Il sindaco di Trieste: l'intimidazione a CasaPound un attentato contro la democrazia - <b>FascinAzione</b>

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lunedì 4 febbraio 2019

Il sindaco di Trieste: l'intimidazione a CasaPound un attentato contro la democrazia

Il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza si augura che "le forze dell’ordine facciano chiarezza sul responsabile del gesto intimidatorio e vile in via San Zaccaria a Trieste davanti la sede di un partito politico che rimanda la memoria agli anni bui che abbiamo già vissuto". Il riferimento è al contenitore di vernice con un topo morto dentro lasciato davanti alla sede appena inaugurata di CasaPound e scambiato per un ordigno esplosivo.
"Il Paese - osserva il sindaco - ha lottato e sofferto per poter oggi vivere in democrazia. Proprio in forza di questo principio tutti i partiti politici presenti nel nostro Paese sono riconosciuti come tali e si possono presentare alle elezioni perché si richiamano ai nostri principi costituzionali, altrimenti sarebbero organizzazioni illegali". 
"Anche il confronto e la dialettica politica è tutelata dalle nostre regole democratiche - osserva - ma questo deve avvenire sempre nel rispetto delle regole e delle persone. Ringrazio la Questura e le forze dell’ordine per il lavoro di questi giorni e gli artificieri che sono intervenuti prontamente". 
"Intimidazioni come quella avvenuta in via San Zaccaria - conclude Dipiazza - rappresentano un attentato alla nostra democrazia, alla libertà di ognuno di noi e mi auguro che ogni forza politica condanni quanto accaduto".

Un denunciato per procurato allarme: è un 33enne

Deferito in stato di libertà dalla Digos della Questura di Trieste alla Procura della Repubblica, A.P. di 33 anni, per il reato di procurato allarme. Il giovane ieri aveva "abbandonato" un barattolo per vernici davanti all’ingresso della neonata sede di Casa Pound in centro città.
I militanti del movimento politico, visto l’involucro abbandonato, hanno fatto intervenire le forze dell’ordine che hanno poi richiesto l’intervento degli artificieri della Polizia. All’interno del barattolo è stato trovato un ratto deceduto di grandi dimensioni. Quindi tramite l’esame delle immagini dell’impianto di videosorveglianza della sede di Casa Pound è stata individuata la presenza di un uomo mentre si allontanava dopo aver lasciato il barattolo sotto la sede.
Immediate ricerche hanno permesso di individuarlo in una via poco distante: aveva anche assistito alle operazioni da parte delle forze dell’ordine. Negli uffici della Questura A.P. ha
ammesso la paternità dell’atto attribuendolo a motivazioni di carattere denigratorio nei confronti di Casa Pound.

1 commento:

  1. un attentato contro la democrazia! un secchio con un topo dentro! ma parlano seriamente o scherzano?

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