato CasaPound dichiara l’ocupazione dello stabile:
Questa mattina un gruppo di militanti di CasaPound Italia, insieme ad alcuni cittadini in emergenza abitativa e residenti della zona, hanno occupato la vecchia scuola di via Castel Flavon, dimora abusiva di immigrati e in stato di totale abbandono da oltre 10 anni.
“Dopo le numerose segnalazioni degli abitanti esasperati per l’allarmante situazione in cui versa lo stabile, e non avendo ricevuto alcuna risposta dalla Provincia in seguito ad una prima occupazione simbolica del Blocco Studentesco risalente all’inverno scorso, i ragazzi di Cpi hanno occupato oggi questa struttura simbolo del degrado del quartiere, per riqualificarla e restituirla alla cittadinanza” a dichiararlo in una nota è la sezione locale di CasaPound.
“Nonostante questa vecchia scuola, già abusivamente occupata da extracomunitari, sia confinante con dei condomini e con due campetti da calcio frequentati da bambini, gli enti competenti non sembrano intenzionati a risolvere un problema che rischia di diventare sempre più grande. Solo negli ultimi anni infatti, – continuano i ragazzi di Cpi – si sono susseguiti incendi e allagamenti in alcune aree dell’immobile, così come episodi di spaccio, furti, danneggiamenti e sporcizia di ogni genere”.
I militanti di CasaPound intendono recuperare i piani superiori dello stabile, con numerose stanze e appartamenti da destinare ai cittadini bisognosi o in emergenza abitativa, mentre nei piani inferiori si vorrebbe procedere con il risanamento della vecchia palestra da adibire a campo di hockey inline.
“Con le istituzioni che lasciano sulla strada i propri cittadini, preoccupandosi di trovare alloggi per gli immigrati – afferma CasaPound – non possiamo tollerare questo ennesimo spreco di denaro pubblico di una struttura che potrebbe ospitare padri separati, disoccupati e famiglie o coppie italiane in difficoltà”.
L’immobile, che per metà appartiene alla Provincia e metà all’Ipes, sembrerebbe avere già un progetto per la costruzione di alloggi popolari, ma bloccato da lungo tempo per la mancata approvazione dello stesso.
“Intendiamo poi recuperare i piani inferiori della scuola destinandoli ad attività sportive e di protezione civile, con il recupero della grande palestra, che una volta sistemata avrebbe tutti i requisiti per diventare il campo da gioco delle numerose squadre di ‘hockey inline’ presenti in città; sport praticato da centinaia di giovani bolzanini, ma colpevolmente trascurato da Provincia e Comune nonostante gli ottimi risultati agonistici. Dove le istituzioni latitano – conclude CasaPound – ci sentiamo in dovere di intervenire in prima persona”.
Fonte: Il giornale dell'Alto Adige




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