Violenze e razzismo, chiuso a Chioggia un lido cult - <b>FascinAzione</b>

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giovedì 8 agosto 2019

Violenze e razzismo, chiuso a Chioggia un lido cult

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Atti di razzismo e violenze anche sotto l’ombrellone, compiuti da chi doveva proteggere la tranquillità dei turisti. Non solo buttafuori che malmenavano i clienti, ma perfino un filtro arbitrario all’ingresso della spiaggia, basato sul colore della pelle. Per questo il Questore di Venezia ha disposto la sospensione per 15 giorni della licenza al "Cayo Blanco" stabilimento balneare di Chioggia-Sottomarina frequentatissimo dai giovani per il ricco cartellone di eventi e happening. Un provvedimento cautelare, in base dell’art. 100 del testo unico di pubblica sicurezza, conseguente ad una escalation di episodi violenti e razzisti dei quali è accusato il personale di sicurezza della struttura ai danni degli avventori.
Il lido chioggiotto torna così sotto i riflettori della cronaca, dopo il caso della "spiaggia fascista" del luglio 2017, quando fece scalpore l’arenile tutto foto di Mussolini e slogan al manganello di "Playa Punta Canna". Anche se poi l’ipotesi di apologia del fascismo venne archiviata.
Non ideologia ma fatti accertati da Carabinieri e Polizia sono invece alla base del provvedimento della Questura per il Cayo Blanco’. L’ultimo episodio risale alla sera del 3 agosto scorso: un uomo di 43 anni è stato dapprima spinto fuori dal locale e, dopo aver reagito, è stato colpito con calci e pugni da un buttafuori dello stabilimento. L’uomo ha riportato la frattura di perone e mascella, ed ha avuto una prognosi di 30 giorni. Nello stesso locale, qualche giorno prima, riferisce la Questura, c’era stato anche un episodio di discriminazione razziale: il personale della sicurezza aveva impedito l’accesso ad un giovane ventenne italiano di origine etiope, residente nel rodigino. Era in compagnia di altri amici quando il personale del ’Cayo Blanco’ lo aveva bloccato all’ingresso, spiegando - è quanto ha denunciato ai carabinieri - che "non potevano entrare persone con la pelle scura". La scusa sarebbe stata che nel locale c’erano stati dei furti di cui erano sospettate "persone di colore". Furti di cui però gli investigatori non hanno mai ricevuto denuncia.
Accertamenti congiunti del Commissariato di Polizia e della compagnia Carabinieri di Chioggia hanno fatto emergere altre violenza verificatisi nel locale; tra queste un’aggressione a un avventore che aveva subito la frattura delle ossa nasali, con prognosi di 20 giorni. Fatti, sottolinea la Questura, che hanno generato un elevato allarme sociale, evidenziando "una non adeguata vigilanza del locale da parte del gestore", e minato "pericolosamente diritti costituzionalmente garantiti quali la pari dignità sociale senza distinzione di sesso, razza, lingua e di religione", che devono essere garantiti specie da chi ha autorizzazioni di pubblici esercizi. "Rappresentano pertanto - evidenzia il Questore - una preoccupante minaccia all’ordine e alla sicurezza pubblica, aggravata da aspetti di deriva razziale, in special modo se riferiti ad un luogo di ritrovo per un significativo numero di giovani".

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