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martedì 11 dicembre 2018

Fasci italiani del lavoro: per 4 mesi di gestione social ora rischia 3 anni e mezzo.

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Poco meno di 20 anni di reclusione per sette dei nove imputati del processo a carico dei Fasci Italiani del Lavoro. E' l'ammontare  delle condanne chieste questa mattina dal procuratore capo Manuela Fasolato. Il processo si svolge con rito abbreviato davanti al gup Gilberto Casari. Il giudice ha quindi aggiornato l'udienza al prossimo 22 marzo, quando emetterà le sentenze.

 Ai nove imputati si contesta la ricostituzione del disciolto partito fascista in violazione della Legge Scelba e della XIIª disposizione transitoria della Costituzione. La pena più alta è stata chiesta dalla procura di Mantova nei confronti di Claudio Negrini, segretario dei Fasci italiani del Lavoro: 4 anni di reclusione. A sua figlia Fiamma Negrini, eletta e decaduta per quella lista nel consiglio comunale di Sermide e Felonica, il pm contesta la sola partecipazione e chiede 20 mesi. Un anno e sei mesi per Pasqua Lombardo di Bologna e Simone Grazio di Verona, anche loro accusati solo di partecipazione. Tre anni e 10 mesi per Giuseppe Ridulfo di Palermo; 3 anni e 6 mesi la richiesta per Vincenzo Stravolo di Napoli; 3 anni 4 mesi e 20 giorni di reclusione per Marco Piraino. Elvira Tormene di Rapallo, più volte in lista con Negrini, e Sergio De Biasio, di Verona, anche loro accusati solo di partecipazione, hanno scelto di affrontare il processo con rito ordinario. Anche per loro il giudice deciderà il prossimo marzo.

Poche ore dopo la richiesta di condanna formulata dal Pubblico Ministero, Vincenzo Stravolo, imputato napoletano in questo processo, ci invia una lettera nella quale precisa di non aver mai aderito al movimento Fasci Italiani del lavoro ma di aver solamente gestito, a titolo di cortesia, per cui gratuitamente, la pagina Facebook del movimento, mantenendo i contatti con i quotidiani, le emittenti televisive e radiofoniche dal giugno al settembre del 2017

Caro Ugo, caro Giuseppe, cari lettori,

mi chiamo Vincenzo Stravoli, ho 39 anni  lavoro come addetto alla reception in un hotel a Napoli. Sono quasi dodici anni che svolgo attività politica nell'area della destra radicale.
Infatti inizio il mio percorso politico nel 2007 con la Fiamma Tricolore, nel 2008 con Forza Nuova  Erano le mie prime esperienze di militanza, prima del 2007 non avevo militano in nessun movimento e/o partito.
 Nel 2011 aderisco al Movimento Patria Nostra dove ho ricoperto i ruoli di Coordinatore regione Campania e Vice Segretario Nazionale, dimettendomi  a fine 2011. Dal 2012 al 2016 sono prima militante politico e dirigente in Forza Nuova occupando i seguenti ruoli: responsabile Dipartimento Politiche Sociali FN Napoli, segretario cittadino di Napoli, segretario provinciale di Napoli, responsabile nazionale Ufficio Reclutamento, dimettendomi dall'incarico nell'aprile del 2016. A maggio 2016 aderisco al Fronte Nazionale di Adriano Tilgher ricoprendo il ruolo di Commissario provinciale di Napoli, ruolo lasciato nel dicembre 2016 unitamente al movimento. Nel maggio 2017 accetto di candidarmi come indipendente nella lista "Insieme per Melito" (composta dal Popolo della Famiglia e Terra Nostra) alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale che si sono svolte lo scorso  11 giugno 2017. Nel gennaio del 2018 aderisco a Casapound Italia. 
Inoltre, da quasi 4 anni,  sono impegnato nel sociale  con un'Associazione di promozione sociale che aiuta le famiglie italiane in difficoltà, e da settembre 2018 svolgo attività di volontariato come guardia ambientale con un associazione operante nel comune di Melito di Napoli. Mi sono ritrovato coinvolto nell'indagine a carico dei Fasci Italiani di Lavoro per puro caso. Di questo movimento conosco il fondatore Claudio Negrini da anni, ma non ho mai aderito al suo movimento. Nel giugno del 2017 quando la figlia Fiamma è stata democraticamente eletta alla carica di consigliere comunale nel Comune di Sermide e Felonica(MN) grazie al consenso di oltre il 10% degli elettori, Claudio, suo padre mi chiese la cortesia di gestire la pagina Facebook del suo movimento, i rapporti con la stampa e le televisioni.
Una gestione della pagina Facebook e dei rapporti con i media, a titolo di cortesia, quindi gratuito, che sarebbe durata il tempo necessario per far calmare le acque dopo la bufera che aveva coinvolto il movimento dopo l'elezione di Fiamma Negrini a consigliere comunale. 
Una elezione non piaciuta per niente ai militanti della sinistra antifascista del mantovano che aveva minacciato più volte la ragazza. Minacce cosi forti da costringere il padre ad allontanare la figlia dalla casa.

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