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Tremila in piazza per Quentin a Lione, i lepenisti disertano la marcia

Dietro grandi ritratti di Quentin Deranque, più di 3.000 persone hanno marciato ieri a Lione, nella Francia centro-orientale, chiedendo "giustizia" per il giovane attivista di estrema destra picchiato a morte da esponenti dell'estrema sinistra. 

La manifestazione si è svolta sotto una stretta sorveglianza della polizia, poiché le autorità temevano scontri in un contesto di accresciute tensioni politiche innescate dal caso. 

Tra la folla non c'erano bandiere o simboli di organizzazioni, ma simboli di estrema destra e, soprattutto, discorsi fortemente politici contro il "sinistrismo" e la "violenza antifascista". Il candidato presidente della destra, Jordan Bardella, da tempo impegnato nella riconversione centrista del Rassemblement national, ha invitato esplicitamente i suoi militanti a non partecipare.

Intanto ha avuto conseguenze diplomatiche lo scontro avvenuto questa settimana in merito alla morte di Quentin Deranque, con Emmanuel Macron che ha chiesto a Giorgia Meloni di smettere di "commentare ciò che accade in altri Paesi". L'incontro italo francese in programma agli inizi di aprile è stato rimandato a giugno

In testa al corteo, le giovani donne di Némésis reggevano rose bianche. Cartelli con la scritta "L'estrema sinistra uccide" erano appesi accanto alle bandiere francesi. 

La marcia si è conclusa dopo circa due ore a rue Victor Lagrange, dove avvenne il pestaggio del ventitreenne e dove i dimostranti hanno deposto una corona di fiori, per poi disperdersi. Durante il percorso sono stati scanditi slogan come "antifa assassini", "questa è casa nostra" e "l'estrema sinistra uccide".

Quentin Deranque è stato colpito a morte il 12 febbraio, a margine di una conferenza tenuta da Rima Hassan, membro del Parlamento europeo per La France Insoumise (LFI, sinistra radicale), a Lione, dove si era recato per garantire la sicurezza degli attivisti del collettivo identitario Nemesis. 

Sette giovani sono sospettati. La procura di Lione ha richiesto per ciascuno di essi l'accusa di omicidio volontarioviolenza aggravata e associazione a delinquere criminaleSei degli imputati sono stati rinviati a giudizio per tutti e tre i capi d'imputazione; il settimo per complicità in omicidio volontario, violenza aggravata e associazione a delinquere.

Il numero dei fermi è poi salito a 11. La polizia ha preso in custodia un uomo, considerato uno dei principali sospettati, e la sua compagna. Tra i fermati, ci sarebbero, rivela l'emittente francese BFMTV, anche due donne arrestate in quanto sospettate di aver fornito ai principali sospettati un alloggio o un luogo di rifugio. Bardella ha attaccato duramente Malenchon:  Arnault, il deputato per cui lavorano due dei fermati dovrebbe "dimettersi", attorno a La France Insoumise bisogna erigere un "cordone sanitario". 

Presidio del Blocco studentesco per Quentin

Gli studenti romani del Blocco studentesco si sono ritrovati sabato a Piazza Cola Di Rienzo con una dimostrazione in risposta all’assassinio di Quentin Deranque, ucciso a Lione dopo essere stato circondato e colpito da un gruppo di antifascisti.Le immagini diffuse - precisa una nota dell'Ufficio stampa di CasaPound - mostrano una dinamica inequivocabile: un giovane militante accerchiato, picchiato e lasciato a terra privo di sensi. Quentin si era fatto avanti per proteggere alcune attiviste di un collettivo femminista identitario che contestavano la presenza dell’eurodeputata Rima Hassan alla facoltà di Scienze politiche.

“L’antifascismo militante - inizia la nota - legittimato politicamente, culturalmente e mediaticamente, non è una semplice etichetta ideologica: è una pratica che produce odio organizzato e violenza. La trasformazione dell’avversario politico in nemico da colpire è il risultato di anni di delegittimazione sistematica. Oggi quel clima ha un nome e un volto ben preciso: quello dei deputati eletti dalle file antagoniste”.

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