E i ragazzini in chat invocavano genocidio e Marcia su Roma
“MARCIAMO SU ROMA”; “DOBBIAMO FARE UN GENOCIDIO”; “RIFONDIAMO LE SS” – LE CHAT DEI PISCHELLI CHE APPARTENEVANO AL GRUPPO TELEGRAM NEONAZISTA “TERZA POSIZIONE”, SMANTELLATO DALLA PROCURA DI MILANO PRIMA CHE POTESSE PASSARE ALL’AZIONE – A CAPO C’ERA UN 19ENNE DI PAVIA (ARRESTATO DALLA DIGOS) CHE AVEVA “ADEPTI” IN TUTTA ITALIA: TRA QUESTI C’ERA ANCHE UN 15ENNE DI ROMA CHE AVEVA CREATO UNA “CELLULA” LOCALE – È LA GIOVANISSIMA ETÀ DI MOLTI PARTECIPANTI A PREOCCUPARE GLI INVESTIGATORI...
«Camerati, vi aspetto il prossimo anno ad Acca Larentia». Avevano reclutato giovanissimi in diverse città d’Italia. Anche a Roma: «Non cerchiamo codardi o conigli che hanno paura della Digos», si legge nel manifesto di Terza Posizione, il gruppo attivo su Telegram smantellato dalla procura di Milano prima che potesse passare all’azione.
ARMI SEQUESTRATE IN CASA DEI GIOVANI NEONAZISTI
«Da oggi sono aperti gli squadroni d’azione rivoluzionari. Il sole risorgerà in tutta Italia. Non dobbiamo stare con le mani in mano, tutti organizzati per la stessa causa. Fuori di casa con le spranghe, questa è casa nostra».
A capo della formazione nazionalista, che si ispirava al movimento degli anni 70 fondato da Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi, c’era un 19enne di Pavia, Teuz Rexism, arrestato dalla Digos per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa. Altri 14 sono stati indagati in tutta Italia. Da Viterbo a Torino.
E anche nella Capitale, dove era nata perfino una cellula territoriale: la 5th Division Sar Fascio Romano. A guidarla un giovanissimo di 15 anni che sui social si faceva chiamare Lups Ss e invitava tutti i camerati all’azione. «Lotta armata per la terza posizione», è uno dei tanti messaggi del 15enne che sognava di emulare le gesta di Benito Mussolini. «Su un altro gruppo si stanno organizzando: dobbiamo farlo anche noi. Marcia su Roma». Un piano ancora troppo ambizioso per le possibilità del gruppo, che comunque aveva le idee chiare: «Rifondiamo le Ss».
ARMI SEQUESTRATE IN CASA DEI GIOVANI NEONAZISTI
L’immaginario è radicale: svastiche, meme nazisti, propaganda antisemita e suprematista, sognando un giorno di poter emulare Brenton Tarrant, l’autore degli attentati di Christchurch in cui nel 2019 vennero uccise 49 persone. Ma anche Giorgia Meloni ed Elly Schlein definite “Burattine degli ebrei”.
Quando, però, la Digos, due giorni fa, è arrivata a casa di Lups ha trovato un soggetto fragile: un quindicenne senza i genitori, affidato temporaneamente ai nonni. «Mi vogliono dare in affido. Gli assistenti sociali sono tutti pezzi di m…», scriveva nelle chat, raccogliendo la solidarietà di tutti. È proprio la giovanissima età di molti partecipanti a preoccupare gli investigatori.
[…] Nelle chat, infatti, i più giovani sembrano cercare appartenenza e riconoscimento, mentre figure più grandi o più radicalizzate alimentano il clima identitario, incoraggiando linguaggi violenti e prospettive di militanza. Tra gli adulti più attivi c’era un altro romano che si faceva chiamare Andrea. Un duro e puro che nelle chat Telegram si dichiarava vicino agli ultras della Roma più oltranzisti. […]
Andrea pubblica di continuo contenuti di CasaPound e sembra fare proseliti. Di sicuro Leo, 15enne della provincia di Roma, è uno di quelli che è caduto nella rete. «Mi sto avvicinando a CasaPound, ho anche firmato per la remigrazione», scrive nella chat, dove però non tutti apprezzano il movimento di estrema destra che da oltre vent’anni occupa lo stabile di via Napoleone III. […]
Le regole della Terza Posizione, però, sono chiare: gli unici nemici, oltre agli «zingari», sono gli ebrei. «La terza posizione è aperta a tutte le razze: crediamo che ogni popolo debba essere sovrano e crediamo in una collaborazione tra popoli e classi sociali contro il grande nemico nasone». Il messaggio viene recepito. Tanto che uno dei minorenni afferma: «Dobbiamo fare un genocidio».
FONTE: Dagospia
Animava la chat "Terza posizione": un arresto a Pavia. 15 perquisiti in tutt'Italia
(ANSA) - Un 19enne è agli arresti domiciliari con l'accusa di aver guidato una rete online di giovani estremisti neonazisti e antisemiti. L'operazione, coordinata dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni, ha portato anche a 15 perquisizioni in tutta Italia, nove delle quali nei confronti di minorenni.
Il giovane, italiano residente a Pavia, è ritenuto dagli investigatori promotore e amministratore di un gruppo, una chat chiamata 'Terza posizione' che avrebbe diffuso propaganda razzista e religiosa, contenuti di minimizzazione della Shoah e messaggi di apologia del genocidio del popolo ebraico.
Al centro dell'indagine della Digos di Milano, con il supporto della Digos di Pavia e della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, c'è La chat chiamata 'Terza Posizione', nome che richiama l'omonima formazione eversiva degli anni Settanta e accessibile, secondo gli inquirenti, a un centinaio di utenti.
In quello spazio virtuale circolavano materiali neofascisti, neonazisti e apertamente antisemiti, con esaltazione di autori di stragi suprematiste come Brenton Tarrant, responsabile dell'attacco di Christchurch del 2019, e riferimenti a Stephan Balliet, autore dell'attentato del 2019 ad Halle, in Germania.
Tra i contenuti emersi anche la cosiddetta "white jihad", una miscela ideologica tra simboli e propaganda dell'estrema destra radicale e richiami al terrorismo jihadista, accomunati dall'antisemitismo.
Il 19enne avrebbe inoltre creato un canale parallelo chiamato "Centro Studi Terza Posizione" e redatto, con altri indagati, un documento in cinque punti dal titolo "Manifesto della Terza Posizione", con contenuti antisemiti e propositi eversivi. Secondo l'accusa, la propaganda online puntava anche a spingere il gruppo ad agire nel "mondo reale", organizzando sul territorio "Squadroni d'Azione Rivoluzionaria" e invocando aggressioni, mai però concretamente realizzate.
Le perquisizioni hanno riguardato giovani residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Salerno, Siena, Torino e Viterbo. In un ulteriore intervento a Pescara è stato controllato un 22enne, che sui social avrebbe mostrato armi da fuoco e si definiva responsabile locale di un altro gruppo chiamato "Nuova Italia". Nel corso delle attività sono stati sequestrati telefoni e computer, materiale di propaganda, diverse armi bianche e, in un caso, materiali ritenuti compatibili con la fabbricazione di esplosivi.





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