CasaPound mette alla porta i militanti che non rifiutano antisemitismo e razzismo - <b>FascinAzione</b>

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giovedì 24 gennaio 2013

CasaPound mette alla porta i militanti che non rifiutano antisemitismo e razzismo

Un'immagine degli scontri all'Università nel novembre 2011

(umt) La conferenza stampa di CasaPound Italia sul blitz giudiziario di stamattina a Napoli permette di stabilire due punti fermi: 1) dei dieci provvedimenti cautelari emessi (2 arresti in carcere, 5 arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora) solo tre riguardano militanti di CasaPound mentre, come abbiamo visto in un precedente post, quattro sono aderenti di un'associazione, Asso di spade, che ha rapporti con Militia. Tra le cinquanta perquisizioni effettuate ben trenta riguardano i "ragazzi di Ezra" ma non avrebbero avuto esito positivo.
2) CasaPound rigetta radicalmente razzismo e antisemitismo e mette alla porta i militanti che non hanno capito questa discriminante. Giustamente Simone Di Stefano usa un'espressione forte: "ci fanno vomitare". Così come fanno vomitare alcune delle conversazioni intercettate e diffuse. Io non credo proprio che i frequentatori del circolo Berta intendessero realmente "pianificare lo stupro" di una studentessa ebrea, come scritto frettolosamente da qualche testata on line. Ma l'idea di risolvere un conflitto politico o meglio una frustrazione (per l'ammirazione espressa nei confronti della compagna dagli studenti palestinesi) attraverso l'umiliazione sessuale dell'avversario è cosa che appartiene alla peggiore barbarie contemporanea, agli stupratori etnici nell'ex Jugoslavia come agli aguzzini americani di Abu Graib.
E vediamo esattamente cosa ha detto Simone Di Stefano: ''L'inchiesta di Napoli è un attacco congegnato ad hoc per screditare il movimento, forse c'è qualcosa dei sondaggi che sta spaventando qualcuno'. Il candidato premier di CasaPound Italia, nel corso di una conferenza stampa in merito al'inchiesta di Napoli, ha sottolineato: 'Delle cinquanta perquisizioni fatte stamattina trenta hanno riguardato Cpi, e tutte hanno avuto esito negativo: i nostri ragazzi hanno raccontato che non trovando nulla i carabinieri hanno provato a sequestrare perfino i
libri di storia del liceo... Al termine di cinque anni di intercettazioni sull'intera estrema destra campana, 'casualmente' a due giorni dalla presentazione delle liste per le politiche, si è proceduto ad arrestare, senza nessuna prova, la nostra coordinatrice regionale, Emmanuela Florino, ora ai domiciliari, e un altro militante, mentre a un terzo dei nostri ragazzi è stato dato l'obbligo di dimora'."
''E' assurdo contestare l'associazione a delinquere a fini dell'eversione del'ordine democratico a un movimento che si sta candidando alle elezioni regionali e politiche e che è pronto a confrontarsi con il consenso'', ha aggiunto Di Stefano, che ha poi concluso: ''CasaPound Italia ha sempre dichiarato la sua avversione al razzismo, al'antisemitismo, e anche alla violenza politica, ferma restando la difesa a oltranza del nostro diritto a stare in piazza contro chi questo diritto vuole negarci. Il razzismo e l'antisemitismo ci fanno vomitare come le inchieste a orologeria e i magistrati in politica. E se qualcuno nel nostro movimento non l'ha capito se ne deve andare perché vuol dire che questo non è il movimento per lui''.

1 commento:

  1. C'è voluto poco per fare allineare Casapound al qualunquismo stile Anpi e Centro Wiesenthal.
    Per chiudere il Msi ci sono voluti decenni, decine di morti, magistrati antifascisti, manovre P2, soldi di Berlusconi.
    Per chiudere Casapound è bastato un Buh!
    De profundis

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