Otto anni dopo, in ricordo di Pino Rauti - <b>FascinAzione</b>

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lunedì 2 novembre 2020

Otto anni dopo, in ricordo di Pino Rauti

 


Cinque anni fa, in occasione del terzo anniversario della morte di Pino Rauti, pubblicai due post di "rassegna" sul grande speciale (22 post). Per una delle tante macumbe del web riuscii a ritrovare e a linkare solo 15 dei post. Oggi, grazie al nuovo layout scelto dal sempre prode Antonio "webmaster" Cacace, è possibile chiudere qualche falla: mancano così solo 3 post:

Speciale Rauti/6 La destra istituzionale omaggia l'intellettuale rigoroso, il militante di base l'amico e il maestro

Accanto ai messaggi ufficiali e le prese di posizione politiche in omaggio al leader politico scomparso, e quasi a fare da contrappeso al nutrito fuoco di sbarramento degli avversari, sono numerose anche le testimonianze di affetto di militanti di base personalmente legati a Pino Rauti. Io ne riporto uno che mi è stata offerta oggi pomeriggio. 
"Sguardo verso il Sole, fucile verso terra..." Josè Antonio Primo de Rivera. Ti saluto così, Pino.
Così, sulla mia bacheca di Facebook ha postato Ferdinando Parisella: "E così, di colpo, per l'ennesima volta, ti scorre la vita davanti. Pino Rauti, il mio maestro, il mio primo "vero" ispiratore, l'amico di famiglia, l'uomo che in casa da ragazzino, mio Padre mi ha fatto conoscere appena uscito dalla galera. E poi, la necessità, diceva Lui, di leggere, leggere, leggere, cominciando da Orientamenti. Sì, via degli Scipioni 268. LEGGI TUTTO

La storia di Pino Rauti/7: dalla fondazione dei Far alla nascita della corrente giovanile evoliana

Proseguiamo nel lavoro di ricostruzione della figura storica di Pino Rauti, massima espressione umana di una corrente minoritaria ma importante del neofascismo italiano. E partiamo dalle origini, dal primo dopoguerra. Il testo è il primo capitolo del libro Naufraghi (con opportuni tagli)
I FASCI D’AZIONE RIVOLUZIONARIA sono fondati nell’ottobre 1946 a Roma come organizzazione unitaria clandestina del neofascismo rivoluzionario con una distinta struttura paramilitare, l’ESERCITO NAZIONALE ANTICOMUNISTA. Una scelta obbligata perché i leader, Romualdi e Baghino, erano condannati a morte per attività antipartigiane. Sono ammessi solo i reduci di Salò (iscritti al partito o militari) e i “non collaboratori” con il regime democratico e gli invasori. Aderiscono gruppi di diversa natura con articolate posizioni politiche: il carattere anarchico è componente essenziale dell’antropologia fascista. LEGGI TUTTO

Rauti story/8 - Dalla Legione nera ai Figli del Sole: dalla milizia clandestina alla ricerca iniziatica

Proseguiamo nel lavoro di ricostruzione della figura storica di Pino Rauti, massima espressione umana di una corrente minoritaria ma importante del neofascismo italiano. Il testo è il secondo e parte del terzo capitolo del libro Naufraghi (con opportuni tagli) e racconta gli ultimi anni Quaranta e la prima metà degli anni Cinquanta
Il logo e il mito sopravvivono alla fine dell’organizzazione [dei Fasci di azione rivoluzionaria]. Nel gennaio 1949 sono arrestati numerosi militanti, mentre preparano l’affondamento, nel porto di Taranto, della nave destinata all’URSS come riparazione dei danni di guerra. Il giudice, che li condanna con mitezza, non nasconde rispetto per i giovani patrioti. Nella sua autodifesa il principale accusato, ["Lello"] Graziani, il cui carisma comincia ad emergere, oppone l’eroismo degli ufficiali giapponesi, che si rifiutano di sopravvivere alla disfatta, e la vergogna che gli suscita l’opportunismo dei generali italiani: l’azione del commando era – come la scelta di Salò – un modo di “salvare l’onore”. Un mito che innerverà l’immaginario di varie generazioni militanti in un rapporto spesso vago con la realtà effettuale e le pratiche consumate. LEGGI TUTTO

Rauti story/9: con il centro studi nasce un Ordine (nuovo) di credenti e di combattenti

Continua la ricostruzione storica della vicenda politica di Pino Rauti e di Ordine nuovo. In questa puntata (la terza della serie ricavata dal volume 'Naufraghi') è dedicata alla scissione del Msi e alla nascita del Centro studi.
Per ripetere questa straordinaria fusione [tra ricerca spirituale e pratica militante] bisognerà aspettare 25 anni: solo in TERZA POSIZIONE l’ordine cavalleresco (la LEGIONE) sarà sovraordinato al nucleo operativo. Non a caso, isimbolo di TP è la “runa del guerriero”. Dalla fine degli anni ’60, infatti, la ricerca sapienzale, che si spinge sull’oscuro piano dei rituali operativi, dalla magia sessuale fino alla stregoneria, rappresenterà una via di fuga dalla milizia. Subito dopo la scissione di ORDINE NUOVO nel 1969, si autonomizza il gruppo dei DIOSCURI che in precedenza aveva portato avanti all’interno del centro studi la ricerca esoterica. Lo stesso Renato Dal Ponte, massimo esperto dell’esoterismo evoliano, fatica a dire fino a che punto il lato ritualistico legato a questa ripresa della tradizione romana può essere distinto da tematiche e pratiche operative magiche già in uso nel GRUPPO DI UR del 1927-29. LEGGI TUTTO

Lo speciale del 2015

1a parte 

2a parte

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