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Scontri a Trieste per l'anniversario di Grilz: ferito un giornalista

Saluti fascisti e poi scontri, un giornalista che finisce in ospedale. È andata nel peggiore dei modi la commemorazione di Almerigo Grilz, il giornalista triestino e militante politico morto in Mozambico nel maggio dell 1987, organizzata da alcuni movimenti di estrema destra.

In via Paduina, davanti alla ex sede del Fronte della Gioventù, e vicino alla zona di passeggio di viale XX settembre, si sono schierate alcune decine di persone, che hanno scandito per tre volte "Onore al camerata Almerigo Grilz - Presente", salutando con il braccio teso, al modo classico di un funerale fascista. Una quarantina le persone che invece hanno dato vita alla contro-manifestazione di protesta, in arrivo da viale XX settembre, e tenute a distanza da un cordone di agenti di Polizia e militari dei Carabinieri in assetto antisommossa.


Il saluto fascista alla cerimonia in ricordo di Almerigo Grilz (Fotodami@n - Primorski Dnevnik)

Improvvisamente, dopo la commemorazione, alcuni militanti di estrema destra - in reazione agli insulti che arrivavano dalla contro-manifestazione - si sono diretti, di corsa, verso gli antagonisti. Dopo un primo momento in cui sembrava tornata la calma, sono nati degli scontri, nei quali sono stati utilizzati, come armi improprie, anche sedie e tavolini dei locali pubblici della zona interessata.

La peggio è toccata a Giampaolo Sarti, cronista del quotidiano Il Piccolo, che è stato colpito con un pugno alla testa, ed ha dovuto essere ricoverato in ospedale. Le forze dell'ordine hanno respinto i militanti di sinistra, con gli scudi, verso viale XX Settembre, cercando di impedire che le due fazioni venissero a contatto. La situazione è tornata sotto controllo solo dopo una mezz'ora, senza che la tensione potesse dirsi completamente sciolta.



“All'inizio ci sembrava tutto molto tranquillo - ha spiegato Sarti alla trasmissione RAI Buongiorno Regione - con la percezione di tensione che arrivava da una agitazione che vedevamo dalle parti delle forze dell'ordine, non tanto da parte dei reparti mobili quanto piuttosto della Digos che era particolarmente attenta. Nel giro di pochi istanti abbiamo sentito urlare i gruppi di antagonisti, hanno iniziato ad avanzare e a quel punto un gruppo nutrito di persone appartenenti all'estrema destra è andato di corsa nella loro direzione. Io con i colleghi ci siamo tenuti a debita distanza facendo però delle immagini, delle foto, delle riprese video e una persona di questi gruppi militanti di destra si è staccata dal retro del gruppo e mi ha colpito”.

Sta tornando - gli abbiamo chiesto - quel clima di violenza politica che caratterizzava gli anni 70 e parte degli anni 80?

"Ne parlavo con il mio caposervizio Pietro Comelli, che ha anche scritto un libro “Trieste a destra” per ricordare quegli anni, gli anni 70-80, gli anni in cui il viale rappresentava un po' il fulcro, il simbolo di queste lotte: sembra che siamo tornati in quegli anni: anche nelle altre manifestazioni ho visto molta violenza, molto desiderio di usare tematiche di ogni tipo come scusa per farsi del male".

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