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Speciale Rauti/6 La destra istituzionale omaggia l'intellettuale rigoroso, il militante di base l'amico e il maestro

Accanto ai messaggi ufficiali e le prese di posizione politiche in omaggio al leader politico scomparso,  e quasi a fare da contrappeso al nutrito fuoco di sbarramento degli avversari, sono numerose anche le testimonianze di affetto di militanti di base personalmente legati a Pino Rauti. Io ne riporto uno che mi è stata offerta oggi pomeriggio.
"Sguardo verso il Sole, fucile verso terra..." Josè Antonio Primo de Rivera. Ti saluto così, Pino. 
Così, sulla mia bacheca di Facebook ha postato Ferdinando Parisella: "E così, di colpo, per l'ennesima volta, ti scorre la vita davanti. Pino Rauti, il mio maestro, il mio primo "vero" ispiratore, l'amico di famiglia, l'uomo che in casa da ragazzino, mio Padre mi ha fatto conoscere appena uscito dalla galera. E poi, la necessità, diceva Lui, di leggere, leggere, leggere, cominciando da Orientamenti. Sì, via degli Scipioni 268. La colla, il secchio ed una montagna di libri da portare a Latina nella mia cinquecento. Piazza San Giovanni di Dio, viale Medaglie d'Oro, via Crescenzio, la casa di Andriani per dormire, via Bragadin, casa Barbaro a mangiare, poi torna al Liceo, al Circolo Romualdi con Cappelletti, Tarchi, finalmente uno, Rauti, che ti lascia fare, che ti lascia crescere nella contemporaneità, i Campi Hobbit, gli amori giovanili, ma che ti obbliga a leggere, si ma.....ma certo eravamo giovani, anzi giovanissimi...e poi, tanto altro ancora...comprese le serate a casa dei miei a Badino, a fargli vedere le diapositive del 3°Campo Hobbit. Loro, Pino e mio Padre, appena cinquantenni, ad esaltarsi su questi giovanissimi che parlavano un linguaggio strano, mai più nostalgico....e qualche giorno dopo, la strage di Bologna. E dopo tanti anni, te lo ritrovo indagato anche per quella orrenda vigliaccata contro il popolo italiano. Sì, scorre veloce il racconto. I congressi, le sediate. Finchè, un giorno mi disse "A Ferdinà, sarà pure ora che mi chiami Pino". Sempre sfrontato con tutti, timidezza sconosciuta, eppure con quella frase mi lasciò senza fiato...Scorre veloce, velocissimo il ricordo. Fino ad oggi. Avevo chiesto, circa un mese fa, a Renato Manzini come fare per rivederlo....Non ho fatto in tempo. E dopo Paolo Signorelli, ci/mi lascia Pino Rauti. Tanto devo Pino, tanto devo a Paolo, tanto dobbiamo a loro. Un abbraccio ad Alessandra e Isabella".
Un'ultima serie di dichiarazioni e comunicati sulla morte di Pino Rauti, per concludere la serata, ma non certo lo speciale a lui dedicato. Partiamo dal suo storico avversario, che parla da uomo delle istituzioni: "Il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa dell'on. Pino Rauti, uomo politico che ha rappresentato una parte di rilievo nella storia della Destra italiana. Parlamentare rigoroso, intellettuale di profonda cultura, Rauti ha testimoniato con passione e dedizione gli ideali della nazione e della società che appartengono alla storia politica del nostro Paese. Ai familiari esprimo i sentimenti della più intensa vicinanza mia personale e della Camera dei deputati". 
Così anche la presidente del Lazio, Renata Polverini:La scomparsa di Pino Rauti ci rattrista profondamente. Se ne va un uomo di cultura, un intellettuale, un politico appassionato. A nome mio e dell’amministrazione regionale esprimo sincero cordoglio e vicinanza alle figlie Isabella e Alessandra e ai familiari tutti”. 
Allo stesso tema centrale - il rigore e il valore intellettuale - si rifà il braccio destro di Fini, Italo Bocchino: "Con Pino Rauti scompare uno dei grandi protagonisti della destra italiana. Pur non avendo mai condiviso le sue tesi interne al Msi, a Rauti tutti noi dobbiamo riconoscere una caratura intellettuale che ha affascinato intere generazioni".
Dalla scuola rautiana proviene invece - e lo rivendica con orgoglio - la prima donna ministro espressa dal Msi, Adriana Poli Bortone, oggi presidente di Grande Sud: "Con Pino Rauti - scrive la senatrice - scompare l'ultimo testimone di quella destra italiana venuta fuori dalle macerie della guerra e del dopoguerra. Nella mia memoria Rauti rimarrà come espressione di una destra sociale colta e passionale e come politico autentico, interprete di percorsi culturali moderni e illuminati. A lui il ricordo grato di chi come me ha condiviso momenti importanti della vita del Movimento sociale italiano".
Franco e leale - si sarebbe detto un tempo - il messaggio di cordoglio della redazione di Punto Zenith, il progetto editoriale che esprime posizioni vicine a quelle di Stefano Delle Chiaie: "E' morto Pino Rauti. Al di la' delle questioni che ci divisero non si può non riconoscere anche quanto di positivo fece soprattutto per chi, come noi, venne dopo la Repubblica Sociale e, grazie a Ordine Nuovo, da lui voluto, fu possibile immaginare nuove frontiere per le nostre Idee.



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