Un Salvini molto ecumenico riempie piazza del Popolo - <b>FascinAzione</b>

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domenica 9 dicembre 2018

Un Salvini molto ecumenico riempie piazza del Popolo

Il collega e amico Ernesto Ferrante è stato ieri a Roma alla manifestazione nazionale della Lega e la racconta ai nostri lettori.


Centinaia di bandiere, tanti dialetti ed oltre 220 pullman pagati dai militanti. Vessilli regionali e nazionali sventolano insieme sotto un cielo limpido e soleggiato. I quattro mori sardi e l'aquila a due teste albanese sono a pochi metri di distanza in una piazza gremita. Quasi del tutto assente il tradizionale verde padano. Predomina il blu e non risuona mai, nella piazza e sul palco, la parola "Nord".
La nuova Lega di Salvini supera agevolmente il banco di prova di una delle piazze romane più simboliche. A Piazza del Popolo, il ministro dell'Interno parla di "rivoluzione del buonsenso" e sceglie toni pacati. Cita De Gasperi, Wojtila e soprattutto Martin Luther King. "Per farsi nemici basta dire quello che si pensa. C'è bisogno di unità e di concordia", esclama Salvini, aprendo idealmente il Pantheon leghista al leader per i diritti civili degli afroamericani.
Ringrazia "Luigi" (Di Maio, ndr) per il lavoro fatto insieme fin qui e ribadisce l'intenzione di portare a termine la legislatura. Attacca i critici di professione e propone provocatoriamente di istituire un albo professionale che li inquadri. Dice di voler tener duro con Bruxelles e punzecchia Macron, pur condannando le violenze di piazza. Strappa applausi quando parla di culle piene, di presepe e di tutela dell'identità. Non manca il riferimento alla riduzione del numero degli arrivi, al taglio dei guadagni dell'industria dell'accoglienza e alla chiusura dei luoghi di spaccio e di morte. Il titolare del Viminale annuncia che si recherà nelle Marche per esprimere la solidarietà sua e del Governo ai familiari delle giovani vittime dell'assurda tragedia accaduta la notte prima e promette inflessibilità verso i colpevoli. Tra i tanti striscioni, ve n'è uno che cattura gli occhi e l'attenzione di tanti: "Salvini-Di Maio, insieme fino alla vittoria". Nella piazza romana i richiami al centrodestra sono quasi del tutto assenti. Salvini non pronuncia mai i nomi di Berlusconi e Meloni da un palco che vede in prima fila i sindaci leghisti, dove spicca Gabriele Piatto, sindaco di Frignano, in provincia di Caserta. In attesa dei congressi e delle più volte annunciate modifiche statutarie, la Lega si rinnova in piazza, insieme ai suoi militanti. Da Roma arriva un segnale forte tanto agli alleati che agli avversari. A chi parla di sondaggi gonfiati, toccherà prender nota delle oltre sessantamila presenze a Roma, in piazza del Popolo, in un 8 dicembre che potrebbe avere un peso politico notevole.
Ernesto Ferrante

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