Lucca: 4 attivisti di Forza Nuova a giudizio per apologia di fascismo - <b>FascinAzione</b>

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sabato 19 gennaio 2019

Lucca: 4 attivisti di Forza Nuova a giudizio per apologia di fascismo


Citazione diretta a giudizio il 4 ottobre 2019 di fronte al giudice monocratico per i quattro attivisti di Forza Nuova accusati di apologia di fascismo per aver appeso, nel novembre 2017, nella corte di S. Alessio di fronte all’abitazione del sindaco Alessandro Tambellini uno striscione che inneggiava a Mussolini definito «unico cittadino onorario».
Ad essere stati citati in giudizio sono Giovanni Damiani, segretario provinciale di Forza Nuova, Leonardo Cabras, coordinatore per il Centro Italia, Michele Ghilarducci, segretario territoriale in Versilia, Eugenio Nardi, militante.
Secondo l'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Salvatore Giannino e affidata alla Digos sono stati loro ad affiggere lo striscione fascista sotto la casa del sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini.
L’episodio risale alla notte tra il 21 e il 22 novembre del 2017 quando, un vicino del sindaco alzatosi di buon mattino, si trovò di fronte lo striscione che recava questa frase «Unico cittadino onorario s. e. Benito Mussolini».
Accertamenti condotti dalla Digos guidata da Leonardo Leone hanno permesso di raccogliere materiale probatorio utile a confermare che la sera del 21 novembre tre dei quattro esponenti di Forza Nuova (Cabras non c’era) si trovavano vicino all'abitazione del sindaco. A tradirli sarebbero stati i telefoni cellulari. Alcuni di loro il giorno dopo rivendicarono il blitz, che faceva seguito alla decisione del Comune di concedere la cittadinanza simbolica a 38 bambini nati a Lucca da genitori stranieri. «Abbiamo lasciato un messaggio chiaro e patriota proprio sotto casa del primo cittadino» dichiarava Giovanni Damiani in un post pubblicato sulla pagina di Forza Nuova Lucca il 22 novembre. «È bene che questa classe politicante capisca che gli italiani sono estremamente stufi di loro e della loro amministrazione anti italiana» gli faceva seguito Leonardo Cabras.
Un gesto, quello striscione fascista, che per loro era ritenuto di protesta contro le politiche di accoglienza e apertura agli stranieri residenti a Lucca da parte della giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Tambellini.

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