Spari 25 aprile, il giovane Eitan tra armi pesanti, striscioni antipal e gli arresti del padre
CHI E' VERAMENTE EITAN BONDI, 21ENNE CHE IL 25 APRILE HA SPARATO A DUE MILITANTI DELL'ANPI? - IL GIOVANE SOSTIENE DI NON ESSERE MOSSO DALL'IDEOLOGIA, MA GLI INQUIRENTI CREDONO IL CONTRARIO: BONDI AVREBBE SAREBBE VICINO A GRUPPI ESTREMISTI A CUI APPARTENGONO ALCUNI GIOVANI EBREI ROMANI - EITAN, ERA GIÀ "ATTENZIONATO" PERCHÉ AVREBBE AFFISSO SUL MURO DELL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA LO STRISCIONE "IL NEMICO DI 80 ANNI FA. IERI NAZI OGGI HAMAS" FIRMATO CON LA STELLA DI DAVID - IN CASA, IL 21ENNE NASCONDEVA UN ARMERIA. SONO STATE SEQUESTRATE UNA PISTOLA GLOCK "9X19", UNA SEMI AUTOMATICA, UNA RIVOLTELLA, UN FUCILE A POMPA E UNA CARABINA - IL PAPA' DI EITAN, FAUSTO BONDI, È STATO ARRESTATO TRE VOLTE: L'ULTIMA, IL 19 LUGLIO 2025, CON UN AMICO, PER RAPINA AGGRAVATA DALL'ODIO RAZZIALE...
Un ragazzo difficile, mosso dall'odio e dall'ideologia, con simpatie per le frange estremiste a cui appartengono alcuni giovani ebrei romani. È il profilo tracciato dagli inquirenti di Eitan Bondi, il ventunenne che il 25 aprile ha teso un agguato a una coppia di militanti dell'Anpi e li ha feriti sparando con una pistola ad aria compressa.
E se durante l'interrogatorio il giovane ha escluso «moventi politici ed ideologici» e ha affermato di non appartenere a nessun «gruppo», gli accertamenti raccontano una versione differente. Il nome di Eitan, si legge nel decreto di convalida nel fermo, era già «noto nell'ambito di un'attività di monitoraggio» di quei «soggetti che la notte tra il 26 e il 27 gennaio 2025 hanno affisso sul muro de La Sapienza lo striscione "Il nemico di 80 anni fa. Ieri nazi oggi Hamas" firmato con la stella di David».
Bondi pare vicino a quelle frange estremiste, monitorate dagli investigatori della Digos, sospettate di alcuni episodi di violenza avvenuti nella Capitale: dai lanci di petardi contro antagonisti e pro-Pal a Porta San Paolo all'aggressione dell'attivista Karem Rohana.
A metà settembre 2025, poi, nel quartiere Garbatella una bomba carta è stata lanciata contro l'ingresso del centro sociale "La Strada", da tempo in prima linea per la causa Palestinese. Sul muro è stato appeso uno striscione: «Di Battista putt*** di Hamas». E, tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, ci sono gruppi di giovani pro Israele.
Bondi, si legge negli atti, lo scorso 25 aprile si ferma davanti alla coppia e spara. Un'azione «fluida, professionale, determinata, rapida, puntuale, fredda, così da colpire i bersagli con assoluta precisione».
Appassionato di armi, in casa sua sono state sequestrate una Glock 9x19, una semi automatica Para Ordnance calibro 45, una rivoltella Taurus calibro 38, un fucile a pompa Hatsan calibro 12, un fucile monocolpo Chiappa calibro 22, una carabina semi automatica Smith&Wrsson e munizioni.
Una quotidianità complessa, quella del 21enne, cresciuto con un padre con alle spalle diversi guai con la giustizia. Fausto Bondi è stato arrestato tre volte: l'ultima, il 19 luglio 2025, con un amico, per rapina aggravata dall'odio razziale. La mattina del 25 aprile, l'uomo è stato identificato, a bordo di uno scooter, non molto lontano dal luogo dell'agguato.
Non è tentato omicidio, Bondì va ai domiciliari"NON HO LEGAMI CON BRIGATA EBRAICA" - EITAN BONDI, IL 21ENNE CHE HA SPARATO CON UNA PISTOLA DA SOFTAIR CONTRO DUE ATTIVISTI DELL’ANPI A ROMA, LO SCORSO 25 APRILE, CAMBIA VERSIONE (QUANDO E' STATO ARRESTATO, HA SOSTENUTO DI FAR PARTE DELLA BRIGATA EBRAICA, QUALUNQUE COSA VOLESSE DIRE) - "NON FACCIO PARTE DI NESSUN GRUPPO. NON CI SONO MOVENTI POLITICI E IDEOLOGICI DIETRO IL MIO GESTO" - IL GIOVANE, CHE SI TROVAVA IN CARCERE, E' STATO MANDATO AI DOMICILIARI - L'IPOTESI DEGLI INQUIRENTI E' CHE IL 21ENNE FACCIA PARTE DI UN GRUPPO CHE SI BATTE CONTRO I PRO-PAL...
Un ragazzo difficile, mosso dall'odio e dall'ideologia, con simpatie per le frange estremiste a cui appartengono alcuni giovani ebrei romani. È il profilo tracciato dagli inquirenti di Eitan Bondi, il ventunenne che il 25 aprile ha teso un agguato a una coppia di militanti dell'Anpi e li ha feriti sparando con una pistola ad aria compressa.
E se durante l'interrogatorio il giovane ha escluso «moventi politici ed ideologici» e ha affermato di non appartenere a nessun «gruppo», gli accertamenti raccontano una versione differente. Il nome di Eitan, si legge nel decreto di convalida nel fermo, era già «noto nell'ambito di un'attività di monitoraggio» di quei «soggetti che la notte tra il 26 e il 27 gennaio 2025 hanno affisso sul muro de La Sapienza lo striscione "Il nemico di 80 anni fa. Ieri nazi oggi Hamas" firmato con la stella di David».
Bondi pare vicino a quelle frange estremiste, monitorate dagli investigatori della Digos, sospettate di alcuni episodi di violenza avvenuti nella Capitale: dai lanci di petardi contro antagonisti e pro-Pal a Porta San Paolo all'aggressione dell'attivista Karem Rohana.
A metà settembre 2025, poi, nel quartiere Garbatella una bomba carta è stata lanciata contro l'ingresso del centro sociale "La Strada", da tempo in prima linea per la causa Palestinese. Sul muro è stato appeso uno striscione: «Di Battista putt*** di Hamas». E, tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, ci sono gruppi di giovani pro Israele.
Bondi, si legge negli atti, lo scorso 25 aprile si ferma davanti alla coppia e spara. Un'azione «fluida, professionale, determinata, rapida, puntuale, fredda, così da colpire i bersagli con assoluta precisione».
Appassionato di armi, in casa sua sono state sequestrate una Glock 9x19, una semi automatica Para Ordnance calibro 45, una rivoltella Taurus calibro 38, un fucile a pompa Hatsan calibro 12, un fucile monocolpo Chiappa calibro 22, una carabina semi automatica Smith&Wrsson e munizioni.
Una quotidianità complessa, quella del 21enne, cresciuto con un padre con alle spalle diversi guai con la giustizia. Fausto Bondi è stato arrestato tre volte: l'ultima, il 19 luglio 2025, con un amico, per rapina aggravata dall'odio razziale. La mattina del 25 aprile, l'uomo è stato identificato, a bordo di uno scooter, non molto lontano dal luogo dell'agguato.
(ANSA) - ROMA, 01 MAG - "Mi assumo la responsabilità di questo gesto deplorevole, mi vergogno di quanto ho fatto. Esprimo solidarietà verso le persone ferite e di chi si è sentito offeso dal mio gesto".
È quanto ha detto Eitan Bondì, secondo quanto riferiscono i suoi difensori, Cesare Gai e Gianluca Tognozzi, nel corso di dichiarazioni spontanee davanti al gip. "Voglio specificare che non faccio parte di nessun gruppo. Non ci sono moventi politici e ideologici dietro il mio gesto: non ho nessun legame con la Brigata Ebraica", ha aggiunto.
Spari a Roma, disposti i domiciliari per Bondì
(ANSA) - ROMA, 01 MAG - Va ai domiciliari Eitan Bondì, il 21 enne fermato per aver sparato a due attivisti dell'Anpi il 25 aprile scorso a Roma.Lo ha deciso il gip al termine dell'udienza di convalida che ha derubricato l'accusa da duplice tentato omicidio a tentate lesioni pluriaggravate anche dalla premeditazione.
FONTE: DAGOSPIA
Toaff: ma si può essere fascisti ed ebrei?
Si puo' essere fascisti ed ebrei? Se c'e' ancora qualcuno che pensa di relegare questo fenomeno ai tempi di Mussolini gli avvenimenti del 25 aprile a Roma e Milano servono da evidente smentita. Oggi ci sono ebrei romani e milanesi che, senza dirlo apertamente, hanno con il fascismo molti punti di riferimento. I responsabili delle comunita' ebraiche ci vanno con i piedi di piombo per evitare di esporsi. L'attentatotre al corteo dell'ANPI e' un ebreo romano? Si ma si tratta di un "cane sciolto", "si' ma tra gli ebrei romani nessuno lo conosceva", "si', ma non si puo' generalizzare", "si' ma cerchiamo di non rinfocolare l'antisemitismo che potrebbe servirsi di questo episodio per attaccare gli ebrei capitolini", "si' ma cerchiamo di non farne un dramma, abbiamo condannato e ora lasciateci in pace". Ma il problema rimane e non si tratta di "spiritose invenzioni" di stampo goldoniano. Ci sono ebrei, e non solo in Italia, che guardano a Netanyahu come a un nuovo benemerito dittatore, un nuovo Mussolini riverniciato, lo ammirano e ne giustificano tutte le maleffatte. Come giustificano il sorriso approvante del biondastro pedofilo, il guitto istrione che siede alla Casa Bianca. Due bastardi e bugiardi patentati, due corrotti incorreggibili, due criminali che la storia condannera' relegandoli nella pattumiera che li attende, mefitica e maleodorante. ARIEL TOAFF/facebook
Spari del 25 aprile, come e dove si è radicalizzato Eitan Bondì?
Chi conosce la famiglia del 21enne, arrestato ieri per aver sparato a una coppia che indossava un fazzoletto dell’Anpi al collo lo scorso 25 aprile, racconta di una famiglia di estrazione popolare: genitori ambulanti a Porta Portese, «non politicizzati». Eitan, ora fattorino, un passato da agente immobiliare dopo l’abbandono degli studi di architettura, ha frequentato il liceo della comunità ebraica romana, il Renzo Levi del Ghetto.Nessuno dice di conoscerlo ora, eppure la famiglia Bondì qualche aggancio doveva averlo, se è stato scelto per lui l’esperto avvocato Cesare Gai, penalista di riferimento della comunità capitolina che ha anche rappresentato in giudizio l’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei). Non è però il gesto di un folle isolato.
«Anche se non era membro di nessun gruppo è cresciuto in un ambiente dove la violenza verbale e anche fisica è stata sdoganata», spiega un docente che frequenta il Tempio Maggiore. Non è una novità, infatti, la presenza nella comunità ebraica romana di piccoli nuclei che interpretano la loro militanza come una difesa a oltranza di Israele. E che hanno come riferimento storico il movimento politico sionista estremista statunitense Lega di difesa ebraica. «Dal 7 ottobre in poi questi gruppi che usano la violenza come strumento politico hanno riscosso consensi anche nella destra ebraica tradizionale – ragiona Daniel, studente universitario e membro dei gruppi ebraici antirazzisti – Questo non è un episodio che cade dal niente».
A Roma negli ultimi anni c’è stato un incremento delle aggressioni da parte di gruppi sionisti di destra. La maggior parte è avvenuta alla fine dei cortei e dei presidi contro il genocidio in Palestina, ai danni di manifestanti che tornavano a casa, accerchiati e picchiati con caschi, catene, spranghe, bottiglie. Ma ci sono stati anche i raid nelle università (La Sapienza e Roma III) e nelle scuole occupate, come quello al liceo Manara, firmato dalla «Brigata Aldo Vitali». Oltre alle violenze del 25 aprile 2024, quando un gruppo di sionisti a volto coperto lanciò lattine piene di cibo contro i manifestanti che indossavano le bandiere della Palestina. O quelle dello scorso ottobre al Liceo Caravillani di Monteverde, quando studenti e professori in assemblea per Gaza nel cortile vennero assaliti da uomini della sinagoga confinante.
In entrambi i casi era presente Riccardo Pacifici, ex leader della comunità romana e oggi vicepresidente della European Jewish Association. «Mi vergogno – ha commentato ieri Pacifici – Perché l’ha fatto lo dovrà dire lui». «Dovremmo interrogarci anche all’interno delle nostre istituzioni su come sia stato possibile arrivare a un gesto così». Senza dimenticare di accusare anche l’Anpi che «si deve prendere le proprie responsabilità, come dei fatti di Milano». L’attuale leader della comunità ebraica della Capitale Victor Fadlun, si è dissociato «da qualsiasi forma di violenza». E ha definito un «oltraggio» l’uso del nome Brigata ebraica, smentendo che Eitan Bondì fosse un loro iscritto. Anche l’Ucei ha espresso condanna «di ogni forma di violenza da qualunque parte provenga». Tuttavia i toni esasperati usati degli esponenti delle organizzazioni ebraiche in questi ultimi anni non sono passati inosservati.
Pacifici è finito spesso nelle cronache, oltre che per il suo ruolo, per i modi spicci, per usare un eufemismo, e la lingua tagliente. «C’è stata una deriva aggressiva nella comunità che ha allontanato molto – dice S, che preferisce rimanere anonima per paura di ritorsioni – D’altra parte quando si mutuano i linguaggi del ministro Smotrich o dello stesso Netanyahu è difficile che poi qualcuno non provi a prendere la presunta difesa degli ebrei alla lettera, sono cicli che si autoalimentano in gruppi chiusi dove alcuni metodi sono stati legittimati».
I professore del Liceo Caravillani hanno sporto denuncia dopo l’episodio. Eitan Bondi si riuniva con i suoi amici a poche decine di metri di distanza dalla scuola, dalle parti della sinagoga di via Pozzo Pantaleo. Non è ancora certo se frequentasse uno di quei gruppi e neanche «il vecchio servizio d’ordine della comunità – spiega M che si occupa di estremismi religiosi – che talvolta usa i pugni ma non le pistole». Possibile che si sia radicalizzato on line. Su Telegram e Signal ci sono diverse chat sioniste di destra in cui la violenza verbale è la norma. E ci si scambiano video di esplosioni, irruzioni dell’Idf e palestinesi in fin di vita. Una si chiama Israele senza filtri, fondata da un ex portavoce dell’esercito, Dario Sanchez. Ha 11mila iscritti.
(umt) Così Luciana Cimino ieri sul Manifesto. Ma il bello del pezzo è nella coda. Perché Dario Sanchez oggi è un attivista sionista e reporter freelance che vive in un kibbutz vicino Gerusalemme. Ma è stato da studente medio un attivista dell'estrema sinistra, militando nella corrente "Ernesto" di Rifondazione comunista fino al 2009. Ha dato vita a un piccolo gruppo per aderire quindi a Comunisti Sinistra popolare (il gruppo guidato da Marco Rizzo), fino alla scelta radicale, nel 2014, dell'aliyah, il ritorno in Israele. Una scelta dirompente che ha scatenato polemiche tra chi aveva segnalato per tempo il suo avvicinamento alla militanza sionista e chi se n'è accorto tardi. Me ne ero occupato anche io, sull'Alter Ugo. Sono rimasto in contatto con lui fino a qualche anno fa, perché la sua attività pubblicistica non era banale. Gli sono peraltro debitore di un discreto scoop: a lungo il record di visualizzazioni del mio blog personale lo ha avuto il post sui tre tifosi italiani espulsi da Israele per un saluto romano durante la partita tra le due nazionali di calcio nel settembre 2016. Notizia sfuggita alla stampa mainstream e lanciata da una pagina facebook di informazione su Ebrei, ebraismo e Israele ... Anna Foa: da anni era evidente la radicalizzazione estremista
(ANSA) - ROMA, 01 MAG - "Mi assumo la responsabilità di questo gesto deplorevole, mi vergogno di quanto ho fatto. Esprimo solidarietà verso le persone ferite e di chi si è sentito offeso dal mio gesto".
È quanto ha detto Eitan Bondì, secondo quanto riferiscono i suoi difensori, Cesare Gai e Gianluca Tognozzi, nel corso di dichiarazioni spontanee davanti al gip. "Voglio specificare che non faccio parte di nessun gruppo. Non ci sono moventi politici e ideologici dietro il mio gesto: non ho nessun legame con la Brigata Ebraica", ha aggiunto.
Spari a Roma, disposti i domiciliari per Bondì
(ANSA) - ROMA, 01 MAG - Va ai domiciliari Eitan Bondì, il 21 enne fermato per aver sparato a due attivisti dell'Anpi il 25 aprile scorso a Roma.Lo ha deciso il gip al termine dell'udienza di convalida che ha derubricato l'accusa da duplice tentato omicidio a tentate lesioni pluriaggravate anche dalla premeditazione.
FONTE: DAGOSPIA
Toaff: ma si può essere fascisti ed ebrei?
Si puo' essere fascisti ed ebrei? Se c'e' ancora qualcuno che pensa di relegare questo fenomeno ai tempi di Mussolini gli avvenimenti del 25 aprile a Roma e Milano servono da evidente smentita. Oggi ci sono ebrei romani e milanesi che, senza dirlo apertamente, hanno con il fascismo molti punti di riferimento. I responsabili delle comunita' ebraiche ci vanno con i piedi di piombo per evitare di esporsi. L'attentatotre al corteo dell'ANPI e' un ebreo romano? Si ma si tratta di un "cane sciolto", "si' ma tra gli ebrei romani nessuno lo conosceva", "si', ma non si puo' generalizzare", "si' ma cerchiamo di non rinfocolare l'antisemitismo che potrebbe servirsi di questo episodio per attaccare gli ebrei capitolini", "si' ma cerchiamo di non farne un dramma, abbiamo condannato e ora lasciateci in pace". Ma il problema rimane e non si tratta di "spiritose invenzioni" di stampo goldoniano.Ci sono ebrei, e non solo in Italia, che guardano a Netanyahu come a un nuovo benemerito dittatore, un nuovo Mussolini riverniciato, lo ammirano e ne giustificano tutte le maleffatte. Come giustificano il sorriso approvante del biondastro pedofilo, il guitto istrione che siede alla Casa Bianca. Due bastardi e bugiardi patentati, due corrotti incorreggibili, due criminali che la storia condannera' relegandoli nella pattumiera che li attende, mefitica e maleodorante. ARIEL TOAFF/facebook
Anna Foa: da anni era evidente la radicalizzazione estremista
FINALMENTE UNA PRESA DI COSCIENZA DA PARTE DEGLI EBREI ITALIANI: "CI STIAMO RADICALIZZANDO" - CRESCE LA PREOCCUPAZIONE DOPO L’ARRESTO DEL CECCHINO DEL 25 APRILE, EITAN BONDI, APPARTENENTE ALLA COMUNITA’ EBRAICA – LA DENUNCIA DI GAD LERNER CHE PARLA DI “DEGENERAZIONE SQUADRISTICA” - LA STORICA ANNA FOA: “SONO STATA ISCRITTA ALLA COMUNITÀ ROMANA FINO A TRE ANNI FA E ME NE SONO ANDATA PERCHÉ NOTAVO QUESTA ESTREMIZZAZIONE” - ROBERTO DELLA SETA, EX SENATORE DEL PD: “LA BRIGATA EBRAICA FU SCIOLTA NEL 1946, QUESTI CHE SE NE DICONO RAPPRESENTANTI SONO EBREI ITALIANI DI DESTRA…” (A INSEGUIRE NETANYAHU SI FINISCE MALE)
La questione che solleva Gad Lerner, per chi ha qualche anno sul groppone, rimanda dritti al celebre articolo di Rossana Rossanda sulle Brigate rosse.
Non è che questo ragazzo romano, che alcuni hanno persino definito uno squilibrato, appartiene invece all'album di famiglia della comunità ebraica? La domanda, urticante quanto solo Lerner sa essere, il giornalista l'ha posta per primo appena saputo dell'arresto:
«Da tempo denunciamo una degenerazione squadristica di elementi che in nome dell'autodifesa minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele. Basta omertà dall'alto per questi estremisti sospinti al fanatismo da leader irresponsabili. Chi sa parli».
Una chiamata di correità che ha provocato reazioni indignate nella comunità romana, ma anche a Milano le accuse di Lerner, subito rilanciate dall'Anpi, hanno trovato un muro in Walker Meghnagi, presidente della comunità ebraica meneghina, già protagonista di un frontale con l'Associazione partigiani in occasione del 25 aprile.
«Sono sciocchezze. Non abbiamo mai avuto bande armate», ha detto Meghnagi al Foglio, «per l'Anpi è solo un'occasione per sparare a zero. Siamo contrari a ogni forma di violenza. E anche qualora ci fossero personalità radicalizzate all'interno della comunità saremmo i primi a isolarle».
Eppure non tutti condividono questa minimizzazione. La storica Anna Foa, ad esempio, parla di qualcosa che ha vissuto sulla sua pelle: «Sono stata iscritta alla comunità romana fino a tre anni fa e me ne sono andata proprio perché notavo questa estremizzazione.
Da quando è uscito il mio libro (Il suicidio di Israele, ndr) sono stata insultata in tutti i modi, alla fine mi sono iscritta alla comunità torinese. Non mi stupirebbe se a Roma ci fosse un'ala estremista». Sono persone radicalizzate, «che se fossero in Israele sarebbero coloni», gente che ha importato in Italia la polarizzazione mediorientale. E dunque che fare?
«Sarebbe opportuno — suggerisce la figlia di Vittorio Foa — che l'Unione delle comunità ebraiche facesse opera di pacificazione, di educazione dei più giovani al dialogo, di apertura nei confronti dei "dissenti". Ora c'è una nuova dirigenza, speriamo riesca ad aprire a quelli che, come noi, sono considerati dei traditori».
Eletta a febbraio 2026, la nuova presidente Ucei, Livia Ottolenghi, ieri non era disponibile per un commento perché all'estero. Nel comunicato diffuso dall'Unione si esprime «la più netta condanna di ogni forma di violenza, da qualunque parte provenga», la «solidarietà alle vittime dell'aggressione» di Roma, ma anche «a tutti coloro che lo scorso 25 aprile in varie città d'Italia hanno subito violenze, ingiurie, minacce». Un riferimento a quanto successo a Milano, dove lo spezzone del corteo della Brigata ebraica è stato circondato e fatto oggetto di pesanti insulti.
Chi c'era, come Emanuele Fiano, da sempre contrario all'esposizione di bandiere israeliane al corteo del 25 aprile, ricorda «le grida di "assassini, assassini", in una collettivizzazione della colpa del popolo ebraico che mi ha fatto pensare a momenti bui della storia». Detto questo, Fiano la pensa come Anna Foa sulla radicalizzazione: «La violenza che dal 7 Ottobre infiamma il Medio Oriente si è purtroppo trasferita in Occidente. Lo dimostra la virulenza del linguaggio contro Israele ma anche l'episodio di Roma, che è indice di una patologia, non so davvero quanto individuale, di questo ragazzo».
Per Fiano (...) anche a Milano «non so cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stato il cordone della polizia a separare chi stava gridando».
E, a proposito di Brigata ebraica, Roberto Della Seta, ex senatore del Pd di antica famiglia ebraica romana, ieri ha affidato a un durissimo post il suo pensiero: «La Brigata ebraica fu sciolta nel 1946, questi che se ne dicono rappresentanti sono ebrei italiani di destra, appropriatisi della memoria della vera Brigata e di tanti partigiani ebrei». Un discorso in fondo speculare a quello che altri ebrei, di destra, fanno contro l'Anpi e i suoi attuali rappresentanti, che starebbero usurpando in chiave pro Pal la memoria dei veri partigiani.
Volendo uscire con un sorriso da questo conflitto si potrebbe ricordare allora il vecchio adagio rabbinico che cita spesso Riccardo Di Segni: «Dove ci sono due ebrei, trovate tre opinioni diverse».
Spari il 25 aprile, Lerner chiede lo scioglimento delle squadre paramilitari
Si fa in fretta a trasformare l’autodifesa necessaria — per le sinagoghe, per le scuole ebraiche, con una vigilanza coordinata dalle forze dell’ordine contro il pericolo di attentati antisemiti — in qualcosa di diverso. Il volontariato interno ci sta, così come un minimo di addestramento e coordinamento. Ma ormai era evidente che questi ragazzi venivano indottrinati nell’idea che bisogna seguire l’esempio della brutalità dell’esercito israeliano: si sentivano schierati dentro una guerra di importazione. Lo stesso spirito con il quale si va in piazza a sfidare la manifestazione del 25 aprile utilizzando la Brigata Ebraica, che è un episodio molto isolato e marginale della storia dell’antifascismo ebraico in Italia. Ben prima della Resistenza i primi martiri si chiamano Carlo e Nello Rosselli, Leone Ginsburg e poi ancora Emanuele Artom, prima di arrivare a Eugenio Curiel e poi i nostri padri costituenti da Vittorio Foa a Leo Valiani, fino al presidente dell’assemblea costituente Umberto Terracini. Beh, tutto questo deve essere cancellato da una contrapposizione: noi stiamo con Israele e stiamo anche con i metodi militarizzati. Ecco, chiaramente non avrei mai immaginato che si arrivasse a sparare su dei militanti dell’ANPI. Ma che ci siano state a Roma azioni squadristiche, anche dentro le scuole, con vittime, a volte, anche studenti ebrei che dissentono, questo purtroppo lo sapevo già. E lo sapevo già perché quando abbiamo firmato in 200 ebrei italiani un documento contro la pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania, ho ricevuto una telefonata della Digos che mi chiedeva se volessi protezione. Io ho avuto minacce antisemite in passato da Forza Nuova, da fascisti, anche da leghisti, ma è la prima volta che a minacciarmi, non più solo verbalmente, erano ragazzi come questo. Che poi, ragazzi… a 21 anni sei un uomo, sei un adulto e come tale vai rispettato anche, ma dietro questi ragazzi ci sono fanatici di una certa età, miei coetanei, diciamo.
25 aprile a Roma, fermato un 21enne della comunità ebraica
“SONO DELLA BRIGATA EBRAICA” - FERMATO L’AUTORE DEGLI SPARI DEL 25 APRILE: SI TRATTA DI EITHAN BONDI, È UN 21ENNE DELLA COMUNITÀ EBRAICA - L’ABITAZIONE DEL RAGAZZO È STATA PERQUISITA DALLA DIGOS DI ROMA. AD INCASTRARLO SONO STATE LE VIDEOCAMERE DI SORVEGLIANZA CHE HANNO RIPRESO LA TARGA DELLO SCOOTER - IL 25 APRILE HA SPARATO CONTRO UNA COPPIA DI ATTIVISTI DELL’ANPI NEI PRESSI DI PARCO SCHUSTER, A ROMA, CON UNA PISTOLA AD ARIA COMPRESSA. GLI INQUIRENTI RITENGONO CHE L’AZIONE NON SIA CASUALE: IL CONTESTO (LE CELEBRAZIONI DELLA LIBERAZIONE) E IL FATTO CHE LE VITTIME FOSSERO ATTIVISTI ANTIFASCISTI ORIENTANO L’INCHIESTA VERSO UN MOVENTE POLITICO…
Marco Carta e Andrea Ossino per repubblica.it - Estratti
È stato fermato l’uomo che il 25 aprile ha sparato contro una coppia di attivisti dell’Anpi nei pressi di parco Schuster, a Roma Il con una pistola ad aria compressa. Si tratta di un giovane di 21 anni, vicino alla comunità ebraica di Roma. L’abitazione del ragazzo è stata perquisita nella notte. Eithan Bondi ,questo il suo nome, ha detto di far parte della “Brigata Ebraica”.
A incastrarlo è stato un dettaglio: un fotogramma estrapolato da una delle telecamere di sicurezza della zona, registrato pochi istanti dopo gli spari. Da quell’immagine — in cui si distingue chiaramente uno scooter Honda Sh bianco e un casco integrale scuro con segni particolari — gli investigatori della Digos sono riusciti a risalire al sospettato, ricostruendone progressivamente gli spostamenti.
L’indagine ha seguito il percorso della moto lungo un tragitto preciso: dalla zona dell’agguato, all’incrocio tra via Ostiense e via delle Sette Chiese, fino a via del Porto Fluviale, poi oltre il Tevere lungo il lungotevere Vittorio Gassman e infine verso viale Marconi. Un itinerario di circa quattro chilometri che non segnala una fuga lontana, ma piuttosto un movimento controllato all’interno dello stesso quadrante urbano.
COPPIA FERITA ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE A ROMA
Gli spari sono stati esplosi intorno alle quattro del pomeriggio del giorno della Liberazione, mentre era in corso la manifestazione dell’associazione nazionale Partigiani. L’uomo, senza mai scendere dal mezzo, ha puntato l’arma — una pistola ad aria compressa — contro una coppia che indossava il fazzoletto dell’Anpi, facendo fuoco più volte a distanza ravvicinata. A rimanere feriti sono stati Rossana Gabrieli, 62 anni, e Nicola Fasciano, 65. (…)
Il fascicolo è seguito direttamente dal procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi. Gli inquirenti ritengono che l’azione non sia casuale: il contesto — le celebrazioni del 25 aprile — e il fatto che le vittime fossero attivisti antifascisti orientano l’inchiesta verso un movente politico.
CHI È EITHAN BONDI, IL 21ENNE DELLA COMUNITÀ EBRAICA DI ROMA ACCUSATO DI AVER SPARATO CON UNA PISTOLA AD ARIA COMPRESSA CONTRO DUE ATTIVISTI DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA - IL GIOVANE, CHE SI TROVA IN CARCERE, FAREBBE PARTE DI UN GRUPPO DI ESTREMISTI EBREI RESPONSABILE DI EPISODI DI VIOLENZA NELLA CAPITALE - TRA QUESTI, L’AGGRESSIONE A UNA DONNA, IL 25 APRILE DI DUE ANNI FA (FU INSULTATA ANCHE CON EPITETI SESSUALI PERCHÉ INDOSSAVA LA KEFIAH). LA BANDA AVREBBE ANCHE STRAPPATO MANIFESTI PRO-PALESTINA NEI PRESSI DEL CENTRO SOCIALE "LA STRADA" E VANDALIZZATO L'AULA AUTOGESTITA ALL'UNIVERSITA' "ROMA TRE" - A CASA DEL VENTUNENNE È STATA RITROVATA NON SOLTANTO LA PISTOLA UTILIZZATA LO SCORSO 25 APRILE, MA ANCHE UN’ALTRA ARMA SIMILE E ALCUNI COLTELLI...
Estratto dell'articolo di Marco Carta e Andrea Ossino per www.repubblica.it
Blitz improvvisi, provocazioni, danneggiamenti dei simboli pro Pal. L’agguato durante il corteo del 25 aprile al parco Schuster — dove due attivisti dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia sono stati feriti con una pistola ad aria compressa — rappresenta solo l’ultimo episodio di una escalation che da mesi attraversa diversi quartieri della capitale, tra cui Garbatella, Monteverde e viale Marconi.
È in quel quadrante che vive Eithan Bondi, 21 anni, il giovane della comunità ebraica di Roma finito al centro delle indagini. Frequentava la facoltà di architettura, ma ha lasciato l’università Ora svolge lavori saltuari tra consegne e magazzini. Secondo quanto emerso, la famiglia non sarebbe stata a conoscenza del suo coinvolgimento nelle attività contestate.
In una delle tante foto presenti sui social indossa un casco nero con delle decorazioni evidenti. Sarebbe stato proprio il casco a incastrare il giovane che è sospettato per i reati di tentato omicidio e detenzione di arma bianca. A coordinare le indagini è il capo della procura di Roma Francesco Lo Voi. In casa di Bondi gli agenti della Digos hanno trovato coltelli, bandiere israeliane e diverse pistole da soft air.
Gli investigatori ipotizzano che Bondi, che ora si trova a Regina Coeli, faccia parte di uno dei tanti gruppi che a partire dal 7 ottobre, si sono distinti per azioni filo-sioniste sul territorio. Tra queste, lo strappo di manifesti pro-Palestina nei pressi del centro sociale La Strada e la vandalizzazione ripetuta del murale dedicato a Handala, il bambino palestinese raffigurato di spalle, con le mani incrociate dietro la schiena, simbolo della sofferenza di un popolo segnato dalla guerra. Oppure la recente vandalizzazione dell'aula autogestita a Roma Tre.
CHI È EITHAN BONDI: I COLTELLI A CASA, I PICCOLI LAVORETTI, IL SOSPETTO CHE FACCIA PARTE DI UN GRUPPO DI ESTREMISTI
Estratto dell'articolo di Rinaldo Frignani per www.corriere.it
corteo di roma per il 25 aprile - festa della liberazione - anpi
E adesso si indaga sul passato di Eithan Bondi per capire se possa essere rimasto coinvolto anche in azioni analoghe in occasione di manifestazioni di piazza, come quelle pro Palestina degli ultimi anni così come se faccia veramente parte di un gruppo di estremisti ebrei responsabili di episodi di violenza nella Capitale.
Come l’aggressione a una donna il 25 aprile di due anni fa a Testaccio al termine di un’altra iniziativa in occasione del giorno della Festa della Liberazione, quando fu circondata da un gruppo di uomini mentre andava a riprendere il motorino e insultata anche con epiteti sessuali perché indossava la kefiah palestinese. [...]
COPPIA FERITA ALLA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE A ROMA
A casa del ventunenne, che abiterebbe con alcuni familiari, sarebbe stata ritrovata non soltanto la pistola utilizzata in via Ostiense ma anche un’altra arma simile insieme con alcuni coltelli. Tra gli elementi acquisiti ci sarebbero peraltro anche la mimetica chiara e il casco scuro, oltre allo scooter bianco che lo ha incastrato.
Le indagini comunque potrebbero estendersi come detto anche ad aggressioni e spedizioni punitive commesse da piccoli gruppi di persone ai danni di simpatizzanti dei movimenti palestinesi che si sono ripetute negli ultimi tempi a Roma.
L'agguato ai margini della manifestazione
Due iscritti all'Anpi, con il fazzoletto dei partigiani al collo, erano in cerca di un bar a via della delle Sette chiese, a Roma, vicino alla piazza della manifestazione per il 25 aprile quando un uomo su uno scooterone chiaro con casco integrale ed un giubbotto di colore militare si è fermato, ha estratto pistola e ha sparato con pistola ad aria compressa.
I due, marito e moglie, sono stati colpiti al collo ed alla guancia il primo, alla spalla la seconda. Hanno perso sangue. Nessuno dei due è grave, hanno poi spiegato dall'Anpi. Si stanno sottoponendo alle medicazioni e "stanno bene". Ma, aggiungono, "quello che è successo è una cosa gravissima".
TRE COLPI CON ARMA SOFTAIR CONTRO LA COPPIA DELL'ANPI A ROMA
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(ANSA) - Avrebbe esploso tre colpi presumibilmente con una softair l'uomo che ha ferito una coppia, iscritta all'Anpi, nei pressi di parco Schuster dov'era terminato il corteo per il 25 aprile.
alle prime informazioni, sembra che l'uomo (e non due come si era ipotizzato in un primo momento) era a bordo di uno scooter chiaro, con casco integrale nero e giacca verde militare, e abbia sparato da una distanza di circa dieci metri prima di fuggire. Due colpi hanno ferito il marito e un altro la moglie.
Sono al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso dettagli dello scooter per risalire all'identità dell'aggressore. Al momento non si esclude alcuna pista. Sulla vicenda indagano gli investigatori della Digos e del commissariato San Paolo.
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2 - SPARI A ROMA, PROCURA ATTENDE PRIMA INFORMATIVA
(ANSA) - La Procura di Roma attende una prima informativa dalle forze dell'ordine sul ferimento di un uomo e di una donna, entrambi iscritti all'Anpi, a margine di una manifestazione il 25 aprile nella zona di via delle Sette Chiese. L'incartamento potrebbe finire all'attenzione dei pm dell'antiterrorismo. Gli inquirenti potrebbero ipotizzare il reato di lesioni aggravate.
I due feriti sono già stati ascoltati dagli investigatori. In base ad una prima ricostruzione sono stati colpiti da alcuni piombini esplosi da una pistola ad aria. A fare fuoco un uomo, forse un giovane, a bordo di uno scooter con casco integrale e giacca mimetica.
E i Dodici Raggi a Varese commemorano i caduti di Salò
I Do.Ra anche quest'anno hanno omaggiato con il 'presente' e saluti romani i "camerata uccisi dal nemico mentre combattevano per la patria", come ha detto il leader del gruppo nazifascista con sede ad Azzate (Varese) Alessandro Limido, che ha definiti i morti della Repubblica sociale italiana "i veri eroi". Con uno striscione inneggiante ai "figli di sangue e onore", alle 9 i militanti della Comunità dei Dodici Raggi hanno iniziato il giro di commemorazioni al cimitero di Ganna, per poi spostarsi a cimiteri varesini di Sant'Ambrogio e di Belforte. Una ventina i militanti presenti a quello che l'Anpi ha sempre definito uno "sfregio" al 25 Aprile, appartenenti a un'associazione da anni sotto inchiesta e al centro di diversi processi . Per i caduti nel nome della Repubblica Sociale", ha scandito Limido con i militanti di Do.Ra che hanno risposto con il saluto romano, per poi spostarsi verso l'ultima tappa, il cimitero di Solbiate Arno. Presenti, come sempre, Polizia e Carabinieri che anche questa volta, davanti al saluto romano, faranno scattare la denuncia.
Il divieto della Prefettura per i locali non a norma
La prefettura di Forlì-Cesena ha infatti vietato le attività programmate da Forza Nuova: il motivo è che l'area dove l'iniziativa doveva tenersi, l' ex stabilimento 'L'Arte' della Caproni, "versa in condizioni di grave e generale degrado e pericolosità, e che in particolare la parte fabbricata è priva di agibilità".
Nel tavolo in sede prefettizia è stato quindi "espresso parere unanime nel senso dell'assoluta inidoneità di tale area allo svolgimento delle attività programmate da Forza Nuova".
Le attività previste, ha sottolineato la prefettura, non erano peraltro supportate da alcuna documentazione, "pure obbligatoria nei riguardi della pubblica amministrazione, descrittiva degli eventi previsti e in particolare attestante la sussistenza di tutti i requisiti di sicurezza prescritti dalla legge".
Sempre all'unanimità, i presenti in prefettura, prefetto, questore, sindaco e vertici delle forze dell'ordine e di soccorso, hanno ritenuto quindi doversi adottare da parte del primo cittadino "un'ordinanza contingibile ed urgente per prevenire gravi pericoli per l'incolumità pubblica". Ordinanza adottata in giornata.
Al convegno, organizzato anche dal quotidiano online Fahrehneit 2022, erano annunciati Nick Griffin, già presidente del Partito nazionale britannico, Ioannis Zografos, avvocato di Alba Dorata. Il giorno dopo, sempre a Predappio, come ogni anno si svolge il corteo dei nostalgici che commemora la morte di Mussolini, fino al cimitero e alla cripta, dove sono attesi anche militanti di Forza Nuova.















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