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Muore a 87 anni "Bo" Gritz, il Pay-triot che ispirò il personaggio di Rambo

 

Non poteva mancare l'omaggio dei "Congedati della Folgore" all'eroe di guerra  che ispirò il personaggio cinematografico di Rambo e che dopo il congedo divenne un leader divisivo dell'estrema destra, essendo bravissimo a tenere insieme impegno politico e affari connessi. Al movimento survivalista ho dedicato un intero capitolo dell'instant book scritto subito dopo l'Attacco all'America dell'11 settembre 2001, sull'intreccio tra fondamentalismo religioso e destra radicale a stelle e strisce: In God we kill. Anche negli  anni successivi "Bo" Gritz è intervenuto come mediatore in alcuni episodi di insorgenza armata antifederale: io mi sono occupato del caso in Oregon, nel 2016. In alcune vicende del movimento survivalista non mancano elementi psicopatologici.


Il survivalismo è figlio del terrore nucleare. Dopo vent’anni di distensione, la sfida apocalittica di Reagan all’URSS rinfocola paure mai sopite. Anche se affonda nel ridicolo il massiccio programma di rifugi antiatomici rilanciato dall’amministrazione[i], decine di migliaia di americani si convincono che è più facile sopravvivere in aree semispopolate, come le pianure steppose del Midwest e i monti boscosi del Pacifico Nord-Ovest. La fattoria dove Kahl (l'ispiratore delle Posse antifederali negli anni 70è ucciso è un bunker isolato, con riserve alimentari sufficienti per mesi. Il proprietario, Leonard Ginter, un falegname sessantenne, è convinto che “la fine del mondo sta per arrivare, le profezie della Bibbia saranno compiute, ma prima la Russia si impadronirà di questo paese”[ii].

Michael Ryan conosce James Wickstrom, il responsabile della controinsorgenza delle Posse, nel 1981, si converte all’angloisraelismo [un culto religioso antisemita che considera gli anglosassoni la tribù dispersa d'Israele e gli ebrei seme di Satana, ndb] e ne diventa propagatore in Nebraska. Dà vita a una piccola comune survivalistica, 40 acri e 17 abitanti, che gode delle simpatie delle autorità locali. Di questa benevolenza approfitta una donna, Cheryl Gibson, che vive nella fattoria con il nuovo compagno e i cinque figli sottratti al marito. Solo quando l’uomo, esasperato dall’indifferenza delle forze dell’ordine, nel 1985, mobilita i federali per riavere i bambini si scopre che Ryan è uno psicopatico sadico. Sono ritrovati i cadaveri di un uomo scuoiato con le gambe spezzate, le dita tagliate e di un bambino di sei anni col collo spezzato. Dei delitti è accusato anche il figlio sedicenne del leader. La polizia recupera 40 fucili, 150mila proiettili e merce rubata per 15mila dollari.

Una camera di tortura è allestita e usata, all’inizio degli anni ’80, anche da Leonard Lake, ex marine ricercato per traffico d’armi, impegnato nel “Progetto Miranda”, la costruzione di bunker antiatomici nel Nord California. Le violenze, ispirate dal Collezionista di John Fowles, sono equamente divise tra donne (per piacere) e uomini (per interesse). Arrestato per taccheggio, Lake si suicida. Nel fortino gli agenti recuperano videotape che documentano aberranti pratiche di schiavismo sessuale, con la complicità di un altro ex marine, Charles Ng. La coppia è accusata di 12 omicidi: due bambini, tre donne e 7 uomini. Ng è arrestato in Canada nel 1991 per furto ma riesce a rinviare l’estradizione per sei anni. Il principale teste d’accusa è un compagno di cella, che muore in un incidente stradale quando sta per cominciare il processo in America: per farlo divertire il serial killer aveva disegnato dei fumetti in cui ricostruiva le sue prodezze sessuali. Ng si dipinge come succube di Lake e minimizza il coinvolgimento (ha sepolto due corpi). Figlio di un ricco imprenditore di Hong Kong lamenta una storia di abusi infantili (ma nella meno politically correct cultura orientale è più giusto parlare di educazione tradizionale e di punizioni corporali). Viene a studiare Biologia in America ma è espulso per scarsi risultati dopo un semestre. Si arruola tra i Marines anche se non è cittadino né residente ma lo cacciano per furto d’armi. Rientra in California e si unisce a Lake: sono arrestati nel 1982 per le armi trovate nella roulotte in cui vivono. All’uscita dal carcere, nel 1984 raggiunge l’amico, che è latitante, e cominciano gli omicidi seriali. L’apparente remissività e la storia lacrimevole non gli risparmiano la condanna a morte.

La comune religiosa del Nebraska non è un caso unico. Anche dalla rispettabile Chiesa Riorganizzata di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, scisma mormone dei fedeli convinti che a succedere al fondatore dovesse essere il figlio, una denominazione che vanta 200mila fedeli radicati nel Missouri, promana una comunità survivalista assassina. L’ammissione delle donne al sacerdozio suscita una miniscissione. Jeffrey Lundgren coinvolge poche famiglie allargate nelle sue turpi abitudini e progetta l’assalto al tempio originale del culto, a Kirtland. Addestra militarmente gli uomini per l’imminente apocalisse, educa i bambini alla disciplina con il paletto, usa le donne come schiave sessuali, facendole danzare nude mentre si masturba. Aspettano la fine dei tempi, nel 1987, in una fattoria dell’Ohio. Per placare la collera divina scatenata dai peccati umani decide di sacrificare la famiglia Avery, che dissente dalle pratiche comunitarie più abnormi. Per sterminarli usano una Colt 45 comprata dallo stesso Avery. Bruciano e seppelliscono i cadaveri nel fienile e si trasferiscono in West Virginia e poi, nell’autunno 1989, nella contea di Jackson, dove la situazione precipita. Il giorno di San Silvestro un marito geloso punisce il guru che ha aggiunto sua moglie al nutrito harem, riferendo ai federali di Kansas City il delitto. Il 3 gennaio sono recuperati i 5 cadaveri. Il 7 Lundgren, il figlio Damon e la moglie Alice sono arrestati in un motel in California, in una stanza piena di armi. Lui è condannato a morte, moglie e figlio hanno cinque ergastoli, tutti gli altri subiscono pene detentive, tranne il “pentito”.

E’ proprio il modesto scontro tra i federali e un survivalista - attento ad accumulare armi più che provviste - che innesterà il decollo del movimento rivoluzionario degli anni ’90. Pur non condividendone le posizioni estremiste la “destra sociale” trasforma in un eroe Randy Weaver, uno dei tanti americani poveri che è andato a vivere - all’inizio dell’era Reagan - con la famiglia nei boschi del Pacifico NordOvest. Le motivazioni cambiano: l’attesa dell’imminente Apocalisse; la sua variante politico-paranoica, agita da chi si prepara all’inverno nucleare; l’insostenibilità dei costi sociali ed economici del welfare, in una fuga che è anche ripudio teologico della metropoli tentacolare e corrotta (dal femminismo, dalla droga, dai diritti di gay e minoranze). I Weaver vogliono sottrarre i figli alla scuola pubblica per motivi religiosi. Lui è un ex berretto verde, militante del diritto assoluto alle armi. A Ruby Ridge, Idaho, per 17 mesi i fe­derali gli assediano il capanno: lo vogliono arrestare perché non si è presentato in udienza per una citazione con data sbagliata. È vittima di un agente coperto dell’ATF: nel 1989 gli ha venduto due fucili e poi si è rifiutato di dare informazioni contro il pastore Richard Butler [il leader delle Nazioni Ariane, un'altra "setta" in cui è difficile  culto religioso  e organizzazione neonazista, ndb], AN, in cambio della impunità. Lo scontro finale è nell’agosto 1992: il 21 il figlio 14enne e un amico sono sorpresi da una pattuglia mentre passeggiano nel bosco, nel conflitto a fuoco muoiono uno sceriffo e il ragazzo. Il giorno dopo un cecchino uccide la mo­glie Vicky mentre tiene in braccio una neonata sulla porta di casa. Randy si arrende solo il 31, convinto da “Bo” Gritz, suo comandante in Vietnam. Il processo riconosce le sue ragioni - si è opposto a un provvedimento ingiusto - e lo condanna a 18 mesi per la vendita dei fucili. In seguito ottiene un risarcimento di 3 milioni di dollari per l’omicidio della moglie: il cecchino non ha rispettato le regole di impegno. Nel lu­glio 1995, nel pieno delle pole­miche sul ruolo nella lotta al terrorismo, salta il n.2 dello FBI: aveva ordinato di spa­rare a vista.

L’esperienza pilota del survivalismo apocalittico è Al­most Heaven (Quasi Paradiso), una “comunità cristiana del Patto” fondata da James “Bo” Gritz, l’eroe che ha ispirato il personaggio di Rambo. “Bo”, nato nel 1939, orfano di guerra a 5 anni, è una testa dura: al primo campo di addestramento finisce due volte alla corte marziale. Comanda un’unità mobile di guerriglia in Nord Vietnam (è il berretto verde più decorato con 62 menzioni), poi lavora per le Forze Speciali in Sud Ame­rica. Nel 1974 ottiene un master in comunicazione. Soffre della sindrome del reduce - si ubriaca e spara ai lampioni - ma quando esce dall’esercito nel 1979 risolve le crisi d’angoscia impegnandosi in quattro sfortunate spedizioni, finanziate dal miliardario populista Ross Perot (che si candiderà due volte alle elezioni presidenziali, nel 1992 e nel 1996, ottenendo il 19 e l'8%, ndb), alla ricerca di prigionieri di guerra in Indocina. Missione impossibile: perché la grancassa suonata per un decennio in una campagna da manuale non può dar vita ai fantasmi. 
Il tema dei missing in action è stato sapientemente agitato negli snervanti negoziati parigini. Ma al momento della sigla degli accordi il Pentagono sa già che non ci sono prigionieri in Vietnam oltre quelli della lista consegnata dai delegati di Hanoi. Nel decennio successivo alla fuga da Saigon il culto dei dispersi è uno straordinario momento di mobilitazione. Il mito dei soldati coraggiosi traditi dai potenti e svenduti dai burocrati al tempo stesso risarcisce la frustrazione per il passato e sposta radicalmente a destra gli equilibri politici per il futuro[iii]. Negli stessi anni affiora il fenomeno nuovo dell’omicidio di massa: nel 1984 un reduce uccide 21 persone in California, un ex marine 14 in un ufficio postale dell’Oklahoma. È la prima strage sul posto di lavoro e dalla cosa nasce il nome. Il neologismo going postal significa “impazzire e uccidere gli ex colleghi”. Saranno in tanti ad “andare alle Poste” ma non a caso le prime manifestazioni esplodono dal senso di rabbia e di impotenza dei veterani. Del resto molti protagonisti della destra radicale sono cresciuti alla scuola della superviolenza dei corpi di élite delle forze armate.

Nel corso della missione indocinese Gritz si scontra con i quadri di una rete clandestina americana coinvolta in traffici di droga. Addetti ai lavori sporchi negli anni della guerra per qualche agenzia di sicurezza, si sono messi in proprio. Al ritorno in patria nel 1988, per giustificare il fallimento, “Bo” cavalca la tigre del tradimento della CIA: la denuncia delle attività criminali dei suoi uomini trova udienza in circoli paranoici e cospirativi come la Loggia della Libertà di Willy Carto e la Chiesa di Cristo del reverendo Pete Peters. Il vecchio leader antisemita, che ha riesumato il glorioso Partito Populista, convince “Rambo” a candidarsi come vice-presidente. La successiva scelta dell’ex Stregone Imperiale del Ku Klux KlanDavid Duke[iv] come numero uno spiazza Gritz: lui può esibire, a garanzia di antirazzismo, i due figli avuti in Vietnam da un ex prostituta cinese. La sua vicenda è segnata da una sindrome borderline, tra la spinta opportunistica a tenere un piede nella politica mainstream e l’ossessiva caccia della ribalta che lo spinge a sporcarsi le mani con l’estremismo. Così glissa sull’antisemitismo ma martella sulle famiglie ebree che controllano la Federal Reserve, prende le distanze dal movimento antitasse ma si contraddice sulla sua posizione fiscale, nega di essere suprematista ma ai suoi meeting vendono libelli razzisti, si distacca dalle milizie ma ne addestra i membri a pagamento. E’ attratto dalla destra radicale ma ne respinge il lato oscuro. E via contraddicendo. E contraddicendosi.

L’anno dopo corre per un seggio congressuale in Nevada ma è sconfitto. Il suo Centro per l’azione prende spunto dalle campagne sui prigionieri di guerra e i traffici della Cia per allungare il tiro. Quando nel 1992 si presenterà come presidente - ripudiando l’esperienza con Duke - raddoppia, passando dallo 0.05% allo 0.1%, con 50mila voti. Ha successo nell’Idaho, dove è riuscito a convincere alla resa Weaver. Nell’occasione dà prova di doppiezza. Uscendo dal capanno dopo l’accordo rivolge il saluto nazista agli skin accorsi poi si schermisce: “Mister Weaver voleva che passassi questo a chi sta qui fuori”. Si specializzerà nel ruolo di mediatore negli assedi armati, non sempre con fortuna. La sua campagna elettorale, nel segno di God, Guns and Gritz (allitterazione intraducibile: Dio, Pistole e Gritz), aggiorna i temi del populismo antifederale: opporsi al governo globale del Nuovo Ordine Mondiale, abolire la tassa sulle entrate, cancellare gli aiuti all’estero, liquidare il sistema della Federal Reserve.

Dal 1993 addestra alla guerriglia e alle tecniche di sopravvivenza migliaia di persone, in parte estremisti politici, per il resto fissati con apocalissi e catastrofi.[v] Il corso SPIKE (Individui particolarmente addestrati per eventi chiave) costa 600 dollari (la serie dei dodici video la metà) e prevede uso delle armi, cura di una gamba rotta, cattura di selvaggina. Il programma radio La libertà chiama spesso ospita leader estremisti, compreso Duke. Sull’onda del successo compra 200 acri in Idaho dove dà vita a una comunità di mille patrioti addestrati e pronti a usare le armi contro i federali, un’en­clave ariana indipendente, come i boeri nel Sud Africa desegregato. 
Gritz si presenta nella vicina città di Kemiah e rassicura i 2000 abitanti: il suo non sarà un complesso blindato come la vicina roccaforte di Nazioni Ariane. La comunità si impegna a rispettare le leggi “a meno che non vadano contro le leggi di Dio e il senso comune”. Il patto fondativo prevede la difesa dei vicini contro le minacce predatorie. Il Quasi Paradiso si affolla lentamente di poveracci, transfughi del fisco che vivono senza luce, gas e telefono, un po’ per non farsi individuare, un po’ perché gli scarsi risparmi se li sono bruciati per comprare il terreno e ora devono campare in una scalcagnata roulotte o in una baracca. La lottizzazione frutta un milione e 200mila dollari. 
Cedute le particelle la speculazione si allarga ai terreni confinanti, dando vita a comunità collegate, come Quasi Paradiso II. A Shenandoah, 400 acri, sono venduti 50 lotti su 70 delle Colombe della Valle, “comunità costituzionale” promossa da Gerald "Jack" McLamb. L’agente immobiliare di Gritz, Jerry Gillespie, gestisce in proprio la vendita di Acri nella Foresta. “Bo”, vestito chiaro troppo stretto, faccia un po’ porcina, sorriso cat­tivo, si guarda bene dal trasferirsi nella comunità e il suo disimpegno genera tensioni. Lui continua a coltivare il ruolo di personaggio politico di confine. Così con­danna la strage di Oklahoma City ma apprezza il successo militare: “un capola­voro di arte e scienza messi insieme”. Netta è la condanna del “disegno mondialista” della Casa Bianca. Ma alle parole non seguono i fatti.

Tra i primi abitanti spiccano i Fuller, survivalisti hard provenienti da La Verkin, santuario estremista dell’Utah: installano sul capanno un impianto solare da 20mila dollari e accumulano cibo, aspettando il blitz del NOM. Stewart Balint, un cittadino sovrano espropriato dall’IRS, vive in una roulotte di seconda mano. Jan Astwood è fuggito da New York per fare scuola a casa per le due figlie. Ed LeStage, un pezzente dell’Arkansas, ha solo 600 dollari e con il figlio di 14 anni si costruisce una capanna con le balle di fieno. Il terreno glielo ha messo a disposizione un tale McCain e lui ricambia lavorando come manovale alla costruzione della sua casa. 
La frustrazione monta tra questi disperati. A trasformarla in rivolta ci pensa un piccolo leader, Chad Erickson, anarchico di destra, survivalista girovago. S’è trasferito dall’Alaska allo Stato di Washington e poi, in fuga dalle regole, in Idaho, dove spende 34mila dollari per promuovere una petizione costituzionale per cacciare le autorità. Con LeStage e McCain dà vita ai Ragazzi di Montagna dell’Idaho che liquidano “Bo” come un Pay-triot (patriota a gettone). Si ispirano alla dottrina apocalittica mormone dei vecchi tempi: “Noi tutti sappiamo - spiega LeStage a un giornalista - che siamo stati condotti qui non per nasconderci ma per agire. La differenza tra noi e il resto della comunità del patto è che noi restiamo nella fede e capiamo che la battaglia deve essere tra il Bene e il Male”.[vi] Aspettando di passare all’azione girano armati e polemizzano con Gritz a mezzo stampa. Non sono chiari sui mezzi ma non escludono la violenza. “Bo” non vuole correre rischi di immagine e avverte: la comunità non tutela le libertà individuali. Poi invita il comitato di sorveglianza di riacquistare i lotti di chi crea problemi. In compagnia di Jack McLamb, Gritz tenta di inserirsi nell’assedio del Montana, ma i Freemen preferiscono come mediatore ufficiale il senatore del Colorado Charles Duke. Alla resa indolore degli irriducibili, “Bo” rivendica il merito della scampata tragedia.

Nel settembre 1996 ha un brutto incidente giudiziario: è arrestato con il figlio nel parcheggio di una scuola in Connecticut. Sono accusati di preparare il rapimento del figlio più grande di una donna denunciata a luglio perché è scappata in Nevada per non consegnare i figli al padre, che accusa di abusi satanici rituali. Il giudice fissa la cauzione a un milione di dollari. E’ un duro colpo alla sua immagine. Tra i testimoni a suo carico al processo spiccano l’ex socio Jerry Gillespie, che riferisce del tentativo di trovare nella comunità famiglie disposte ad ospitare il ragazzino, e il capo della Milizia del Montana John Trochman. L’orgoglioso “Bo” è costretto a una retromarcia vergognosa: ammette di essere stato raggirato. Si è fatto trascinare in una velenosa disputa ma l’intenzione di mettere al sicuro i bambini era nobile. 
Nell’estate del 1998 la “rota” della ribalta e il fabbisogno di cassa lo spingono al limite della rottura con l’ambiente: mentre è in corso una mastodontica caccia all’uomo contro Erich Rudolph, il bombardiere solitario di Atlanta, “Rambo” mobilita 80 Ranger, con divise e cappelli da confederati: “Lo troviamo noi - assicura - e lo mettiamo in salvo”. I boschi del Nord Carolina li conosce bene: su invito del mentore di Rudolph, Nord Davis, capo di una comunità angloisraelita (la Chiesa dell'Identità Cristiana), vi ha condotto otto sessioni di addestramento. La taglia milionaria gli fa gola perché è travolto dai debiti (deve 85 mila dollari a una banca) e dalle rogne giudiziarie per le allegre transazioni nella vendita dei lotti[vii] e per il mancato pagamento degli appaltatori che hanno costruito i servizi. Gillespie se n’è scappato con la cassa. Lo sostituisce Greg Heun, un tipico survivalista fuggito da Phoenix con moglie e tre figli. Prima di entrare in comunità ha partecipato a otto corsi: aspetta la guerra tra gang urbane scatenata dalla depressione economica.

Intanto aumenta il discredito per il pay-triot: il pastore Augustus III Kreis, gestore del sito web delle Posse, lo accusa di essere un agente dello ZOG (Governo Sionista d'Occupazione) “che vuole semplicemente mettere Rudolph nelle mani del governo “Bestia”[viii]; Chad Erickson contesta il disinteresse per la costruzione di una forza armata: “Il Bo Gritz che correva da presidente non è lo stesso che vive qui. Io penso che si è un bel po’ ammorbidito[ix]. Non lo perdona neanche la giovane moglie. Quando lui ritorna, Claudia se ne va. E’ una tostissima istruttrice di karate, ha sposato l’eroe a 16 anni e lo lascia quando ne ha 24. Nove giorni dopo il divorzio, il 20 settembre 1998, trovano “Bo” in auto, ferito al petto da un colpo di pistola. Il tentato suicidio, annunciato nell’ultima intervista, genera dubbi: “Quassù siamo cinici - commenta Larry Nims, esponente del Comitato per i diritti umani di Kemiah - ma ovviamente se c’è qualcuno che sa come ammazzarsi, quello è proprio Bo Gritz[x]
Alla fine le lascia la casa e si trasferisce nell’Utah. Nonostante i crescenti infortuni, continua a presentarsi ai confronti tra forze dell’ordine e cittadini ribelli. L’ultimo si consuma farsescamente a Indianapolis, nel febbraio 2001: lo stesso pastore del Tempio Battista[xi], accusato di evasione fiscale perché non registrato come istituzione religiosa (non paga le tasse dal 1984), chiede ai soliti noti di ritirarsi, per scongiurare una precipitazione violenta dello stallo. “Rambo” si giustifica: “Il mio intento è di mettere il patriottismo in azione e di fare di più che parlare dei problemi. Io sono stato attivamente e direttamente coinvolto in più di 22 episodi, dove gli Americani, agendo nello spirito della legge, trovano che può essere pericoloso aver ragione quando il governo ha torto”.




[i] Cfr. Fabrizio Tonello, Da Saigon, cit., capitolo V.


[ii] idem, pp. 71-72.


[iii] Cfr. Susan Katz Keating Prisoners of Hope: Exploiting the POW/MIA Myth in America, 1994.


[iv] Le elaborazioni di David Duke sono il riferimento imprescindibile per i fanatici del suprematismo bianco: nel 1984 elabora un piano per la sistemazione delle minoranze etniche in zone omogenee sul modello dei Bantustan del Sudafrica segregazionista: Minoria, West Israel, New Africa. Il progetto di Butler di una Repubblica bianca del NordOvest è il rovesciamento della dottrina Duke: è la minoranza bianca ariana a doversi separare per salvaguardare l’identità nel miscuglio razziale dell’America di fine secolo.


[v] Il suo sito Web si specializzerà nella distribuzione di prodotti survivalistici.


[vi] Marc Pitcavage Patriot Purgatory: Bo Gritz and Almost Heaven, in “Patriot Profiles”, nel sito web di Militia Watchdog.


[vii] Il trust da common law Proprietari Costituzionali d’America (CPA) lancia un programma “biblico” di leasing senza interessi. Ma non è autorizzato ad operare in Idaho e quindi tutte le transazioni sono nulle.


[viii] Stephen Stuebner True Gritz in Intelligence Report, Autunno 1998. L’espressione usata “Beast” ha uno specifico riferimento biblico, la “Bestia” dell’Apocalisse.


[ix] Ibidem


[x] Ibidem


[xi] Il Tempio Battista di Indianapolis (IBT) è la denominazione più nota di un network di 100 congregazioni che dal 1994 si chiama Compagnia dei Battisti non Registrati (UBF) ma che è nato agli inizi degli anni ’80, sull’onda di una dura battaglia legale in Nebraska, contro la pretesa dello Stato di imporre la registrazione alle scuole private religiose. Il movimento, a metà strada tra Maggioranza Morale (MM) e Posse, si è sviluppato nel circuito religioso anticomunista impegnato negli anni ’70 nella solidarietà con le “Chiese del Silenzio” in URSS. Mentre il protagonista della battaglia del Nebraska, Everett Sileven, ha evoluto le sue posizioni verso CI, il pastore anziano dell’IBT, Gregory J. Dixon, resta fedele alla teologia fondamentalista ma è assai radicale sul piano politico: si dimette da segretario della MM nel 1983 per animare la campagna di difesa del reverendo Moon (un altro campione dell’anticomunismo internazionale) arrestato per evasione fiscale, e poi dare vita alla Coalizione Americana delle Chiese non Registrate (ACUC), mantendo stretti rapporti con numerose figure di punta di CI, da Peters a Otwell. Anche dopo lo “sfratto” dell’IBT il movimento regge: all’ultima conferenza dell’UBF partecipano 200 persone, compresi tra 50 e 100 ministri, di 15 Stati.

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