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venerdì 16 novembre 2018

Per il generale Pappalardo la prospettiva non è l'Europa ma l'Italia universale

Il programma radiofonico Il Morso della Pecora che conduco insieme all'avvocato Mario Colella ed al professor Norberto Gallo nella puntata di giovedì 15 novembre ha avuto come ospite politico il generale Antonio Pappalardo, ex generale dei Carabinieri in congedo, già deputato eletto nelle file del Partito Social Democratico, ex sottosegretario all'Economia nel governo tecnico Ciampi, ora leader del Movimento Liberazione Italia, movimento per il quale, salvo sorprese, dovrebbe correre come governatore della Basilicata alle prossime regionali.
Stimolato dal collega Norberto Gallo, il generale Pappalardo ha parlato della sua esperienza di deputato nelle file del Partito Social Democratico, unica forza che ha voluto accogliere, nelle sue file, candidandolo alla Camera dei Deputati nelle sue liste e di sottosegretario all'Economia del governo tecnico di Carlo Azeglio Ciampi. Un'esperienza, durata davvero poco tempo. Infatti la carica gli verrà revocata nemmeno due settimane dopo: l’11 maggio il tribunale militare lo condanna a otto mesi di reclusione per una diffamazione ai danni del Comandante generale dell’Arma, Antonio Viesti (la condanna verrà poi annullata dalla Cassazione nel dicembre del 1997, ndr). Ciampi lo invita a dimettersi, lui rifiuta.  Successivamente arriva una richiesta di lasciare l'incarico direttamente dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che lo invita ad ingoiare il rospo e dimettersi.
Dopo aver parlato delle prossime iniziative del Movimento Liberazione Italia che ha organizzato per il giorno 5 dicembre una manifestazione a Roma nel corso dovrebbero ricevere, salvo sorprese, le dimissioni del Presidente della Repubblica, del capo del governo, dei ministri e dei deputati, in quanto ritenuti abusivi, il generale ha parlato delle relazioni tra il nostro paese e l'Europa ritenute fondamentali.
Noi spesso e volentieri, ha affermato Pappalardo, dimentichiamo le nostre radici, l'Italia ha fatto parte di un grande impero (romano) che aveva la caratterizzazione dell'universalità, per cui chiunque, rispettando le leggi, stava nell'impero era cittadino romano. Una universalità che ci è stata trasmessa anche dalla Chiesa.
Per questo motivo l'Italia non può stare in Europa. Il nostro paese ha un respiro universale, stando in questa Europa, con Macron e Merkel il nostro paese è destinato alla morte, per cui deve uscire da questa morsa asfittica.
Per uscire da questa situazione di impasse il generale auspica la fondazione di un movimento politico squisitamente popolare sul modello di una destra di stampo gollista.


Nel radiogiornale Napoli on line vi è parte dell'intervento del generale Pappalardo che potete ascoltare cliccando qui

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