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Assalto alla Cgil, nove i condannati nei processi con il rito abbreviato



Condanna per i 6 imputati che hanno scelto il rito abbreviato accusati dell'assalto alla sede nazionale della Cgil a Roma, nell'ambito della manifestazione no green pass dello scorso 9 ottobre. 
Il tribunale di Roma ha condannato per devastazione e resistenza le sei persone che hanno scelto di essere giudicate con rito abbreviato a scontare complessivamente 33 anni e 2 mesi di carcere.
Il pubblico ministero ne aveva chiesto in totale 45 anni: 8 anni di reclusione  per Fabio Corradetti, figlio  della compagna del leader romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, per Massimiliano Ursino, leader  palermitano di Forza Nuova, Roberto Borra e Massimiliano Petri. Tutti e quattro hanno recidive specifiche. Mentre per gli altri due imputati, il torinese Federico Trocino e il romano Francesco Bellavista, il pubblico ministero ha chiesto 6 anni e mezzo di reclusione: entrambi sono incensurati.

AGGIORNAMENTO

In Appello sono state riunite le diverse condanne con rito abbreviato. I giudici della prima sezione penale della Corte d'Appello della Capitale hanno confermato le condanne per 9 degli imputati con pene fino a sei anni, tra gli altri, Fabio Corradetti e Massimiliano Ursino, leader palermitano di Forza Nuova. 

Ridotta lievemente la pena per Mirko Passerini che passa da 5 anni e mezzo a 5 anni e quattro mesi e per Claudio Toia, appartenente al gruppo ultras juventino 'Antichi valori' e considerato dagli inquirenti vicino  a Forza Nuova, da 7 anni e 2 mesi a 5 anni e 4 mesi. Il fratello Umberto è oggi tra gli imputati nel processo di appello contro gli ultras bianconeri condannati in primo grado per tentata estorsione ai danni della società. 

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